Fermare i pensieri in corsa, quando attraversano il nostro cervello; fissarli perché non si confondano nel caos di immagini quotidianamente registrate e di sensazioni assorbite mentre parliamo, osserviamo, percepiamo odori, ascoltiamo, mentre, cioè, i nostri sensi lavorano e noi inconsciamente li assecondiamo. Ecco, è questo ciò che faccio io portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

giovedì 12 ottobre 2017

#Imieiprimipensieri non del tutto primi: sfogo su un giovedì cominciato con una perdita.



Gli strumenti elettronici, benedetti, per carità!
Celerizzano, praticizzano, indispensabili, risolvono tutto, rispondono a ogni esigenza, ma tradiscono, cacchio se tradiscono. (Oh mentale, maledetto mentale: io penso a un mare di parolacce e tu mi obblighi a scrivere pappardelle addolcite.) 
Sono i peggiori, come certi uomini che ti fanno la corte, ti conquistano, ti fanno credere di essere indispensabili e poi nei momenti meno opportuni ti mollano e chi s’è visto s’è visto.
Ora io dico: ma ‘ndo c. è finito quel bell’articoletto che ho scritto quest’estate e ha aspettato il suo momento per tre mesi, zittito dal mio “no, non è ora: ti ho inserito nel calendario del blog post-estivo.” e lui a scalpitare: “dai, sono carino e posso piacere. Pubblicami”?
Sì è offeso. Si è offeso, ha girato i tacchi e se n’è andato oppure si è nascosto per farmi impazzire. Ah, ma se lo becco, prima gli do gli arresti domiciliari per un altro mese e poi gli faccio fare il suo ingresso nel blog. 

Giornata di pausa. Finalmente ho la mattinata a mia disposizione: posso dedicarmi al racconto, poi posso leggere il file che mi ha spedito Chiara, scrivere la mia storiella per i racconti diVersi di Michele (ho un’idea) e posso pubblicare il post del giovedì senza aspettare il mio rientro dalla fisioterapia. Porto yogurt e cereali davanti al computer, lo accendo, la mia bocca fa crunch crunch mentre mastica i fiocchi di avena, pulisco gli occhiali che con la luce del monitor rivelano fastidiosissimi aloni, entro in Pages, cerco il file titolato “Ho trovato il mio metodo di scrittura” e… 
NON C’È, il mio articolo è scomparso. NOOOO!
Abbandono sul tavolo cereali e yogurt (la fame mi passa all’istante), mi avvicino al computer e gli ordino: “caccia immediatamente fuori il file se no giuro che ti smonto pezzo per pezzo e lo vengo a cercare con le mie mani in mezzo alla tua maledetta scatola cranica elettronica del c.”
Sto impazzendo io o lo sento ridere? mi ride in faccia, ‘sto stronzo, perché sa che non ci capisco un tubo: ma cosa smonto, dove metto le mani io, che non so nemmeno come funziona la newsletter del mio blog e c’è Elena, poverina, che aspetta risposte da me su come mai non le arrivano nella mail gli aggiornamenti dei miei articoli!
Il pc avrà complottato con il post che ho scritto, hanno avuto due mesi e mezzo per riuscire a fregarmi (che poi, non è che ci voglia molto) e io, adesso, non so cosa fare.
Chissà dov’è finita quella paginetta scritta un pomeriggio di fine luglio mentre boccheggiavo sul divano e, nel frattempo, tagliavo un intero capitolo del mio romanzo. Chissà a causa di cosa, poi, non si trova più dove pensavo di averla salvata.
Era un articolo che parlava di come, nel tempo, abbia sperimentato vari metodi di scrittura fino a trovare quello a me più congeniale.  Ne avevo fatto un decalogo alla Giulio Mozzi ed emuli vari: 1) scrittura a tela di Penelope, 2) scrittura a passo di granchio, 3) scrittura a topo… (lo so che vi incuriosisce la scrittura a topo, ma in questo momento incuriosisce anche me, perché non ricordo come  abbia giustificato la scelta di un’espressione tanto bizzarra, credo mi riferissi all'attività di rosicchiamento dei roditori: è quando hai la pagina intatta e poi cominci a rosicchiare un pezzo di scrittura qua, un pezzo là, non con tagli netti e drastici, ma partendo da singole parole, un aggettivo, un avverbio.)
Apro tutte le mie cartelle: “Progetti per il blog”, “Canovacci letterari”, “Spunti”, l’ho cercato nel file “Racconti miei” e “Racconti altrui” (magari è finito in altri contesti), niente di niente. 
Trovo un attenuante generico per il computer, dico a me stessa: “okay, avrò combinato qualcosa io”, ma resto arrabbiata con il file (poteva essere più paziente e meno permaloso: glielo avevo anticipato martedì scorso, che oggi sarebbe toccato a lui.) 
Non mi resta che rassegnarmi alla scomparsa dell’articolo e tornare a maledire, come altre volte mi è capitato di fare, gli strumenti elettronici che uso perché li può usare chiunque, giusto? ma che mi fanno rimpiangere fogli, carta e penna: saranno vecchi, lenti, scomodi, fallibili e provvisori, ma almeno restano fedeli.

