Fermare i pensieri in corsa, quando attraversano il nostro cervello; fissarli perché non si confondano nel caos di immagini quotidianamente registrate e di sensazioni assorbite mentre parliamo, osserviamo, percepiamo odori, ascoltiamo, mentre, cioè, i nostri sensi lavorano e noi inconsciamente li assecondiamo. Ecco, è questo ciò che faccio io portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

giovedì 11 giugno 2015

LO SCRITTORE FETICISTA

Questo è un post che sto scrivendo per raccontare una me stessa alle prese con le piccole gioie della vita rappresentate da tutte quelle innocue manie che accompagnano la quotidianità ma hanno un'invisibile importanza.
Le ho chiamate piccole gioie e innocue manie perché classificarle come autentiche "ossessioni" mi spaventerebbe un po' e, forse, spaventerebbe anche voi.
L'aggettivo che ho usato nel titolo come attributo di scrittore svela la mia intenzione di parlarvi di una tipologia di "narratore" che vive in modo particolare il rapporto con alcuni oggetti.
Nella fattispecie, quel narratore sono io.

Il termine "feticista" non proietta nella fantasia immagini tranquillizzanti: una Marina fasciata dentro una tuta nera lucida, gommata, con frustino in mano, guanti di cuoio e manette penzolanti dalla cintura farebbe sventrare dalle risate chiunque mi conosce e sa che la mia massima espressione di sensualità è concedermi la gonna, una volta ogni tanto, con toh! una rara scarpa col tacco.
No, non è un'esplosione ormonale a dettarmi questo post, il sesso e tutto ciò che gli ruota attorno è private affair ed è un contesto che non amerei mai approfondire in un blog.
Ma poiché stanotte fatico a prendere sonno e per questa mattina non avevo ancora scritto niente da pubblicare, trovandomi nel letto circondata da un libro, una penna, un taccuino (quello che raccoglie le citazioni dei libri che leggo) e il tablet sul quale sto scrivendo, ho pensato di dare vita all'articolo di oggi, che parlerà proprio del mio rapporto "feticistico" con gli oggetti citati.

E invece di pensare a tutte quelle cose senza le quali molte persone non riescono a eccitarsi, racconto di come certe cose regalino benessere ed eccitino, sì, ma soltanto la mente.

versante est della mia libreria
UN LIBRO È PER SEMPRE
Pensare a me il giorno del compleanno è facile: chi mi conosce sa che se vuole farmi un regalo gradito può presentarsi in casa mia con un libro sottobraccio, più bello se contiene una dedica, così da diventare "mio" per sempre. È vero anche che mi piace ricevere fiori, come ricevere un libro non soltanto in occasione del compimento degli anni!
Un libro è come un profumo, sembra un pensiero sbrigativo, che non fa perdere pomeriggi interi alla ricerca dell'idea vincente e invece comporta impegno e acquisizione di responsabilità da parte di chi si assume l'onere di effettuarne l'acquisto. Se non si conoscono i gusti del destinatario del regalo, il rischio di "macchiarsi la fedina" è molto alto!
Trovo che il libro sia proprio un oggetto bello da vedere e da toccare; la prima cosa che faccio io, quando ne ho uno per le mani, è fare scivolare il palmo sulla copertina per sentirne la consistenza; poi lo tengo saldo in mezzo a entrambe le mani (come quando mangio un sandwich) per valutarne la corposità; lo giro e lo rigiro leggendo avidamente nomi, titoli, quarta di copertina e, in ultimo, lo avvicino alle narici e comincio a sfogliarlo per inebriarmi del profumo che emana la carta stampata. Quattro sensi serviti: tatto, vista, olfatto e gusto. Perché, non è sufficiente divorare un libro con gli occhi?

