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giovedì 24 novembre 2016

Thriller paratattico n. 65 - Nuova ambientazione


Sappiamo bene, noi che siamo narratori, che uno degli elementi di cui si compone una storia è la sua ambientazionedove quando i personaggi vivono e interagiscono.

Il luogo in cui si svolge l'azione è importante, sembra quasi un accessorio, invece è ciò che maggiormente contribuisce a dare credibilità a quello che stiamo raccontando, che condiziona l'agire dei nostri personaggi, perché chi legge un libro nello scomparto di un treno avrà un comportamento, chi lo fa seduto sul divano di una casa solitaria, un altro e non possiamo fare togliere le scarpe al primo (cioè potremmo, ma dovremmo contestualizzare il suo gesto) né ipnotizzare il secondo con i rumori che lo circondano. Questo per dire. 
Il tempo non è meno importante: gli abiti, il linguaggio, la descrizione di un ambiente interno devono rispettare l'epoca in cui è collocata la storia. Non sono dettagli, sono le regole richieste dalla narrazione, che possiamo reinventarci ma solo a rischio di risultare scrittori poco credibili.

Nel Thriller l'ambientazione favorisce la nostra immedesimazione: la scura coltre di buio, i vicoli sperduti di Montmartre, le scale da cui si intravede una luce, l'atmosfera è coerente con quanto accadrà dentro il bar malfrequentato dai pervertiti ubriachi e la mezza corona finale è una moneta che ci fa pensare a qualcosa di altri tempi (la vecchia Inghilterra, forse?) oppure a una nazionalità specifica: il dentista sarà danese, per esempio? 

Tornando al nostro esercizio, qualcuno, nella scorsa edizione, ha fatto notare che in questo periodo, a Parigi, fa freddo e che forse la povera donna francese meriterebbe di vivere la sua drammatica esperienza in un posto più caldo.
Ho raccolto il suggerimento e questa settimana la mia proposta è la seguente.


Abbandoniamo il fascino romantico e misterioso di Montmartre e spostiamo la giovane donna in un altro luogo. 
Siete liberi di scegliere l'habitat che vi sembrerà più congeniale, che sia alle Maldive o al Polo Nord, in Cina, dove sono i ratti a finire sui piatti nei ristoranti o nella Londra di Dr Jekyll e Mr Hyde (lì, la mezza corona era di certo in uso.)

Ciò che mi aspetto è la coerenza: se, come dice Darius, "la giovane donna si smarrisce al chiaro di luna su un atollo e vaga tra le palme", non avrà l'atteggiamento guardingo che la porterà a costeggiare le dune di sabbia bianca e se la collochiamo nell'Inghilterra vittoriana, non le faremo sollevare dai maniaci semplicemente una gonna, ma strati e strati di stoffa, immaginando un abbigliamento più consono agli usi di allora.

Ci proviamo, dunque, a ricostruire il Thriller lontano da Parigi?
Ma, mi raccomando, se l'idea vi conquista e volete tentare l'impresa, ricordatevi sempre di rispettare quanto più possibile la trama principale, che è questa:

Una giovane donna si trova sperduta nel quartiere parigino di Montmartre, intorno a lei una scura coltre di buio. La giovane cammina fra i vicoli costeggiando un lungo muro, ha paura, entra finalmente in una casa. Sale le scale, comincia a intravedere una luce, si trova nel mezzo di un bar frequentato da uomini ubriachi. Gli uomini si avventano su di lei: la vogliono rapinare, forse abusarne. La donna urla di terrore, i maniaci la legano, la buttano in un fiume, aspettano sulla riva di vederla divorata dai topi. La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare. Una mano la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista: «Tutto fatto signora. Mezza corona, prego!»

La scorsa settimana abbiamo preso noi l'aereo, questa volta saranno i nostri protagonisti a trasferirsi altrove.
Siete pronti per spedire tutti a quel paese?

