Fermare i pensieri in corsa, quando attraversano il nostro cervello; fissarli perché non si confondano nel caos di immagini quotidianamente registrate e di sensazioni assorbite mentre parliamo, osserviamo, percepiamo odori, ascoltiamo, mentre, cioè, i nostri sensi lavorano e noi inconsciamente li assecondiamo. Ecco, è questo ciò che faccio io portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

domenica 30 ottobre 2016

Domenica: INSIEME RACCONTIAMO 14


Un'altra domenica dedicata alla rubrica del mese del blog Myrtilla's house"Insieme raccontiamo", giunta al quattordicesimo appuntamento.

Le regole sono sempre le stesse: scrivere un finale di 200/300 battute o 200/300 parole su un incipit fornito da Patricia Moll.

Non so se l'ispirazione per questo miniracconto mi sia venuta come contraltare alla festa di Halloween, che trovo lontana anni luce dalla mia cultura e dalle mie tradizioni, in ogni caso approfitto dell'occasione e rivolgo a tutti un augurio per la festa di Ognissanti prossima.

giovedì 27 ottobre 2016

Thriller paratattico n. 62 - Gioco enigmistico


Ogni tanto la giovane donna di Montmartre si appoggia al lungo muro, invece di costeggiarlo impaurita, e si ferma. Stanca della sua attività onirica e del mal di denti che, nonostante i ripetuti interventi del dentista, non passa (non sarà il caso di cambiare medico?), questa volta ha deciso di non essere una pedina della nostra fantasia, ma di assistere soltanto alle nostre performance, al limite suggerendoci qualche strategia.
Oggi, infatti, il Thriller entra nuovamente in modalità enigmistica.

mercoledì 26 ottobre 2016

Thriller paratattico n. 61: Riepilogo e Verdetto


Ieri sera mio marito guardava la tv spaparanzato sul divano, mentre io rileggevo i pezzi del thriller n. 61 seduta al tavolo di fronte a lui. Ogni tanto sollevava l'occhio nella mia direzione distratto dalle mie sghignazzate e alla fine la curiosità ha avuto la meglio sul suo interesse televisivo: ha voluto sapere il motivo delle risate. Da lì m'è venuta l'idea.
Ho chiamato i miei figli, li ho fatti sedere accanto al padre e ho detto a tutti e tre: "vi leggerò questi brani e dalle vostre reazioni giudicherò qual è quello più divertente". 
In pratica, il vincitore di oggi è stato decretato da una signora giuria.

martedì 25 ottobre 2016

Le due facce del mio pregiudizio


Esiste un pregiudizio che vivo da lettrice e uno, invece, che subisco da scrittrice. 
Il primo è il presupposto per una stimolante sfida, il secondo un nemico che combatto.

giovedì 20 ottobre 2016

Thriller paratattico n. 61 - Facciamoci una risata


Questo è un thriller.

Ogni singola frase paratattica descrive una scena che noi immaginiamo: il buio cala nelle strade di Montmartre, la giovane donna cammina sola e sperduta per i vicoli del quartiere parigino. 
La sua paura è anche la nostra: che fine farà? che accadrà? 
E cresce la suspense: una casa, delle scale. Cosa troverà lassù, oltre la porta chiusa? Le figure losche del bar creano ansia, le loro reazioni ci terrorizzano, Dio solo sa cosa faranno alla povera, inerme, fanciulla! E come se non bastasse i ratti nel fiume ci inorridiscono, sprofondiamo e soffochiamo insieme alla sventurata per risvegliarci sul lettino di un dentista in lacrime e sotto shock. 
Un incubo.

Ma ce la vogliamo prendere una bella settimana di pausa da tutto questo orrore? 
Via la tensione, via le angosce, niente stress. 
L'ultima prova non è stata una passeggiata di salute, ha richiesto notevoli sforzi e massimo impegno. 
A questo punto, farei sbollire il fastidio e il disagio provocati dall'esercizio precedente e mi farei una bella risata insieme a voi. 
Anzi, sarete voi a fare ridere me.

mercoledì 19 ottobre 2016

Thriller paratattico n. 60: Riepilogo e Verdetto


Giro tiepido, questo, del Thriller n. 60

Lo so, gli ubriachi, nel bar malfamato di Montmartre, non sono personaggi rassicuranti e cadere nella loro trappola può avere inibito l'immaginazione di tutti.
L'esercizio richiedeva fantasia, ma anche quella giusta dose di immedesimazione per provare a vivere un momento drammatico insieme alla giovane donna parigina che ne era protagonista.
Mi sarebbe piaciuto vedere come ve la sareste cavata alle prese con i verbi "avventarsi", "rapinare", "abusare", quali immagini avreste creato per mostrare una scena tanto spaventosa.
Chi ha scritto ha dato una gran bella lettura dell'esercizio e ha usato molto bene la lente d'ingrandimento. Alle tre persone che si sono avventurate faccio i miei complimenti. La quarta ero io.

martedì 18 ottobre 2016

Anonima scrittori - parte 2: Il momento "no" della mia scrittura


È da un po' di tempo che rifletto sul perché la mia voglia di scrivere abbia subito un'improvvisa battuta d'arresto. Sto indagando sulle cause, ho chiesto a qualcuno di aiutarmi a vedere quello che probabilmente, pur essendo sotto i miei occhi, non riesco a mettere a fuoco. Parlo di difetti, di limiti, perché la superficie della mia scrittura mi premia quasi sempre, la superficie, eh, quella che balza subito agli occhi: è corretta, è scorrevole e non sto usando questi aggettivi per vantare una capacità. Al contrario, li sto ponendo da una parte del campo per sottolineare gli antagonisti, dall'altra parte, che sono più forti: insoddisfacente, manchevole, incompleta. Ecco gli aggettivi giusti che connotano la mia scrittura.

