Fermare i pensieri in corsa, quando attraversano il nostro cervello; fissarli perché non si confondano nel caos di immagini quotidianamente registrate e di sensazioni assorbite mentre parliamo, osserviamo, percepiamo odori, ascoltiamo, mentre, cioè, i nostri sensi lavorano e noi inconsciamente li assecondiamo. Ecco, è questo ciò che faccio io portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

venerdì 21 luglio 2017

Leggo. Alacremente leggo.



È questo quello che faccio da tre settimane, da quando un incidente stupido ma deleterio mi ha rubato l’estate. Oggi sarei stata in viaggio, giù, lungo lo stivale, nove ore a macinare chilometri con le valigie gonfie e la piantina di basilico incastrata tra i sedili dietro, nell’auto. Un mese di odori e sapori siciliani ai quali sono costretta a rinunciare finché non mi tolgono l’ingessatura (cosa che se Dio vuole avverrà i primi di agosto.)

A Roma fa caldo. Dentro casa le stanze sono forni che cuociono persone e cose, la veranda è presa d’assalto da cicale gasatissime. Scrivere è possibile solo sotto il getto d'aria a ventitré gradi del condizionatore; lo faccio con la sedia messa di fianco al tavolo e una davanti su cui poggio la gamba. Me la sento sempre gonfia, anche se non posso accertarmene, insalsicciata com’è dentro questo bendaggio rigido in vetroresina. È più leggero del gesso di vecchia generazione, ma ingombra e soffoca alla stessa maniera. Tant’è, mi adatto a tutto e c’è di peggio, così sperimento posizioni e finte comodità di cui mi accontento per non pesare su chi mi sta accanto e fa quel che può per alleviarmi i fastidi.
All’inizio, la fase del “devo rendermi conto, ancora, del dramma” ha portato scompiglio e nervosismo in famiglia: nessuno era abituato a ruoli  a sé non congeniali, ma quando la vita ti mette alla prova devi essere tu a provare alla vita che sei in grado di fare qualunque cosa. Così, dopo una serie di “danni collaterali” di assestamento, mio figlio ha imparato a cucinare, l’altro a passare l’aspirapolvere e disporre piatti, posate, pentole e bicchieri dentro la lavastoviglie; mio marito fa il bucato, stende, e stira, dopo il mazzo che già si fa a lavoro; io uso le stampelle come arti sussidiari (dopo avere rischiato non poche volte di allungarmi come le ballerine in spaccata) e calcolo al millimetro gli spazi tra i mobili in cui infilarmi, senza sbattere, con la sedia a rotelle, presa a noleggio per il periodo di necessità. In più, ho affinato tecniche ninja per lavarmi i capelli a testa in giù nella vasca da bagno e per farmi la doccia (scena che meriterebbe una descrizione a parte.) 
Il mio umore non ha subito alcun calo significativo, a parte la delusione mordente di crepare in una città che non è la mia, quando potevo andare a ricaricare le batterie nella mia amata Sicilia. Sarà l’eparina che mi dopa, oltre a migliorare la funzionalità delle arterie e gli integratori che prendo per fare sgonfiare il piede, che all’ultimo controllo era ancora un insaccato. 
Signora si rassegni - mi hanno detto- prima di novanta giorni non potrà poggiare il tallone per terra.” 
Mi avessero riempito di parolacce avrei reagito con una maggiore eleganza: appena uscita dall’ospedale ho fatto un gesto che ha decretato la mia totale assenza di signorilità.
Ed è per sopravvivere alla notizia che mi sono murata viva dentro una torre di libri. 
Ecco perché adesso leggo e leggo alacremente. 
Per dimenticare. 
Leggo e il tempo passa in fretta, leggo e cammino sulle gambe dei protagonisti, leggo e faccio i viaggi che non mi sono concessi. 
Ho finito il secondo volume della “Recherche” di Proust, ho letto il giallo dell’estate di un esordiente che si chiama Riccardo Moncada (lo conoscete?), un’altra esordiente messicana pubblicata da Edizioni SUR, ho riletto alcuni racconti della raccolta “Cattedrale” di Carver, “La grande sera” di Pontiggia e ho in lettura un libro, iniziato da poco, di Emanuel Bergmann. 
L’estate è lunga. 
Penso che il blog non patirà la mia assenza. Magari mi riaffaccio quando avrò qualcosa da raccontare, magari trascrivo qui (come già in un quaderno cartaceo) le frasi e le parti più significative dei libri che sto leggendo. 
Ho una citazione pronta, che merita una pagina tutta per sé. Domani la posto. Una fotografia emblematica della figura dell’esordiente partorita dalla fluida penna di Giuseppe Pontiggia. 

Insomma, sono passata solo per un saluto veloce.
Baci dalla mia torre.

52 commenti:

  1. Questo è un invito, neppure tanto velato, a rompersi le gambe pur di leggere. Ma che belle letture. E che bella famiglia, volevi metterli alla prova, vero? Non ti hanno delusa.

    Helgaldo

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    1. Dopo tre settimane di prove fallite, forse abbiamo raggiunto un ragionevole equilibrio. La delusione è stata più la loro nel constatare che l'unica che poteva lamentarsi, in realtà, sopportava in silenzio (qualche volta no, però!)
      (Il nostro Pontiggia, Hel, le riprendiamo le sue lezioni?)