E se non fosse che ho riletto e ho messo un paio di virgole che nella foga ho dimenticato, questo poteva essere un altro brano da inserire fra #imieiprimipensieri.


Postilla liberatoria:

Crepa, articolo del cacchio! Credevi di mettermi in difficoltà e invece ti ho rimpiazzato con 780 parole che hanno occupato lo spazio destinato a te e riceveranno le attenzioni che a te mancheranno. TIÉ!



52 commenti:

  1. Ma hai provato ad andare nel Finder e dove c'è scritto "ricerca" metterci "topo"? Oltre ai thriller paratattici potrebbe saltare fuori anche il tuo articoletto :)

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    1. Allora, la cosa è questa: l'articolo era scritto sull'I-pad in condivisione tramite ICloud con il Mac. Il Mac non può aprire i file perché non legge più gli aggiornamenti di Pages dell'IPad, bisognerebbe aggiornare pure il Mac. Ergo, di solito copio quello che ho scritto sull'ipad dentro la pagina del "nuovo post" del blog e poi lavoro sul Mac direttamente dal blog.

      Sono stata chiarissima, vero?

      In pratica, su Finder non ho topi. :)

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    2. Ah... quindi immagino che anche un "cerca" dentro pages non porti a nulla. Su blogger non mi pronuncio perché non lo conosco.
      La vedo grigia!

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    3. Grigio topo? No, è proprio nero ratto! 😄

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  2. Capisco la tua arrabbiatura ma ne è venuto fuori un post molto divertente ...fenomenale ... tanto per continuare con le risate ....

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    1. Questa sono io: reagisco alle incazzature sventrandole a colpi di risate. 😄

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  3. Mi hai fatto rincazzare da matti, grazie assai Marina, mi mancava. Dici: ma con chi ce l'hai? Con me stesso, perché è successa anche a me sta troiata almeno una volta. Anzi due. La prima volta ho cercato di fare una scorciatoia ed ho toccato...quel tasto maledetto che NON si deve mai toccare perché ti fotte subito...gli ignoranti come me di elettronica e come te, se ho capito bene.
    C'è un tasto che va toccato insieme a Strg (almeno sulla mia tastiera crucca) e ad Alt e ti riporta sul disco fisso dove C'È TUTTO MARINA, MA PROPRIO TUTTO. Tochi quel c. di tasto e ti ritrovi davanti una schermata con tutto quello che hai scritto nel bene e nel male. Allora Strg è quel tasto largo più rettangolare che quadrato ma per poco che sta nell'angolo basso a sinistra della tastiera; Alt è il tasto quadrato vicino allo spaziatore.
    OK? Il guaio è che non so quale tasto nell'interno della tastiera bisogna premere. C'è qualcuno che lo sa? Lo dica li morti sua e famola finita, così me lo segno pure io.
    Ma non venitevene fuori con la solita lagna fai così e così e se non funziona CAMBIA BROWSER. E che vor dì. Che è sto Browser? Se magna?

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    1. Ahahah, ecco, mi ci volevi tu, Vincenzo, per aggiungere risate vere a quelle che mi sono imposta per non spaccare tutto.
      Allora, qualcuno venga a dare una mano a sti du poveri ignoranti! 😄

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    2. Vorrei esser d'aiuto... Allora il tasto Strg della tastiera crucca corrisponde al tasto Ctrl della tastiera italiana (e anche americana).
      Non ho però trovato nessuna combinazione di Ctrl + Alt + [altro tasto] che effettui... una ricerca?
      Questo per Windows, il Mac non lo conosco.

