Fermare i pensieri in corsa, quando attraversano il nostro cervello; fissarli perché non si confondano nel caos di immagini quotidianamente registrate e di sensazioni assorbite mentre parliamo, osserviamo, percepiamo odori, ascoltiamo, mentre, cioè, i nostri sensi lavorano e noi inconsciamente li assecondiamo. Ecco, è questo ciò che faccio io portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

giovedì 25 febbraio 2016

Io sono anche questo


Sono una creativa e dei creativi possiedo ogni caratteristica: vivo in una dimensione tutta mia, una sorta di "mondo parallelo", in cui ho i miei ritmi, sogno a occhi aperti, ho improvvise intuizioni, veri e propri lampi di genio che mi portano a sciogliere nodi impensabili; faccio lavorare la fantasia di fronte a ogni difficoltà in campo pratico, sono la maga delle soluzioni alternative, mi esprimo al meglio quando sono sola, intendo dire che abbraccio volentieri la solitudine come viaggio interiore. Sono curiosa, osservo molto, elaboro molto, sperimento molto, rincorro i pensieri a costo di sembrare distratta e, di contro, niente mi distrae se sono concentrata sui miei pensieri. 
E sono una perfezionista, fissata con i dettagli e con gli incastri che devono combaciare come i pezzi di un puzzle, ma queste ultime sono sotto-caratteristiche dell'essere creativo perché, fondamentalmente, sono elementi di cui si compone la mia personalità.

martedì 23 febbraio 2016

La strage della lingua italiana


Qualche anno fa, quando leggevo i temi o i riassunti dei miei figli, ancora studenti di scuola primaria, inscenavo tutto un teatrino di reazioni spropositate di fronte agli errori "gravi" di grammatica che incontravo: una e verbo senza accento? mi piegavo sul tavolo come se mi fossero venuti i crampi allo stomaco; una a o una o del verbo avere senza acca? facevo finta di avere ricevuto una pallottola in pieno petto e mi buttavo a terra allungando il braccio come ultimo gesto prima di morire. I miei figli ridevano come matti, ma poi intercettavano subito l'errore "mortale" che avevano commesso sul foglio. Con i segni di interpunzione ero più generosa e mi limitavo a un "ihhhh" di stridore di denti, ma di nuovo, di fronte a strafalcioni come squola o aqua prendevo il quaderno e facevo finta di buttarlo nel cestino  dell'immondizia: "nooo, mamma, che fai!" - "quello che fate voi: buttare la lingua italiana nella pattumiera".

domenica 21 febbraio 2016

Domenica: INSIEME RACCONTIAMO 6

di Myrtilla's house



Mi sono accorta che ho continuato a partecipare all'iniziativa di Patricia Moll, Insieme raccontiamo, senza aggiornare il blog con i miei interventi mensili.

Ragion per cui, oggi, recupero pubblicando gli incipit dei due mesi scorsi, più quello di questo mese, con i miei sequel. Vi ricordate di cosa si tratta?

Semplice: Patricia, ogni mese, inventa l'inizio di un breve racconto e poi chiunque può continuarlo o scegliendo un finale di 200/300 parole oppure di 200/300 battute, il tutto corredato, se si vuole, di musiche, filmati, foto.

Avevo già scritto i miei finali nei mesi di ottobre e novembre, già postati in questo blog. Adesso condivido quelli dei mesi che mancano all'appello, più quello di febbraio in corso (per il quale Patricia ha pensato a un mini-racconto a tinte hard - avete letto bene!)

(In rosso l'incipit di Patricia)

giovedì 18 febbraio 2016

Profumo di scrittrice


Una volta, durante un consiglio di classe (ho un'onoratissima carriera di rappresentante), l'insegnante di una classe parallela che, dunque, non mi conosceva, mentre prendevo appunti con la solerzia imparata all'università, mi chiese "lei è una scrittrice?" 
Alzai imbarazzata gli occhi nella sua direzione come se fossi stata appena accusata di avere rubato qualcosa (brutta bestia la timidezza!) e con l'attenzione inevitabilmente attirata su di me e il fuoco che mi aveva dipinto di rosso la faccia, le risposi: "perché?"
"Perché ha un modo di tenere la penna e di stare piegata sul foglio tipico degli scrittori". 
Giuro, mi ha detto così.

