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lunedì 9 aprile 2018

Congedo scrittorio



Si accanì sulla leva del cambio e il piede schiacciò con forza il pedale dell'acceleratore. Le ruote dell'auto slittarono sull'asfalto, poi il veicolo, con uno scatto rapido, si lanciò lungo la strada. La rabbia gli ribolliva dentro e, come se non bastasse, era costretto a passare davanti all'Istituto penitenziario. Si impose di rimanere indifferente, quando lo vide svoltando l'ultima curva. Era rimasto come lo ricordava: un edificio imponente, grigio, che il tempo non aveva cambiato.

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Il mio primo amore è stato un violino. Con la cassa armonica in legno di abete e acero massiccio, la tastiera in ebano e la finitura laccata, era la cosa cui tenevo di più. Lo conservavo nella sua custodia e lo trattavo come un bene prezioso che nessuno poteva toccare. Ne ero geloso e non me ne separavo mai. Prima ancora di scoprire di possedere un talento, capii che la musica era l’unico mondo che volevo esplorare.

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Avanzavano lentamente, lungo un tratto di strada sterrata: due auto della Polizia, seguite da un mezzo blindato dei Carabinieri e un convoglio di cingolati che trasportava materiali e attrezzature.
Sollevavano polvere e pietrisco, costeggiando il bosco di contrada Ulmo.

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Mi alzo presto. Emanuele è già piantato davanti allo specchio del bagno a fare le smorfie con la schiuma da barba in faccia e il rasoio a tracciare traiettorie precise tra zigomi e mento. Neanche la domenica riesce a stare a letto più del solito: l’abitudine alle levate mattutine dei giorni feriali gli ha creato un automatismo che, ormai, non gli pesa più. Io, invece, sarei rimasta volentieri sotto le lenzuola, se non fosse che il cuore ha preso uno strano ritmo intorno alle cinque, subito dopo il mio risveglio, e da allora non sono riuscita più ad addormentarmi, convinta che nel buio della stanza quegli occhi mi stessero spiando ancora.

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Con gli occhi incastrati in una crepa della parete ripensò a quando da bambino suo padre lo metteva in punizione, chiudendolo nella stanza. Allora si sedeva sul letto e scuoteva la barra di ferro della testiera per placare il terremoto che si agitava dentro di lui. Subiva in silenzio la prigionia che un capriccio o un atto di disobbedienza avevano causato. Sebbene la sua camera fosse un bugigattolo, tanto da somigliare a una cella, mai avrebbe immaginato di trovarsi un giorno ospite di una cella vera, dentro una prigione vera e con un carceriere ben più esigente del padre: la propria coscienza.

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E potrei continuare ancora se non fosse che ho impostato i parametri di lunghezza dei miei articoli a circa novecento parole e voglio conservarmi lo spazio per spiegarvi il motivo di questo post.

Ciò che ho sopra trascritto è tratto dal numeroso materiale accumulato nei file di scrittura creativa presenti nel mio pc in anni e anni di inizi e interruzioni, riprese e rallentamenti: sono bozze di incipit, i primi tre di romanzi mai ultimati, i due successivi di racconti già scritti, facenti parte di una raccolta che sto per intero revisionando dopo un prolungato abbandono. 
Troppa roba dimenticata da smaltire, troppe incertezze da abbattere, blocchi da superare, pigrizia da vincere. E l’inizio della primavera mi ha regalato una nuova energia che non voglio disperdere in altri progetti. Così decido di sacrificare per qualche tempo il blog e concentrarmi su un traguardo alla volta, che abbia questa parola d’ordine: finalizzazione

Sono fermamente decisa a terminare uno dei tre romanzi citati, nella speranza che la costanza e l’abitudine a certi ritmi di scrittura possano poi indurmi a completare anche gli altri; nel contempo tengo d’occhio alcuni concorsi letterari ai quali voglio partecipare e che mi spingono a rivedere le storie scritte alla luce di tutte le cose che ho imparato anche frequentando voi: mi siete stati preziosi, chi per un motivo chi per un altro e vi ringrazio.

