Fermo i pensieri in corsa, quando attraversano il mio cervello; li fisso perché non si confondano nel caos di immagini che quotidianamente registro e di sensazioni che assorbo mentre parlo, osservo, percepisco odori, ascolto, mentre, cioè, i miei sensi lavorano e io li assecondo inconsciamente. È questo ciò che faccio portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

giovedì 30 aprile 2015

Leggere gli esordienti


Chi ama scrivere, l'ho detto altre volte e mi piace ribadirlo, ama anche leggere: una "regola" fondamentale, ma non sempre osservata. Io, personalmente, diffido molto di chi dice di coltivare la passione per la scrittura senza nutrirsi con altrettanto trasporto della lettura (avevo già valutato l'importanza della cosa qui).
Le ragioni di questo necessario connubio sono presto dette: leggere allena la mente, arricchisce il vocabolario, guida una scelta stilistica, matura il linguaggio, detta regole che ognuno può fare proprie nel processo di scrittura. Soprattutto, leggere delizia: è un passatempo, un diversivo, un efficace modo per pensare a cose diverse o, come dicono in tanti, per viaggiare comodamente stando seduti sulla poltrona di casa propria (oppure sulle sedie delle sale d'attesa, quelle degli uffici postali, della metropolitana e dei treni). 
Adesso, però, mi pongo una domanda: è possibile fare tutte queste cose, cioè allenare, arricchire, guidare, maturare, deliziare, leggendo l'opera di uno scrittore esordiente?

lunedì 27 aprile 2015

"Signore e signori, ecco a voi..."



La scorsa settimana ho coinvolto i lettori in un gioco/test, dopo una lunga premessa nella quale ragionavo sull'approccio che probabilmente ha una Casa Editrice verso i libri da pubblicare.
La scelta tra l'autore affermato e quello esordiente non mette in crisi l'editore scaltro (mosso da ragioni che spesso abbracciano priorità lontane dal premiare la qualità del prodotto), ma può impegnare quello avveduto, perché non sempre il grande scrittore conferma la sua fama e qualche volta l'esordiente è fin troppo sottovalutato. 
Ho proposto così la lettura di sei brani: sono gli incipit di sei romanzi di narrativa che ho letto e che mi sono piaciuti per sfumature e motivi diversi; tre sono di autori pubblicati da Case Editrici ben strutturate e tre di indie che, invece, sono ricorsi al self-publishing. Li ho sottoposti a voi, lettori, per verificare se il pregiudizio verso lo scrittore esordiente possa essere smentito dalla confusione generata dall'anonimato e per sperimentare, altresì, l'impatto che ha un romanzo scritto con tecniche e stili originali, a prescindere dal suo autore.

giovedì 23 aprile 2015

E se foste voi gli editori?



Quanto conta il condizionamento psicologico quando leggiamo un libro? Quale atteggiamento abbiamo di fronte all'opera pluripremiata di Tizio nei confronti di quella ai più sconosciuta di Caio? Ammettiamolo: ci accomodiamo in poltrona con una predisposizione diversa se tra le mani abbiamo un testo di Umberto Eco piuttosto che uno di Marina Guarneri. È logico e scontato: da Umberto Eco ci aspettiamo un libro di spessore, una scrittura matura e impegnata, da Marina Guarneri, invece, di confermare o meno un pregiudizio; in pratica a uno regaliamo la fiducia che potrebbe non meritare, all'altra l'iniziale sfiducia che potrebbe essere sfatata.

mercoledì 22 aprile 2015

Intenzioni poetiche prima di cena


Ai lettori che passano dal mio blog questa sera, ma anche domani o nei giorni a venire chiedo di cliccare qui e di soffermarsi sulla pagina linkata, giusto il tempo di leggere il post di Helgaldo, così capirete il perché di questo articolo tardivo.
Lo sto scrivendo e pubblicando alle 19, perché la poesia è senza tempo, non ha scadenze e va offerta a qualunque ora, anche come aperitivo prima di cena. In realtà sono i commenti a quel post che dovete leggere, perché lì si nasconde la bizzarra, quanto deliziosa proposta che il suo autore (oggi baciato dalla bellezza della primavera) ha lanciato e che io ho raccolto e portato con me, come da suo invito: formare una catena di pensieri che contribuiscano a diffondere nel web intenzioni poetiche, da far viaggiare oggi, ovunque (ma anche domani o dopodomani...).

Adesso tocca a te, aggiungi un pensiero tuo ai nostri già espressi:

L’aria è caldissima oggi e le tue parole hanno imprevedibilmente trasformato la mia giornata. Uscendo ho visto a lato dei marciapiedi macchie di colore viola, migliaia di petali di non so che fiore, talmente leggeri che dovrebbero disperdersi nel vento e invece hanno la forza di raggrupparsi per colorare le strade del mio quartiere.

Ti va di essere poeta per qualche minuto prima di sederti per la cena?

E guardo le persone con meraviglia, camminando per strada mi lascio attraversare dentro l’anima cercando di catturare i loro pensieri; gioia, dolore, amore, ansie o tristezza non importa. Voglio custodire dentro il mio cuore, per un infinito breve momento, questi fotogrammi di vita. (Giuseppe)
La poesia è un apostrofo di sublime nelle convenzioni del dire, è un canone inverso nell'armonia delle emozioni, è un frammento d'infinito riflesso negli occhi dei sognatori...!!! (Veronica)

martedì 21 aprile 2015

"LA DIVINA SCRITTURA": #5 L'insoddisfazione: una strada sempre in salita


E i raggi ne ferien per mezzo ‘l naso, 
perché per noi girato era sì ‘l monte, 
che già dritti andavamo inver’ l’occaso.

