Fermare i pensieri in corsa, quando attraversano il nostro cervello; fissarli perché non si confondano nel caos di immagini quotidianamente registrate e di sensazioni assorbite mentre parliamo, osserviamo, percepiamo odori, ascoltiamo, mentre, cioè, i nostri sensi lavorano e noi inconsciamente li assecondiamo. Ecco, è questo ciò che faccio io portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

martedì 28 luglio 2015

ULTIMO TANGO - II parte (da "La storia che ho scritto per te")



ULTIMO TANGO (II parte)

La pista da ballo è ancora illuminata, resta poco tempo per una vita che finisce: un matrimonio naufragato nella debolezza e nell’incapacità di riannodare le corde sciolte e subito la voglia di ricominciare partendo da una scuola di danza latinoamericana, dove un nuovo incontro crea l’illusione di una serenità non assecondata dal destino.

“Joanna, la nuova allieva, molto lieto, sono Alex, l’insegnante di ballo”.

L'ultimo tango continua a effondere passione ed eleganza nella vacua ineluttabilità del tempo concesso, mentre il ritmo della danza continua a segnare gli ultimi ricordi.

giovedì 23 luglio 2015

ULTIMO TANGO - I parte (da "La storia che ho scritto per te")


("La storia che ho scritto per te": la mia Raccolta di racconti)

ULTIMO TANGO (I parte)


Un soffio gelido attraversa il cielo, si inabissa nel caos di una strada gremita di persone, ne sfiora il volto con una carezza sfuggente; nessuno si accorge della sua essenza nell’aria, inafferrabile ma pesante: sta cercando qualcuno. Corre rapido trapassando i corpi, noncurante del movimento vitale che lo circonda; corre con l’unico obiettivo di bussare a una porta, quella di una donna sola che lo sta aspettando.

domenica 19 luglio 2015

QUEL GIORNO (un ricordo in memoria di Paolo Borsellino)


Un mese e mezzo fa, in occasione dell'anniversario della morte di Giovanni Falcone, ho pubblicato nel blog un piccolo contributo per fare sentire la mia voce in ricordo di un evento così importante. Rispondendo a un commento, ho detto che avrei dato la mia personale testimonianza circa l'altro eclatante attentato che ha tolto la vita anche al giudice Paolo Borsellino. All'epoca studiavo per sostenere un esame, a Palermo e quel giorno, il 19 luglio 1992, io ero lì.

martedì 14 luglio 2015

SACRO E PROFANO (da "La storia che ho scritto per te")


("La storia che ho scritto per te": la mia Raccolta di racconti)

(Ho pensato di pubblicare questo racconto per intero per non spezzarne il ritmo)

SACRO E PROFANO

Non mi sono mai piaciute le chiese con struttura moderna, non riescono a incutermi la suggestione della solennità;  adesso sono dentro una di esse e mi guardo attorno. Una parete a vetro con un enorme mosaico a colori fa filtrare i raggi del sole rendendo la luce, all’interno della chiesa, irreale: sono dentro un luogo di preghiera o in un angolo della mia fantasia? E la macchia bianca stilizzata, in alto? è una colomba, vola su un cielo rosso fuoco e il sole vespertino riflette quel cielo sul pavimento, sulle panche di legno e su un enorme Crocifisso di marmo, sospeso nel vuoto miracolosamente sorretto da una robusta fune. Nessun movimento, pende immobile sopra l’altare. Eccola l’unica cosa veramente solenne, più di un arco in stile barocco o del sacro pulpito di una cattedrale: un enorme Crocifisso… sospeso nel vuoto!

sabato 4 luglio 2015

"LA STORIA CHE HO SCRITTO PER TE": la mia raccolta di racconti


"La storia che ho scritto per te" è una raccolta di racconti che risale al 1998. Reduce dalla esperienza letteraria più straordinaria della mia vita, il completamento di "31 dicembre", sentivo di avere ancora molto da raccontare dentro un filone che ormai avevo intrapreso con il romanzo: quello dei "belli e dannati", delle storie venate di romanticismo cupo; quello dei personaggi esasperati nella loro inquietudine e delle atmosfere malinconiche e amare.
Erano i tempi in cui amavo i film di Kieslowski e Gus Van Sant e ascoltavo The Cure, Joy Division e Siouxie and the Banshees. Nel pieno tripudio della mia ispirazione dark-punk ho concepito questi racconti con cui ho dato ampio sfogo alla mia voglia di mostrare quella parte di me esistente ma tenuta ben nascosta. Nulla di autobiografico, ovviamente, solo istanze personificate e voglia di realizzarmi nella scrittura (che poi è sempre stato il vero motivo per cui amo scrivere).

giovedì 2 luglio 2015

Signori, il TACCUINO DELLO SCRITTORE va in vacanza...


... ma la porta del blog resta aperta.


Mi congederò partendo da una riflessione seria.

Scrivere è attraversare a parole scritte momenti di vita, stati d'animo su cui si ha l'esigenza di soffermarsi e io l'ho fatto, in un periodo della mia esistenza in cui le incertezze erano più delle certezze e il mio umore risentiva di questa altalenante fame di stabilità emotiva.
Il risultato è stato un romanzo, 31 dicembre, concepito quando ancora frequentavo l'università e scritto, poi, negli anni, fino ai primi due dopo la laurea. Ne sono passati venti, da allora, non si scherza!