Adesso la mattina il mio primo pensiero è portare avanti i capitoli, fermi al decimo, del romanzo con cui ho partecipato al Torneo letterario “IoScrittore” (sopra, è quello con l’incipit del violino). Quando le idee cominciano a risentire della stanchezza, interrompo e spezzo con un po’ di lettura (mi sto godendo tra l’altro un felice ritorno ai classici, cominciato la scorsa estate con i ”Promessi Sposi.” Di recente, dopo “Cime Tempestose”, ho riletto “Madame Bovary” e ora sono alle prese con “Orgoglio e pregiudizio”); altrimenti, se ho ancora voglia di scrivere, dalla vicenda del romanzo mi trasferisco dentro la parentesi di qualche racconto, dove il lavoro è diverso: visto che qui il concept è più chiaro, devo solo riscriverlo secondo le regole di efficacia che sconoscevo, prima di adottarle grazie alle varie discussioni in rete. Le trame già revisionate hanno subito un apprezzabile miglioramento, credo, ma per ora è tanto che ne sia soddisfatta io, in primis.

Insomma le storie e i loro i personaggi, che in tutti questi mesi o anni si sono sentiti abbandonati, sono insorti e una mattina mi hanno gridato nelle orecchie: “basta, è tempo di prenderti sul serio. Credici, una buona volta e non trovarti mille scuse per dire a te stessa non sono all’altezza.”
E sono stati convincenti.

Intendiamoci, il mio è solo un arrivederci, perché il Taccuino dello Scrittore resta uno spazio al quale sono molto affezionata e non ho alcuna intenzione di chiudere i battenti. Diciamo che sospendo i lavori per un po’, mi sto solo concedendo... posso chiamarla una vacanza-studio?
Non escludo di fare qualche incursione di tanto in tanto nel blog, in questo seguirò istinto e ispirazione del momento.
Adesso lasciate che torni a immergermi nelle mie quotidiane sessioni di scrittura.
Che la mia scelta convinta possa dare frutti apprezzabili.

A presto, amici!









45 commenti:

  1. Che dirti se non buon lavoro e di produrre le migliori soddisfazioni innanzitutto per te? Sospendere il blog per dare spazio alla concentrazione scrittoria è indice di una grande decisione frutto di una bella analisi che sono certa ti ha guidata. Allora che sia un lavoro proficuo.

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    1. Grazie Nadia, ce la metterò tutta per non pentirmene: sospendere l’attivita bloggistica mi pesa un po’ , devo dirti, ma sai come si dice, no? Ubi maior... 😉

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  2. Da una parte non posso che augurarti buon lavoro, sperando di leggerti presto in un romanzo trovato il libreria. Dall'altro mi viene dal cuore un "no, anche tu!?".
    Il web si sta un po' svuotando e mi mancherai. Io continuo ad aver bisogno di condividere riflessioni, letture e spunte. Se vorrai venirmi a trovare, in questo momento di pausa, mi farai felice.

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    1. Certo che verrò: non dedicherò al blogging il tempo che impiegavo prima per scrivere gli articoli e commentare quelli altrui, ma non mi assenterò del tutto. Continuerò a seguire gli aggiornamenti del blogroll qui a lato Per cui ci vedremo senz’altro. 🤗

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  3. Quoto Tenar in ogni sua parola.
    Però buona scrittura, quell'Emanuele lassù è un po' mio marito se non fosse che la domenica no, non si alza presto. Un bacione

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    1. Ahah, vero, tu hai un marito con quel nome! 😄

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  4. Naturalmente buon lavoro e buoni risultati, concentrarsi completamente su un manoscritto che si vuole finire è un lavoro "di nervi" più che di penna, quindi se il blog e gli altri canali web ti aumentano la tensione anziché rilassarla, fai bene a staccare.
    Restiamo in attesa del post con l'annuncio ufficiale dell'ultimazione del manoscritto ;-)

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    1. Più che aumentare la tensione, riducono il tempo che riesco a dedicare alla scrittura: scrivere per il blog mi piace sempre un sacco, ma mi sono resa conto che servire due padroni è cosa impossibile per me e stavolta il “padrone” più esigente si è rivelato essere la scrittura sfiorata tutte le volte tra una cosa e un’altra.
      E poi che “scrittrice” sarei senza almeno un altro romanzo a testimoniarlo! 😋

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  5. Ecco, ecco, io tra poco torno e tu ti prendi una pausa... insomma...
    No, valà che ti capisco bene. Buon lavoro SuperMarina. Un grande abbraccio.

