Fermare i pensieri in corsa, quando attraversano il nostro cervello; fissarli perché non si confondano nel caos di immagini quotidianamente registrate e di sensazioni assorbite mentre parliamo, osserviamo, percepiamo odori, ascoltiamo, mentre, cioè, i nostri sensi lavorano e noi inconsciamente li assecondiamo. Ecco, è questo ciò che faccio io portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

giovedì 1 settembre 2016

Leggere non è peccato


Questo post partecipa al concorso #libroso dell'estate, anche se l'estate è agli sgoccioli. Semplici le regole, giungo per ultima, ma ancora in tempo per provare a guadagnarmi la maglietta che Nadia e Silvia hanno messo in palio per l'occasione. 


E no, leggere non è peccato, ma forse qualcuno pensa che sia un peccato impiegare (direbbe sprecare) il tempo con un libro in mano:

Chi me lo fa fare! - dice lo studente - stanco dei libri che ha già da leggere per conoscere.

Non mi accontento di un viaggio mentale - dice l'incallito turista sempre in cerca di nuove emozioni da vivere e raccontare.

Ho altro da fare - dice il lavoratore zelante che non sa ritagliarsi uno spazio solo per sé.

E invece una perdita di tempo agli occhi di tanti, ai miei diventa una preziosa occasione per concentrare più cose in un unico momento: studio, evasione, divertimento.
Ecco, queste sono le tre parole che identificano in modo succinto il mio diletto per la lettura e ciò che in genere fa sbuffare i refrattari sono i tre motivi che mi spingono a leggere: 

1) Leggo per conoscere e per approfondire, carpire segreti stilistici, studiare dinamiche narratorie, cioè leggo per imparare a scrivere meglio.

2) Leggo perché non amo viaggiare e con un libro in mano posso farlo senza scomodarmi dal divano: posso andare o essere dove voglio, anche in un'altra epoca, sentire gli odori di altre terre, sperimentare culture lontane da me, trovare e vivere emozioni senza fare e disfare valigie. 

3) Leggo perché è l'unico spazio che dedico soltanto a me stessa, che non devo condividere con nessuno, che organizzo nei miei modi e nei miei tempi e che mi fa derogare senza  pentimento o rimorso alle mie mansioni abituali.

Poiché la lettura è un arricchimento, prima di ogni cosa proverei a convincere i giovani a leggere i classici con occhi nuovi, non con la noia e la sufficienza che hanno reso le opere più significative della letteratura insopportabili mattoni da studiare a scuola. Poi, però, per non farmi odiare come una prof., suggerirei di leggere questi tre libri:

1) "La strage dei congiuntivi" di Massimo Roscia perché la grammatica italiana non è solo una barbosa materia scolastica.

2) "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez perché cento anni sono un tempo sufficiente per imparare ad amare le storie belle. 

3) "Come Dio comanda" di Niccolò Ammaniti perché leggere è un comandamento: leggi e avrai un posto d'onore in un'altra vita!

E chi non ottempera ai comandamenti, si sa, commette peccato!
Faccio, dunque, presto a identificare tre azioni per le quali chiunque dovrebbe battersi il petto e chiedere l'assoluzione:

1) Non leggere almeno un libro all'anno.

2) Buttare i libri per fare spazio ad altro.

3) Non restituire i libri prestati.

Dunque è chiaro?

Leggere, quello no, non è peccato!







33 commenti:

  1. "Non restituire i libri prestati."
    Come ho fatto a non pensarci!! E' un peccato gravissimo! Ancora oggi piango la mia copia de I promessi Sposi di Manzoni del biennio. Era un tomo scolastico, con eserciziario, riassunti, schede dei personaggi. Ma c'ero affezionata. Mia sorella l'ha prestato, non ricorda a chi (o forse non me lo vuole dire per evitare una strage) e quel chi ha commesso peccato gravissimo di non restituirlo. Peggio: è molto probabile che sia finito in un cestino della carta straccia, conoscendo l'amore per i libri di certa gentaglia.
    Ah che rabbia!!

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    1. IMPERDONABILE! Ancora di più se è vero che qualcuno abbia osato BUTTARLO!
      Un'onta da vendicare!
      Sai quanti ne piango io!
      Pensa, ho prestato cent'anni di solitudine tre anni fa a una mia amica, poi mi sono trasferita e addio libro: per altri 97 anni, hai voglia di sentirne la mancanza!

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  2. Belle risposte! :-)
    Anche io volevo partecipare durante l'estate, ma ho staccato completamente dal blog. Per oggi, ho in mente un'altra cosa. Quindi...parteciperò al meme fuori tempo, perché mi interessa dare le mie risposte, ma non al concorso. :)

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    1. Al di là dell'occasione che ha dato il via a questo simpatico confronto, è sempre bello conoscere i pensieri di tutti, dunque suppongo che non importi quando vorrai dare le tue risposte: le domande restano a disposizione sempre. :)

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  3. Bellissime risposte. Con te, i non lettori non avranno più scuse. :-)

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    1. Eh no, devono attrezzarsi, se no severe punizioni per tutti! :)

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  4. Aggiungo che un libro all'anno è pochissimo...
    Uno al mese, se ne dovrebbe leggere. Minimo!
    Io ne leggo circa uno a settimana, ma sono psicolabile, ormai si sa. ;)

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    1. Pochissimissimo!
      Temo, purtroppo, che chi non legge non lo fa nemmeno in un anno!
      Uno a settimana no, però due al mese sì, li leggo!
      Un'estate ne ho,letti nove in un mese e mezzo, giuro, ma non si è più ripetuto! :D

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    2. Marina... ame anni fa la mamma di un compagno delle scuole medie di mia figlias e a chiesto a coss serve sprecare soldi per i libri!
      Se ti dico che mi erano cadute quelle cose sferiche che non ho mi credi?

