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martedì 13 dicembre 2022

Più Libri Più Liberi 2022 - Un sabato speciale

Al grido “Alberto Angela sarò in prima fila” mi preparo per godermi l’edizione 2022 di Più Libri Più liberi. 

Okay, lo confesso, di Nerone non mi frega assolutamente nulla, cioè - lo dico meglio - l'ultimo volume della trilogia sulla rinascita di Roma e il tramonto dell’imperatore non è di mio particolare interesse, ma Alberto Angela, signori, sì, lui, per me, è un’istituzione: con quella sicurezza da conduttore scafato, quella voce accattivante, quella presenza scenica, potrebbe raccontare origini ed evoluzione del tostapane e io ne rimarrei comunque affascinata. La lectio magistralis di Angela si terrà questo pomeriggio, presso l’Auditorium de La Nuvola (il centro congressi che, da qualche anno, ospita la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria). 
E io oggi, sabato 10 dicembre, sono qua. 


La formazione

Fedele compagna di avventura è sempre Luana, ma questa volta si aggiungono due amiche romane d'eccezione, le sorelle Costanza e Claudia. Ci confrontiamo sul programma, ma - mi raccomando - teniamoci libere per le 15:30, perché io devo assolutamente correre da Alberto. 


Ormai so dove andare in apertura: come ogni anno, varcata la soglia dell’area espositiva, mi reco presso lo stand di CasaSirio, casa editrice che mi ha sempre dato grandi soddisfazioni, come altre scoperte nel tempo. Do piena fiducia all’editoria indipendente, dopo avere saggiato con diverse lodevoli letture la qualità del prodotto finale e del progetto che è alla base di ogni pubblicazione (ho inaugurato una rubrica apposita nel giugno 2020, “Il vino buono sta nella botti piccole”, un omaggio a chi crede nel proprio lavoro e sa dimostrarlo). 


CasaSirio Editore


Il rituale è sempre lo stesso: nei buchi fra gli eventi in calendario ci si muove nella sala degli espositori con il solito schema: per non trascurare nessuno stand si va su per un corridoio e si scende giù per quello successivo, con un’andatura a serpentina che garantisce continuità e ordine alla visita fra le corsie, dalla A alla G. 


Luana segnala un evento che vorrebbe seguire: alle 12:00 c’è la presentazione del libro di
Georgi Gospodinov, scrittore bulgaro di cui lei ha già letto “Cronorifugio”. Il protagonista, Gaustìn, è presente anche nel titolo della nuova opera: da qui il suo interesse e la sua curiosità. Per un’ora ci separiamo da Costanza e Claudia: io seguo Luana presso la Sala Cometa, all’ultimo piano della Nuvola, e riusciamo a sederci tra le prime file. Nooo, ma questo ha scritto un libro di poesie! dico sorpresa in negativo (sono un’ottentotta di Berchettiana memoria, se avete seguito questo “Caffè”); la fregatura si annida in coda al titolo dell’opera presentata: “Lettere a Gaustìn e altre poesie”, cui non avevo fatto caso. Mi consola la stima che ho per la casa editrice, la Voland e comunque non mi pento di essere qui: Gospodinov è molto piacevole - complice una traduttrice molto brava: quando parla di "nostalgia" un suo delicatissimo pensiero mi arriva come una carezza: “vorrei tornare a un pomeriggio del 1968 per vedere i miei genitori all’età di vent’anni”. Io e Luana ci guardiamo e sappiamo che quella frase ha raggiunto entrambe con la stessa carica di commozione ed espressività, siglata dall’applauso del pubblico.

Gospodinov moderato da Marco Damilano

Il fascino che la Nuvola di Fuksas esercita su di noi è concentrato lassù, nello spazio in cui ci troviamo: le corsie metalliche che abbiamo sopra la testa e tutt’intorno meritano le consuete foto di rito (conservo un album che raccoglie gli scatti fatti ogni anno agli intrecci avveniristici della struttura). 





La pausa pranzo è l’occasione per una buona chiacchierata (siamo di nuovo tutt’e quattro insieme); tra un morso a un panino e un’occhiata al programma pomeridiano, un codazzo di gente attira la nostra attenzione: si muove a passi veloci, indirizza il sorriso verso la persona che gli cammina nel mezzo ed è in quel momento che realizziamo di avere appena visto passare, con il suo stuolo di accompagnatori... Alberto Angela? Sollevo gli occhi e con il boccone ancora in mezzo ai denti rimango immobile a fissare quell’uomo che nell’immaginario facevo più alto; lo vedo di spalle, lo riconosco quando si volta appena e scorgo il suo profilo, però non faccio in tempo a fargli una foto: Ma è vero lui!” - dico sgonfiando la mole della sorpresa, che per un momento mi galvanizza, quello dopo mi lascia senza niente da aggiungere. Guardo l’orologio per vedere quanto tempo mi separa dall’appuntamento con Nerone... e decido di tradire Alberto Angela. Spudoratamente e senza riserve. 

