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giovedì 2 luglio 2026

Ci sono storie che sanno aspettare


Era il 13 maggio 2021 e io scrivevo questo post: “Fine di una storia”.

Dopo cinque anni riparto da lì.

È già da un po’ che prediligo altre attività alla scrittura, vuoi perché ne sento il bisogno, vuoi perché il desiderio di scrivere non è costante: può essere un’onda che schiuma contro uno scoglio o la lieve risacca sulla battigia. Ma c’è anche un fattore importante, che ha il suo peso: sono fatta in un certo modo e con l’età sono diventata ancora più intransigente. Il che, per certi aspetti, potrebbe essere un bene, ma il più delle volte resta un difetto di cui non so liberarmi.

Voglio chiamarlo rigore, per dargli una dignità, ma se lo guardo per quello che realmente è dovrei dargli un altro nome: meticolosità? persino pedanteria, a volte! Insomma so essere abbastanza rompic****, quando m’impegno.


Esatto, sono esigente. Troppo. E non mi accontento. Ciò mi accade in tutti gli ambiti della quotidianità: se una ricetta, in cucina, non mi riesce bene, la riprovo finché non risulta senza un difetto. Quando mi dedico alle creazioni handmade, anche il più piccolo sbaglio mi manda in paranoia. Ho smontato mattonelle granny, realizzate all’uncinetto, sfilato intere righe di lavori a maglia quasi ultimati, per eliminare l’imprecisione, anche quella più impercettibile. Per farla breve: cerco la perfezione. 

La perfezione secondo me, ovviamente.


Anche quando leggo un libro, gli occhi non devono inciampare in alcuna stonatura, perché nell’istante in cui me ne accorgo mi sono già fatta un’idea su chi lo ha scritto e quasi sempre quell’idea contiene un forte pregiudizio. Se scrivo, sono ancora meno indulgente: in tal caso, la mia ossessiva premura si esprime in tutta la sua maniacalità, ragion per cui curo, limo, stano il dettaglio fastidioso che incrina l’insieme e mi do a riletture forsennate, finché la pagina letta a voce alta non scivola liscia in mezzo a sintassi e sonorità. 

Pessimo modo di viversi il piacere di un’attività, perché, poi, non è solo l’esigenza a farsi sentire, ma quello che ne consegue quando è difficile soddisfarla: frustrante dovere ammettere di non riuscire nell’intento.


E così vengo al dunque.


Qualche settimana fa stavo cercando uno schema salvato, una roba vecchia legata a un progetto (non scrittorio) che volevo realizzare - pensate - quando ancora vivevo a Caltanissetta e cosa mi trovo davanti, nascosto dentro una cartella letteraria dimenticata nella chiavetta USB che stavo esplorando? L’intero file contenente quel romanzo che a un certo punto - ricordate? -  decisi di cancellare: i quattordici  capitoli, con i dialoghi, l’incipit, la scaletta. La storia riassunta in una specie di linea guida, i personaggi con le  loro caratteristiche, insomma tutto il contenuto di un libro che non ho più voluto scrivere. Mi è tornata la curiosità e ho interpretato questo fortuito ritrovamento come un segnale.

Ho riletto ancora quei capitoli e in mezzo a pagine di fronte alle quali ho espresso un sentito “Ah, però!” ne ho riviste altre che, invece, mi hanno fatto accapponare la pelle: non c’è cosa peggiore di una scrittura scialba, tecnicamente curata, ma priva di quella linfa vitale che muove l’interesse non tanto del lettore finale, quanto soprattutto di chi ha concepito la storia. In pratica, leggendo, mi sono annoiata.

Un libro che annoia rappresenta la morte di ogni ispirazione. Ne ho letti di libri noiosi, pure discretamente di successo e mi sono sempre chiesta come avessero fatto a meritare tanta attenzione. Eppure! Ed è qui che m’impantano tutte le volte. 


