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giovedì 6 marzo 2025

In viaggio con Proust: Il lato oscuro di Marcel Proust


Il mio viaggio nel mondo di Proust continua con un post che stavolta lo mette a nudo, esponendolo, probabilmente, al giudizio poco lusinghiero di chi si soffermerà a leggerne il contenuto. Sì, perché dello scrittore si tramanda l’idea “romantica” di un uomo fragile, afflitto da una malattia invalidante; colto, spiritoso, con numerosi interessi: arte, musica, religione, filosofia; attentissimo esaminatore della bellezza della natura e degli oggetti che antropomorfizza per coglierne l’essenza. Tutta la sua opera attinge a un patrimonio smisurato di conoscenze e risponde a una pregevole indagine introspettiva densa di significati. Non vi ho mai tenuto nascosto il mio amore per la Recherche, letta due volte proprio per penetrarne il mistero, eppure ogni approfondimento che ne ho fatto ha svelato piccoli tasselli di una vita, quella del suo autore, che mai mi sarei aspettata di attribuirgli. 

martedì 17 settembre 2024

N’allez pas trop vite - Una scusa per parlare ancora di Proust


Della narrativa dei giorni d’oggi non riesco a farmi piacere l’eccessivo uso della prima persona e del tempo verbale al presente e questo può corrispondere a un certo mio gusto letterario orientato verso altri stili, forse più classici o, forse, semplicemente diversi. La ricerca della paratassi sfrenata, con frasi brevi, continuamente interrotte dal punto fermo è un’altra connotazione della narrazione odierna che mi conquista poco:

venerdì 8 marzo 2024

8 marzo: Donne, è arrivata la guastafeste!

Oggi è la Giornata Internazionale della Donna e per ventiquattr’ore tutto s’impregnerà di giallo mimosa e di ovvietà.

Che camurrìa st’8 marzo! Ma io sono una guastafeste e invece di celebrare le figure femminili belle, brave e buone della storia, ho pensato di ricordare quelle più insopportabili, attingendo dalla letteratura classica.

mercoledì 14 febbraio 2024

San Valentino con Proust: l’amore “malato” di Marcel


Nel giorno di San Valentino voglio portarvi dentro una singolare storia d’amore, raccontata all’interno delle pagine di un libro chiamato “La prigioniera”. 

Mi sembra che già il titolo dica tutto.

Si tratta del quinto volume di “Alla ricerca del tempo perduto”, che, se contestualizzato ai giorni d’oggi, offrirebbe non pochi spunti di riflessione. Eppure, sono contenta che ancora nessuno si sia espresso sulla natura del rapporto raccontato nell’opera immensa di Proust. Sarà, forse, perché la Recherche, fra i classici della letteratura, non è un romanzo inflazionato (e ciò mi pare, a questo punto, una fortuna) o sarà perché i fruitori di una siffatta, imponente, lettura non sono interessati a forzarne l’interpretazione, ma almeno la relazione “malata” del Narratore con una delle “fanciulle in fiore”, per adesso, è salva.

giovedì 5 ottobre 2023

In viaggio con Proust: “All’improvviso il mio cavallo s’impennò”


Ogni tanto mi piace tornare a parlare dell’esperienza di lettura più importante della mia vita. Potrei farlo all’infinito traendo spunti da ogni cosa, una frase, una descrizione, un personaggio e adesso con un’analisi ancora più immersiva, dal momento che ho assecondato il coraggioso intento di rileggere per intero “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust.

Sto finendo il quarto libro, Sodoma e Gomorra e di nuovo mi sono imbattuta in una pagina che ora come allora mi è parsa straordinaria.

giovedì 15 giugno 2023

In viaggio con Proust: la piattaforma girevole del risveglio

La osservo, mentre si trucca davanti allo specchio. Le ammiro la pelle liscia del viso, la forma della bocca e i capelli neri, lucidi, con un taglio corto che le conferisce un’aria sbarazzina. Lei è sempre ventenne, io non lo sono più: ho fatto un viaggio nel tempo e l’ho raggiunta là, dove la giovinezza è ancora il dono che presto le sarà sottratto. E parliamo. 

domenica 28 maggio 2023

Proust e Pasolini: due mondi a confronto


Tutto quello che osserviamo passa attraverso il filtro delle esperienze, delle sensazioni: un tramonto è lo spettacolo più bello della natura, ma questa sera, di fronte al groviglio di nuvole grigie screziate di rosso che irrompe nell’azzurro del cielo, penso a una telefonata ricevuta, alla mia lontananza in un momento difficile, a quello che devo fare per coprire questa distanza ed essere di aiuto, in qualche modo. Proietto nel maestoso spettacolo che osservo dalla finestra il carico di apprensione che vivo: se dovessi descriverlo adesso, senz’altro gli darei una connotazione negativa.

giovedì 11 giugno 2020

NUOVA EDITRICE BERTI: "Snob" e "La ragazza con le rose rosse" di Marcel Proust

Per la rubrica “Il vino buono sta nelle botti piccole”, oggi vi presento la casa editrice indipendente:


