Fermare i pensieri in corsa, quando attraversano il nostro cervello; fissarli perché non si confondano nel caos di immagini quotidianamente registrate e di sensazioni assorbite mentre parliamo, osserviamo, percepiamo odori, ascoltiamo, mentre, cioè, i nostri sensi lavorano e noi inconsciamente li assecondiamo. Ecco, è questo ciò che faccio io portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

martedì 12 luglio 2016

a cena con...


Ho trovato divertente l'idea di Fata Confetto, scoperta grazie a Glò del blog La nostra libreria, di dedicare a un personaggio, scelto liberamente, un menu che vada dall'antipasto al dessert. L'iniziativa, in linea con il suo blog di cucina, Parole di contorno, lo è anche con il Taccuino dello Scrittore per due motivi: primo perché non mi dispiace mettermi ai fornelli quando ho ospiti, che - tra parentesi - non deludo mai (scusate la modestia!), secondo perché il mio è un blog letterario che in questo modo coglie l'occasione per parlare di un libro che mi ha subito servito l'ispirazione su un piatto d'argento (a proposito di piatti!)
Naturalmente, poiché l'intento del gioco è quello di favorire i contatti tra blogger, promuovendo lo scambio di idee e, in questo caso, di ricette, vi invito a dare seguito a questa simpatica iniziativa secondo le regole che trovate nel blog sopra linkato.


Ho un ospite a cena, questa sera. Mentre aspetto che arrivi, pelando allegramente melanzane e pomodori, ve la presento.
Ho invitato una scrittrice nippo-canadese, Hiromi Goto, autrice di un libro che intreccia realtà, miti e leggende in una trama che fa del linguaggio evocativo e dei suoni delle parole il suo maggiore punto di forza. 

Il romanzo di cui parlo si chiama "Coro di funghi" ed è ambientato in Canada dove una famiglia giapponese si è trasferita venti anni prima. Le protagoniste sono prevalentemente al femminile: Naoe, un'anziana donna che vive in casa con la figlia, Keiko, e la nipote, Muriel (ribattezzata dalla nonna Murasaki), in una terra percorsa dal vento implacabile, carico di polvere, che imperversa nel ventre pianeggiante delle praterie del'Alberta senza cessare mai. È qui che la famiglia Tonkatsu ha messo su l'attività della quale si occupa: l'allevamento di funghi.
Mentre l'odore della composta impregna l'aria, mescolandosi a quello acre del concime e della torba, la vicenda si snoda una volta secondo il punto di vista della saggia nonna, un'altra secondo quello della nipote che cerca di ricomporre il mosaico delle storie familiari. Sebbene il racconto segua un flusso temporale non sempre lineare, il libro ha un fascino quasi magico, che spesso porta il lettore a chiedersi se le cose narrate siano vere o frutto di fantasia, rielaborazioni plasmate dentro un linguaggio in grado di cambiare ogni volta la storia, perché è nella natura delle parole modificarsi man mano che si raccontaCambiano nella tua mente persino mentre parlo.

Non darò un mio giudizio personale sulla lettura appena terminata, ne parlerò con l'autrice durante la cena, semmai, perché ho qualcosa da chiederle per chiarirmi qualche dubbio. E poi, oggi, il mio blog ha aperto una parentesi culinaria, dunque l'attenzione va focalizzata sugli odori e sui sapori dei cibi più che su quelli soliti di carta e inchiostro.

Non sono un'amante della cucina etnica e non mi incuriosisce fare l'esperienza di pietanze che non siano quelle a me più familiari, eppure devo ammettere che quando Hiromi, nel suo libro, fa dei precisi riferimenti ad alcuni ortaggi giapponesi rimango affascinata dalla loro diversità e questo mi fa venire voglia di ricambiare facendole conoscere quelli tipici nostri. Così la sua protagonista riempie il carrello con daikon (grossa radice bianca), hakusai (cavolo rugoso e pieno di foglie), shoga (radice fresca di zenzero), satoimo (palline coperte di pelo, radice vegetale) e completa gli acquisti con la pasta d'alghe salata e un chilo di riso piccante, io decido che cucinerò per lei pietanze a base di melanzane, pomodori e  funghi (in onore del suo romanzo).