Una soluzione credo arrivi dal recupero del motivo principale per cui ho sempre amato scrivere: il puro diletto personale. Basta con questa idea fissa di dovere piacere proprio a tutti, che sia un editore o un comune lettore; basta ambire a vincere premi; basta piegarsi alle regole convenzionali delle scuole di scrittura. Mi sono ritrovata davanti al computer con una cartella piena dei capitoli di un romanzo partorito anni fa e mi è tornata la voglia di mettervi mano. Senza uno scopo, solo per il gusto di muovere quei personaggi cui mi ero affezionata, recuperarli, riallinearli in una storia che emozioni me, in primis. 

C’è tanto lavoro da fare: aggiungere sale ad alcune scene, riformulare ruoli, effettuare nuove scelte eliminando le più infelici. Insomma, sono nel mood giusto e non ho pretese. L’unica che mantengo, perché purtroppo (o per fortuna) risponde a questo lato di me che non cambierà mai, è quella di trovare la formula giusta per ottenere un risultato che mi soddisfi appieno. 


Ciò che voglio dire, con tutta 'sta manfrina, è che approfitterò dell’estate per ritornare allo storytelling puro, quello che ti fa perdere la cognizione del tempo quando scrivi, ti tiene sveglia fino a tarda notte, continua a parlarti mentre passeggi, vai in bicicletta, nuoti... Sto riprovando queste sensazioni dopo molto tempo. Sono belle, non voglio farmele sfuggire.

Il mio desiderio di scrivere, al momento, è quell’onda che schiuma contro lo scoglio. E fa rumore.

29 commenti:

  1. Ci vuole pure una bella notizia ogni tanto! :D

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  2. Molto bene! Tieni duro, mi raccomando.

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  3. Sono felicissima di leggere queste tue parole. Adesso aspetto con ansia di leggere il tuo romanzo. Sei un vero talento in tutto ciò che fai🥰

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  4. Ti sei rimessa a scrivere? Anzi, peggio, a editare, perché hai già qualcosa di scritto?! Ma hai preso un colpo di calore? Questo clima fa proprio male... Ma chi te lo fa fare?! XD
    Che poi, va tutto bene finché scrivi... il problema viene dopo, se ti viene la folle idea di pubblicare!! No, no, trattieniti, che ti fa male!!
    Sulle storie che sanno aspettare, credo di intendermene... quel romanzetto etto etto che anche io sto scrivendo endo endo è cominciato il 2 ottobre 2011... E quando l'ho ripreso in mano ho avuto le tue stesse identiche sensazioni. Adoro la storia, ci sospiro sopra, ci sono dei pezzetti meravigliosi, ma sto tagliando con la penna rossa certi obbbbrobbbri.... Vabbè dai, peccati di gioventù! ;)

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    1. Ogni tanto mi concedo questo faticoso lusso! :D :D
      Per come stanno messi quei capitoli, è come se dovessi ricominciare da capo. Certo, la base c'è, ma è tutto tutto da riformulare. Peccati di gioventù a secchiate, proprio! :D
      Vero, devo essere pazza! Ma noi lo sappiamo che quando quella lucina in testa si accende diventa faro in fretta! ;)

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  5. E finalmente, aggiungo io! In questi anni ti sei dilettata, hai anche partecipato a un concorso che ti ho suggerito certissima che la giuria ti avrebbe notata... ed è successo, sei stata fra chi ha scritto bene ed è stata pubblicata. Scrivi qui, su questo blog/scrigno che contiene tantissime cose molto interessanti. Sai farlo. E chi ti legge non può non riconoscerlo. Non solo sono felicissima di questo ritrovamento ma sono felice perché ti ha fatto scattare questa molla. Mettersi in discussione, oggi su uno scritto di molti anni fa, sentire il nascere del desiderio di tornare a lavorare di cesello... comprendo bene questi sentimenti, sei al corrente di quello che vivo io da diversi anni. Scrivere, tornare sui propri passi, crederci, poi non crederci più, sentire l'esigenza di una perfezione su cui si vuole lavorare secondo il nostro punto di vista, crederci di nuovo, poi. Perché la vita questo è, siamo dei "mutaforma", in particolare dopo i 50, quando senti l'epoca dei bilanci ma anche lo slancio mosso da energie un po' intermittenti ma non trascurabili. Non vedo l'ora di imbattermi in quella storia. :)