Mi è bastato fare scivolare gli occhi lungo le colonne di orari ed eventi del depliant per accorgermi di un incontro, alle 16:15, che giudico imperdibile: Alberto Angela rimane un grande, ma non riesco a ignorare il fatto che qualcuno, questo pomeriggio, parlerà del mio mito letterario: Marcel Proust.

Così, al grido “Salutatemi Alberto Angela” (traduzione gergale di "Ubi Maior..."), consumo il mio tradimento e mi fiondo nella Sala Polaris, dove Ilaria Gaspari ci racconta come e perché nasce il podcast “Chez Proust”, prodotto da Emons Group


È incredibile vedere l’aula gremita di persone, un numero inaspettato di followers proustiani, chi in cerca di motivazioni per cominciare a scalare la montagna della Recherche (team “aspiranti proustiani”), chi sicuro di trovare solo conferme (io team “praticante proustiana”). La voce di Amelie Nothomb sorprende il pubblico: intervistata in una puntata del podcast dalla Gaspari, commuove con il ricordo del padre, che dopo la morte le lascia la sensazione, più una consapevolezza, di essere diventata come lui; allo stesso modo la mamma di Proust, che sostituisce la figura della nonna defunta nella vita dell'autore, segue lo stesso processo di identificazione con l'oggetto perduto. Troviamo bello e vero questo concetto (il romanzo in cui la Nothomb parla del rapporto col genitore si chiama “Primo sangue”, edito ancora dalla Voland e una copia, stasera, si troverà nella libreria di Luana).

Una chicca assoluta chiude l’incontro: sapevate che Vasco Rossi è un fan sfegatato di Proust?


ZeroCalcare
Claudia e Costanza vanno via e io e Luana continuiamo il giro. A colpo sicuro ci soffermiamo presso le case editrici che non hanno bisogno di ottenere fiducia, Iperborea, Fazi, Exorma, Minimum Fax, Giulio Perrone, Black Coffee, Hacca e mentre costeggiamo l’infinita fila di fan che, come ogni anno, con abnegazione e pazienza, segue il perimetro della Nuvola con in mano l’ultimo libro di Zerocalcare per il firma copie presso la Bao Publishing, spendiamo gli ultimi momenti della nostra giornata negli stand di tre case editrici: nella prima, ABEditore, trovo l’oggetto più particolare di tutta la Fiera, il Calendario d’artista con le splendide illustrazioni di Marco Calvi. Lo sfoglio e quando i miei occhi si illuminano sulla pagina di giugno, Luana decide che quello sarebbe stato il suo regalo di Natale per la sottoscritta (io felice. Ancora grazie, amica!) 



Presso la seconda casa editrice, Navarra Editore, conosco la scrittrice talentuosa del romanzo storico “Clodio”, G.Middei, una donna dolcissima, lontana dal prototipo della esordiente in carriera, tutta sorrisi e strette di mani; molto riservata, si fa piccola e ci ringrazia con garbo per ogni complimento sincero che io e Luana le rivolgiamo. Timida, modesta, ma con duecentomila e passa followers su Fb, dove sotto lo pseudonimo di Professor X, pubblica post sempre interessanti.


Luana con Guendalina Middei

Nella terza casa editrice, Prehistorica, ci imbattiamo nell’editore top di gamma, quello capace di raccontare in dieci minuti ogni libro che pubblica e di farlo con una competenza spiazzante. Ci parla degli autori che espone sul banco, tutti rigorosamente francesi e io penso subito che vorrò dare una possibilità a uno di essi, a me sconosciuto, ma molto promettente, in base a quanto deduco dalle parole precise e ben dosate di questo giovane editore indipendente, che crede fortemente nel progetto creato. Scelgo di leggere “Santo cielo” di Eric Chevillard ...


                            

Non dimentichiamo nulla. La gente è ancora tanta, il desiderio di riempire le borse di libri non si esaurisce (quest’anno, diversamente dagli altri, le case editrici propongono promozioni interessanti: il 3x2 o lo sconto sul numero di testi acquistati), però si è fatto tardi: fuori c'è buio, sono già le 19:15. 

La Nuvola tinge di rosa l’edificio protetto dalle ampie vetrate e noi, stanche ma soddisfatte, decidiamo che è ora di correre a prendere la metro.









