giovedì 9 aprile 2020

Pandemia 2020 - Le alternative



Non ho mai dato così tanta importanza, come in questo periodo, alle “alternative”, perché questi sono tempi in cui devi affidarti alle possibilità che sostituiscono le impossibilità, ai modi “altri” di fare le cose, alle scelte che offrono soluzioni. Trovarle è, spesso, difficile tanto quanto fronteggiare il problema che le rende necessarie, però, quando non è la fantasia a venire incontro, è il comune, dominante, senso pratico a farlo.

giovedì 2 aprile 2020

Pandemia 2020 - Diamoci un taglio

 

Sul tavolo della cucina, c’è una scatola nera, con un’immagine che leva ogni dubbio e una scritta bianca: “Calibro zero - Professional hair clipper.”
Il dado è tratto.

giovedì 26 marzo 2020

Pandemia 2020 - Tutto smart, tranne il WiFi


Sono le sette. Mio marito deve alzarsi per andare a lavorare. Malvolentieri, sposta il peso del corpo tutto su un fianco, poi lo affida a un gomito puntellato sul materasso, infine si mette in piedi e si avvia verso il bagno come un automa, programmato per lavarsi/sbarbarsi/vestirsi in un quarto d’ora. Puntualissimo, anche questa mattina, mi saluta, mentre io cincischio ancora un po’ a letto e gli auguro una buona giornata.


venerdì 20 marzo 2020

Pandemia 2020 - Oggi al supermercato vado io!


Il signore che mi precede nella fila indossa un giaccone imbottito. Gli anziani sono atermici, si sa e sorrido, pensando a quanto sia cretina la mia osservazione in un frangente in cui abbiamo tutti le facce sterili, ligi al dovere e attenti che nessuno faccia un passo che accorci le distanze anti-contagio fra noi.

martedì 3 marzo 2020

“Infinite Jest": il mio personale “Samizdat”




È stato già detto tutto sull’infinito capolavoro di David Foster Wallace. Se io, adesso, voglio parlarne non è per ribadire che è considerato un libro cult della letteratura americana contemporanea, monumento letterario progettato per denunciare tutte le forme di dipendenza (da quelle legate all'uso di sostanze stupefacenti, farmaci, alcol a quelle indotte dal capitalismo consumistico), romanzo profetico, precursore del nostro tempo così acriticamente assuefatto ai mass-media e asservito alle logiche del marketing. 
Io voglio parlarne per disintossicarmi.
Perché questo è, per me, “Infinite Jest”: una droga.

giovedì 20 febbraio 2020

Adesso tocca a noi


Adesso tocca a noi dimostrare di essere genitori che sostengono le aspirazioni dei figli; che sanno essere complici, non oppositori; fautori di speranze, non causa di rimpianti. Tocca a noi ragionare, capire, condividere, senza imporre un “no” che metta un punto a tutte le discussioni. 

domenica 9 febbraio 2020

L’eco della domenica


Ieri stavo cercando un testo nella mia libreria e, scorrendo la fila di volumi del ripiano destinato alla saggistica, il dito si è soffermato sul dorso di un manuale di Antonio Cassese, “I diritti umani nel mondo contemporaneo”. Sono stata subito investita da un ricordo che evaporava ancora dalle pagine sottolineate, ingiallite dal tempo, che d’istinto ho preso a sfogliare. Allora sono scesa in garage per recuperare una vecchia agenda, che contiene uno sfogo riferito a un momento della mia vita collegato in qualche modo proprio a quel libro.

Così, l’eco di oggi risale agli anni post laurea, esattamente al giorno in cui portai con me il diario sotto un albero, in campagna, per smaltire quello che tutt’ora considero il mio più grande rimpianto. 

giovedì 30 gennaio 2020

Il racconto del racconto

T. de Lempicka - Ragazza alla finestra
Cammino lungo la via Marcantonio Colonna, costeggiando palazzi storici, di quelli che guardi col sorriso ebete stampato in faccia mentre ne ammiri l’eleganza, ma dove non vorresti mai abitare, perché okay, apri le finestre e annusi l’aria del rione Prati, sei a due passi da Città del Vaticano e da San Pietro, ti godi lo sbocco su Via Cola di Rienzo, una delle più esclusive di Roma, ma poi, ‘sti cazzi, chi ci vivrebbe in una casa senza almeno il disegno di un balcone!

giovedì 23 gennaio 2020

Luoghi comuni: la lezione di Marcel Proust


“Un giorno, uscendo da un concerto in cui avevamo ascoltato la Corale di Beethoven, canticchiai vagamente delle note che credevo esprimessero l’emozione che avevo appena provato, ed esclamai, con un enfasi di cui solo dopo capii la ridicolaggine: «È splendido questo passaggio!» Proust si mise a ridere e mi disse: «Ma no, mio piccolo Lucien, non è il vostro pum pum pum che può rendere questa meraviglia! Sarebbe meglio cercare di spiegarlo!» Al momento la cosa non mi fece molto piacere ma avevo appena ricevuto una lezione indimenticabile.”

Questo è un aneddoto raccontato da Lucien Daudet, il giovane scrittore francese che ebbe una relazione sentimentale con Marcel Proust.

giovedì 9 gennaio 2020

Il silenzio che cerco


Fuori, il caos.
Le auto imbottigliate nel traffico sbuffano, sussultano davanti ai semafori, che hanno il rosso con attese bibliche e il verde che dura il tempo di uno starnuto. Lungo le carreggiate urbane, trattate da autostrada, è tutto uno strombazzare di clacson e bestemmie lanciate dai finestrini aperti: dichiarazioni di guerra contro chi guida con prudenza e intralcia la foga altrui, persino contro chi osa attraversare nel pieno esercizio del diritto - negato - di transitare sulle strisce pedonali.