Fermo i pensieri in corsa, quando attraversano il mio cervello; li fisso perché non si confondano nel caos di immagini che quotidianamente registro e di sensazioni che assorbo mentre parlo, osservo, percepisco odori, ascolto, mentre, cioè, i miei sensi lavorano e io li assecondo inconsciamente. È questo ciò che faccio portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

Il mio romanzo "31 dicembre"


Questo è il mio romanzo: "31 dicembre", la mia vera "Opera prima", il frutto maturo che ho raccolto dopo anni di "prove tecniche di trasmissione" esercitate su racconti brevi.

La mia fantasia, ma soprattutto la mia tenacia, sono state premiate con il primo posto vinto ad un concorso letterario, il "III Premio In-edito- 2009", che mi ha regalato la soddisfazione di vedere la mia storia stampata dentro un  libro in carne ed ossa, con titolo e nome imperanti sulla copertina.

Adesso "31 dicembre" è anche esposto nella vetrina virtuale di Amazon, dove fa la sua figura anche in formato e-book!

Tutto quello che ruota attorno a questo romanzo è contenuto in questa pagina, ma la storia deve conquistarvi per raggiungere un posto anche nella vostra libreria. Così proverò ad incuriosirvi con qualche notizia.


Il giudizio della giuria

Intanto parto dal giudizio con il quale la giuria del concorso ha premiato il mio romanzo:

"Romanzo intenso, capace di appassionare dall'inizio alla fine, pagina dopo pagina. Una storia d'amore che si svolge ai confini tra una virtualità molto concreta ed una realtà molto astratta. L'autrice tesse una trama che tiene il lettore incollato alla pagina e lo coinvolge così tanto da farlo sentire parte della narrazione. Gioco e virtualità: è proprio questo l'espediente tramite il quale il lettore entra poco a poco nella storia fino ad arrivare ad un'intensa e accorata compartecipazione.
Lo stile semplice e scorrevole e l'uso corretto della lingua contribuiscono a rendere questo romanzo un prodotto convincente e maturo, uno di quei libri che, a lettura conclusa, ci fanno esclamare: "che bella storia!".


Di cosa parla il romanzo?

31 dicembre è l’ultimo giorno dell’anno; in questo romanzo è un anno imprecisato, come nulla ha una definita collocazione spazio-temporale: la storia si svolge in una città senza nome, in un periodo volutamente non detto, perché è una storia che può essere vissuta da chiunque, a qualunque età, una storia che può essere di tutti pur non appartenendo a nessuno in particolare. 
La protagonista della vicenda è una giovane donna, Sara, che decide di vivere un capodanno alternativo a quello che la sua condizione reale sembra concederle. Lei, sola con i suoi ricordi e i suoi rimpianti, il 31 dicembre si abbandona ad un’avventura straordinaria nella quale avrà un’altra identità ed una nuova vita e lo fa sottoscrivendo un progetto di avanzatissima tecnologia offerto dalla più grande Biblioteca virtuale di tutti i tempi, la  N.O.M. – Nuovi Orizzonti della Mente – Corporation. All’interno di essa, i fruitori possono selezionare una storia consultando un elenco, diviso per categorie e corredato di trame, che scorre in visione sul monitor di un computer; dopo una serie di passaggi, essi vengono “introitati” nella storia scelta con l’attribuzione di un ruolo ben preciso e, con un semplice cd-rom, accedono nella stanza in cui avverrà il collegamento virtuale che li proietterà dentro la loro storia personalizzata.
La finzione consente a Sara di sdoppiarsi come in un sogno, in un gioco di specchi in cui vita vera e vita virtuale si rincorrono e si alternano; lei sa che la storia che sta vivendo è un’illusione e questa consapevolezza è garantita da un led verde che, quasi impercettibile ma presente nel suo campo visivo, le segnalerà sempre il punto di contatto con la realtà consentendole di venire fuori da quella virtuale in qualunque momento.