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    3. Bene, in pratica mancando l'incognita X siamo punto e a capo. 😋

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    4. Ho letto tutti i commenti e nessun cornutazzo ci dà una mano. Tu che sei certamente coraggiosa prova a far questo: scrivi una cavolata qualsiasi, breve mi raccomando tre quattro parole, poi falla sparire, Ci son mille modi, scegli il più semplice. Poipremi quel tasto Ctrl e Alt. Tenendoli premuti premi le Effe, una per una dalla F1 alla F12 e vedi se le quattro parole tornano. Te lo dico perché mi ricordo che c'entrava sta effe.
      Ti stai certamente chiedendo perché non lo faccia io da solo. Ho paura di fare un gran casino.
      Ma perché dovresti farlo tu? Ti chiedi giustamente. Ma perché io da masculo solitario in una terra straniera non conosco nessuno che mi dia una mano, mentre tu, fimmena, bedda, sicula con una gamba al collo sicuramente lo trovi un disgraziato che accorre a tirarti fuori dal fango tirandoti per le recchie. Senza cattiveria è questo il motivo.

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    5. Dimenticai. Qualora -nota la finezza di questo qualora- non succedesse una beata minchia tu tieni premuto SOLAMENTE il testo Ctrl, molla Alt e fai le effe da 1 a 12. Cosa vuoi non m'arrecordo nada.
      Ciao. Però fammi sapere.

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    6. La vuoi sapere 'na cosa, Vincè: la beata che dici tu non è successa di fatti. 😡 in compenso i miei figli mi hanno fermato alla F1, perché 😰😰😰ecco, le faccine parlano da sole!
      Basta più prove, io sono combinata come te, se non peggio: tu almeno in terra straniera ci vivi da anni, io a Roma solo da quattro e non ho nessuno che possa intervenire.
      Rassegnazione, Vincenzo, rassegnazione: stringiamoci in questa comune fine! 🤗

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    7. Non mi rassegno, perché non sono un santo. Ho commentato in coda alla serie dei ommenti.

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  4. Una volta mi è capitato di perdere un post, io però per fortuna riuscì a recuperarlo, ma questo tuo rimpiazzo non è stato male ;)

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    1. 🤗 grazie, una bellissima consolazione.

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  5. Marina, per favore, controlla se c’è un mio commento nello spam sennò ci siamo perse anche quello! Viola

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    1. Oh, nooo, sono rovinata: pure Blogger mi rema contro!
      Non sei nello spam, Viola 😩

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    2. "Ma io a mister Blogger voglio troooppo bene!"
      :-D :-D :-D

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    3. E pure io, mannaggia, più che altro lo so usare agevolmente. 😄

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  6. Quindi, se ho ben capito, #lemieprimeparolacce invece de #imieiprimipensieri? Potresti dirmele le parolacce in dialetto nisseno! Sono qui col taccuino in mano... :-D

    Hai guardato nelle bozze di Blogger?

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    1. In privato ti riempio di tutte le parolacce che vuoi, qui, cerco di garantire la posizione di signora. 😂

      Non avevo ancora trasferito il file su Blogger, qui non può nascondersi, il maledetto!

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    2. Leggi Darius Tred! Pare che porti fortuna :-D :-D :-D
      Pensa che Barbara ha ritrovato un'edizione de I Promessi Sposi stampata addirittura nello scorso millennio, dopo aver letto un mio post.
      Cosa vuoi che sia trovare un articoletto nascosto nei tuoi dispositivi? Una bazzecola.

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    3. Scusate, pare che stamattina ho scatenato l'inferno scrivendo che leggere Darius Tred porta fortuna!
      (Che poi secondo me c'era una congiunzione astrale tra l'aver letto sia il post di Marina su I promessi sposi che poi il post di Darius, quindi potrebbe non essere tutto merito di Darius :P )

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    4. No, no. Lo zampino di Marina c'è sempre e comunque. È una delle mie muse ispiratrici.
      La mia sulla fortuna era solo una battuta goliardica.
      P.S.: però se Marina trova il suo articolo... almeno un sopracciglio lo inarcherei. :-)

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    5. Farò di tutto, Darius, per dimostrarti che porti fortuna, giuro! 😄

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  7. Marina 😂😂😂😂 ... non riesco a smettere di ridere 😂😂😂😂
    Forse è meglio questo post dell'altro, anche se la scrittura a topo mi incuriosisce non poco 😜
    Ma tanto i tuoi post sono sempre interessanti. Che te lo dico a fare? 😘
    Marina Z.

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    1. Ahaha, grazie Marina. Vedi quando dico: e fàmose na risata?
      Prendere sul serio un post sì, ma sdrammatizzare può essere anche più appagante.