Mercoledì prossimo, come al solito, il verdetto (c'è un libro da assegnare, non dimenticatelo)

22 commenti:

  1. Perbacco. Ho capito perché mi fischiavano le orecchie... :-D

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    1. Chi la fa, l'aspetti... Ma io non ho fatto nulla, sono innocente vostro onore! :-D

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  2. Ci proverò, come sempre. Vediamo se questa settimana riesco a uscire dalla tana. :-)

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  3. Una giovane astronauta si trova sperduta in una vallata desolata di Marte. La giovane cammina arrancando tra i dedali di un canyon, costeggia una lunga parete rocciosa. Ha paura: l'alba è imminente, il sole riverserà presto le sue le radiazioni sulla sua tuta spaziale, già messa a dura prova dalla tempesta di sabbia appena terminata. Deve trovare un rifugio che offra ombra a sufficienza. Entra finalmente in quella che sembra essere una caverna, sale su alcuni massi dove l'oscurità pare più intensa. Ma le luci direzionali del suo casco attirano qualcosa di inaspettato. Creature deformi si avventano su di lei: si appiccicano alla sua tuta, ne vogliono assorbire l'energia residua. L'astronauta urla di terrore ma le grida restano chiuse nel suo casco. La sostanza viscida rimasta sulla tuta le impedisce di liberarsi: si ritrova braccia e gambe incollate ai fianchi, come legata. Le creature, paghe dell'energia assorbita, la spingono infine fuori dalla caverna. La donna si ritrova a rotolare giù per un pendio scosceso, in un fiume di sabbia che la trascina in un cratere, come un'immensa e micidiale clessidra rocciosa. Altri piccoli mostriciattoli pelosi emergono improvvisi, forse per divorarla. La sua tuta, senza energia, non le fornisce più aria: la giovane astronauta, ormai sul fondo del cratere, si sente soffocare. Poi il buio sotto la sabbia.
    Una mano la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista della base marziana europea Mont Mart Espace 1: "Tutto fatto, cara. Mezza corona marziana, prego!"

    P.S.: perchè prendere l'aereo quando possiamo prendere lo shuttle ?!?

    P.P.S.: per una volta rendiamo pericolosa la luce e facciamo rifugiare la donna nell'oscurità... :)

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  4. caspita molto originale il thriller su Marte :-)
    l'idea del viaggio è allettante, spero di farcela stavolta! brava Marina sei un vulcano di idee *-*

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  5. Una giovane vacanziera amante della vita notturna si trova sperduta nella zona dei locali a Riccione, il celebre Viale Ceccarini, intorno a lei luci sfavillanti di bar e ristoranti. La giovane cammina tra la folla sfiorando gruppetti di Pr che propongono entrate ridotte per le discoteche, ha paura che nessuno la noti e lei rimanga senza pass. Finalmente un ragazzo con capelli blu e grandi occhiali a forma di rana con le lenti verdi le dà un ingresso omaggio per La casa, celebre ritrovo di veline e calciatori in vacanza in Romagna. Sale le scale, comincia a intravedere la palla stroboscopica, si trova nel mezzo di un disco pub frequentato da figli di papà impasticcati. I ragazzi si avventano su di lei, la vogliono rapinare, forse abusarne. La donna urla di terrore, i maniaci la legano, la buttano in mare, aspettano sulla battigia di vederla divorata dai pesci. La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare. Una mano la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista: “Tutto fatto signora. Centoventi euro, prego!”

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  6. Passo il turno. Fate buone vacanze, ovunque la fantasia vi farà viaggiare.

