Fermare i pensieri in corsa, quando attraversano il nostro cervello; fissarli perché non si confondano nel caos di immagini quotidianamente registrate e di sensazioni assorbite mentre parliamo, osserviamo, percepiamo odori, ascoltiamo, mentre, cioè, i nostri sensi lavorano e noi inconsciamente li assecondiamo. Ecco, è questo ciò che faccio io portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

martedì 16 giugno 2015

La sindrome dello spettatore passivo


Non ci siamo inventati un mestiere, ma di sicuro l'impegno è lo stesso; non abbiamo scelto di scrivere sul web, è stato il web ad ammaliarci con le sue promesse di universalità: il nostro pensiero liberato nello spazio infinito di voci e occhi nascosti, di fronte a una platea di invisibili lettori. Questo è il mondo in cui ci siamo piazzati, comodi e soddisfatti, con i nostri blog.

In tanti hanno affrontato il tema del perché avere un blog; io personalmente ho letto diversi articoli a riguardo e anche se in forma diversa, nella sostanza siamo tutti d'accordo che uno dei motivi per cui si vuole un blog è quello di stimolare una conversazione corale su un determinato argomento.

Avere un'esistenza per così dire "virtuale", pur prescindendo dalla presenza fisica, garantisce senz'altro una presenza sociale non di poco conto, così in rete possono svilupparsi interessi verso soggetti che difficilmente si incontrerebbero nella vita di ogni giorno e ho scoperto che questo ha il suo fascino. 
Il blog diventa una finestra sul mondo, un megafono attraverso cui amplificare i pensieri, una porta aperta su universi paralleli di idee, progetti, condivisioni e si entra in questa grande piazza, si ascoltano i discorsi di tutti, si spia con occhi curiosi, si dialoga usando parole scritte, che la rete rapidamente assorbe per poi restituire piacevoli, spesso utili, conoscenze.
Ho solo fatto confluire in queste poche righe ciò che ho scritto qua e la nei commenti a vari altri blog.
Nei commenti, ecco, la parola magica su cui voglio soffermarmi in questo post.

Tutti possono vantare una presenza nel web, chiunque può ritagliarsi un spazio nella blogosfera, ma non ogni blog esistente ha successo. Cosa ne decreta il successo? 
Un blog dev'essere interessante, cioè deve dire cose che rispondono in modo efficace ed esaustivo alle domande che hanno determinato la ricerca di quel dato argomento.
Un blog dev'essere riconoscibile, in modo da rimanere impresso e indurre l'ospite a ritornarvi con piacere; deve avere una voce che cattura l'attenzione e non solo per merito delle tematiche affrontate, ma anche per il modo in cui esse vengono trattate.
E secondo me, ultimo ma non ultimo, un blog deve essere "partecipato", cioè deve dare vita a una conversazione fra utenti che hanno voglia di condividere idee ed esperienze.
Riconosco, dunque, al commento, un ruolo importante.
Parlo della parte di pubblico che lascia l'impronta di sé in coda al post, un intervento prezioso per l'autore di esso perché gli offre la percezione di quanto e come il suo articolo arrivi, per così dire, a destinazione. Eppure, non sempre è così. E lo verifichiamo tutte le volte che le statistiche dei visitatori ci dicono che il numero di chi passa dalla pagina del blog è di gran lunga superiore a quello dei commenti rilasciati. In realtà c'è tutto un mondo sommerso di naviganti in rete che non si accomoda nel nostro salotto virtuale, ma rimane dietro la finestra, guarda da fuori, gli piace ciò che vede, ma non partecipa; apprezza, torna, pur restando dietro le quinte.
Così mi è venuto in mente di chiamare in causa questa categoria di presenze silenziose tra le pagine virtuali dei nostri blog, tutti coloro che sono affetti dalla sindrome dello spettatore passivo.