la mia penna
TOGLIETEMI TUTTO MA NON LA MIA PENNA
Con la mia penna ho un rapporto speciale; come quando ti piace la compagnia della gente, ma vorresti stare tutto il tempo a parlare solo con la persona che ti intriga di più. Afferro ogni penna mi capiti sotto mano quando ne ho la necessità (in casa mia, poi, non si trovano mai!), ma quando stringo tra le mani la mia penna, diventa magica anche la lista della spesa. Non si tocca: la porto dovunque, non la presto a nessuno, è un bene prezioso. Quando scrivo, la tengo stretta fra le dita per imporre il mio dominio su di essa; quando finisce l'inchiostro, la mia priorità nella giornata è comprare la ricarica: la nutro e la curo come un moderno Tamagotchi non elettronico!
Povera vita! E io che insegno ai miei figli a non affezionarsi troppo ai beni materiali! Ho sbagliato pulpito da cui predicare!

IL TACCUINO DELLO SCRITTORE
Beh, la mia ossessione per la parola scritta sempre e in ogni dove mi ha portato a sublimare l'oggetto taccuino dedicandogli un intero blog: una bella dimostrazione di dedizione incondizionata, mi pare!

Super IPad mini
HO SCELTO TE, UN TABLET, PER AMICO
Da quando l'ho ricevuto in regalo (ma, allora, non mi piacciono soltanto i libri!) non riesco più a separarmene. È diventato il mio migliore amico: mi tiene in contatto con il mondo, mi aggiorna su ogni cosa, raccoglie i miei pensieri, diventa per me, all'occorrenza, enciclopedia, dizionario, agenda. Si presta a scattare e raccogliere foto; mi aiuta a fare i calcoli difficili, a memorizzare le chiavi di accesso ai miei molteplici account (altrimenti, se dovessi affidarmi alla mia memoria, sarei continuamente alle prese con la procedura per lo smarrimento della password); magicamente, con l'App giusta, si trasforma anche in libro che riempie ogni vuoto delle mie giornate e dà un senso ai tempi morti che giocano spesso con la mia pazienza. Attenzione, non ho abdicato alla mia fedeltà al libro cartaceo, con quello il mio rapporto feticistico è estremo, ma l'utilità e la praticità del tablet ha ammorbidito il mio inflessibile credo.
Certo che se questo strumento tecnologico imparasse anche a cucinare, oltre a fornirmi ottime ricette... non sarebbe male!

solo un allegro campionario
I QUADERNI NON BASTANO MAI
Ci sono donne che riempiono i loro beauty-case di ogni tipo di cosmetici: ombretti con tutte le sfumature di colore, smalti con le nuance più bizzarre, rossetti di varie tonalità di rosso; donne che hanno i cassetti della cucina strabordanti di palette, fruste, sbattitori (e non vi distraete, sto parlando di strumenti di lavoro culinario). Io ho due amori veri: le creme per il corpo, ma vabbè, queste lasciamole fuori da questo discorso e gli oggetti di cartoleria, in particolar modo quaderni, quadernetti, agende, agendine, di ogni materiale, forma e dimensione.
Avete presente le immagini di certe campagne pubblicitarie che ritraggono donne senza veli interamente ricoperte di petali di rosa o qualcosa di simile?
Ecco, io mi vedo nascosta sotto un mare di carpette e quaderni colorati, con un piede poggiato su un quadernone a spirale e le braccia sopra block-notes con copertine rigide o plastificate.
Ne sono attratta al punto da cedere al loro acquisto compulsivo tutte le volte che entro in una cartoleria, anche se poi li lascio oggetti vuoti chiusi dentro i cassetti, in attesa di una destinazione d'uso.


Questa non ha bisogno di spiegazioni.
È un vizio, la più dolce delle torture e se vi state chiedendo cosa c'entri con il feticismo dello scrittore, vi rispondo che mi basta fare l'amore con il sapore (felice espressione rubata alla pubblicità di un altro prodotto) per scrivere per ore, senza disperdere energie, con la concentrazione giusta e una voglia matta di fare rivivere su carta i miei pensieri, anche quelli meno condivisibili.
E quelle restano pagine non pubblicabili!