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  7. Stranezza a Parigi

    Qui dentista ad Amelie
    Qui dentista ad Amelie
    Questa è la siringa, metti il bavaglino
    Qui dentista ad Amelie (dieci, nove, otto, sette, sei)
    Senti i denti? Ancora un po' (cinque, quattro, tre)
    Ormai fa effetto, sai, e ti dico: "bon voyage" (due, uno, partenza)
    Qui è il dentista ad Amelie
    Davvero ce l'ho fatta
    E il giornale vuol sapere che camice ho
    E adesso è ora di mettere la capsula, coraggio
    "Qui è Amelie, caro dentista
    Passeggio in mezzo al buio
    Brancolando sai per strani vicoletti
    E Parigi è così diversa, sai, oggi
    Nel bar, qui,
    Seduta tra i beoni
    Senza un aiuto
    La Senna, laggiù, è nera
    E non c'è niente che possa fare.
    Vorrei fuggire via ma mille mani
    Mi tengono ben stretta
    E sappiamo tutti come andrà a finire
    Vi ho voluto bene, lo sapete, sì?"
    Qui dentista ad Amelie
    Svegliati. Che c'è che non va?
    Puoi sentirmi, Amelie?
    Puoi sentirmi, Amelie?
    Puoi sentirmi, Amelie?
    Puoi... "Dondolo nell'acqua con i topi
    Senza un aiuto
    La Senna, quaggiù, è nera
    E non c'è niente che possa fare"

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  8. In questa versione la metrica è migliore, anche se non perfetta.

    Qui dentista ad Amelie
    Qui dentista ad Amelie
    Questa è la siringa, metti il bavaglino
    Qui dentista ad Amelie (dieci, nove, otto, sette, sei)
    Senti i denti? Ancora un po' (cinque, quattro, tre)
    Ormai fa effetto, sai, e ti dico: "bon voyage" (due, uno, partenza)
    Qui è il dentista di Amelie
    Davvero ce l'ho fatta
    E il giornale vuol sapere che cosa indosso
    Pinzo un po' la capsula, coraggio
    "Qui è Amelie, caro dentista
    Passeggio in mezzo al buio
    Brancolando sai per strani vicoletti
    Parigi oggi è così diversa
    Nel bar,
    Seduta tra i beoni
    Senza un aiuto
    La Senna, laggiù, è nera
    E non c'è niente che possa fare.
    Vorrei fuggire via ma mille mani
    Mi tengono ben stretta
    E sappiamo tutti come andrà a finire
    Vi ho voluto bene, lo sapete, sì?"
    Qui dentista ad Amelie
    Sveglia. Che c'è che non va? Sù!
    Puoi sentirmi, Amelie?
    Puoi sentirmi, Amelie?
    Puoi sentirmi, Amelie?
    Puoi... "Dondolo nell'acqua con i topi
    Senza un aiuto
    La Senna, quaggiù, è nera
    E non c'è niente che possa fare"

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  9. Una giovane donna si trova sperduta nel quartiere a luci rosse di Bangkok, in realtà da quelle parti c'è il famoso mercato di falsi di Pat Pong dove voleva comprare alcuni vestiti a prezzi stracciati, invece si è persa e, immersa in una scura coltre di buio, cerca invano l'orientamento. La giovane cammina fra i vicoli costeggiando un lungo muro, ha paura, ma a un certo punto intravede la luce di un locale notturno, magari può chiedere informazioni, sembra un posto molto turistico e forse qualcuno che parla non dico l'italiano ma almeno l'inglese ci sarà. Si avvicina ed entra ma all'interno si trova nel mezzo di un bar pieno di uomini ubriachi. Gli uomini si avventano su di lei: la vogliono rapinare, forse abusarne. No abusarne no, sono più interessati alla sua borsa, cercano soldi non sesso. Purtroppo per lei nella borsa ci sono pochi soldi, ha lasciato tutto nella cassaforte dell'albergo e allora gli uomini per vendicarsi le vogliono almeno far fare un bagno nelle acque tiepide del fiume che attraversa la città. La legano e la buttano in acqua. Ma le acque del fiume Chao Phraya sono popolate da barche palafitte e e alla fine la donna viene salvata da un pescatore. Lei che si immaginava già di essere mangiata dai topi del fiume finisce per trovarsi su una specie di abitazione galleggiante. Il pescatore la scuote, le parla in una lingua sconosciuta e lei si sente soffocare, vorrebbe parlare ma non ci riesce. Una mano la scuote, si sveglia, si guarda intorno non è a Bangkok è a Bologna sulla poltrona del dentista che con la sua voce amica del dentista le dice: «Tutto fatto signora. Mezza corona, prego!»

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  10. Cara Marina puoi cancellare "del dentista" dalla versione sopra del mio thriller è un brutto refuso!