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    1. Mutaforma, mi piace :)
      Io penso che ci siano delle attività (per alcuni sono autentiche passioni), che l'età non rende meno appetibili. Scrivere è una di esse: sebbene il tempo mi abbia spesso indirizzata verso altri interessi, ho sempre aspettato il momento del "ritorno". Mi è piovuto addosso in questi giorni e lo sto raccogliendo come un'opportunità che non voglio farmi sfuggire.
      Ci pensavo anch'io, al concorso dell'estate scorsa, che bella esperienza! In quel caso avevo un racconto pronto che ho solo rivisitato con qualche accorgimento in più (che è servito). Credo che quest'anno, il mio impegno sarà maggiore. Non ho fretta, mi prenderò il mio tempo, ma voglio portare a compimento questo progetto. Grazie per il tuo entusiasmo.<3

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  6. Un po' me lo sentivo... Ti ricordi il mio commento al tuo post del 5 maggio? ;-)
    Bentornata nel mondo della scrittura! (però adesso non chiedermi quando tornerò io, perché al momento sono proprio totalmente privo di ogni ispirazione :-D )

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    1. L'ispirazione è la cosa più importante. Saperla aspettare è ciò che conta. Da maggio a luglio, la mia ha avuto il tempo di maturare. :)

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  7. se nello scrivere oltre al rispetto della sintassi ricerchi la sonorità delle parole a dare ritmo alla lettura, sei già a buon punto per rimettere mano al romanzo sospeso.
    massimolegnani

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    1. Per me vengono quasi prima sonorità e ritmo di tutto il resto. La parte più difficile, insomma!

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  8. La meraviglia di "perdere la cognizione del tempo mentre scrivi".. qualcosa di magico che non giunge sempre a trovarmi, ma quando capita!..spettacolo.. curala, coltivala e custodiscila..e poi rendici partecipi.. ;)

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    1. Ora che ce l'ho in pugno non me la farò sfuggire. Speriamo di mantenere alto l'entusiasmo. :)

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  9. Mi sembra fantastico. Sandra

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    1. Sì, è una sensazione che devo dire avevo dimenticato.

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  10. Ma è meraviglioso. Quando torna la voglia di scrivere con tale intensità, torna una parte di noi. Benvenuta dunque buon lavoro estivo. In ogni caso il peggioramento dell'intransigenza mi riguarda, possibile sia la crescita (buffo modo per dire che invecchio) o l'incremento delle abilità di base, ma sai una cosa: stanca da morire! Però vista questa tua mania per il difetto, la prossima volta prima di mandare in stampa ti mando il mio lavoro. Se c'è qualcosa che non funziona, tu lo trovi in un attimo!

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    1. Se vuoi, lo faccio volentieri. ;)
      E comunque sì, credo che quel difettuccio della pedanteria sia anche un bel portato degli anni che passano! :D

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    2. A questo giro siamo in ritardo , ma prendo la tua disponibilità per il prossimo :D

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  11. Evvai, carissima, riprendi a scrivere in tutta libertà! Che gioia ritrovare quel manoscritto e soprattutto "ritrovarti" in esso! Se, per usare un'espressione musicale, hai visto che anche a distanza di tempo "tiene la nota", mettiti al lavoro senza alcuna esitazione!!!!

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    1. E proverò a prolungarla questa nota... fino all'ultima. Grazie! :)

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  12. Il ritrovamento del file può essere interpretato come un segno del destino, capitato al momento giusto, il momento in cui ti é tornata la voglia di scrivere. Falli vivere questi personaggi, loro te lo stanno chiedendo, vogliono solo vivere, nella loro imperfezione che però li rende unici.

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    1. Lo penso anch'io e quando quel momento chiama non puoi farlo aspettare. ;)

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  13. Approfitta di questa voglis di scrivere...e a presto leggerti!

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