Si chiama Tracht. La prima volta che ne vidi uno indossato da un signore che mi camminava davanti, nei pressi del castello di Nymphenburg, era luglio, mi ero trasferita da poco a Monaco e stavo prendendo confidenza con la città. Ricordo che mi venne spontaneo sorridere e non perché mi sembrassero ridicole quelle braghette in pelle scamosciata in piena estate, ma perché accanto a sé quel tipo aveva un bimbo di nemmeno tre anni, che era un suo clone in miniatura. E insieme erano uno spettacolo.