Dopo avere ascoltato il dialogo dei tre scrittori incattiviti dall'invidia, riprendo il mio cammino lungo il fianco ripido della montagna. Man mano che salgo lungo la stradina stretta e circolare vado rilassando il mio incedere accorto, perché il ripiano si fa sempre più largo e lo spazio tra la parete rocciosa ed il vuoto accanto a  me è più ampio. Sento il calore del sole investire ogni parte del mio corpo e la necessità di tenere basso lo sguardo è dettata dalla luce accecante del pieno giorno che costringe le mie palpebre a proteggere, dentro una sottile linea, i miei occhi.
Così, piegata e solerte, continuo il mio viaggio lungo il versante della montagna con il solo obiettivo di raggiungerne la cima.

sabato 18 aprile 2015

Una voce fuori dal coro



Sta circolando in rete un meme, l'Alfabeto della scrittura, in cui si sono cimentati alcuni blogger (Anima di cartaScrivere la vitaAppunti a margineIvano LandiMyrtilla's houseSalvatore Anfuso). 
Li ho letti, commentati, ho condiviso caratteristiche che trovo vicine al mio modo di intendere la scrittura e l'atteggiamento nei confronti di essa. 
Non mi è venuta voglia di farne uno anch'io (ormai avete utilizzato tutti i termini pensabili!), ma di partecipare sì e di farlo a modo mio.

giovedì 16 aprile 2015

Il taccuino narrante: osservazioni, note e spunti tratti dalla quotidianità - IL FLAUTO


I miei occhi osservano, il mio taccuino narra

Volti. Sono volti quelli che vedo tutte le mattine nei tunnel della metropolitana. 
Ogni giorno centinaia, migliaia di volti diversi mi passano accanto. Non sono mai gli stessi, mi guardano, mi evitano, mi studiano da lontano; qualcuno ha occhi compassionevoli, qualcun altro mi scansa come una malattia contagiosa, qualcuno si ferma ad ascoltare la mia musica.
Suono il flauto: è il mio compagno di viaggio, il mio scudo contro il mondo e le sue ostilità. Lo conservo in una custodia di stoffa lisa che tengo nella tasca interna del mio cappotto; ormai fa parte di me, adesso che sono rimasto solo su questa terra che mi ospita, in questa città dove tutti vivono una quotidianità accettabile e nessuno piange un passato di guerra e morte come quello da cui provengo io.

martedì 14 aprile 2015

LA "DIVINA SCRITTURA": #4 L'invidia - "verme roditore di tutte le virtù"

 "L’ammirazione è una felice perdita di sé, l’invidia un’infelice affermazione di sé"
Kierkegaard

Nei capitoli precedenti:
#1 il Limbo degli scrittori esordienti
#2 la Palude degli scrittori indolenti
#3 la Paura dell'ignoto

Lo sommo er’alto che vincea la vista,
e la costa superba più assai
        che da mezzo quadrante a centro lista.          

Ho imparato che uno scrittore esordiente non deve temere l'ignoto, deve provare a lanciarsi nel vuoto senza sapere dove atterrerà, ma con la consapevolezza di avere tentato ogni strada utile al raggiungimento dell'obiettivo. Così, ho lasciato uno scrittore seduto a meditare sulle proprie paure e mi sono avventurata dentro la caverna buia.

sabato 11 aprile 2015

Un BOOM di premi!


Quando su whatsapp mi tempestano di catene mi rifiuto di essere complice di un giro insulso di sermoni, preghiere, dichiarazioni di amore e amicizia; non parliamo, poi, di quei messaggi portatori di sfiga, che minacciano oscure conseguenze se non li si fa circolare tra i contatti. Ignoro sia questi che quelli, sorvolo, cancello, lascio svanire nel nulla le intenzioni di amiche e conoscenti che vorrebbero coinvolgermi in questo tanto innocuo, quanto infantile gioco collettivo.

E DUNQUE?

giovedì 9 aprile 2015

I FATTORI che decretano il successo di uno scrittore esordiente


Non so se il "mestiere" dello scrittore sia una scelta di vita ben definita o lo sbocco naturale di un determinato percorso; di solito si scrive per diletto e poi la bravura o la fortuna premiano, così, spesso, gli autori più famosi, quelli che nel panorama letterario hanno raggiunto il podio o traguardi importanti, fanno altro nella vita: sono filosofi, matematici, insegnanti, avvocati, eppure li conosciamo come "scrittori". Del resto, quando la risposta alla domanda "cosa vuoi fare da grande?" è "lo scrittore", in pochi pensano che si possa essere soltanto questo, almeno agli inizi: ci si mette al sicuro con un lavoro che dia certezze, prima di pensare al diletto aleatorio. Perché scrivere non garantisce il risultato sperato:

domenica 5 aprile 2015

NUN: per non dimenticare!

"Io sono nazarena"

Non dimentico la persecuzione di tanti uomini che in nome di Cristo hanno perso la vita; non dimentico di vedere nella loro fede un esempio.
Non dimentico di pregare per il coraggio manifestato ed il sacrificio subito: la Pasqua, oggi, porta ciascuno dei loro nomi scolpiti sulla Croce.

venerdì 3 aprile 2015

SE FOSSI UN GIUDICE (parametri di valutazione dell'opera letteraria di un esordiente)


Non dev'essere facile fare parte di una giuria chiamata a  giudicare l'opera di uno scrittore esordiente, perché in teoria il giudizio dovrebbe prescindere da una determinazione soggettiva e invece è inevitabile che ne sia influenzato. Per questo credo che, in qualche modo, nell'ambito del "colpo di fortuna" cui leghiamo l'esito di una valutazione, la componente "dipende da chi leggerà l'opera" non sia da sottovalutare.