Fermo i pensieri in corsa, quando attraversano il mio cervello; li fisso perché non si confondano nel caos di immagini che quotidianamente registro e di sensazioni che assorbo mentre parlo, osservo, percepisco odori, ascolto, mentre, cioè, i miei sensi lavorano e io li assecondo inconsciamente. È questo ciò che faccio portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

martedì 1 agosto 2017

#CitazioniEstive: Neologismi in “Umami” di Laia Jufresa



Appena si siedono, Chela decreta: Ora parliamo di cose felici. Sul tavolo ci sono le crêpes, due piatti e un assaggio della collezione di marmellate di Chihuahua. L’acqua del rubinetto in una brocca. A Marina, che non usa mai il tavolo, sembra tutta una simulazione, e oscilla tra l’attrazione e la ripugnanza. Inizia tu, dice Chela. 
Invento colori, è la prima cosa felice che viene in mente a Marina. 
Con la pittura? 
Con le parole. 
Per esempio? 
Per esempio... a questo ci ho pensato poco fa, non so ancora se funziona, ma: nettrico. È il nero illuminato delle grandi città. 
Nero elettrico? 
Esatto. 
Uau. Ne hai altri? 
Rosta è il rosa chiaro che resta sotto una crosta quando si stacca, hai presente?
Sì! 
Giarco è il giallo sporco dei bordi dei marciapiedi. Tramontarancio è l’arancio di un tramonto. Biancumero è il bianco effimero della schiuma. 
Isabel fa segno di sì con il dito indice perché ha la bocca piena. Continua, chiede ruotando il polso. 
Verdatto è il colore del discorso ecologico: il verde ricatto. 
Geniale! 
Rossido è il rosso delle cose ossidate. Ospitacchio è il verde pistacchio degli ospedali. Arcobalzina è il colore complicato delle macchie di benzina sull’asfalto, capito quale?
Sei una vera poetessa, conclude Isabel. E non è mica una cosa da tutti.

16 commenti:

  1. Mi piacciono molto questi neologismi colorati, rendono perfettamente l'idea di ciò che vogliono rappresentare.
    Sandra

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    1. All'interno della storia, Marina ha una personalità molto bizzarra. Mi ha fatto anche un certo effetto associare il personaggio al mio nome.

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    2. Naturalmente ho notato la cosa del nome.
      Sandra

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  2. Per un momento pensavo ad un aneddoto 😊😊😊😊
    Bello davvero però creare nuovi termini per colori che vediamo sempre ma non sappiamo definire.
    Bel racconto,
    A proposito come va?

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    1. Domani tolgo il gesso, Pat! Conto le ore, ormai. 😉

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  3. Che bello questo brano. I neologismi rimandano a suggestioni poetiche, geniale!

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    1. Mi piace tutto quello che può darmi una sensazione e a me questa fusione tra colori e ciò che rappresentano ne ha regalata più di una.

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  4. Neologismi personalizzati, può essere un passo verso la babele linguistica o verso la poesia più sfrenata.

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    1. Anche verso l'originalità di cui andiamo tanto alla ricerca. Questa è l'opera di una scrittrice al suo esordio, tra l'altro.

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  5. Molto bello questo passo, deduco che lo sia anche il resto del libro?

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    1. Sì, è bello. E i quattro personaggi di riferimento sono tutti particolari. Pensa che uno di essi è un anziano signore che vive nel ricordo della moglie scomparsa e si prende cura di due bambole che entrambi chiamavano "bambine", sostituendole ai figli che non avevano potuto avere.

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  6. Questi colori alternativi mi piacciono moltissimo, colorano anche il ...suono ☺️

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    1. Tramontarancio fa pure venire voglia di assaggiarlo. 😁

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  7. Non chiedermi perché ma mi ha ricordato "L'eleganza del riccio". Vai a capire. Sarà il caldo. :D

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    1. Eh, chissà: sono molto diversi i due libri, però ho capito cosa vuoi dire. Dev'essere l'atmosfera. :)

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