martedì 16 febbraio 2016

È raro che vinca il migliore

 (il talento, il pubblico, la mia verità)


Ci avete mai pensato che oggi quasi tutto il talento passa attraverso la televisione? Come se fossero necessari un palcoscenico e la luce dei riflettori per fare conoscere bravure inespresse. Il pubblico è importante, il pubblico è sovrano, il pubblico è fatto di milioni di occhi che guardano, commentano, giudicano, decretano la nascita di un talento.
Il talento!
Per riconoscerlo basta un voto, basta esprimere una preferenza.
E la simpatia, il numero di amici e parenti, qualche strategia, molta finzione incoronano il vincitore di competizioni volte a scegliere "il migliore in campo".
Sì, il migliore! Ahah!

giovedì 11 febbraio 2016

Io, Beta-reader



Ho scoperto cos'è un Beta-reader circa un anno fa e sono stata subito messa alla prova! Chiara mi ha reclutato come beta-lettrice del romanzo che sta scrivendo e la sua fiducia mi ha gratificato non poco. 
Accettato di buon grado questo inedito ruolo, mi sono trovata a essere un'esordiente a tutto tondo: nella mia scrittura e nell'analisi di quella altrui. Sembra che le due cose si muovano bene insieme, perché aprire gli occhi su quanto scritto da altri stimola l'attenzione anche sul proprio lavoro ed è un vantaggio da sfruttare, quando se ne ha l'opportunità. 
Ringrazio, dunque, Chiara, per averne regalata una a me.

Adesso, però, continuate a leggere l'articolo nel blog Appunti a margine: "Il romanzo in stesura visto dalla mia beta-reader"

Vi aspetto!

martedì 9 febbraio 2016

Onori e Oneri del grande scrittore


Non abbiamo dello scrittore famoso la stessa considerazione che abbiamo per l'esordiente. 
È ovvio. 
Nessuna par condicio, nessun trattamento parificato: appartengono a galassie diverse e il timore reverenziale per il "big" accompagna l'esordiente anche quando viene pubblicato da una Casa Editrice che lo ha tirato fuori dal marasma di scrittori rimasti a lungo nascosti nel sottobosco letterario.
Gli esordienti aspirano a diventare "grandi", sognano l'affermazione presso il pubblico, aspettano di vedere campeggiare nelle vetrine delle librerie i loro romanzi, cercano il pieno riconoscimento per fregiarsi del titolo di Scrittori (quelli con la S maiuscola).  
Scrivere a certi livelli, però è fonte di onori e comporta anche oneri: lo Scrittore per mantenere lucida la sua etichetta deve faticare.

giovedì 4 febbraio 2016

Marina e la Poesia


Ho sempre pensato di scrivere qualcosa sul mio rapporto con la poesia. Un rapporto conflittuale, perché la poesia è un concentrato di emozioni, il bignami dei sentimenti, un file compresso, io, invece mi esprimo per formule estese, uso tomi interi di emozioni, non so zippare i sentimenti.
Io e la poesia siamo agli antipodi.

martedì 2 febbraio 2016

Scrittura spontanea o scrittura coltivata?

(Riflessioni di un'esordiente mentre cura le sue piante)

Spatiphillum

Esistono piante che crescono in determinati habitat senza l'intervento dell'uomo; si tratta di tutta quella vegetazione spontanea che prende vita nei campi e nei prati soltanto grazie all'azione di elementi naturali quali luce, acqua, vento e sostanze contenute nel terreno. 
Non mi sono data al giardinaggio, ho il pollice verde, però, e le piante, in casa mia, hanno la priorità su molte altre incombenze. 
Così ieri ho dedicato una parte del tempo che avevo a disposizione alla cura di uno spatiphillum sofferente: ho provveduto a rimuovere le inflorescenze appassite e a rinnovare il terriccio con nuova torba e sabbia, e mentre facevo tutto ciò, ho elaborato una riflessione che riguarda la scrittura (un mio meraviglioso difetto: trovo sempre stradine secondarie per ragionarci sopra).