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giovedì 18 giugno 2020

MIRAGGI EDIZIONI: "Grand Hotel - Romanzo sopra le nuvole" di Jaroslav Rudīs e “La vita moltiplicata” di Simone Ghelli

Per la rubrica “Il vino buono sta nelle botti piccole”, oggi vi presento la casa editrice indipendente: 





Dal ripiano centrale della mia libreria (dove pongo i testi ancora da leggere) tiro fuori due libri, affratellati dallo stesso logo: uno ha la copertina leggermente ruvida, con un disegno stilizzato rosso su sfondo écru; si chiama: “Grand Hotel - Romanzo sopra le nuvole”, è di uno scrittore ceco, Jaroslav Rudīs, che è anche musicista, autore di numerose opere teatrali, radiofoniche e di sceneggiature cinematografiche (sono attratta dalle persone eclettiche); l’altro, è una raccolta di racconti dal titolo: “La vita moltiplicata”. L'autore, Simone Ghelli, vanta una bella esperienza nella stesura di racconti, con diverse pubblicazioni per siti letterari e riviste.
Non so cosa aspettarmi da queste letture né dalla casa editrice che non conosco, ma le novità sono un incentivo che stuzzicano sempre la mia curiosità. 
Sono contenta di parlarne, adesso che ho finito di leggere i due testi. 
Non sono rimasta delusa.


                                                                *****

GRAND HOTEL - Romanzo sopra le nuvole 


"Il clima e le nuvole sono l’inizio di ogni cosa, di ogni dialogo e di ogni storia e saranno anche la loro fine."

Questa vicenda comincia con un traguardo raggiunto. “Ce l’ho fatta”, ripete qualcuno che, nel giorno del suo compleanno, si sta godendo il regalo atteso da tutta una vita: salire in alto, con le nuvole a portata di mano, l’orizzonte che si staglia oltre la città amata e odiata, tenendo sotto controllo altitudine, vento e direzione e, in sottofondo, la musica del silenzio. Un prologo che sul momento mi strania, perché non riesco a dare una collocazione spazio-temporale al narrante e non so cosa voglia dirmi. Ma la curiosità irrompe subito nell’incipit del primo capitolo: 
“Il mio nome è Fleischman”.
Così, conosco il trentenne protagonista di questa storia.

Fleishman è un ragazzo problematico, tendenzialmente asociale, bullizzato dai compagni durante gli anni di scuola, in cura da una psichiatra in seguito al trauma causato dall’incidente stradale in cui ha perso entrambi i genitori; ha sempre la testa fra le nuvole e non solo in senso figurato: lui vive in simbiosi con esse. Le nuvole lo tranquillizzano, gli hanno insegnato a perdonare, gli hanno tenuto compagnia negli anni più difficili della sua infanzia. Fleishman ne studia le forme, le analizza, come fa col clima, quando registra la temperatura, la pressione atmosferica, le precipitazioni, la direzione e la forza del vento. Sulle pareti della sua stanza c’è un enorme grafico, con degli appunti: “questo è il mio mondo. Il mio diario. La mia tabella di marcia.”



L’ossessione per le nuvole, così inconsueta, è l’elemento vincente del romanzo, quello che connota in modo originale il personaggio e rende credibile la sua voce. 
Per non finire in una casa-famiglia o al riformatorio, Fleishman viene affidato a un cugino sconosciuto, Jégr, col quale andrà a vivere in un hotel, nella città di Liberec, sospeso a 1012 metri sopra il livello del mare. Un’enorme fabbrica di nuvole a forma di missile rotondo, che si stringe sulla punta; una struttura senza spigoli, la cui torre si conficca nel cielo come un ago affilato.
È lì che Fleishman conosce Ilja, la cameriera che lo giudica strano, salvo poi raccogliere i suoi segreti ed è lì che si affeziona a Reinhard Franz, un ex pilota nostalgico del passato, tornato in città con le ceneri di due suoi amici raccolte in un barattolo di latta, per compiere una missione importante.
Ciò che ho apprezzato della narrazione è la capacità dell’autore di portare il lettore a familiarizzare con tutti i personaggi, dal protagonista a quelli secondari. È facile interessarsi alle vicende raccontate da Fleishman, quando anticipa storie ed entrata in scena di persone con la formula “ma questo ve lo dirò dopo”, creando una sorta di bolla di sospensione in cui sono racchiuse aspettative, che non saranno deluse. È con questo meccanismo di “rimando”, in grado di creare attesa e generare curiosità, che conosciamo meglio Jégr e il suo “museo del blocco orientale”, allestito nella reception dell’hotel, pieno di oggetti legati a determinati momenti della sua vita e anche Ciuffo,  ex compagno di scuola e ora nuovo cameriere del Grand Hotel, che sogna di fare fortuna in America grazie al “salvifico” Happylife, una brodaglia verde multifunzionale, utile per tutto: stoviglie, tappeti, per farci i cetrioli sottaceto, per lucidare le scarpe, per il mal di gola, per sbiancare i denti...
“Con questo pulisci i mobili e anche l’auto col tuning.”

