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giovedì 14 febbraio 2019

Ha da passà ‘a nuttata!



Cosa c’è peggio dei giacconi indossati da Salvini, del fanatismo fazioso nei social, delle tre tappe obbligate del mese di febbraio: carnevale, festival di Sanremo e San Valentino?

Ma i gruppi scolastici su whatsapp, signori! 
Avete presente, no? 
Sia che abbiate figli che frequentano ancora la scuola, sia che non li abbiate, non potete non sapere di cosa sto parlando.

La creazione del gruppo genitori di una classe è un must, all’inizio di un ciclo scolastico: ci si incontra alla prima riunione e lì c’è sempre qualcuno che, con solerzia, forma l’elenco dei numeri di telefono da registrare la sera stessa su whatsapp, perché fare rete è importante, semplifica la vita, velocizza il sistema di informazione.  
Vero, ma, purtroppo, il risultato non sempre segue le logiche giuste e non sempre gli obiettivi sono quelli delle intenzioni. Il primo segnale di utilizzo sbagliato del mezzo whatsapp è la denominazione del gruppo: attenzione agli amministratori che vogliono essere originali e si inventano nomi come Er mejo, Big genitori, La peppa, che gruppo! - nascondono sempre finalità giuggiolone, da cui conviene tenersi subito alla larga. Io ho avuto fortuna, tutto sommato e il gruppo dove mi ha imbucato una mamma della classe di mio figlio, a inizio scuola superiore, si chiamava “Noi del I G”, rinnovato di anno in anno (oggi  “Noi del IV G”): garbato, serio quanto basta, con una motivazione forte dietro, perché sentirsi elementi di una classe di liceo ci fa sentire genitori giovani nello spirito perciò più vicini ai nostri ragazzi. 
Vabbè, compromesso accettabile!

All’inizio, il gruppo garantisce la sua ottima funzionalità: serve per fare circolare informazioni importanti, notizie inerenti la scuola, aggiornamenti dei rappresentanti di classe, cose utili, insomma, che non mi fanno rimpiangere di essere un nome con numero di cellulare al seguito in un elenco, ma poi succede che la convinzione di avere raggiunto, nel tempo, una sorta di confidenza virtuale genera una trasformazione automatica nell’uso dello strumento: fare gruppo significa anche condividere altro rispetto a tutto ciò per cui esso si è formato. E la gran parte dei messaggi diventa uno sciocchezzaio molesto a prova di santi.

Se parte la condivisione di un augurio, di un saluto, di una battuta, è la fine: un delirio di beep, che si accavallano sul cellulare senza pietà. Io ho scelto un din per le notifiche di wathsapp, che ascoltato una singola volta okay, ma venti volte in mezzo minuto è una tortura cinese. 
Ma dico, c’è tutto questo bisogno di mandare al gruppo il “buongiorno”, corredato di mazzi di fiori, tazzine di caffè fumanti su tavolini in stile shabby chic o, peggio, gif con gattini, cani e farfalle? Che poi accade che ventiquattro genitori si sentano in dovere di essere educati e ricambiare (anzi ventitré: io faccio l’antipatica asociale e mi rifiuto categoricamente di unirmi al coro di “grazie”, in tutte le sue declinazioni.) 


E, attenzione, ci sono famiglie in cui è evidente che la par condicio passi pure per queste inezie e dunque, oltre al genitore 1, al gruppo si iscrive anche qualche genitore 2, con la conseguenza che non si è più in ventiquattro, ma in trentotto e non basta che al buongiorno di qualcuno replichi uno solo della coppia, non sia mai che la mamma risponde e non il papà o viceversa! 
La cosa grave è che sei costretta ad aprire la chat tutte le volte che arriva una segnale di notifica, perché non puoi sapere se, tra un buongiorno, un 👍 e un gattino, arrivi qualche comunicazione interessante, ma anche in questo caso la sfilza di “grazie” non  manca. Bisognerebbe eleggere un rappresentante del gruppo, che, come quello di classe, risponda a nome di tutti.