Una botta di autostima, insomma.

giovedì 13 ottobre 2016

Thriller paratattico n. 60 - La lente d'ingrandimento


Dall'architettura all'arte. La scorsa settimana abbiamo progettato scale, oggi ci travestiamo da pittori bohémien, come quelli che un secolo e mezzo fa, con i loro cavalletti piazzati lungo i marciapiedi di Montmartre, ritraevano gli scorci più suggestivi del famoso quartiere parigino a testimonianza di una passione che si faceva stile di vita.
Pennelli per dipingere un particolare, un dettaglio studiato e interpretato secondo il proprio, personale, modo di sentire.
E noi, come moderni impressionisti scrittori, cui non servono pennelli intinti nei colori a olio, ma penne immerse nell'inchiostro, analogamente usiamo le parole per intrecciare trame e raccontare emozioni.

Quando un pittore si siede davanti alla sua tela fotografa una porzione di ciò che vede e usa l'occhio come una lente d'ingrandimento.
È quello che faremo anche noi.

mercoledì 12 ottobre 2016

Thriller paratattico n. 59: Riepilogo e Verdetto


Siamo arrivati al verdetto finale, spostato il mercoledì, relativo alla prova richiesta la scorsa settimana nella puntata n. 59 del Thriller paratattico.

Devo ringraziarvi per la partecipazione e per avermi fatto muovere un bel po': salire e scendere dalle scale mi ha tenuto in allenamento. Su qualcuna, tuttavia, ho inciampato: i gradini non erano architettonicamente perfetti. 
L'esercizio apparentemente facile, nella resa presentava delle difficoltà: bisognava rimanere in tema, utilizzare parole che nell'insieme avessero una bella sonorità, ma soprattutto era determinante garantire l'effetto visivo "a scala".

Questa volta, pur essendo le versioni identificate secondo l'ordine di apparizione nei commenti, ho voluto disporle nella pagina in modo da separare quelle che ho scartato da quelle su cui ho formulato il mio giudizio.

martedì 11 ottobre 2016

La protesta silenziosa


La domanda più ricorrente, ormai, negli ambienti letterari, come in quelli scolastici, è perché si legga di meno. 

Se lo chiedono gli insegnanti che si accorgono di una disaffezione crescente dei giovani alunni verso la lettura e provano a motivarli suggerendo titoli che scoraggiano già in partenza. Spronarli a dodici anni con "Niente di nuovo sul fronte occidentale" di E.M Remarque o sensibilizzarli con "Sotto il burka" di D. Hellis non credo sia il massimo delle strategie vincenti.
L'amore per la lettura va educato e sono convinta, come in tutti gli esempi della vita, che prima di correre si debba imparare a camminare.

domenica 9 ottobre 2016

Scrivere un best seller in 57 giorni?

Non l'ho letto, però chi lo ha fatto sostiene che Come scrivere un best seller in 57 giorni di Luca Ricci sia un libro arguto, scritto con la giusta dose di ironia, in grado di raccontare bene come fama e soldi spesso siano l'unico "movente" di chi scrive a scapito di una buona letteratura che impone regole diverse: non soluzioni facili per raggiungere un rapido successo commerciale, ma passione, trasporto emotivo, gli unici motori che dovrebbero animare la scrittura.



Il blog da dove sto scrivendo ne ha parlato ieri dopo avere proposto, nel corso delle settimane scorse, alcuni stralci di questo che non è un saggio sulla scrittura con le solite regole, bensì un romanzo con una storia che a me incuriosisce molto e che sicuramente leggerò (apprezzando l'autore anche per altre sue pregevoli produzioni letterarie).

E adesso il motivo di questa incursione domenicale:

giovedì 6 ottobre 2016

Thriller paratattico n. 59 - La scala


Questa settimana il thriller si è munito di un copione e ha fatto "recitare" gli attori in campo attraverso il dialogo. Abbiamo partecipato in otto e le preferenze per la struttura della conversazione immaginata si sono suddivise in parti uguali: quattro brani si sono espressi con lo schema tipico di una sceneggiatura, solo battute e nessun altro intervento esplicativo e quattro, invece, hanno prediletto il dialogo inserito in un contesto narrativo più ampio, arricchito di informazioni e commenti.
Intanto complimenti a chi si è messo in gioco anche questa volta con un esercizio non semplice.

mercoledì 5 ottobre 2016

Thriller paratattico n. 58: Riepilogo dei brani


Anche oggi riepilogo dei brani relativi all'esercizio richiesto per il Thriller n. 58 di giovedì scorso.
Ho fatto le mie valutazioni e sono arrivata a una conclusione per la quale dovrete aspettare come sapete fino a domani. Intanto, però, se volete, potete fare qualche scommessa, avanzare ipotesi, esprimere un'opinione, insomma largo ai commenti!

NOVITÀ
Ho pensato a un piccolo cambiamento (sono in fase di sperimentazione e gli aggiustamenti servono a garantire maggiore efficacia a questa eredità paratattica) che credo renda più fluido il meccanismo di partecipazione al gioco: per evitare che i commenti del giovedì riguardanti il vincitore si confondano con i brani elaborati per la proposta settimanale avrei pensato di anticipare giudizio e dunque vincitore il mercoledì, insieme al riepilogo delle versioni e giovedì presentare solo il nuovo tema, così non mescolerei i due ambiti di discussione. Proviamo?