Fermare i pensieri in corsa, quando attraversano il nostro cervello; fissarli perché non si confondano nel caos di immagini quotidianamente registrate e di sensazioni assorbite mentre parliamo, osserviamo, percepiamo odori, ascoltiamo, mentre, cioè, i nostri sensi lavorano e noi inconsciamente li assecondiamo. Ecco, è questo ciò che faccio io portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

martedì 17 giugno 2014

Sono trascorsi quattro anni...


Sono trascorsi quattro anni dall'esperienza più incredibile della mia vita, incredibile, sì, perché fino ad allora il progetto di partecipare ad un concorso letterario era stato accarezzato come uno dei tanti capaci di farmi sognare senza mai darmi la spinta per agire in concreto. Invece ho provato, mi sono lanciata nel vuoto delle aspettative, nel vortice delle attese cariche di speranze e quella piccola, ancora informe, mia caparbietà è stata alla fine premiata: ho vinto un concorso letterario, la terza edizione del Premio In-Edito che una piccola Casa editrice indipendente - Edigiò - aveva indetto nel 2009. Ho chiuso gli occhi ed ho immaginato possibile tutto questo e quando li ho riaperti tenevo stretta fra le mani la copia in carne ed ossa del mio primo romanzo.
Avere ricevuto il riconoscimento più grande, il primo premio del concorso letterario, mi aveva dato la possibilità di ottenere la pubblicazione gratuita del libro sotto l'etichetta della casa editrice, con tanto di codice ISDN, prezzo nel quarto di copertina, luogo e data di stampa nel colophon, ma soprattutto con il mio nome - Marina Guarneri - ben visibile sulla copertina sotto l'imperante titolo: 31 dicembre.
E' superfluo descrivere ogni tipo di emozione legata a quell'evento: euforia alla notizia della vittoria, eccitazione durante la fase intermedia di correzione e piccoli aggiustamenti prima della pubblicazione, nello scambio continuo di rapporti con la casa editrice che stava curando i dettagli (primo fra tutti la copertina, scelta da me), commozione alla vista di tutte quelle copie nuove, che profumavano ancora di carta e inchiostro, dentro il cubo di cartone ricevuto un giorno di fine settembre.
I mesi a seguire sono stati un crescendo di impegni e di coinvolgimenti emotivi: la presentazione del libro, le recensioni sui quotidiani locali, le interviste sul web e non ultimo la partecipazione come ospite ad una manifestazione culturale insieme ad altre note personalità nel mondo letterario.
Bello, speciale, direi unico: il mio sogno chiuso nel cassetto aveva avuto una collocazione privilegiata fuori dal mondo delle ipotesi, adesso era una realtà con orgoglio sistemata nella libreria di casa mia.
Cos'è accaduto negli anni successivi? Beh, ammetto subito un errore in cui incorrono credo tutti gli scrittori che cercano di togliersi di dosso l'etichetta di "emergenti": pensare di avere scritto il libro dell'anno, apprezzato da tutti, giudicato in modo molto positivo; fioccano i complimenti, gli auguri per un futuro radioso nel panorama letterario e non si rendono conto che sono tanti gli scrittori al loro esordio, un mare, no, un oceano di scrittori in cerca di fortuna, che scrivono storie molto belle e provano in ogni modo a venire fuori dall'anonimato, per non rimanere per sempre nell'ombra. E così io, non mi sento più fortunata di tanti altri, penso di avere preso al volo il mio treno ma di non riuscire a scendere alle fermate giuste; sono continuamente in corsa, mi sono tuffata in quell'oceano di giovani leve della narrativa, adesso sono una di loro e con loro nuoto in questo mondo infinito di nuove ricerche, nuove opportunità, nuovi sogni da rincorrere.
Perché non si finisce mai finché una casa editrice importante non ti acchiappa al volo riconoscendo il valore di ciò che hai scritto, finché non ti prende sotto la sua ala protettrice perché crede in te veramente (o forse è meglio dire che crede alle tue potenziali capacità di portare profitti all'azienda) e ti fa fare i passi giusti per darti un nome in campo letterario.
Puoi vivere male questo risveglio brusco dal sogno vissuto per un po', ma visto che a scrivere sono io e dunque non posso esimermi dal dare un contributo di pensiero soggettivo, dico che per me è stato diverso: quando il clamore attorno al mio libro è sfumato, ho continuato a scrivere per quel vero unico motivo che mi ha sempre spinto a farlo: il puro diletto personale. Non ho più il tempo di cui disponevo ai tempi universitari (periodo in cui scrissi 31 dicembre), in compenso ho molti altri impegni meno allettanti, forse, ma prioritari nella vita di una donna, moglie e madre.
Se qualcuno, tuttavia, ancora mi chiede "qual è stato il momento più importante della tua vita?", rispondo ancora adesso: quello in cui, durante una navigazione in rete, casuale, lessi "Premio Letterario In-Edito - 2009: Esito del concorso" e rapita da una foga premonitrice entrai in quella pagina web focalizzando come in un film un nome al primo posto, lente d'ingrandimento...
The winner is...
MARINA GUARNERI - 31 DICEMBRE!

Nessun commento:

Posta un commento