Cosa spinge l'utente a commentare?
Ovvio, l'interesse per l'argomento, ma da questo possono scaturire una serie di vari interventi: può essere un semplice ringraziamento per avere chiarito un dubbio o per avere dato la soluzione a un problema; può trattarsi del piacere di lasciare un'opinione personale sull'argomento; di un apprezzamento generale; di una nuova richiesta d'aiuto o una domanda (spesso da qui nascono dibattiti che, talvolta, risultano più interessanti dell'articolo stesso.)
Di contro, lo spettatore passivo è colui che non commenta.
In questo caso non è altrettanto ovvio il disinteresse per l'argomento, perché non avrebbe senso nemmeno leggere il post, a questo punto, no?
Allora ho elaborato delle tipologie di "non commentatori" che rispondono ad alcune caratteristiche particolari (chissà che tra di voi non ve ne sia qualcuno):

I commentatori pigri
Si dichiarano essi stessi tali, quando ogni tanto si affacciano in qualche blog, che normalmente seguono, per ricordare che loro, nonostante il silenzio, ci sono;

Quelli che non hanno nulla da dire
Attingono informazioni, ma non reputano necessario fare sentire la propria presenza; spesso capitano per caso in quel blog, sono ospiti occasionali, che non hanno alcun interesse a fare conversazione o sono ospiti abituali che, però, non hanno da aggiungere nulla alle cose già dette.

Quelli che si sentono a disagio nel dire come la pensano
Di solito sono timidi e insicuri, ritengono di poter dire cose superflue o di sbagliare a condividere la propria opinione, convinti che qualcuno l'abbia già espressa meglio; dicono "io scriverei le stesse cose, dunque perché ripeterle" e si defilano in silenzio oppure non si sentono all'altezza di una conversazione nella quale non possono vantare alcuna competenza.

Quelli che non hanno tempo
Non lasciano un commento perché vanno di fretta, magari leggono l'articolo nelle pause lavoro o nei ritagli di tempo e organizzare il pensiero richiede talvolta quell'attenzione che necessita di qualche minuto in più. Ci sono articoli talvolta lunghi e dettagliati che richiedono tempo per essere letti e tempo per essere commentati e  certo è possibile non averne.

Quelli che non trovano interessante l'articolo (non l'argomento)
Leggono l'articolo perché il motore di ricerca li ha indirizzati in quel blog, ma magari non trovano in esso esattamente ciò che cercavano o non ne sono soddisfatti, dunque danno una rapida occhiata, non si soffermano, non sono lì per fare conversazione.

Quelli che non sono interessati a interagire
Seguono vari blog, sono iscritti alla newsletter, ma non hanno né la voglia né l'interesse a mostrarsi. Si accontentano di apprezzare, di condividere le riflessioni contenute nell'articolo letto e poi, magari, usano il contatto privato tramite mail per dire ciò che pensano.

Quelli che si sentono di troppo
Si accorgono che a fare conversazione sono sempre le stesse persone che, ormai, hanno formato lo zoccolo duro dei commentatori di quel blog e questo scoraggia l'intervento in veste di nuovi arrivati.

Se mi chiedete che tipo di non-commentatrice sono io, vi dico che più che la pigrizia è il tempo che spesso non ho: seguire tanti blog mi impone di fare delle scelte, perché scrivere per il proprio e leggere gli aggiornamenti altrui con frequenza giornaliera non è semplice se a ciò si uniscono tutti gli altri impegni obbligatori richiesti dalla quotidianità.
Non mi sono mai sentita di troppo, in fondo mi sono presentata nei blog che trovo interessanti inserendomi in conversazioni altrui ben avviate e se ho da dire la mia non mi tiro indietro anche se qualche volta mi è capitato di essere snobbata dai padroni di casa (commentare non sempre significa ottenere la reciprocità).

E voi, che importanza date ai commenti, in veste di blogger o di semplici lettori? Quanti di voi sono affetti dalla sindrome dello spettatore passivo?

Naturalmente, è giusto il caso di ricordare che è gradito ogni vostro intervento!

35 commenti:

  1. Per quanto mi riguarda, uno dei problemi è sicuramente la pigrizia. Però anche la mancanza di tempo non scherza, considera che io seguo oltre 300 blog (non tutti di scrittura ovviamente) e se leggessi e commentassi tutti ma proprio tutti i post dovrei fare solo quello per tutto il giorno. Aggiungendo poi gli altri impegni, devo fare per forza una selezione.
    Resta verissimo quello che dici: i blog servono per confrontarsi, quindi sarebbe giusto lasciare la propria opinione quando l'argomento ci ha detto qualcosa.
    D'altra parte dobbiamo anche pensare che il commentare non viene naturale a chi non ha a sua volta un blog, anzi è il contrario. Conosco tante persone che leggono gli articoli senza lasciare tracce. Alcuni di loro ogni tanto mi scrivono in privato e io me ne stupisco sempre. Sicuramente sono molti di più rispetto a quelli che si esprimono.