Nel racconto virtuale, Sara vestirà i panni di Dhea, assistente universitaria, che, durante una festa di Capodanno, salverà la vita ad un giovane fumettista, Nagel, colto da malore. Dhea farà, in seguito a ciò, il suo ingresso nella vita di una persona dal passato difficile, con un segreto sfociato in un senso di colpa apparentemente inconcepibile ed un amore alle spalle sofferto, mai rivelato. Quella di Nagel è una storia complessa: ha un trascorso di cocainomane, ha perso il fratello in un incidente stradale, ha avuto una storia d'amore superficiale con Silde e coltivato una profonda amicizia con Nuela.
Tutto, però, può cambiare, la vita concede nuove opportunità di riscatto ed ogni pregiudizio, ogni errore possono rimanere sepolti dentro una rinnovata voglia di ricominciare a vivere.

Nulla, tuttavia, è come sembra e qualcosa cambierà i giochi e le sorti dei personaggi.


Le prime recensioni sui quotidiani della mia città

Due trafiletti che ho rigorosamente ritagliato e conservato:






Presentazioni del romanzo:

La "prima volta" a Caltanissetta

Ho vissuto una bellissima esperienza: bella atmosfera, molti amici, copie del libro esaurite! Cosa chiedere di più per una "prima volta"? Il libro è stato presentato con successo ed è stato molto apprezzato.


































La presentazione a Catania

Analogo apprezzamento nella città di Catania.
















AUTORI IN PIAZZETTA: 

Una nuova occasione per fare conoscere il mio libro, durante una bella serata in compagnia di stimati professionisti.



Piazzetta Confraternita di San Girolamo della misericordia, un angolo suggestivo di Licata, dove ho trascorso davvero una bella serata, durante l'ultimo incontro dei quattro previsti all'interno della manifestazione "Autori in piazzetta", organizzata dall'imprenditrice Lavinia Licata, in collaborazione con l' Associazione culturale Le Muse e condotti dal sociologo e giornalista Francesco Pira. La discussione è stata interessante, l'argomento era "Genitori e Figli", il loro rapporto, la solitudine generazionale indotta o meno dalla dilagante diffusione dei social network, l'uso indiscriminato o meno degli strumenti che la tecnologia mette oggi a disposizione dei giovani, alle prese con cellulari super avanzati, pc che stanno su un palmo di mano e libri digitali che a quanto pare stanno avendo un clamoroso successo. Certo, nel mio romanzo la mia fantasia con facilità mi ha suggerito l'esistenza di ipotetiche, fantascientifiche, biblioteche virtuali e - devo dire - quando scrissi il romanzo, davvero non pensavo che mi sarei avvicinata così tanto ad una rivoluzione tecnologica che forse, un giorno, chissà, porterà anche a questo!
31 dicembre, dunque, è risultato di grande attualità.
Faccio tesoro di ogni bella esperienza...








TEMI DEL ROMANZO

La Prof.ssa Annalisa Fazia ha raccontato il mio romanzo in modo straordianrio, analizzandolo nella struttura e nei contenuti in modo pressoché perfetto. Durante le presentazioni, ha estrapolato dal contesto del romanzo i temi più evidenti e li ha spiegati leggendo i brani da cui avevano tratto spunto le sue osservazioni. Eccone alcuni:


- Il destino:

(Da "31 dicembre":
"Orbito in uno spazio buio senza una consistenza corporea: sono leggera, respiro il nulla, vivo solo con la mente"... "Con gli occhi chiusi il buio diventa ombra e l'ombra luce, prima debole, appena visibile, poi sempre più consistente, nitida, improvvisa ed accecante. Sono ancora qui, sono tornata e sono viva...").

