giovedì 9 aprile 2026

Amaru cu c’ancaglia


Nooo, la mascherina dell’“Autorizzazione fallita” nello spid! Le credenziali inserite non risultano corrette. Ma quelle sono! Riprovo. Niente. 

Se ho bisogno di aiuto posso richiedere assistenza.

Prendo un lungo respiro e chiamo lo 06 977 977 77. So già cosa mi aspetta.

Un quarto d’ora se ne va solo con una voce preregistrata che mi notifica una serie di informazioni di cui non mi frega un tubo: costo della chiamata, trattamento dei dati personali nel rispetto della privacy con informativa disponibile sul sito e mi chiarisce da subito che prima di parlare con un operatore devo patire lo stillicidio dell’assistenza digitale per agire in autonomia.

E qui mi preparo a strozzare qualcuno. Ma chi?


Maledetti tutti i servizi in rete offerti per agevolare e snellire le procedure burocratiche. Maledetti gli sportelli on line, i portali dei servizi al cittadino, i numeri verdi sempre occupati, la modulistica digitale, che puoi scaricare solo se hai un pc di ultima generazione; la messaggistica vocale automatizzata e tutte le versioni beethoveniane di Per Elisa o delle Quattro Stagioni di Vivaldi.

La digitalizzazione dei processi e dei servizi?

Una disgrazia. Un incubo. Un inferno. 

Semplificare la vita ai cittadini okay, ma quando tutto funziona! perché quando si presuppongono competenze digitali, che non tutti hanno; quando occorre rinunciare a una giornata lavorativa per risolvere “da casa” alcuni inghippi burocratici e accendere ceri a tutti i Santi per ottemperare all’onere che spetterebbe ad altri, la sonata cambia! E penso ai poveri anziani, che devono muoversi fra spid, account e password!

Persino attraversare lo Stige sarebbe una gita in barca! 


Un tempo esistevano i call center: chiamavi il numero verde o il centro assistenza clienti e ti rispondeva un operatore al quale esponevi con calma e tutti i dettagli possibili il quesito. Che si risolvesse o meno stava, poi, alla reale competenza della persona, ma intanto avevi a che fare con un tuo pari, potevi fare una battuta, chiedere di chiarire meglio la cosa, anche dire: “grazie, arrivederci” era “umano”. Ora non arrivi nemmeno a parlare con qualcuno, perché i “filtri” ti invitano a digitare numeri dedicati sulla tastiera: 1, se vuoi informazione o supporto sulla registrazione, 2, se chiedi questo o quello... e spesso ti capita di non sapere in quale ambito inquadrare la tua domanda, così spari un numero a caso e ti addentri in un altro imbuto di richieste preimpostate, che non hanno nulla a che vedere con quello che realmente ti serve. E sembri pure cretina quando devi autorizzare, rispondendo: “confermo” oppure “no”, quando sul più bello non è raro che cada la linea! ma, a quel punto, interpreti la cosa come un segno del destino, un messaggio subliminale, che ti sta suggerendo di mollare tutto, perché è solo tempo perso... I semplificatori della vita dei cittadini! ma vaffa..., tanto offendere l’intelligenza artificiale, ancora, non ha conseguenze! 

Di grazia, potrei sapere come cavolo parlare con un operatore in carne e ossa? 

Mi risponde la coscienza, che è rimasta analogica: mettiti un paio di scarpe e recati alle Poste. Non farai prima, ma almeno tornerai a casa con lo spid nuovo e tutta la gamma di imprecazioni ancora bella impacchettata per la prossima occasione, che non mancherà: ho anche un problema da chiarire relativo alla TARI. 

Datemi un Valium.







1 commento:

  1. Credo di essere l'unica italiana che non ha lo spid, tanto più che ora è a pagamento e si fa tutto con la CIE, ho fatto proprio bene. Sono ridicoli è una finta digitalizzazione, come del resto con molti altri aspetti della Pubblica amministrazione, sanità ecc. Sono al tel per prenotare una visita a mia mamma, mentre scrivo questo commento, vediamo quanto sto in attesa, il primo tentativo è finito con la classica linea che cade senza nulla di fatto. Valium per tutti. Sandra

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