Fermare i pensieri in corsa, quando attraversano il nostro cervello; fissarli perché non si confondano nel caos di immagini quotidianamente registrate e di sensazioni assorbite mentre parliamo, osserviamo, percepiamo odori, ascoltiamo, mentre, cioè, i nostri sensi lavorano e noi inconsciamente li assecondiamo. Ecco, è questo ciò che faccio io portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

mercoledì 24 aprile 2013

Il Tema di Enrico

Buon sangue non mente - mi verrebbe da dire! Così voglio trascrivere un tema che mio figlio Enrico ha fatto in classe.
11 anni. Prima media.
E con una vis narrativa di cui sono molto orgogliosa.

TITOLO: "Immagina di essere un eroe greco sotto le mura di Troia

che si prepara ad affrontare una importante battaglia".

Mi trovo nel mio accampamento.
Sono ormai quasi dieci anni che tentiamo di assediare la maledetta Troia, senza alcun successo.
Centinaia di valorosi soldati achei continuano a morire sotto le sue mura.
Con angoscia penso che sotto quelle mura potrei esserci io.
Ogni giorno Troia sforna decine di guerrieri pronti alla battaglia.
Non so per quanto ancora resisteremo.
Achille si è ritirato dalla guerra pochi giorni fa e noi ci sentiamo perduti.
Ettore, elmo lucente, sembra inarrestabile; le nostre truppe stanno indietreggiando. A breve le nostre navi saranno incendiate.
Mi sto preparando alla battaglia, aspetto il segnale per scendere in campo
La mia armatura, ormai distrutta, sembra gridare aiuto, non penso che possa essere ancora utilizzata; la spada sembra a posto.
La tensione è alta, da un momento all'altro correrò a rischiare la vita ancora una volta per conto di quel vile di Agamennone.
Continuo a domandarmi se valga davvero la pena combattere, morire soltanto per il rapimento della bella Elena che in più sembra accettare l'amore di Paride…
Il richiamo! devo scendere in campo.
I Troiani, provo a colpirli con l'arco.
La mano è ferma, l'equilibrio è perfetto, prendo la mira e… scocco la freccia.


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