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    1. 300, Maria Teresa? Caspita, io ne seguo una ventina e sono già tutta confusa! Si vede che anche in questo la tua esperienza è superiore!
      È vero quello che dici sul commentatore che non ha un blog, anzi è una categoria che andrebbe aggiunta. Recentemente sto sperimentando il commento via mail: molti preferiscono scrivermi in privato, ma a me sta bene pure così, è comunque una piacevole manifestazione di apprezzamento.

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    2. Sulla bacheca di blogger ne ho 192, a molti altri sono iscritta via mail, forse non arrivo a 300, ma li sfioro. Troppi, senza dubbio.
      All'inizio dell'anno mi ero ripromessa di fare piazza pulita, e invece ne ho aggiunti altri. Il problema pratico è che questa selezione richiede tempo, quindi ho cominciato a trasferire i blog che mi interessano davvero (tra cui il tuo!) su Feedly, sperando di ridurre il tutto a un numero più umano e gestibile :)

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    3. Il tuo apprezzamento mi gratifica molto, grazie! :D

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  2. Io se seguo un blog normalmente commento, a meno che l'articolo non sia così misero e banale da non suscitarmi alcuna riflessione. Ciò che però mi spinge a tornare e commentare di frequente è il tipo di legame che con il tempo si va a creare con gli autori. Essendo blogger anche io, noto che spesso il "following" si traduce in uno scambio di visite. E sinceramente è bello così, perché ho l'impressione di parlare con degli amici, e non con una massa informe! :)

    P.S. Ti ho rubato l'idea sui feticci! :-D

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    1. Se il blog è misero e banale nemmeno ci ritorni! Rimane un'esperienza con parentesi aperta e subito chiusa (mi è capitato).
      Sono d'accordissimo con il discorso dei legami con gli autori ed è quello che io intendevo per la bellezza di conoscere persone che, forse, mai incontrerò nella vita, ma che imparo ad apprezzare proprio tramite ciò che scrivono o pensano. Come fare una piacevole chiacchierata con un amico, sì!

      P.s. Aspetto di conoscere i tuoi, allora! ;)

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    2. Esatto, è un tipo di comunicazione senza filtri, forse addirittura più autentica di quella che talvolta si crea nella vita reale!

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    3. Certe volte è vero, si è più se stessi per così dire "da lontano" che con frequentazioni "de visu". :)

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  3. Non sempre commento, anzi, di rado; lo faccio solo se penso di poter contribuire in un qualche modo alla discussione. Non lo faccio se so di andare contro al "padrone di casa", perché di flame e discussioni ne ho già abbastanza nella vita reale. Piuttosto, se penso che una cosa valga e ne ho il tempo e la possibilità, ricondivido, nella speranza che anche altri possano trovare la stessa utilità.

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    1. Certo, il commento a tutti i costi diventa una forzatura e, se stai attento, quello non spontaneo lo riconosci subito. Sono d'accordo con la partecipazione alla discussione se può servire a portare avanti un discorso (ovviamente quando anche la natura dell'articolo porta a fare considerazioni serie), altrimenti sterilità di intenti o polemiche riducono lo spirito positivo della conversazione corale.
      Ci si affeziona anche ai commentatori sporadici!

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  4. A volte non commento per mancanza di tempo, altre perché non ho nulla da aggiungere. Mi piace quando capito in blog sconosciuti e lascio un saluto, un incoraggiamento. Vorrei che altri lo facessero da me. Mi piace anche quando ricevo un regalo: un regalo è un commento di uno che capita per la prima volta in un mio vecchio post, dimenticato da mesi, e sente il bisogno di lasciare un giudizio. Sì, i commenti ai vecchi post mi fanno sempre piacere perché sono rari e inaspettati. Vuol dire che c'è stata una ricerca vera, che qualcosa di ciò che hai scritto continua a lasciare il segno, a essere attuale. :)

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    1. Hai ragione, mi è capitato, ma in quell'occasione ho fatto una brutta figura: ho scoperto l'esistenza di quel commento in un mio post datato solo dopo un mese, mi è dispiaciuto un sacco, anche perché avrei replicato volentieri. Chissà se quel commentatore è più tornato a trovarmi, anche in veste silenziosa o se è fuggito dandomi della presuntuosa!

