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martedì 20 luglio 2021

L’anima LGBT di Modesta ne “L’arte della gioia” di Goliarda Sapienza

 

- ... Facevano all’amore nel capanno? E tu che hai fatto?

- Niente. Perché diventi così pallida, Jo? Non ti preoccupare, ho fatto di tutto per non farmi notare e poi sono venuta a casa.

- Ma le hai spiate se mi hai potuto riferire tutto quello che dicevano.

- Spiate? Che significa? Sono rimasta folgorata dalla loro felicità, erano bellissime, abbracciate nude.

- Le hai anche viste?

- Un attimo, prima di allontanarmi.

- Che schifo!

- Che schifo cosa, Jo? Io che, secondo te le spiavo? o il loro abbraccio?

La maschera enigmatica di dolore si sfalda contro l’onda di rossore che dal collo alla fronte corre infuriata travolgendo lo sguardo di Modesta, che ora fissa il franare scomposto di quei lineamenti di marmo. Un tempo avrebbe rispettato il silenzio che sempre torna a ricomporre quel viso.

- Che schifo cosa, Joyce? Che schifo noi due pochi momenti fa abbracciate nude?

- Oh, noi! Noi siamo perdute, Modesta, ma Bambolina così giovane... Ah, quella Mela! non mi è mai piaciuta, mai! Bisogna allontanarla!

Strappata la coltre di silenzio anche la voce si frantuma.

- Perdute, noi? Ma che dici? Perdute a che cosa?

- Alla normalità, alle leggi di natura...

- Ma che dici, Jo? Chi conosce la natura? Chi ha stabilito queste leggi? Il dio dei cristiani? O Rousseau? rispondi, Rousseau che ha spostato Dio che è nei cieli per infilarlo nell’albero?

- Ma che c’entra Rousseau o Dio, io temo per Bambù! Oh Modesta, tu non puoi sapere. A Parigi, in quei ritrovi di omosessuali... corpi macilenti ammassati, visi gialli, congestionati, segnati dalla vergogna, tra il fumo e il fiato denso di alcol... vera anticamera dell’inferno, se l’inferno esistesse! Tu non puoi sapere.

- E invece so perché ci sono stata e...

- Tu? Io mai... solo una volta e sono scappata.

- Hai fatto male perché stando veramente con loro e parlando ho capito che cosa cercano in quell’anticamera dell’inferno, come tu l’hai chiamata.

- Cosa possono cercare? Si mescolano e si drogano per dimenticare.

- No, Jo! Cercano l’inferno vero per scontare il loro peccato.

- Ma che altro possono fare se la società li rifiuta, li addita?

- Loro, niente. Ma solo perché sono ignoranti e zeppi di pregiudizi esattamente come la società che li addita. E mostrano le loro ferite solo per chiedere clemenza alla società che anche loro, soprattutto loro, sentono santa e giusta invece di lottarla. Jo, torna in te! Di che cosa abbiamo parlato allora in tutti questi anni? Vedo che abbiamo solo conversato amabilmente di progresso, di scienze come si usa nei salotti evoluti, ma al primo lieve scontro con la realtà mi vuoi trascinare nel panico che ti prende come tutti gli intellettuali solo all’idea di mettere in pratica le teorie enunciate.

- Non capisco!

- Capisci, invece! Secondo te dovrei allontanare Mela, no?

- Non...

- Così hai detto. Ma non capisci che con questo atto farei sentire a quelle bambine che peccano? Le marchierei, io che rappresento, sono, la società per loro, come dice il tuo Freud? E dopo, che potrebbero fare se non finire veramente in quei locali? [...]

7 commenti:

  1. Risposte
    1. Il romanzo è molto bello, vale la pena leggerlo.

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  2. Ciao cara Marina, come stai? :) Pensa che invece ho mollato “L’arte della gioia” di Goliarda Sapienza a venti pagine dalla fine come se un corridore non riuscisse ad arrivare al traguardo quando mancano appena due metri. Ne avevo parlato anche in un articolo del blog. :)

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    1. Non so se ne avrei avuto il coraggio, a volte proprio le ultime 20 pagine hanno dato la svolta a una lettura che procedeva per inerzia :D

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    2. Ciao Cristina, sto come si sta in estate: con l’energia quasi azzerata. Aspetto solo di scendere in Sicilia. 😉
      Certo, fermarsi a venti pagine dalla fine è coraggioso! A quel punto vuoi vedere come va a finire, dove è andato a parare il tutto. Io, invece, nonostante il personaggio non proprio nelle mie corde, ho molto apprezzato la storia e il modo in cui è narrata.

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    3. Sono contenta di saperti in partenza per le vacanze! Ho visto anche i saluti finali.. dopo ti lascio un saluto. :)
      Per quanto riguarda il romanzo, avevo trovato alcune parti eccellenti, e altre per le quali avrei buttato il libro dalla finestra. L'ho mollato a venti pagine perché ormai lo trovavo insopportabile, specialmente sui dialoghi in cui non capivo mai chi stesse parlando, e mio marito mi ha detto: "Ma perché devi soffrire a questo modo?" così ho seguito il suo consiglio. ;)

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  3. Ecco, non conoscevo il romanzo, non conoscevo l'autrice e in pochi minuti mi hai fatto scoprire una cosa nuova. Un testo scritto troppo presto, che ha dovuto attendere parecchio per arrivare al pubblico. O attendere che cambiasse il pubblico...

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