Ecco il menu che ho pensato per Hiromi Goto:

Antipasto: 


Caponata siciliana







Primo piatto:


Timballo di anelletti alla norma con ricotta salata e pesto di pistacchi di Bronte








Secondo piatto + contorno:


Hamburger di melenzane

Funghi champignon ripieni al gratin




Dessert: 


Semifreddo allo yogurt








Scusate, stanno bussando alla porta. Sarà lei.

Prego, Hiromi, accomodati.

Ah, prima di tutto, ho una richiesta: 
mi autograferesti il libro?






26 commenti:

  1. Cara Marina, mi hai resa felicissima! *_* Prima di tutto, grazie per il linkaggio ^_^ e per aver aderito al meme pensato da Marilena: un'idea assai versatile e divertente!
    Sfacciatamente, sappi che il tuo campanello suonerà due volte: mi precipito per il menù e per fare due chiacchiere con te e Hiromi :D
    Penso che le tue preparazioni, per altro così raffinate per presentazione, piaceranno parecchio all'amica nippo-canadese (sarà pure un luogo comune, ma è vero che parecchi italiani -giapponesi si adorano reciprocamente per cultura, arte e cucina!), a me di sicuro eh XD
    E poi... già sai che quel titolo aveva solleticato i miei sensi di lettrice: ma come si fa può resistere al "Coro di funghi"? *_* La mia mente si è già lanciata in elucubrazioni (non ho ancora cercato riferimenti in giro per il web, ma quello che hai anticipato è abbastanza per annotare il titolo ^_^)!
    Un abbraccio e... arrivo!!! ^_^

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    1. Sei la benvenuta.
      Pensa che chiacchierata, tra libri e profumi di prelibatezze in tavola.
      E a farci compagnia un coro di funghi! ^__^

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  2. Tesoro con un menù così mi invito anch'io ☺
    Poi complimenti per il menu e per l'autrice che ancora non conosco e mi incuriosisce
    ciao

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    1. Ma certo Patricia, nella mia tavola c'è posto per tutti. Aspetto anche te, allora! ;)

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  3. Molto molto siculo questo menù.
    Al momento sto leggendo Gli arancini di Montalbano, ma ancora non ne ho visto uno! :)

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    1. So fare anche quelli: degli arancini spettacolari. Altroché Montalbano sono! :D

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  4. Hamburger di melanzane... li adoro! Anche il libro sembra interessante. Io sono molto incuriosita dalle pietanze etniche e adoro la cucina cinese e giapponese. Ho assaggiato qualcosa di quella araba, grazie a due mie carissime amiche. I sapori vanno esplorati. Coraggiosamente, a volte. ^_^

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    1. Io, invece, sono difficile con la cucina. Non mi piace tutto tutto e certe cose mi fanno male. Ma forse s'è capito che fra i miei ortaggi preferiti in pole position ci sono le melanzane.

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  5. L'hamburger di melanzane mi attira un sacco! Vien voglia di diventare grandi scrittori solo per poter venire a cena da te!

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    1. Ahah, ma cucino (e anche meglio) per gli amici, eh?
      Gli hamburger di melanzane sono il mio cavallo di battaglia! :)

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  6. Per quanto riguarda i giapponesi, io inviterei senz'altro Murakami. Ho notato che spesso hanno una scrittura non lineare, come dici tu, ma credo proprio che faccia parte della loro cultura. Ad esempio il "non detto" è più importante del "detto", esattamente il contrario di quello che avviene da noi.

    Siccome sono una buona forchetta anch'io - e si vede - del timballo e degli hamburger di melanzane farei il bis!