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    1. Nel riepilogo troverai tutto giusto, qui non si può. :)

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  11. Una giovane donna si trova smarrita in una selva oscura. Con il cuore gonfio di paura segue il sentiero costeggiando una lunga fila di arbusti e alberi secolari. Alza lo sguardo in cerca del cielo, ma le fronde sono talmente folte da non lasciare spiragli. Prosegue timorosa in direzione di un colle che si erge difronte a lei. Le prime luci dell'alba le indicano la cima. Non ha scelta: decide di raggiungerla nella speranza di trovare scampo dalle tenebre ma, mentre faticosamente ne sale le pendici, viene ostacolata da tre animali selvatici: prima una lonza, poi un leone e infine una lupa gli sbarrano la strada. La giovane terrorizzata retrocede di qualche passo, non osa respirare. Le belve si avventano su di lei: la vogliono smembrare, forse sbranarla. Piange e urla di terrore, non vuole essere divorata. Con un gran balzo le bestie gli sono addosso, cade per terra, inizia a ruzzolare verso la valle; e rotola, rotola sempre più in basso senza riuscire a fermarsi. Tenta di aggrapparsi ai cespugli, di afferrare le radici degli alberi, ma precipita così velocemente da fallire nell'intento. Le belve dal colle aspettano di vederla precipitare all'inferno. La donna sprofonda nelle viscere della terra, si trova in una bolgia di anime dannate che l'afferrano e la trascinano tra le fiamme, vogliono nutrirsi della sua anima. Lei teme la dannazione eterna, stringe la corona che ha al collo e comincia a pregare, ma riesce a recitare solo mezzo rosario. Una vampata di calore insopportabile le toglie il respiro, soffoca, sviene. Una luce celestiale le abbaglia la faccia. Si risveglia. Un angelo sorridente spalanca le porte del paradiso: "Signorina è in ritardo, ci risulta morta da un pezzo. Prego entri. Il supremo la sta aspettando."

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  12. Che fantasia ragazzi... complimenti per l'immaginazione! :D

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    1. Veramente. È bastato spostarvi in altri posti per farvi sbizzarrire. Bravi! ;)

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  13. Una giovane donna si trova sperduta a Cocoa Island, una delle spiagge più belle delle isole Maldive, intorno a lei la luce accecante della sabbia che brilla sotto il riverbero del sole. La giovane cammina fra le capanne costeggiando le travi di legno affondate nell'acqua, ha paura, sale le scale ed entra finalmente in una palafitta, è tutto buio lì dentro. Si trova in mezzo a un gruppo di mercanti arabi dediti al culto dei Jinni. Gli uomini si avventano su di lei convinti che quello fosse il dono mandato dagli spiriti per il grande sacrificio. La donna urla di terrore, gli invasati la legano, la buttano in mare, aspettano sulla riva di vederla divorata dagli scorfani foglia mimetizzatisi nel fondale marino. La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare. Un ventaglio le smuove aria sul viso, sotto un ombrellone di foglie di palma. Si sveglia, finalmente la voce amica della massaggiatrice thailandese: «Tutto fatto signora. Mezza rufiyaa, prego!»

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  14. Una giovane donna si trova sperduta nella selva oscura che la dritta via era smarrita. Questa selva selvaggia è aspra e forte. La giovane cammina tra l'oscurità, ma non sa raccontare esattamente come vi è entrata; è stordita, ha paura, sembra l'inferno. Si arrampica, cade, comincia a intravedere una stradina, si trova nel mezzo del cammin. Vide Dante e i suoi uomini che si avventano su di lei: le vogliono leggere parole arcaiche, forse abusarne spedendola poi all'inferno nell'ottavo cerchio, tra i seduttori. La donna urla di terrore, i lussuriosi giunti da lei la legano, la buttano nel fiume trasportata dal Caronte. Aspettano sulla riva di vederla divorata dai golosi topi giunti dal terzo cerchio di quell'inferno. La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare. Una mano la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista Dante: «Tutto fatto signora. Mezzo fiorino, prego!»

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