Volete dividere con me il piacere di sentirvi un po' "feticisti", legati in modo irresistibile ad alcuni oggetti della vostra quotidianità?

Prego, accomodatevi!







30 commenti:

  1. Intanto qui si scambia il BDSM con il feticismo: non commenterò, in merito, ma, se dovesse venire il giorno giusto, lascerò che lo faccia il romanzo erotico che al momento giace tranquillo nel cassetto :)

    Per quanto riguarda la scrittura ho un rapporto particolare con le stilografiche, tutte, ma in realtà l'unica cosa che mi serve davvero è il silenzio e la solitudine. Tutto il resto è ampiamente contrattabile.

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    1. Non sono un'esperta nel settore, ma credo di riuscire a tradurre SM; BD mi rimane materia oscura: non chiederò altro in attesa di leggere il romanzo erotico!

      Per quanto riguarda la scrittura, nessun arruolamento nell'esercito di scrittori feticisti! :)

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    2. Niente BDSM nel mio romanzo. Per la sigla, invece, basta chiedere a Google (o leggere le famose sfumature...)

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    3. Ho preferito interrogare Google! :)

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  2. Bellissimo questo post! Credo proprio che lo trasformerò in un meme corredato da immagini, magari me ne occupo già lunedì, perché l'articolo di stasera è già in bozza.
    Unico problema: credo che avrò qualche difficoltà a fotografare lo smartphone ... dallo smartphone! Farò un selfie! :-D
    Ora che so che hai il tablet non ti scriverò più su facebook per avvertirti che ti ho mandato un'email! :-D

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    1. Grazie! In realtà mi sono divertita, perché stanotte anziché contare pecorelle, fotografavo penna, tablet (con il cell) e quaderni rigorosamente riesumati da un cassetto in cui li tengo.
      Da notare: erano soltanto le 2 di notte! :D

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    2. Ad onor del vero, la Nutella è un'immagine presa dal web: in estate le concedo qualche mese di vacanza!:)

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  3. Quando facevo parte di un collettivo di scrittori uno dei motivi di incomprensione di fondo, uno di quelli per cui non sono mai stata vista davvero come "una di loro" è la mia totale mancanza di feticismo. Non mi affeziono agli oggetti. Ho ricomprato vari libri perché nel tempo li ho persi/prestati e mai rivisti indietro/rovinati a furia di usarli. Del mio libro preferito, ormai fuori commercio in Italia, ho un'edizione francese, e sì che ne avevo ben due copie (una dispersa in un trasloco, una in un prestito). Scrivo su tastiera, su carta solo per lavoro (e troppo per i miei gusti), quindi niente penne, quaderni, moleskine (di cui ho conosciuto l'esistenza proprio al collettivo...). Scrivo prevalentemente su una poltrona da lavoro ikea, ma all'occorrenza lo faccio ovunque, anche a scuola nelle ore buche...Non ho neppure un orario preferito.
    Mi sono sentita dire che per questo non sarò mai una vera scrittrice...

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    1. Però hai un gatto (e Ernest non avrebbe avuto dubbi tra un micio e una moleskine) ;)

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    2. Perché, di quando in qua uno scrittore, per esserlo, deve affezionarsi agli oggetti? ;)
      Però una cosa non posso perdonartela: prestare libri che poi non hai più visto tornare indietro?
      Se io becco Mirella, una mia compagna di scuola media, cui avevo prestato Pollyanna senza più rivederlo, sarei capacissima di chiederle che fine ha fatto quel mio libro! :D

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    3. Essendo favorevole al prestito in sè, devo accettare anche gli incerti della cosa... Ma so esattamente chi è il colpevole. E no, non me lo sono legata al dito. Per niente...