I corridoi del piano terra sono mezzi vuoti: l’orario consente ancora un comodo passaggio, ma so che se non faccio in fretta, mi troverò schiacciata dentro un tunnel di persone in processione davanti agli stand delle case editrici: sono a “Più Libri Più Liberi 2019", è sabato e sono le 15:30. 

giovedì 28 maggio 2020

Idolatria letteraria: il più grande limite della lettura



Ancora una volta prendo spunto da un’opera già citata in un precedente post, “Come Proust può cambiarvi la vita” di Alain de Botton, per fare una riflessione su come la lettura di un’opera o la conoscenza di un autore possano spingerci verso forme di limitante idolatria.

giovedì 23 gennaio 2020

Luoghi comuni: la lezione di Marcel Proust


“Un giorno, uscendo da un concerto in cui avevamo ascoltato la Corale di Beethoven, canticchiai vagamente delle note che credevo esprimessero l’emozione che avevo appena provato, ed esclamai, con un enfasi di cui solo dopo capii la ridicolaggine: «È splendido questo passaggio!» Proust si mise a ridere e mi disse: «Ma no, mio piccolo Lucien, non è il vostro pum pum pum che può rendere questa meraviglia! Sarebbe meglio cercare di spiegarlo!» Al momento la cosa non mi fece molto piacere ma avevo appena ricevuto una lezione indimenticabile.”

Questo è un aneddoto raccontato da Lucien Daudet, il giovane scrittore francese che ebbe una relazione sentimentale con Marcel Proust.

giovedì 27 luglio 2017

In viaggio con Proust: la mia dipendenza


Finisco “All’ombra delle fanciulle in fiore”, il secondo volume de “La Recherche” e torno subito indietro alle parti sottolineate, le rileggo e non mi stanco, perché ogni rilettura mette a nudo sensazioni diverse. Scopro particolari che si sono annidati durante il primo passaggio, ma che io ho lasciato scorrere senza dargli il peso meritato. Poiché gliene riconoscevo uno, via via che procedevo, rapita da un’estasi tutta nuova per me, sottolineavo, inserivo promemoria (rileggere, approfondire), mettevo segni in calce, nei bordi, a inizio paragrafo: asterischi per aggiungere note, spunte per ricordarmi di un passo notevole, linee ondulate a lato di un brano da ricopiare nel mio taccuino delle citazioni.

martedì 4 aprile 2017

In viaggio con Proust: il "male" di Charles Swann


"Di tutti i modi in cui nasce l'amore, di tutti gli agenti di disseminazione del sacro male, quel grande soffio di angoscia che a volte passa su di noi, certamente è uno dei più efficaci. Allora la sorte è segnata, la creatura con la quale stiamo bene in quel momento, sarà lei che ameremo."

Sono rimasta intrappolata nelle duecento pagine che scavano dentro l'amore sofferto di Charles Swann, una parentesi che si apre nel primo volume della Recherche, piccolo romanzo nel romanzo dal titolo "Un amore di Swann". Narrato in terza persona, esso vive di luce propria, approfondendo una storia che precede l'inizio di quella principale e che rappresenta una sorta di antefatto avente come protagonista Charles Swann, il più celebre personaggio dell'opera di Proust, il quale fa la sua comparsa defilata già all'inizio del primo volume (il titolo, non a caso, porta il suo nome) e che soltanto nella seconda parte del libro diventa protagonista esclusivo di un tormento d'amore, il più bello che io abbia mai letto.

martedì 7 marzo 2017

In viaggio con Proust: Istruzioni per l'uso


"Il ricordo di una certa immagine non è che il rimpianto di un certo istante; e le case, le strade, i viali sono fugaci, ahimè! come gli anni."

Pag 535. Ho finito il primo lungo viaggio alla ricerca del tempo perduto

"Dalla parte di Swann" mi ha sbalordito.

martedì 17 gennaio 2017

In viaggio con Proust: "E all'improvviso il ricordo mi è apparso"


Immagino di essere su un treno per un viaggio molto lungo che ha una meta lontana; non so cosa aspettarmi alla fine, ma il piacere che provo è nel godermi il tragitto, con le sue fermate, le sue stazioni obbligatorie. 
Questo mio lungo viaggio è cominciato quando ho deciso di mettere mano per la prima volta a un'opera che ho sempre snobbato per il timore, indotto dal sentito dire, che potesse essere oltremodo pesante. Ho superato la mia remora (in verità, un pregiudizio) e con una rinnovata curiosità ho comprato e cominciato a leggere "Dalla parte di Swann", il primo volume di "Alla ricerca del tempo perduto" di Marcel Proust, ben determinata ad arrivare al settimo libro.
Un piccolo tratto è stato già percorso e sono giunta a questa fermata con un entusiasmo che ho subito pensato di condividere con voi. Sono solo a pagina 134, alla fine del primo capitolo: pochissimo, ma quanto basta per trarne uno spunto al quale voglio dare il giusto risalto.

Quanto sono importanti i ricordi?