La narrazione ingenua di Fleishman, che conserva quasi dei tratti autistici (come nella meticolosa ricostruzione etimologica di talune parole), definisce bene il personaggio e per lui non si può che provare una simpatia del tutto spontanea: la sua forza risiede nella fragilità, che emerge proprio dalle riflessioni semplici, ma di grande potenza espressiva; nella paura di abbandonare Liberec, tale da provocargli autentiche crisi di panico ogni volta che prova a varcarne i confini. 
Ma ad aiutarlo, nella più grande sfida della vita,  più che le parole di una psichiatra o la compagnia di una persona speciale, saranno ancora le nuvole, fedeli ed eterne compagne di viaggio, le uniche in grado di restituirgli la felicità.
Il cerchio si chiude: la storia si completa con tutte le sue verità. Quando si arriva al silenzio del commiato, viene voglia di applaudire.



LA VITA MOLTIPLICATA 



Leggo i primi due racconti in metro; mi sorprende subito la natura delle storie: le seguo come quando tentiamo di ricostruire nella mente un sogno appena svanito, al risveglio. Mi ritrovo a percorrere le sinuose vie dell’insondabile umano, con una sensazione piacevole, che passa dall’alienazione iniziale a un grande entusiasmo alla fine. C’è qualcuno che mi sta dicendo delle cose, forse importanti, su come reagisce la mente di fronte a determinati eventi della vita: un adolescente che riceve un’educazione severa, in uno spazio familiare militarizzato, che fugge dalla realtà che lo opprime, alimentando fantasie morbose fortemente aggrappate alla propria passione per la musica e c’è un uomo che percorre i sentieri della memoria in cui la protagonista è una donna, Vera, di nome, ma di fatto? La sua presenza, come un fantasma, si nasconde nelle immagini che vengono fuori da un vecchio album di fotografie. Cavalcare i ricordi è un gioco pericoloso per la mente e, in un attimo, tutto può diventare solo una proiezione dell’inconscio.
Torno a casa entusiasta. Mi piace la scrittura di Simone Ghelli, genera empatia e io la trovo piena di suggestioni, a tratti anche poetiche. La malattia di Ascanio Ascarelli è una sorta di porta segreta verso un mondo interiore in cui la riflessione diventa una lunga pausa dalla vita più che preoccupazione per la sorte della stessa; la mania di un giovane apprendista, che legge i manoscritti spediti a un editore, di attaccarsi alla spazzatura letteraria come un accumulatore seriale, racconta una verità che conosco. La somma dei secondi e dei sogni: quante vite fanno tutti quei minuti passati a scrivere? 
Mi immedesimo anche nel libraio che chiude la libreria con la morte nell’anima e la lettura dei racconti a seguire è un’occasione per incontrare un’umanità varia in cui ci si riconosce e per la quale si fa persino il tifo, come per il professore che compie un atto rivoluzionario, interpretando in senso letterale il “compito di realtà” previsto in una circolare ministeriale e invita i propri studenti a descrivere come vedono la scuola e come vorrebbero che fosse. Le conseguenze sono quelle che ci aspettiamo ma che sarebbero diverse, se fossimo in una società che non ragiona seguendo sempre i soliti schemi mentali.
Tra le righe di ogni storia risulta chiaro il messaggio dell’autore: la vita che viviamo, in fondo, è un insieme di dimensioni sovrapposte, che moltiplicano la realtà in piani invisibili, ma indispensabili.