Il momento di scazzo, che dovrebbe fungere da meritato svago, è in realtà quello più sconfortante (una rottura di balle unica, anche perché ogni tanto mi tocca essere socievole e aggiungermi al coro delle grandi risate!) Noi abbiamo un volenteroso padre, simpaticissimo, per carità, che, per allietarci tutti, invia pressoché ogni giorno sketch, vignette, frasi divertenti, che ci costringono ad adeguarci all’umorismo con gli ausili che whatsapp ci mette a disposizione: gli emoticon,


utilizzati in tutte le razze consentite dall’app, perché è politically correct garantire l’eguaglianza anche ai pollici in su:



Siamo tutti amichevoli, spiritosi, un pugno di genitori affiatati, ma la cosa più incredibile è che non ci conosciamo, perché dopo quell’unica riunione a inizio ciclo scolastico, ma dove ci siamo più incontrati! 
Sono passati quattro anni e ancora non sappiamo individuarci: nessuno sa chi sia Tizia che ha inviato il messaggio né Caio che fa il brillante, men che meno Sempronia, che è iscritta con uno pseudonimo (dunque l’affare si complica): siamo tutti degli anonimi Marina, Vania, Luisa (madri di chi?), Paolo, Mario, Vincenzo (padri o mariti di chi?)... e Malefica. Ma quale perversa fantasia porta una mamma a chattare con questo nickname?

E le festività? Dio ce ne scansi e liberi! Per i gruppi whatsapp sono delle autentiche iatture: 8 dicembre, Natale, Capodanno, Santo Stefano, Befana... Si salvi chi può!


(Che poi, perché biberon e birra?)


Un momento... ma oggi che giorno è? 

😱😱😱😱😱😱😱😱😱












35 commenti:

  1. Ah, il biberon! Perché si sa che chi non ... a capodanno poi va in bianco tutto l'anno, e si sa pure che da cosa nasce cosa ;)

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  2. Un canale Telegram ti semplifica seriamente la vita: uno scrive e gli altri leggono. Muti.
    Di solito chi scrive è il rappresentante di classe che scrive ESCLUSIVAMENTE cose inerenti alla scuola.

    Il problema da superare, però, è un altro: alla classica riunione di inizio anno, molti ancora dicono "Cos'è Telegram?"...

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    1. Cos'è Telegram?
      (ehm, non solo alla classica riunione di inizio anno!)

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  3. AHAHAHAHAHAHAAHHAHAAHAH...IO MUOIOOOOOOOOOOOOOOOOO... Ti prego, ti posso far aggiungere anche ai gruppi miei? DIMMI DI SI! Io mica uno, eh! A me m'hanno incastrato in (tutto moltiplicato per gruppi elementari ed asilo - oserei dire che il peggio del peggio si verifica nei gruppi-asilo): gruppo ufficiale classe, sottogruppo delle mamme più cerebralmente attive, sotto-sottogruppo delle mamme demograficamente più vicine, gruppo ufficiale regali di compleanni (da cui per ogni compleanno l'amministratore competente si premura di eliminare il genitore del festeggiato per poi reinserirlo nel medesimo gruppo il giorno dopo la relativa festa), sotto-gruppo delle mamme creative in grado di elaborare cose interessanti per pensierini dovuti a compagni e maestre in determinati eventi...
    Si, lo so... son folle! Me le son cercate XD
    Ma sai qual è la cosa che veramente veramente io detesto del mondo-gruppo-WASCUOLA? I VOCALI!! Perché, vedi, un mess, la sfilza di grazie, le faccine, le vignette, in un modo o nell'altro li scorri e te ne liberi... Ma, I VOCALI!!! 20 genitori che mandano in media 20 vocali di circa 5 min ciascuno per ogni gruppo: fatti un pò il conto, dovresti impiegare minimo 6 ore della tua giornata ad ascoltarli tutti O-0
    Eh no, lì mi son rifiutata, lì ho detto BASTA, e c'è persino chi si è offeso, additandomi come una retrograda e ignorante genitrice di periferia. Amen.

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    1. TU SEI PAZZA! I sottogruppi? Io sono talmente defilata da questo gruppo che una volta un'adepta (naturalmente non identificata) ha scritto: ma la mamma di Enrico è tra noi? Ahahahah
      Ho fatto la rappresentante di classe per otto anni (materna/primaria) e conosco bene le dinamiche dei comitati per le feste/ compleanni/regali: ai tempi, però, noi "litigavamo" di presenza, mentre aspettavamo l'uscita dei bambini da scuola. Bei tempi!
      Il vocale l'ho sperimentato col gruppo "Santa Cecilia", il conservatorio di mio figlio, perché mi sono limitata a citare il gruppo genitori del IV G, ma cara mia... ho uno stuolo di gruppi in elenco su whatsapp!
      (Quando devi adeguarti... se no sei tagliata fuori!) :)

