Fermare i pensieri in corsa, quando attraversano il nostro cervello; fissarli perché non si confondano nel caos di immagini quotidianamente registrate e di sensazioni assorbite mentre parliamo, osserviamo, percepiamo odori, ascoltiamo, mentre, cioè, i nostri sensi lavorano e noi inconsciamente li assecondiamo. Ecco, è questo ciò che faccio io portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

lunedì 30 giugno 2014

Un gradito ospite: Marco Di Nicola (p.2) - Concludendo...


Vorrei ancora provare a stuzzicare la curiosità del lettore con un piccolo assaggio de "Il vero oro nero" di Marco Di Nicola

Il traffico della mattina scorre via abbastanza liscio; c’è un netturbino dall’altra parte della strada che fa il suo dovere senza particolare fretta, scopa in mano e occhi fissi a terra, ìmentre un suo collega a bordo di un piccolo mezzo bianco lo segue passo passo. Bambini in grembiule tengono per mano i genitori che li accompagnano a scuola, trainando delle cartelle monumentali. Le nuvole scure sono sparite. Una mattinata serena, insomma.
Dal fondo dell’autobus, improvvisamente, sento arrivare un gran baccano.

Due uomini, piuttosto in là con gli anni: uno ha un cappello grigio calcato in testa, sciarpa di colore verde scuro attorno al collo e un “montone” così pesante, ma così pesante, che sarebbe sicuramente giudicato troppo caldo persino da un gruppo di ricercatori in partenza per il Polo nord.
L’altro è un tipo dritto come un fuso, nonostante l’età. Veste un bel cappotto marrone bordato di pelo scuro sul bavero, ed è pettinato come Piola subito dopo la vittoria dei Mondiali del 1938. Non ho capito perché stiano litigando, ma quello che era partito sicuramente come un garbato scambio di opinioni sull’attuale situazione politica del Paese o sul prezzo assurdo che hanno raggiunto gli ortaggi, per quello che ne so io, è presto degenerato in un feroce duello rusticano.
L’uomo con il cappello dà inizio alle danze con un ceffone ben assestato, al quale “Piola”  risponde con una sberla da cineteca.
La zuffa non ci mette molto ad incattivirsi. Dopo quel primo scambio, segue una fase di studio abbastanza lunga e tesa. Il centravanti della Nazionale campione del mondo, dopo un tentativo di destro sui denti andato a vuoto, si fa largo verso la postazione di guida, scalciando e sbuffando come un toro pazzo.
Poi si lancia in direzione dell’avversario; l’intenzione è di colpirlo al centro dello sterno con la testata più micidiale che si ricordi a memoria d’uomo.
Parte la rincorsa, ma il bersaglio umano si scansa appena in tempo con una mossa alla Dominguìn, ineguagliato idolo delle folle spagnole.
(CONTINUA)


Questo è il profilo su Twitter di Marco Di Nicola:
 https://twitter.com/MrcDiNicola

E questi i link dove potrete trovare il suo romanzo:

- Per chi ha un Kindle:
http://www.amazon.it/product-reviews/B00FMPDCTE/ref=dp_top_cm_cr_acr_txt?ie=UTF8&showViewpoints=1

Per chi ha un e-reader:
http://www.ultimabooks.it/il-vero-oro-nero

BUONA LETTURA!

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