Fermo i pensieri in corsa, quando attraversano il mio cervello; li fisso perché non si confondano nel caos di immagini che quotidianamente registro e di sensazioni che assorbo mentre parlo, osservo, percepisco odori, ascolto, mentre, cioè, i miei sensi lavorano e io li assecondo inconsciamente. È questo ciò che faccio portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

martedì 29 settembre 2015

SCRIVERE: tra passione e mestiere


Fare lo scrittore non è un mestiere; oddio, veramente in molti casi lo diventa, però in genere la scrittura è confinata nel campo delle passioni che, per loro stessa natura, nascono spontanee. La scrittura-mestiere non lo è: non è spontanea, perde la sua magia quando ha scadenze e impone ritmi e decide argomenti che vanno trattati perché di grande interesse, a scapito di altri che sono frutto di una ispirazione autentica, ma di appeal inferiore.
Eppure c'è chi scrive per professione traendone un vantaggio economico. Scrive per mestiere il giornalista, lo scrittore a contratto con una Casa Editrice, scrive in questo modo anche il blogger (non amatoriale come tutti noi); in questi casi la passione scivola qualche gradino sotto per asservire a un esigenza di tipo diverso: la produttività costante e garantita.

giovedì 24 settembre 2015

Le conversazioni nel web (vantaggi e limiti)


Quando ho pensato che per parlare di scrittura fosse utile frequentare gli spazi virtuali di altre persone interessate allo stesso argomento, ho creduto che anche il mio blog potesse assolvere lo stesso scopo. 
In reltà non penso che "il Taccuino dello scrittore" sia utile, perché come ho precisato in tanti commenti sparsi qua e là non ho competenze specifiche, non lavoro nel settore, non ho assunti da spacciare come verità assolute, non dò consigli. Io tramite il blog condivido una passione, ne parlo direttamente o indirettamente, lasciando la porta socchiusa di casa mia per consentire di spiare dentro piccole porzioni di vita privata che mi raccontano e scrivo, mi misuro con chi riconosco sappia farlo meglio di me, mi piace confrontarmi con chi ha i miei stessi interessi per capire come utilizza i "ferri del mestiere" o come organizza la quotidianità fra lavoro, impegni e ispirazione; accolgo suggerimenti, alleno la mente con esercizi linguistici divertenti e, cosa non meno importante, conosco persone che hanno anch'esse qualcosa da dire: da alcuni imparo, da altri attingo proficui spunti di riflessione. 
Nel mio blog io amo intrattenere rapporti e fare conversazione. 
E su questo mi soffermo.

martedì 22 settembre 2015

Nulla è approvato da tutti (il valore della critica)


Esopo, scrittore dell'antica Grecia e padre della Favola, ha scritto una storiella che nella sua semplicità ha enunciato una verità innegabile. Conoscete "Il contadino, il figlio e l'asino"?
Faccio prima a trascriverla qua sul blog.
È il mio punto di partenza per una riflessione allargata.

giovedì 17 settembre 2015

C'era una volta... (gli adulti e le fiabe)


C'era una volta...
una madre che leggeva al figlio le fiabe per farlo addormentare e un padre che gli raccontava di quando da bambino anche lui amava i racconti di castelli, maghi e incantesimi.

Ma da adulti vi è mai capitato di apprezzare il mondo delle favole? di percepirne il valore, di analizzarne il significato profondo e di non pensare che averne una sotto gli occhi sia una perdita di tempo, accettabile solo per amore di figli in tenera età? Perché le storielle con animali dotati di parola, streghe, orchi, fate, folletti, re e principesse sono il regno per eccellenza della fantasia e di fantasia si nutrono soprattutto i bambini.

Non credo sia così!

lunedì 14 settembre 2015

Pausa caffè: IL QUESTIONARIO DI PROUST


Un'incursione del lunedì, fuori programma, ma ho preso un impegno e io sono affidabile: lo metterò fra i pregi e forse anche fra le qualità che cerco in un'amicizia. Di che parlo?

Adesso prendetevi una pausa! 
Vi invito per un caffè al bar: quel tavolino laggiù mi sembra ideale.

giovedì 10 settembre 2015

I vantaggi di NON avere un blog di successo



Il blogger d.o.c. individua sempre i punti vincenti per riuscire a sfondare in un dato campo; nel mio, quello letterario, trovi chi suggerisce i modi per scrivere un libro pubblicabile, le strategie per pescare in rete un mare di lettori, la formula magica per uscire dall'anonimato e conquistare la blogosfera, tutto per fare diventare un blog il fenomeno virale del momento.
Poi ti capita davvero di diventare un fenomeno sul web,  il tuo sito è seguitissimo, commentatissimo, performantissimo. Tutto -issimo perché il tuo blog è diventato superlativo!

martedì 8 settembre 2015

L'evoluzione della propria scrittura (un mondo in continuo divenire)



Iniziare a scrivere.
Perché?
In genere lo scrittore racconta che scrive fin da quando era bambino, magari ha seguito le orme di un genitore o di un parente letterato, un po' come il grande sportivo che vanta sempre qualcuno in famiglia che lo ha preceduto nella stessa disciplina. Allora si direbbe che chi ama scrivere ha una molecola nel DNA che inevitabilmente segnerà il suo destino?
No, non è detto. 

giovedì 3 settembre 2015

Generazione di nerd (che fine hanno fatto i libri di lettura?)


"Se faili la wombo, rage-quitti perché vieni oneshottato dalla ulti di Heimerdinger".

"È colpa del jungler se ho perso la lane, non mi ha gankato!"

Così si esprime il promettente gamer di LoL (League of Legends).


Sono certa che il pubblico che segue questo blog letterario è riuscito a pronunciare il 10% delle parole che con la stessa difficoltà ho trascritto io.

martedì 1 settembre 2015

Un passo indietro nel tempo (l'insegnamento dei "classici")

Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire (Italo Calvino)

"Scrittori"? Una parola grossa in bocca a chi ha semplicemente una "passione per la scrittura"!
Non so se sto maturando e beh, essendo nel pieno del "cammin di nostra vita", mi suona un po' strano parlare ancora di "maturazione" oppure, per la stessa ragione, mi sto lentamente avviando verso quella saggezza che rende consapevoli, alla Socrate maniera, di "sapere di non sapere".
Tutto è possibile, ma da quando mi sono messa in testa che "sapere scrivere" è la fine di un processo che in realtà non si conclude mai - dunque è un traguardo pressoché irraggiungibile - ho scelto di dare sostanza alla mia passione per la scrittura tornando virtualmente fra i banchi del liceo e riprendendo in mano i vecchi classici della letteratura che da una parte ci hanno insegnato come odiare la scuola, dall'altra, senza che ce ne accorgessimo, hanno nutrito in silenzio le nostre aspirazioni letterarie.