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  4. Capisci perché io non ho Whatsapp? Lo capisci ora???!!! :D
    Vero che non ho figli, ma è la stessa richiesta in ogni ambiente, da quello lavorativo (eh no, cicci, così mi fai lavorare gratis nei weekend!) a quello ricreativo, palestra compresa.
    Se la questione è seria, mi mandate una mail, un sms, mi chiamate; altrimenti non vale la pena essere in una chat con questo tipo di dialogo.
    Tra l'altro: queste sono tutte persone che immagino non hanno tempo per leggere libri, vero? :D :D :D

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    1. Purtroppo è vero: i gruppi whatsapp impazzano in ogni ambiente, ma poi diventi snob se cerchi di non farti coinvolgere... però, sai che mi hai dato un'idea? il prossimo messaggio lo scrivo io: consiglierò la lettura di un bel libro, qualcosa sul genere "Guerra e pace", così, tanto per farmi dire parolacce con qualche faccetta! :DDD

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  5. Ahah, io per fortuna ho solo due gruppi, amici e parenti ;)

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    1. Ci hanno provato anche i parenti, ma lì, non mi sono fatta scrupoli: no, gruppi con fratelli e cugini no! :)

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  6. Gombloddo!!!11!!11!11!1!111!!!
    Mi sono sempre rifiutato di essere "social" proprio per questo: perché il 99% di quel che ti arriva è spazzatura e la vita è troppo breve per andare a cercare l'1% che vale la pena leggere... :-)

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    1. In genere i gruppi scolastici hanno una loro utilità: io, per esempio, non sono per niente ossessionata dal registro elettronico, ci sono mamme che ogni giorno - username e password a memoria, manco fosse il pin del bancomat- entrano a verificare circolari e interrogazioni dei figli ... per carità, mai fatto. Dunque se c'è qualcuno che mi dice quando ci sono i ricevimenti e cosa si è detto alle riunioni del consiglio di classe ben venga. La degenerazione di questo sistema, come ogni deriva, diventa insostenibile. In pratica tollero in nome di quei "benefici" - pochi - che comporta l'essere comunque nel gruppo.

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  7. Dicevano che i gruppi fossero il male, non ci credevo, poi li ho provati e...
    Ora concordo. Mi defilo il più possibile anche perché mi ritrovo sempre a scrivere compiti stile succursale della scuola.
    Per quello che invece è l'uso personale della chat singola devo dire che mi trovo benissimo. Ma si tratta appunto della mia gestione senza interferenze estranee.

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    1. La chat singola è esclusa dal discorso, se no dovrei rinnegare parte delle mie consuetudini: sono una chattona, io, ma con chi dico io e per i motivi che so di potere condividere. Anche perché, parliamoci chiaro, ma in un gruppo di venti e più membri, dove ci sono mamme e papà, gente che non conosci, qual è la necessità di prenderti tutta sta confidenza! Può anche darsi che sia esagerata io, eh!

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  8. Il problema è che certi mali sono inevitabili... Io sono nel gruppo scuola, gruppo piscina, gruppo calcio, oratorio e poi... E poi, gruppo docenti della mia scuola, quello della palestra e non sono scampata al family group. Un delirio Marina! Io leggo, mi astengo e silenzio. Baci

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    1. Anch'io sono multi "aggruppata" :D, ma per la maggior parte sono gruppi di amici, con cui, alla fine, è bello scherzare (e lo facciamo di tanto in tanto, ché abbiamo anche altro da fare, noi!) :)

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  9. Ehm... Posso inviarti gli auguri di buon San Valentino su WhatsApp? 🤔😜

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    1. Purché mi arrivino raffiche di cuori in gif tutte scoppiettanti, mi raccomando! :DD

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  10. Quello dei genitori della classe di mia figlia alle medie per fortuna era un gruppo abbastanza "contenuto", niente cazzeggiamenti di troppo.
    Nella sua classe attuale in prima superiore, a quanto ne so, non c'è un gruppo whatsapp dei genitori. E la cosa mi dispiace molto come puoi immaginare... ;-P

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    1. Sei un uomo sfortunato, Ariano! (scrollando la testa sconsolata.)
      :P

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  11. I gruppi degli insegnanti suono ugali.
    Ma "silenzia per un anno" salva la vita.