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    1. Ad abundantiam per tutti!
      E buon pranzo! :)

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    2. Mi intrometto... sui giapponesi: credo sia questione di zen, il vuoto che esiste perché c'è il pieno e viceversa, penso valga anche per la scrittura (detto/non detto). Sparisco XD Anche no: arrivo per la cena :D

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    3. Stasera, però, un'insalata! ;)

      Comunque, ci sarebbe da dire altro sulla scrittura giapponese: è proprio questo usare le parole come fossero ali di farfalla. Non so spiegarlo: dicono molto con la leggerezza di chi non tocca il suolo.

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  7. Del tuo menù mi piace tutto, accidenti sei una cuoca sopraffina Marina (e fa pure rima!), hamburger di melanzane, timballo, funghi, aiuto sono già ingrassata *o*

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    1. Ho solo sfoggiato la mia competenza sulle cose che mi riescono meglio (anche se io sulla pasta alla norma non metto la ricotta salata, cioè io io, nel mio piatto, perché non mi piace, ma la ricetta va rigorosamente con quella!)
      Vabbè, hai ragione: qua si ingrassa solo a parlarne! :)

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  8. Ciao Marina,
    hai fatto a tutti i tuoi amici, e a me in particolare, un grandissimo regalo offrendoci l'opportunità di conoscere un'Autrice e il suo mondo, legato a due continenti, da una parte le radici, dall'altra la quotidianità. Mi ha colpito la riflessione sulla "non linearità" e sull'alternarsi nella narrazione di diversi punti di vista, che ho colto anche in altre opere di autori giapponesi.
    Apprezzo e condivido la scelta di piatti nostri,un ulteriore punto di incontro tra culture diverse,un apprezzabile valore aggiunto a un ottimo menu.

    Riguardo a Google+ sono ritornata di recente al
    profilo normale.
    Mi scuso per non aver commentato prima, ma non avendo trovato il gadget dei lettori del blog, i tuoi post non mi appaiono in bacheca e ho visto solo oggi.
    Riguardo a Google+ sono ritornata di recente al
    profilo normale.
    Fine delle dolenti note bloggare e grazie infinite per la tua partecipazione:a breve Hiromi Goto sarà ospite gradita di parole di contorno,insieme a te e al menu preparato con tanta cura e gusto per lei!
    Marilena

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    1. Le radici nel vero senso della parola: in Giappone pare che si sazino solo con quelle! :D
      Comunque rinnovo il piacere di avere aderito a un così piacevole gioco culi-letterario.
      NOOO, MA SUONA MALISSIMO!
      Correggo il tiro: un "gustoso" gioco letterario.
      Allora torno a ritrovare il mio menù fra le tue parole di contorno.
      A presto!

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    2. Buongiorno Marina,
      "Parole di contorno" dà il benvenuto alla gentilissima ospite nippo-giapponese,con la certezza che il delizioso menu che hai preparato per lei sarà gradito e apprezzato.
      A presto:-)
      Marilena

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    3. Che bello, faccio un salto subito! :)
      Grazie!

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  9. Bellissima questa idea! :)
    Peccato che io in cucina sia veramente una schiappa, o più che altro pigrissima: i piatti che conosco li so fare bene, però saranno cinque o sei!
    Anche il tuo menù mi piace, escluso il contorno: sono allergica ai funghi. ;)

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    1. Se hai tempo, puoi offrire a chi vuoi tu un bel menu pigro. Io dico che è leggero, anche se si digerisce lentamente! :D

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  10. Ma che beeelloo! Mi hai fatto venir voglia di leggere il libro, oltre ad avermi stimolato l’appetito. Quella caponata... uhm.

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  11. Un menù davvero intrigante! Neanche io conosco quest'autrice, ma... sembra interessante, specie l'hamburger di melanzane. Complimenti Marina.

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    1. Ciao, Sfinge, benvenuta nel mio blog.
      Sarai benvenuta anche in casa mia, per una prossima cena fra amiche.
      Gli hamburger di melanzane non mancheranno!
      Grazie mille!

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