*****




La Miraggi Edizioni ha sede a Torino; la sua produzione editoriale è divisa in due collane: Miraggi Garamond, dedicata alla pubblicazione di testi sperimentali di esordienti e autori affermati e Miraggi Baskerville, a sua volta suddivisa in quattro linee: Tamizdat, con opere tradotte di autori stranieri difficilmente rintracciabili in Italia; Scafiblù, dedicata agli autori italiani che scrivono opere dai contenuti "disobbedienti" nello stile e nei contenuti; NovaVlna, volta a fare conoscere le opere non tradotte,poco conosciute o dimenticate, di autori cechi; Janus|Giano, contenente traduzioni con testo a fronte.

Per saperne di più, visitate il sito: miraggiedizioni.it

12 commenti:

  1. Belle proposte, Marina. La Miraggi è una casa editrice di cui ho già sentito parlare molto bene. La storia di Fleishman mi sembra interessante, ma se dovessi scegliere opterei senza dubbio per la raccolta di racconti. Mi basta quel tuo: "le seguo come quando tentiamo di ricostruire nella mente un sogno appena svanito", riferito alle storie. Adoro chi riesce a concentrare forza e originalità in una narrazione breve, è una passione che ho sviluppato sin da bambina leggendo Benni. Peccato che i racconti siano di solito bistrattati.
    Senti, ma le foto chi te le faceva in fiera? *_*

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    1. Io li amo, i racconti, non più dei romanzi, nel senso che non ne faccio un discorso di priorità. Leggo indifferentemente racconti brevi e trattazioni lunghe e indifferentemente mi emoziono se le storie sono belle.

      Le foto? Eh, ma sai quanta gente bazzica attorno agli stand: ne acchiappi uno e gli chiedi il favore! 😁

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  2. Anch'io sono attratto dalle nuvole e anch'io sono stato (in effetti sono ancora) un essere umano problematico, perciò il libro di Rudis mi intriga...

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    1. Ahah, ma il mitico Fleishman non penso ti somigli, fidati! Simpaticissimo, ma un po’ toccatello c’è! 😁 Io ho trovato bellissima l’idea di una mappa vitale tracciata sulle nuvole: idea molto poetica.

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  3. Mi ispira molto il romanzo sopra le nuvole, anche se anche i racconti di Simone Ghelli sembrano una bella prova con la dimensione del sogno in cui mi ritrovo molto.

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    1. All’inizio i racconti di Ghelli mi hanno spiazzata, pensavo fosse il genere di storie non in grado di coinvolgermi, invece no, sono stata felice di essermi totalmente ricreduta.

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  4. Ti ringrazio per questo post. È una casa editrice che non conosco. La andrò a cercare!

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  5. IL primo mi ha fatto naturalmente venire in mente IL caso del cane ucciso a mezzanotte, che però verso metà ha cominciato a venirmi a noia. E' un libro molto celebrato, però non mi è riuscito di trovarlo del tutto nelle mie corde. Grand Hotel penso potrebbe piacermi, ma temo in un effetto simile, che col proseguire delle pagine potrei stancarmene.

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    1. Se fosse lungo forse sì, ma è un libro di duecento pagine, di dimensioni più piccole rispetto a quelle ordinare e si legge con molta facilità. La cosa che mi è piaciuta è che progredisce a paragrafetti titolati che danno una certa dinamicità alla narrazione.

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  6. Mi ispira molto il romanzo ambientato tra le nuvole (nessuno si ricorderà il Grand Hotel, anche se è nel titolo, le nuvole colpiscono di più) e avrei pure in mente a chi regalarlo. Può essere una lettura per un adolescente che vive tra le nuvole? :)

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    1. Secondo me questo è un libro per tutte le età. Fleishman è un personaggio che non può che riscuotere simpatia. 😉

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