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    1. Il fatto è che circolano anche informazioni utili, per esempio adesso che c'è la gita scolastica, è grazie al gruppo che ho potuto scaricare autorizzazioni, programma... Insomma, bisognerebbe fare una valutazione costi/benefici e, forse, diventerebbe tutto più tollerabile.

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  12. Sono, non suono, anche se suonano di continuo, se dimentichi di silenziare...

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    1. Infatti, la giornata di S.Valentino andava silenziata, tanto che notizie importanti potevano circolare in mezzo a cuori e cioccolatini?

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  13. All'inizio mi chiedevo: ma come fanno a sapere tutto di tutti in un colpo allo stesso momento. Praticamente lavorano 24 ore al giorno leggendo e scrivendo messaggi. Non si può vivere in questo modo, alcuni gruppi hanno senso altri sono da depennare.

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    1. Ne ho abbandonati molti, per questo motivo; per i gruppi scolastici mi viene meno spontaneo per le ragioni che mi hanno portato a farne parte. Comunque, mi manca l'ultimo anno e poi... mio figlio è fuori dal liceo. Aspè..., però ne ho un altro solo in terzo! :((

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  14. Hai ragione, è un tormento. Ma succede anche con i gruppi di condominio... non so se esistono situazioni in cui ci si salva. Io però silenzio le notifiche per un anno, e ciao; tanto poi le notizie le leggo ugualmente.

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    1. I gruppi impazzano in ogni dove, è un'epidemia! :D
      Silenziare è una soluzione,che poi rido perché uno si iscrive per poi abolire le notifiche. :D

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  15. Io non ho figli ma sono stata inserita in tre gruppi WhatsApp che spesso fanno un concertino di beep come il tuo, c'è il gruppo delle amiche molto utile per organizzare gli incontri ma ogni tanto una di loro manda il buongiorno o la buonanotte con fiorellini e cose simili e tutte si sentono in dovere di rispondere. Poi c'è il gruppo della palestra e un gruppo di colleghi del vecchio ufficio, succede la stessa cosa. Nei giorni di festa è un delirio...con tutti i gruppi insieme a cui si aggiungono anche i messaggi singoli, aiuto.

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    1. Ecco, se c'è veramente una cosa che non sopporto è il buongiorno e la buonanotte ogni santissimo giorno. Ho una cara amica che lo fa, ma ho dovuto essere sincera con lei: basta!
      ... Mi saluta ancora! :)

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  16. Che scocciatura i gruppi Whatsapp, mi ci ritrovo iscritta anche a mia insaputa. Ogni tanto sono tentata di eliminare l'applicazione dal mio telefono se non fosse comoda per inviare gratuitamente messaggi a figli e familiari. I social stanno diventando sempre più invasivi nella sfera personale, e questo non mi piace per nulla. Un abbraccio

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    1. Siamo liberi di scegliere, quello sempre, ma poi ci rendiamo conto che è una libertà vincolata: è la degenerazione delle cose che partono come utili che contesto sempre. Un po' come per il selfpublishing! ;)

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  17. Ah ah ah ah
    Mari', ti capisco perfettamente. Io sono in diversi gruppi, alcuni li ho aperti iOS stessa, fra scuola e teatro, e calcola che per ogni progetto di teatro devo mettere su un gruppo con cui scambiare la logistica. Bene, ogni volta che apro devo fare il cerbero, perché faccio divieto di postare pazzeggi vari. Cosa che non posso fare dove sono semplice "ospite", quindi per esempio, nel gruppo Prof di Lettere, che aprii io tre anni fa e poi vi hanno preso il sopravvento, capita che se una di noi posta avviso di circolare da parte della preside, o altro tipo di avviso, tutte le altre rispondano "grazie, grazie, grazie, grazie, grazie... ecc. ecc. ecc.". IO MAI. E magari passerò pure per maleducata, ma... sti ca...
    La maggior parte delle persone non sa comunicare. È invadente e inopportuna e molesta senza esserne neppure consapevole. E questo è l'aspetto più preoccupante.

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    1. Non tenere conto degli errori. :-P

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    2. Sai la cosa più curiosa qual è? Che se io parlo con altre mamme pensiamo tutti la stessa cosa: MA ALLORA?
      Una volta, a un ricevimento, una mi ha detto: ah, tu sei la mamma di Enrico? Cioè, frequentazioni quotidiane su whatsapp e poi manco ci conosciamo!

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