Fà capolino, tra le pagine del romanzo, il tema del destino sopraffattore dell'umana volontà, che ne giustifica così l'abbandono, l'inerzia del guardarsi vivere, subito contrastato, però, dal tema opposto dell'uomo "artefice del proprio destino".
"Siamo nati con un privilegio unico - dice Dhea - la facoltà di potere sempre scegliere. Noi siamo esattamente quello che vogliamo essere"... E ancora... "Il destino è una finzione della mente, una debolezza del pensiero. Il destino non esiste...".

Tutti i temi sono legati ad un unico filo conduttore: la vita. La vita in tutte le sue sfaccettature, con le sue pene e le sue gioie, con l'abbandono e la forza, con le sue insicurezze e le sue certezze, è la vera protagonista di questo romanzo, colta nell'incessante sforzo di andare avanti, di arrivare ad una mèta, di riemergere nella luce in un processo catartico.

- La finzione della vita:

(Da "31 dicembre":

"Poichè l'apparenza inganna, ciò che pensiamo sia la nostra vita, in realtà potrebbe essere soltanto un sogno, lo specchio di un desiderio recondito che prende forma e si materializza dentro un mondo inventato da noi stessi, nel quale non possiamo scegliere di rimanere per sempre").

Altri ancora i temi ricorrenti del romanzo: la finzione della vita, che a volte non ci appartiene veramente, ma anche quel prevalente impeto vitale prevalente su ogni altra umana incertezza.
Sara vuole un'altra identità, vuole dimenticare chi è e dove si trova e la finzione le consente di sdoppiarsi in un sogno, in un gioco di specchi in cui i personaggi si sovrappongono e si riflettono uno nell'altro, in un "transfert" che fa trasmigrare le tensioni iniziali della protagonista su tutti gli altri attori.
Ci si chiede più volte, leggendo le pagine del romanzo, quali siano i confini dell'invenzione nell'invenzione ed altrettante volte l'autrice si diverte a lanciarci sottili segnali, avvisaglie dell'incessante avvicendarsi della realtà e dell'apparenza di essa.

- La solitudine

(Da "31 dicembre":
"Ho vissuto dei momenti in cui mi fermavo, fissavo un punto nel vuoto e vedevo la mia solitudine. Per un istante mi accorgevo di essere solo al mondo, poi qualcosa mi riportava alla normalità, mi guardavo attorno e la realtà si ridisegnava con le stesse linee, le stesse forme; allora indossavo la maschera: ero pronto per ricominciare").


Il tema della solitudine pervade tutta la storia e contrasta, dall'inizio alla fine, il desiderio sotteso di riscattarsi in un anelito costante di vita.
Non la solitudine di Sara per la fine di un amore, ma una solitudine più pervasiva dell'esistenza umana tutta e dei personaggi di questo romanzo, una solitudine universale che tiene sospese le vite narrate ad un filo e rappresenta la difficoltà esistenziale, il "male di vivere", il sentirsi soli in mezzo agli altri.



10 commenti:

  1. È presente solo su Amazon, giusto?

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    1. Sì, credo che le ultime copie di cartaceo siano finite

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  2. Ti scopro oggi, grazie a Massimiliano Riccardi, ma ci vuol poco a capire che hai il dono di scrivere
    Cristiana

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    1. Grazie per essere passata di qua, Cristiana, e per il complimento!
      Anche tu non scherzi, ho in mente ancora il "Ponte dell'arcobaleno" di "Insieme raccontiamo". :)

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  3. Tu non hai copie cartacee da vendere? Su Amazon sono esaurite! :-(

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    1. Ahia! Nessuna prova scritta, cartacea, ormai, circola più del mio libro. Esiste solo l'ebook. :(
      Grazie per il tuo interesse!

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    2. Mi comprerò l'ebbiucche, allora!

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  4. Non hai in programma una ristampa cartacea?

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    1. Purtroppo no. Il cartaceo era a totale carico della Casa editrice. Scaduto il contratto, finite le copie, ho scelto la strada dell'autopubblicazione per tenerlo ancora in vita.
      E anche quel cartaceo lì, non sai quanti errori ho dovuto correggere!

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