      Come quantità vado a periodi, purtroppo. Avolte non riesco ad aprire un libro, altre leggo a raffica

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    3. È semplicemente pazzesco! Lo dico sempre io che il pesce puzza sempre dalla testa: una mamma con questa convinzione cosa potrà mai trasmettere a un figlio! Mma!

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  5. E dove li mettiamo tutti quelli che fanno le orecchie alle pagine dei libri??? Non vogliamo buttarli nell'Etna??? Dico io! Mica si fa...

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    1. Via, gettato nella fiamme della Geenna! Senza speranza alcuna di salvezza!

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    2. Allora mi devo preparare al pianto e allo stridore di denti... :-D

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    3. Non mi fare ricordare come riduci tu i libri se no ti do un supplemento di pena: un giretto su e giù per i cerchi danteschi! :D

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  6. Belle le tue risposte e concordo con i tuoi punti di vista, anch'io leggo per imparare a scrivere meglio, direi che è indispensabile. Imparare facendo una cosa piacevole, cosa volere di più...Eh sì anche avere uno spazio solo mio non è male e, a proposito di chi non restituisce i libri prestati, adesso con gli eBook sono a posto, ho perso tanti di quei libri argh

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    1. Con gli ebook si va sul sicuro, vero, ma il cartaceo dato in prestito proprio non mi scende giù! Giulia, devo verificare, ma tu hai partecipato al gioco?

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    2. Sì ho partecipato! Subito dopo ferragosto, il post lo trovi facilmente in agosto ce ne sono solo due.
      I libri cartacei non restituiti fanno arrabbiare, verissimo.

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    3. Mi correggo i post di agosto sono ben tre!

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    4. Ero ancora in ferie, ma ho piacere di aggiornarmi sulle tue risposte. :)

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  7. Bello! Finora avevo dato solo un'occhiata distratta a questo meme libresco. Ma in questi giorni, per preparare il nuovo post sulle Madri, ho dovuto riprendere in mano l'autobiografia di Dario Argento e, sarà stata l'influenza del meme, mi sono saltati all'occhio proprio alcuni interessanti aneddoti sul "peccato di leggere" che vi sono contenuti.

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    1. Giusto stamattina scrivevo altrove che i tuoi post, con quelli di Cristina sono molto impegnativi e anche interessantissimi. Questo delle madri mi ha preso e adesso aspetto domani per gustarmi il nuovo appuntamento. Ci vogliono lucidità e vuoto mentale! :)
      Piuttosto, questi aneddoti? Sarebbe carino conoscerne qualcuno!

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    2. Chissà! Potrei approfittarne per fare un post. Credo che potrebbero interessare a più di uno del nostro giro.

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    3. Grazie! Visto e commentato...

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  8. Ho scritto anche sul blog di Marco Freccero che l'iniziativa era veramente interessante... peccato che il blog era chiuso per ristrutturazione come ben sai, così mi sono accorta proprio in zona Cesarini.


    Mi piacciono i tuoi "Leggo perché..." l'unico su cui differiamo è il numero 2) in quanto sarei sempre con una valigia in mano. Però l'età avanza, e le forze decrescono, me ne rendo conto, quindi i libri sono un ottimo modo per viaggiare!

    Dei libri che proponi ho letto "Cent'anni di solitudine", che a quanto pare ha generato due partiti contrapposti: chi lo ama alla follia (come me), e chi lo detesta cordialmente. :-)

    Anch'io sto aspettando il post di Ivano sulle madri, nel frattempo sto leggendo la serie sul fumettista Berni Wrightson.

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    1. Lo so, viaggiare piace a tutti e io sembro un'aliena quando dico che l'idea di fare valigie e prender aerei mi mette l'ansia. Ma credo di conoscerne le ragioni...

      Per me il realismo magico di molti scrittori sudamericani è stata la scoperta più entusiasmante della mia giovinezza. Ho un ricordo speciale di "Cent'anni di solitudine".

      Qui, con le puntate sulle "Madri" di Ivano possiamo prenderci una laurea! :)

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    2. Io son qui che attendo ancora quella a honorem in proustologia ^^

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  9. Leggere è uno stato d'animo, infatti ho bisogno di ritrovarmici per farlo.
    E, comunque, visto come ragiona l'italiano medio, se leggere fosse un peccato... leggerebbero tutti molto di più :-D

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    1. :)
      Questa bisognerebbe twittarla!

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    2. Concordo! E' una massima strepitosa ^_^

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