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    4. Scherzo! Anch'io ho prestato libri nella mia vita e quelli che non hanno restituito...SONO TUTTI SEGNATI NEL LIBRO NERO!
      ;D

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  4. Secondo mia moglie il mio rapporto col notebook sta assumendo connotazioni preoccupanti. Si dichiara certa che se io dovessi scegliere fra lei e il notebook non avrei dubbi e sceglierei il secondo :-D

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  5. La nutella no! Il caffè, il tè, ma quella no! :)
    Non giro con penna o taccuini o quaderni. Se mi viene in mente qualcosa, cerco di ricordarlo finché non arrivo a casa e prendo nota. L'iPad mini: è perfetto, questo sì. E in passato mi sono liberato di parecchi libri, li ho gettati via, non volevo avere più niente a che fare con questa peste della lettura/scrittura!

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    1. No, Marco, guarda, non mi scandalizzo se hai buttato parecchi libri, ma la Nutella, quella non puoi trattarmela con questa sufficienza, è inaccettabile! ;P

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  6. Io adoro le brioches e non mi viene in mente altro

    - Mirko

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  7. Nutella. Nutella. Nutella. Nutella. Devo aggiungere altro?
    La amo.
    Ecco, ora ho detto tutto. :D

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  8. Io non ho una Penna del Cuore, ma amo il mio set di penne, matite e pennarelli colorati. In pratica non mi stancherei mai di comperarne; solo il buonsenso mi dà uno stop. Ricordo ancora una scatola in legno a cassetti da 250 pastelli... hanno dovuto staccarmi dalla vetrina a forza. :)

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    1. Finalmente qualcuno che mi capisce!
      Li adoro anch'io! :)

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  9. Questa settimana arrivo in ritardo, ma oltre al lavoro fagocitante ho dovuto occuparmi anche di Tasi e tasse varie!
    Io da quando ho l'iPad me lo porto anche a letto (però lo lascio sul comodino) ora si è aggiunto anche l'iPhone sul quale trasferisco regolarmente gli ebook che compro/leggo, mi servono anche per scrivere perché quando ho un'idea prendo appunti o su Document (iPad) oppure su Pages (iPhone).
    Per scrivere però ho bisogno del pc ... I libri di carta li amo ancora, ne ho alcuni che fanno parte della mia vita anche se li ho letti e riletti, ma sono quelli che hanno una loro storia personale legata alla mia, gli altri potrei anche prestarli con la consapevolezza di non rivederli più. Riguardo alle penne sono legata a quelle che scrivono bene ( tipo le pilot ). Beh, anche la Nutella ha un suo perché, io però compro solo il formato mignon, io le chiamo nutelline il formato da hotel, se entra un barattolo in casa mia me lo finisco in un attimo e rischierei di tornare un adolescente brufolosa! ;-)

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    1. Meglio tardi che mai! ;)
      Non bevo, non fumo, non mi abbuffo, ma quando apro l'anta della credenza, io devo vedere il barattolo della Nutella che mi sorride ammiccante!
      Non sono così transigente con i libri prestati, devono tornare alla base sennò ci resto malissimo.
      Non apriamo il capitolo tasse...!

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  10. un post che sento molto vicino e bello...
    forse perché tra quaderni, penne e, sopra ogni altra cosa, libri, siamo molto molto vicine...
    però il tablet si ma per leggere affattemente...

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    1. Un tuffo tra carta e inchiostro. Benvenuta nella mia piscina! ;)

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  11. Avevo letto questo post tempo fa dal telefono e mi ero scordata di commentare perchè quando ho letto Nutella mi sono svaniti tutti i pensieri. È risuccesso anche oggi. Condividiamo la passione per i quaderni e le penne, però non ho una penna preferita, beh in realtà sì, ma non è UNA, è una marca. Credo si chiami Staedtler, quella a righe gialle e nere, te la ricordi?

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    1. Mi chiedi se me la ricordo? Casa mia è piena solo di queste penne: sono quelle che scrivono meglio di tutte; a inizio anno scolastico ne faccio sempre scorta! E faccio scorta anche di barattoli di Nutella (tanto la fase ciccia e brufoli è superata!) :)

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