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  5. Io a volte non commento perché non saprei cosa dire, e allora perché perdere tempo e rischiare di annoiare? Se non conosco l'argomento non ho voglia di scrivere: "Interessante!" tanto per far vedere che apprezzo lo sforzo. Certo, magari chi l'ha scritto aspetta proprio quello, però meglio rimandare il commento a quando ci sarà qualcosa alla mia portata.

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    1. Sì, non sentirsi ferrati nella materia oggetto di conversazione è un ottimo deterrente, capita anche a me tante volte. Di solito mi defilo anche quando dell'argomento, al contrario, ho già detto abbastanza in altri commenti sempre nello stesso blog: repetita iuvant, ma diventa noioso pure quello!

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  6. C'è della telestesia qui... sto scrivendo un post sullo stesso argomento. :)

    Io sono tra "quelli che si sentono a disagio nel dire come la pensano", però vedi come mi impegno? Lotto con la riservatezza e via. Brava me. :p

    Non ricevere risposta ai commenti mi fa passare la voglia di provarci di nuovo. Se qualcuno viene da me e lo fa per primo mi sento a mio agio e mi lancio, ma in caso contrario devo costringermi e non so quanto ne valga la pena.

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    1. Però non è difficile lanciarsi. Converrai con me che si fanno belle scoperte. Tu, per esempio, lo sei stata per me: sei simpatica, da te mi trovo bene e credo, a questo punto, che anche la tua lotta con la riservatezza abbia dato ottimi risultati!
      Per il post sullo stesso argomento, vuol dire che mi ripeterò anche dalle tue parti! ;)

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    2. Ooohh! Ne convengo eccome. Qui ci sto proprio bene e la simpatia è largamente ricambiata.
      Ho gli occhi a cuoricino adesso. :D

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  7. leggo sempre ma commento meno . Ecco io sono nella categoria di chi a volte si sente di troppo...

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    1. Non devi. Qui il gruppo si consolida con l'intervento dì chiunque.
      Ovviamente senza obblighi, ma passa pure quando vuoi, ti aspetto!

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    2. passo sempre, ad ogni post nuovo

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  8. Anch'io a volte mi sento di troppo. Sono timida nella vita vera e nei blog. Se trovo un blog in cui non conosco nessuno tra i commentatori, lo percepisco come autorevole e/o aggressivo (anche in senso positivo) mi limito a leggere. E poi a volte è rilassante essere spettatori passivi!

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    1. Sì, sono spettatrice passiva anch'io in diversi blog: sono quelli che riconosco molto validi anche se lontani dal mio modo di fare blogging. Li stimo, li apprezzo, ma non mi identifico, dunque mi limito a guardare!

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  9. Che post triste e' malinconico un po di vita che e' estate ! Io credo di essere tra quelli che si sentono di troppo ed evitano di commentare comunque hai dimenticato la categoria dello spammer

    -Mirko

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    1. Però mi fa piacere che da queste parti tu non ti senta di troppo! :)
      È vero, i commentatori interessati solo allo spam! Fortuna non mi siano mai capitati!

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  10. Neli mio caso la competenza. Se seguo un blog che scrive pezzi di mio interesse commento sicuramente, ma se capitano articoli attinenti a una materia in cui proprio sono incompetente, evito di postare onde evitare di dire inutili castronerie.

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    1. Questo è il miglior motivo per non commentare: anch'io senza avere una mia preparazione sull'argomento mi sentirei a disagio a dire qualsiasi cosa. Ascolto per farmi un'idea, magari.

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  11. Io sono tra il commentatore timido/riservato che teme di scrivere ovvie banalità e il commentatore che non ha tempo (purtroppo prevale il secondo); seguo e leggo una ventina di blog ma faccio fatica a commentarli tutti. A volte leggo un post interessante vorrei commentare ma poi non riesco e mi dispiace perché questo scambio di idee tra blogger lo trovo molto vitale e costruttivo. Nel tuo blog però sono assidua ;-)

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    1. Abbiamo in comune due punti: non riuscire a commentare il post in cui si vorrebbe farlo (per vari motivi, certe volte rimando e poi dimentico) e il trovare costruttivo lo scambio di idee fra blogger.
      Grazie per la tua assiduità, mi piace un sacco ;)

