In questa estate rovente che non sembra concedere tregua, ci sono città, in Italia, che non scendono sotto i trentacinque gradi da giugno e altre che sono diventate piccoli avamposti d’Africa, vedi la mia città, Caltanissetta, in Sicilia, dove i quarantacinque gradi rappresentano, ancora adesso, la temperatura d’ordinanza. Io, il mio bagno nel caldo imperiale siculo, me lo sono fatto in pieno luglio e in agosto ho continuato a scontare le mie pene in quel di Roma, trasformatasi in una succursale dell’Inferno. Ma si sa, da un po’ di anni a questa parte è così e sembra che il cambiamento climatico non possa fare altro che peggiorare la situazione. Per il Ferragosto, però, ero a Monaco e, devo dire, tolte le giornate in cui anche qui ho rimpianto le temperature invernali, i venticinque gradi ormai costanti mi stanno riconciliando con il mondo.
Il mio diario da expat nella capitale bavarese compie un anno: sono qui dal luglio 2025 e mi sono già fatta una chiara idea della città e del suo modus vivendi.