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  8. uahauahauahauah... a parte che mi scompiscio... perchè in qualsiasi modo le metti le questioni assumono sempre una botta di humor che leggerti fa bene veramente all'anima... Poi, ma sei sicura sicura d'aver salvato il file, fosse anche sull'ipad? Perchè se così è non può essersi perso, si sarà solo nascosto... p.s. Io e ICloud abbiamo rotto quasi subito dopo esserci incontrati per la prima volta :P

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    1. Ma sì, certe volte conviene affidarsi all'humor e fregarsene, che poi lo stress fa danni! 😉
      Comunque, non sono convinta che sia da qualche parte, secondo me l'ho cancellato insieme a qualcos'altro: ho un po' la fissa della pulizia dei cestini. Faccio ordine dappertutto e poi combino guai! 😄

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  9. terribile, anch'io mi perdo dei files ogni tanto, in realtà non riesco a trovarli perchè non mi ricordo come li ho chiamati...quasi sempre li ritrovo quando non servono più, e mi arrabbio di nuovo!

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    1. Io che ho una memoria di schifo, riesco invece a ricordare i titoli che do agli articoli. Ma non è quello il problema, ahimè! 😟

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  10. TEsoro mi dispiace tanto per te però.... però pensa a quanti moccoli ho tirato io quando addirittura si ruppe il pc! E il marito non mi aveva fatto il back up perchè sai.. ora non ho tempo... dopo... domani o dopo..
    Comunque, famose na risata e beviamoci un caffè daiiii... dicono che ci sia di peggio ma se lo trovo sto peggio gli occhi neri gli faccio!
    Ciao!

    ps hai provato a fare control schiacciando insieme F? Cioè fare una ricerca? A volte se proprio non ho buttato nel ces...tino qualcosa trovo.

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    1. Niente, certe volte è meglio una sana rassegnazione: magari un giorno lo riscrivo, non è che fosse un articolo memorabile, 😉
      Il backup lo faccio anch'io, nel mac, con l'IPad ho un rapporto diciamo meno serio. E lui si è vendicato! 😖

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    2. Da quel momento là anch'io! Mi sono comperata una bella chiavetta da 64 gb e lo faccio. Se aspetto il martirio.. ehm... volevo dire il marito :)

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    3. Martirio e marito, in fondo, sono un binomio, credo, abbastanza complementare! 😂😂

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  11. Non conosco il Mac (e dopo questo tuo racconto penso che gli starò ancora più lontano...) ma non credo mi sia mai successo di perdere un file (e facciamo le corna non succeda mai!!)
    Il fatto è che preferisco avere copie su copie su copie su altre copie che rischiare che si rovini la traccia di un cd, si macchi la pagina stampata, si rompa la testina dell'hard disk, si sconfiguri l'mbr dell'installazione e non riesco più ad avviare il sistema operativo, quindi lo schermo rimano lì bello nero e muto, oppure una bella mattina il pc si sveglia e decide che tu non sei più l'amministratore della macchina (cioè il padrone), che i file li puoi vedere ma non li puoi aprire (si, a noi informatici capita di tutto, ma è per quello che abbiamo la fobia del backup!) E' per quello che in casa abbiamo tre portatili, due fissi, tre smartphone, un tablet e due nas (che poi, il mio è mio e il tuo è tuo e col cavolo che ti faccio un account sul mio!)
    Comunque non credo che il tuo post sia sparito, piuttosto qualche casino di sicurezza/utenza. C'è, ma si sta nascondendo. Insomma, s'è ammutinato!

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    1. Mi fido di quello che dici, chi meglio di te! Solo che qui siamo meno informatici e viviamo lo strumento in modo molto poco professionale. Dovrei imparare da quello che dici e stare attenta a tutti i bastardissimi casi strani! 😉

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  12. Se non lo hai cancellato e non lo hai salvato su qualche chiavetta esterna, secondo me esce, prima o poi, certo quando non lo cerchi più, o facilmente quando lo hai riscritto. Capita, eccome se capita, a me per esempio capita.

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    1. Sì, ci rinuncio e arrivederci. Se mi torna lo slancio lo riscrivo. 😌

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  13. Non posso vivere senza la scrittura a topo!!
    Non è che lo trovi tra le bozze del blog o da qualche altra parte? Di solito sia blogger che il mc salvano tutto anche se ti dimentichi. Magari con nomi strani, ma salvano.

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    1. Avevo scomodato parte del regno animale per fare il decalogo! 🙂
      Si è smarrito, ma sento che lo ritroverò.