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    1. Oh, che peccato! E io che ti ho aspettato tanto...
      Vabbè, vengo a trovarti lo stesso nel blog, mica sparisco del tutto! 😉

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  6. Vabbè... E allora buon Natale! :-)

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  7. Uhm... come dispormi dinanzi a questo tuo post?
    Mi divido. Perché sapere che non scriverai per un bel pezzo mi rattrista. Poi però penso anche che quando ci siamo viste, in dicembre, ti ho fatto una capa tanta sul riprendere in mano la tua capacità e la vena scrittoria quindi... non posso che da amica compiacermi della tua scelta e appoggiartela senza se e senza ma.
    Mi unisco alle parole di Tenar, se ti leggerò qua e là, mi fa piacere.

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    1. Ho sempre considerato il blog come il migliore dei miei passatempi, ma pensare agli articoli, scriverli e poi occuparmi con piacere delle interazioni grazie ai commenti, mi occupava un sacco di tempo e tra le cose che già quotidianamente mi tocca fare in casa e la gestione del blog, la concentrazione necessaria a scrivere il romanzo andava tutte le volte a farsi benedire. Allora ho detto “sai che c’è, Marina? C’è che ste bozze devono camminare verso un traguardo” e ho fatto una scelta. Sono molto convinta, Luà! Che fosse la volta buona..., una buona volta! 😄

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  8. La scrittura di un romanzo esige molto impegno, me ne sto rendendo conto moltissimo in questo periodo in cui sono fagocitata dagli studi universitari. Non che mi lamenti perché è stata una scelta perseguita con accanimento, ma certo tolgono spazio ad altre cose. A proposito, nel mese di giugno do tre esami tra cui il tostissimo Storia Medievale con quella lenzuolata di date che non riesco a memorizzare, per cui "penzami intenzamente"! :)
    Come gli altri, mi dispiacerà non leggere più spesso i tuoi post, ma la vita è fatta di priorità e quindi... ti riaffaccerai quando sarà venuto il momento. Buon lavoro di scrittura, intanto! Un abbraccio.

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    1. Grazie, cara Cristina. Mi sento male per te se penso a quanta memoria ho dovuto esercitare negli anni di studio! Coraggio e in bocca al lupo: ti penzo intenzamente già da adesso! 😄
      Ti abbraccio.

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  9. Aggiungo il mio buon lavoro a quello degli altri!
    Che dirti? Può anche essere una scelta per certi versi dolorosa ma è giusta da altri.
    E poi... i "figli" mica si abbandonano:)
    Un grande abbraccio

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    1. Sì, lasciare il blog per qualche tempo mi pesa molto, ma ho messo su una bilancia le due esigenze e, questa volta, pesava di più quella legata alla scrittura. I “figli” sò pezz’e core, verissimo! 😂

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  10. Se i personaggi ti tirano per una manica, vanno ascoltati. Dunque, buon lavoro cara Marina, che la Musa ti accompagni per tutto il tempo! Aspettiamo il tuo prossimo romanzo o anche tutti insieme :D

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    1. Ahah, già è un miracolo se ne finisco uno. Speriamo che la Musa non abbia preso altri impegni per i prossimi mesi! 😄

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  11. Un altro?! E che è? Un virus?? :D
    D'altra parte ti capisco. Già la scrittura esige tempo, tutto quello che si può racimolare, ma poi dopo 8 anni di blog penso ci si stufi anche un pochino, oltre ad accumulare parecchi personaggi arrabbiati tra le bozze.
    Io resisto, anche perché sarebbe un peccato per me portare la barca in porto proprio ora che sto per entrare in acque bellissime. Resisto, e mi procuro un casco per quando i personaggi miei arriveranno a picchiarmi in massa!!

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    1. I miei hanno ordito una gran bella rivolta che non mi ha lasciato nemmeno il tempo di giustificarmi. E tutti lì ad accusarmi di menefreghismo, di abbandono, e tu preferisci il blog e i tuoi amici in rete e a noi perché ci hai creato se avevi intenzione di mollarci lì, soli e spaesati, tu non ci vuoi più bene... mi hanno fatto ‘na capa tanta! 😄 E poiché lì amo tutti, ma ho avuto paura di non saperli condurre per le vie giuste, ho deciso di riadottarli: mi hanno promesso che saranno loro a guidare me! Vedremo...
      Intanto tu naviga beata, hai pure la barca tutta nuova, fai bene a godertela alla grande: c’è pure la bella stagione che t’aspetta!
      Un bacio e buona prosecuzione di viaggio! 🤗

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  12. È giusto finire ciò che si è cominciato 😊
    Buon lavoro e non vedo l'ora di leggere il frutto del tuo impegno. Qualche post, strada facendo, ci scappera' dai ... ci scommetto 😅
    Un abbraccio.
    Marina Z.