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  12. Come sempre nei tuoi post riscontro tanti spunti di riflessione. E' un tema interessante che hai saputo argomentare al meglio e che in effetti mi trova "responsabile" :-) Io da quando ho scoperto questo tuo spazio, lo frequento abbastanza di consueto, pur non risultando sempre tra i commentatori. In genere, conoscendo la tua scrittura, sono attratto da ogni nuovo post, poi non sempre risponde al mio interesse principale e allora vado oltre, pur leggendo attentamente. Ma il vero motivo per cui solitamente non commento come vorrei (e magari te ne sarai già accorta con i miei interventi in discussioni precedenti) è che non ho il tempo materiale per farlo. A volte capita, è vero, che l'argomento mi trovi concorde su tutta la linea, al punto da non ritenere necessario integrare con un discorso tautologico; altre volte può accadere che il mio pensiero sia già stato esplicitato nel modo migliore da altri utenti. Ma come dicevo è il tempo che mi frega, fermo restando che spesso leggo nelle pause dal lavoro, con iphone ecc e che non è immediato o agevole commentare come invece lo si fa sui social. Poi i miei commenti sono lunghissimi, e difatti ora sono comodo a casa davanti al pc, dopo aver terminato il lavoro e pure di registrare (in velocità, maledetto tempo tiranno) una nuova puntata del programma radio. Avevo letto il post dall'ufficio e mi ero ripromesso di intervenire sulla questione ma dovevo appunto aspettare l'occasione. Tutto qua, anch'io (purtroppo o per fortuna) faccio fatica, perchè curo io stesso un blog, scrivo articoli, recensioni, ho collaborazioni varie, seguo tanti blog oltre il tuo, e insomma di carne al fuoco ce n'è sempre tanta :-) Buona giornata. Gianni G.

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    1. Ciao Gianni, grazie per la tua presenza silenziosa, mi piace sempre leggere i tuoi commenti, quando hai tempo da dedicarmi! :)
      Sì, in genere, quando qualcuno fa le osservazioni che vorrei fare anch'io trovo superfluo replicare, solo qualche volta mi capita di dire "concordo con", ma di solito aggiungo due parole di accompagnamento. Mi rendo conto che lasciare commenti in tutti i blog che seguo diventa un lavoro, in quelli che preferisco cerco di garantire una presenza costante, ma il tempo, il tempo è una bella fregatura per molti.
      Mi piacerebbe ascoltare il tuo programma in radio, ma posso farlo da Roma?

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    2. sì, in teoria puoi farlo benissimo, perchè si tratta di una webradio :-) ho iniziato da studente universitario a radio popolare, poi terminati gli studi ho abbandonato ma ora con le webradio è semplice, con un programma - un po' sofisticato, a dire la verità - riesci a registrare da casa e poi inviare la puntata in redazione. Vado in onda il venerdì dalle 21 alle 23 su www.yastaradio.com e in replica il mercoledì dalle 15 alle 17. Non questo venerdì però, perchè il direttore della radio manda una diretta da un Festival Musicale. Io sono autore e conduttore di Out Of Time, passo musica di generi diversi e di epoche diverse, variando anche sui contenuti del programma, una volta ho dedicato due ore piene al fenomeno dell'editoria a pagamento e l'autopubblicazione. Ma in genere parlo di musica, perchè sono un grande appassionato di rock e musica d'autore :-) Gianni
      ps mi dicono che ci si connette meglio da browser explorer o firefox (meno con chrome), in quel caso in home page, sopra la barra principale del menu c' un rettangolo grigio.. cliccandoci sopra si scarica gratuitamente un plugin e in due minuti scarsi si accede alle varie trasmissioni. Ciao :-)

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    3. Ti vengo a trovare. Sicuro. L'ultima volta, su Fb, ho manifestato il mio apprezzamento verso alcuni gruppi storici che hai proposto. Amo molto anch'io un certo genere di musica.
      Affare fatto! Ci provo mercoledì prossimo. ;)

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  13. Anche per me, il non-commento nasce quasi sempre dal non-tempo. Da blogger, so bene che effetto fa il silenzio! Ben venga chi ripete il già detto, chi è lapidario, chi si sente a disagio. Se ci sei, batti un colpo! ;)

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