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  14. No Marina... Che disdetta! Ovviamente, è capitato anche a me e riuscire a prenderla con ironia non è per niente facile. Ti auguro di trovare l'articolo nascosto in qualche sotto cartella mascherato con un nome strano. Se così non fosse, riscrivilo; sono sicura che riuscirai a superarti. 😘

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    1. Ogni giorno me ne torna uno in mente, ma arrivo a cinque. Gli altri non pervenuti: e dire che ho scritto l'articolo due mesetti fa! Sì vede che era un'ispirazione momentanea dettata da caldo e gesso.
      Chissà, magari mentre conto i dieci punti trovo l'articolo da qualche parte! 🙂

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  15. Ma dicci la verità: il post perduto esiste davvero o è solo un artificio letterario per scrivere questo post?
    :-D
    Scherzi a parte, ti auguro di ritrovarlo in qualche meandro del cloud o della memoria. Magari quando meno te lo aspetti.

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    1. Ieri stavo rinunciando alla pubblicazione: perso quell'articolo, stavo spegnendo tutto e ciao. Poi una vocina mi ha detto: ma scusa, vuoi dargliela vinta? Scrivi quello che vorresti dire in questo momento, no? Certo, sarebbe stata una pagina di parolacce, ma alla fine ho trovato un compromesso al mio lecito sfogo. Diciamo che l'altro articolo aveva un "contenuto" che questo, in effetti, non ha. 😋

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  16. Volevo solo aggiungere che comprendo il tuo stato d'nimo perfettamente. Alcuni anni or sono, una quindicina, mentre ero invitato ad una cena piuttosto importante e impegnativa mi venne su un'idea. Subito mi alzai e mi recai fuori e trascrissi "volando" l'idea su un foglietto che trovai in una tasca, altrimenti l'avrei perduta per sempre. Foglietti in tasca ne metto sempre per questa ragione. Tornando a casa, tardi oltre la mezzanotte, mi fermai in un parcheggio sotto un lampione, estrassi di tasca il foglietto e mi vennero su parole, che oggi giudico fantastiche: era una poesia di un argomento imbattibile, scritta proprio come volevo io. Rimasi più di tre quarti d'ora sotto quel lampione, poi misi i fogli dove avevo scarabocchiato le mie cose di nuovo in tasca e me ne tornai a casa.
    Ignoro per quale infame destino il mattino successivo la mia signora prendesse i miei pantaloni e li buttasse in lavatrice. Prima però -giura lei- tirò fuori dalle tasche tutto quel che c'era. Per fartela corta quei foglietti non li ho più trovati. Quel che è peggio non ricordo NULLA di quello che ci avevo scritto, come se lo avesse fatto un altro. Sono passati tre lustri e ancora mi sento male a narrare sto fatto malefico. Ho distrutto quella che forse era la mia migliore produzione poetica. Questa è la sensazione che me ne è rimasta.
    Ecco quello che capita a quelli come noi che siamo i Jolly -come dice Chiara Sellerio nel post odierno di "Appunti a margine", il suo blog- quando perdiamo il filo del nostro discorso interiore, sa esso un racconto, una poesia oppure un post.
    Hai tutta la mia comprensione, bedda matri.

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    1. Beh, a un post si può rinunciare molto più facilmente che al frutto di una preziosa ispirazione. Bedda matri vero, Vincenzo: piango anch'io il tuo lavoro poetico. Poi noi mogli/madri abbiamo sempre sto vizio di infilare tutto in lavatrice senza verificare tasche e taschine, solo che io, in questi casi, ho solo dovuto rinunciare a penne biro e ho pianto su abiti irrimediabilmente rovinati dall'inchiostro.
      Comunque, tu, nei tre successivi lustri, ti sei rifatto. 😉

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  17. Beh, magari prima o poi salterà fuori... :)
    Io dopo averli scritti su word copiavo subito gli articoli su blogger. Grazie alla pubblicazione automatica alcuni erano in programmazione anche per 6 o 7 mesi dopo.

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    1. 6,7 mesi dopo? Io scrivo di settimana in settimana: giusto con i post che scrivo d'estate, quando il blog è in pausa, posso permettermi una programmazione che, però, dura un paio di mesi. Purtroppo li lascio dentro i file di Pages, invece, hai ragione, dovrei salvarli subito su Blogger e lasciarli in coda in attesa di pubblicazione.

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  18. Le storie troppo a lieto fine sono banali, meglio questo di finale! :-P

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    1. I finali a sorpresa, in effetti, non sarebbero tali se non sorprendessero. 😋

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