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    1. Sì, sono sicura anch’io che mi scapperà qualche post! E grazie per la fiducia sul mio impegno! 😉

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  13. Oh, si profila un'altra self publishee, multi romanzo per giunta. Ehm... ah già, come disse colui: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che Marina diventi una self publisher...
    Buona fortuna, buona scrittura. ;)

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    1. 😂 grazie Marco!
      Casomai, a romanzo concluso, vengo a chiederti una raccomandazione per la Rizzoli! 😛😄

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    2. Oddio, da Rizzoli devo accasare prima gli altri selfer... Chi sceglie l'editoria il pane della selezione se lo deve sudare. :P

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    3. Okay, allora facciamo che io me lo sudo e poi vedo di fare io qualcosa per te! 😉

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  14. Cara Marina, approvo in pieno la tua decisione. Anch'io due anni fa ho chiuso i battenti per un po' e mi sono dedicata solo alla scrittura. Purtroppo internet è una tentazione che fa perdere tempo ed energie, e la scrittura ne risente. Buon lavoro e arrivederci a quando vorrai, Marina^_^

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    1. Esatto: la rete è una tentazione che distrae moltissimo e io, adesso, ho solo bisogno di un carico enorme di concentrazione e perseveranza.
      Grazie, Rosalia. Ci vedremo presto! 🤗

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  15. Vai avanti per la strada che hai intravisto e non ti fermare se non avrai concluso. Se il foglio ti abbaglia col suo biancore tu scrivici sopra con una penna a inchiostro nero, poi vai sulla tastiera. È il mio invito a te.
    Tranquilla: io ti aspetterò e come me tutti quelli che ti vogliono bene.

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    1. Seguirò il tuo consiglio, Vincenzo e grazie mille. 🤗

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  16. In bocca al lupo Marina! Aspetterò come gli altri la notizia del tuo nuovo romanzo. Ci sono obiettivi per cui i ritagli di tempo non possono bastare per cui, anche se ci mancherai, è giusto così. Un abbraccio. 😘

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    1. In effetti, non si è mai sentito uno scrittore dire:” beh, ho scritto il romanzo nei ritagli di tempo”. No, quali ritagli, qua è necessario dedicare tutto il tempo disponibile al progetto. Lo faccio almeno per portarlo a termine, poi sull’utilizzo del risultato ottenuto aprirò una futura, nuova, parentesi, quando e se sarà il caso. 😁
      Viva il lupo, Iara. A presto! 😘

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  17. Credo sia importante la libertà di gestire il proprio tempo e la propria attenzione nel modo migliore. So per esperienza che con il blog non è così facile. In bocca al tuo delizioso lupo, allora! :)

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    1. Sì, non riesco più a gestire i due ambiti: adesso so che voglio concentrarmi solo su un progetto. Ho sempre pensato di poterlo condividere con altri interessi, e invece no, richiede un’attenzione assoluta ed esclusiva. E, devo dire, non mi dispiace affatto. 😊

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  18. Ottima scelta, direi... Le priorità sono priorità. Buona avventura!

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    1. Non so perché ma immaginavo una tua piena approvazione. Conosci bene anche tu cosa significhi dare precedenza a ciò che si reputa più importante.
      Grazie, Ivano. A presto. 🤗

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  19. Accidenti, buon lavoro allora! ^_^

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  20. La scrittura di un romanzo richiede grandi energie e spesso non lascia spazio a nient'altro, quindi capisco benissimo la tua scelta cara Marina. Gli incipit che ho letto mi sembrano tutti promettenti e degni di diventare romanzi a partire da quello che completerai per Io scrittore, buon lavora cara e ogni tanto, se riesci, passa dalla blogosfera per un saluto!

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    1. Grazie Giulia. Già, per dire, l’incipit del romanzo che ho scelto di completare non è più l’incipit. 😄
      Chissà quanto lavoro mi aspetta, ma procedo convinta.
      Grazie e sono sempre in giro comunque. 😉

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  21. Ciao signore e Signora,
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    Contatti: tortoragiuseppe54@gmail.com
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