8 commenti:

  1. Vedi che sei andata già ben preparata su editori e autori attuali. Confesso che io avrei avuto tutto da scoprire. E sarei piuttosto rimasto fedele a Alberto Angela al momento della scelta (non che io abbia niente contro Proust, ma non sono mai riuscito a leggerlo, mi spaventa la mole dell'opera e la densità della sua prosa ;-)

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    1. Eh, ti capisco: Proust spaventa, anche se non dovrebbe (ma, naturalmente, io sono di parte). La mole è tanta, però l'opera è divisa in sette libri che si possono leggere in autonomia e in tutta calma: un volume per volta e non per forza uno dietro l'altro (io lo leggevo in contemporanea ad altri testi). Continuo a dire che vale la pena, ma ribadisco la mia totale mancanza di obiettività :D
      Però tu, Ariano, qualche volta vienici alla Fiera: resta una bella esperienza.

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  2. Ok confesso che anch’io avrei preferito Alberto Angela, ma io non ho letto Proust e quindi mi associo all’affermazione di Ariano. Deve essere bello passare un’intera giornata in mezzo ai libri a scoprire o riscoprire libri e case editrici, mi hai fatto ripensare alla festa dell’Inter nazionale di Ferrara (lì però era un’intera città con eventi culturali vari) con le mie amiche letterarie...

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    1. Una giornata (ricordo l'anno in cui me ne sono sparata ben quattro) molto ma molto bella, per l'atmosfera, per la compagnia, per la bellezza intramontabile dei libri. Le case editrici minori fanno una fatica enorme a stare sul mercato, ma quanta passione e quanta abnegazione si leggono negli occhi di chi crede nel proprio progetto editoriale! Che poi, attenzione, editori minori ce ne sono tanti, ma ci sono anche quelli considerati "medi", che in realtà hanno storie ben consolidate, vedi la Minimum Fax, la Sur, la Fazi, la stessa Voland di cui ho parlato. Il piacere di scoprire novità, di andare alla ricerca della chicca o della copertina che ti conquista è immutato, tutti gli anni. Aumentano i libri da leggere, nella libreria, certo, ma... chissenefrega, intanto sono miei e sono là che mi aspettano: questo mi basta. ;)

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  3. Il bello di vivere questa esperienza assieme è che "armonizziamo". Ci scegliamo degli eventi, capita anche che l'una porti l'altra nel proprio e tutto è un'esperienza che lascia qualcosa, non ci pentiamo di nulla. C'è sempre quel qualcosa da scoprire. Anche a me sarebbe piaciuto trovarmi dinanzi l'Alberto nazionale, ma avrebbe significato sacrificare almeno due eventi e con un giorno solo al PLPL22 ciò non s'ha da fare.
    È bellissimo tornare a leggerti, hai sempre questa capacità e ironia nel costruire queste cronache. Una chicca.

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    1. Non so se ti capita, ma il giorno dopo e anche nei giorni successivi il ricordo di questa giornata mi lascia sempre un buon sapore in bocca, come una caramella che si scioglie lentamente nel palato e prolunga il piacere. Faccio le foto per questo e ti assicuro che i nostri sorrisi immortalati in quegli scatti la dicono lunga su come ci sentivamo (il che è bellissimo)
      (E poi vuoi mettere che sto rispondendo con il mio nome sotto ogni commento, come un tempo? :D)

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  4. "con quella sicurezza da conduttore scafato, quella voce accattivante, quella presenza scenica, potrebbe raccontare origini ed evoluzione del tostapane e io ne rimarrei comunque affascinata."
    E' inutile che ci giri intorno, con tante parole elaborate. E' semplice: Alberto Angela è uno gnokko, punto! :D :D :D
    Capisco che tu abbia preferito Proust, ma se fossi stata lì mi sarei sacrificata per te a seguire Angela, eh.
    Il calendario dell'artista lo avevo visto sulle tue foto su Facebook, molto bello davvero!
    Eh beh, anch'io mi perderei a fotografare la Nuvola da dentro, come cavolo gli è venuta l'idea di farla così!

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    1. sì, è un figo, e diciamolo suvvia! Però pensa quanto sono bacchettona se gli ho preferito quello sfigato di Proust (e mi perdoni Marcel per avergli dato dello sfigato! :D) Alla fine, volendo essere seria, Nerone non è un libro che avrei letto, mantre sto ascoltando i podcast sulla Recherche e sono molto interessanti. Li consiglio.
      E quella Nuvola è affascinante davvero, anche se di leggero e vaporoso ha ben poco. :)

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