Fermo i pensieri in corsa, quando attraversano il mio cervello; li fisso perché non si confondano nel caos di immagini che quotidianamente registro e di sensazioni che assorbo mentre parlo, osservo, percepisco odori, ascolto, mentre, cioè, i miei sensi lavorano e io li assecondo inconsciamente. È questo ciò che faccio portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

lunedì 30 giugno 2014

Un gradito ospite: Marco Di Nicola (p.2) - Concludendo...


Vorrei ancora provare a stuzzicare la curiosità del lettore con un piccolo assaggio de "Il vero oro nero" di Marco Di Nicola

Il traffico della mattina scorre via abbastanza liscio; c’è un netturbino dall’altra parte della strada che fa il suo dovere senza particolare fretta, scopa in mano e occhi fissi a terra, ìmentre un suo collega a bordo di un piccolo mezzo bianco lo segue passo passo. Bambini in grembiule tengono per mano i genitori che li accompagnano a scuola, trainando delle cartelle monumentali. Le nuvole scure sono sparite. Una mattinata serena, insomma.
Dal fondo dell’autobus, improvvisamente, sento arrivare un gran baccano.

Un gradito ospite #1: Marco Di Nicola (p.1)



Mi fa piacere che un amico di penna sia venuto a trovarmi nel mio blog: così lo faccio accomodare, lo invito a sentirsi come a casa propria e insieme parliamo del libro che ha scritto.

venerdì 20 giugno 2014

La mia nuova sfida: il self-publishing



Ho sempre creduto nella magia della carta: della carta da lettere (di cui facevo raccolta per scrivere alle mie amiche lontane, quando ero bambina), dei fogli rigati del diario personale quando da adolescente mi sfogavo scrivendo, delle pagine dei libri che leggo per entrare in altre storie e in altre vite e in altre atmosfere. La magia della carta, sì!

martedì 17 giugno 2014

Sono trascorsi quattro anni...


Sono trascorsi quattro anni dall'esperienza più incredibile della mia vita, incredibile, sì, perché fino ad allora il progetto di partecipare ad un concorso letterario era stato accarezzato come uno dei tanti capaci di farmi sognare senza mai darmi la spinta per agire in concreto. Invece ho provato, mi sono lanciata nel vuoto delle aspettative, nel vortice delle attese cariche di speranze e quella piccola, ancora informe, mia caparbietà è stata alla fine premiata: ho vinto un concorso letterario, la terza edizione del Premio In-Edito che una piccola Casa editrice indipendente - Edigiò - aveva indetto nel 2009. Ho chiuso gli occhi ed ho immaginato possibile tutto questo e quando li ho riaperti tenevo stretta fra le mani la copia in carne ed ossa del mio primo romanzo.