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  2. Mi sono chiesta sovente che cosa accadrebbe a casa mia se uno spiacevole imprevisto mi bloccasse, come - povera - è successo a te.
    Certo, la vita va avanti nelle peggiori disgrazie, figuriamoci quando non è questione di vita o di morte. Però, che peso! Accettare gli infortuni non è facile, così come non è facile delegare per noi donne-madri-mogli. Per fortuna che la lettura ci allontana i pensieri e ci dà un po' di relax.
    Ti penso e ti sono vicina. :)

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    1. Grazie Silvia, tu puoi capirmi appieno. Ferma io, qui, si è fermato il mondo. Poi, inevitabilmente ci si riadatta, ma penso spesso: come avrei fatto se i miei figli fossero stati piccoli e non ancora autosufficienti?
      A ogni modo, anche così mi sono ritagliata la mia dimensione e leggere mi sta facendo un gran bene, davvero.

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  3. "Così, dopo una serie di “danni collaterali” di assestamento, mio figlio ha imparato a cucinare, l’altro a passare l’aspirapolvere e disporre piatti, posate, pentole e bicchieri dentro la lavastoviglie; mio marito fa il bucato, stende, e stira, dopo il mazzo che già si fa a lavoro;"

    Che titolo potremmo dare a questo brano?
    Tre uomini e una gamba.

    Può andare? :-D

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  4. Siete una grande squadra, tu sei eccezionale, raccontaci le tue letture oltre alle tue sventure, dunque.
    Un abbraccio
    Sandra

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    1. Un bacio Sandra! Dobbiamo riorganizzarci, dopo le vacanze ormai, per un'altra bella lettura condivisa. Tengo in caldo il vincitore dello Strega, che dici?

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    2. Una bella lettura condivisa di sicuro, sul titolo medito un attimo e ti faccio sapere, non so se Cognetti mi garba. Grazie.
      Sandra

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  5. Non c'è dubbio, traspare dalle tue parole tutta l'amarezza di questo periodo. Sfortuna in tutte le sue declinazioni dialettali. Dalle mie parti la chiamano "rugna" quando si tratta di quello che ti è successo e che ha reso lunga e ahimè indimenticabile questa estate.
    Strano ma vero, come scrivi questi eventi portano i componenti della famiglia a cercarsi in nuove attività, quelle che fino a poco fa non menzionavano neppure fra le mansioni quotidiane. Il bello è che magari si scoprono pure bravi e i tuoi tre baldi giovanotti lo stanno dimostrando.
    Mia nonna diceva "ara mort un c'è rimedio", ecco. Pensiamola così. A tutto il resto c'è sempre soluzione, un arco di tempo in cui chiudere e poi archiviare uno spiacevole accaduto.
    Un abbraccio, amica.

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    1. È verissimo e io so che tutto questo rappresenterà solo una spiacevole esperienza, che però credo sia servita a qualcuno, altroché, cara mia. Adesso, finalmente, i miei figli mi riconoscono un ruolo di "eroina", sperimentando in prima persona quanto sia pesante e impegnativo gestire tutto l'apparato logistico di una famiglia. 😀
      Gli dico che tutto quello che fanno non è tempo perso, perché se lo ritroveranno quando andranno a vivere da soli, intanto però loro maledicono quel lunedì 3 luglio. E non sono i soli!
      Stavo pensando che la nostra corsetta subirà un "leggero" slittamento di stagione! ☺️

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    2. E' vero, ci ho pensato anch'io. La faremo ormai in settembre. :)

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    3. Magari! Mi sa che sarà un footing più in giubbotto e berretto di lana. 🙂

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  6. Anche tu trascrivi invece che sottolineare o evidenziare? Grande!!!

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    1. Assolutamente sì. Ho dei quaderni dedicati alle citazioni che non voglio dimenticare.

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  7. Un abbraccione a te a tutta la famiglia, e per fortuna ci sono i libri!

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  8. Dai, che già leggendo questo post si capisce che sei pronta e scalpitante. Ecco, prendila così, diciamo che ti ha dato l'occasione di leggere più di quanto avresti fatto normalmente (è probabile che non sia affatto così, ma tu pensalo ugualmente ;-)
    Se hai voglia posta qualche citazione sul blog, se non ne hai la possibilità non ti preoccupare, noi aspettiamo pazientemente il tuo ritorno in efficienza al 100% ;-)

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    1. Grazie Ariano. Sto leggendo delle belle cose. Sarà un piacere condividerle con voi attraverso qualche riferimento copiato qui, nel blog.
      Starò ferma a lungo, meno male che la mente non ha bisogno di gambe! 😄

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  9. In certi momenti scopriamo di avere risorse impensabili, ma soprattutto quanto è importante avere una famiglia unita. Belle riflessioni e grandi letture, complimenti!

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    1. Sono prove tecniche di vecchiaia, quando i figli dovranno sbracciarsi sul serio e il coniuge dovrà tenere fede alle promesse fatte: in salute e in malattia, nella gioia e nel dolore. 😄

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  10. Mmm. Torre. Principessa dentro la torre. Principessa che deve essere salvata dal principe che deve superare la prepotenza del drago.
    Oppure: drago e principessa che se la spassano insieme e fanno il dito medio al principe che non capisce cosa si prova ad avere il gesso in estate.
    Baci, princess. E aggiornaci sulle tue letture. :*

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    1. 😂 😂
      Se mi arriva un bel drago mollo gesso e principe e scappo con lui!

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  11. Leggendo il tuo post posso immaginare quello che stai passando; una mamma dovrebbe stare sempre ben piantata per terra con tutte e due le gambe, altrimenti! Comunque siete una grande squadra e una volta passato questo momentaccio vi ritroverete uniti più che mai. Interessanti le tue letture.
    buon pomeriggio.
    sinforosa

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    1. Grazie 🤗
      O, a fine disavventura, ci ritroveremo uniti più che mai oppure con una lettera dell'avvocato da firmare! 😂😂
      Ti abbraccio.

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  12. Letto il tuo pezzo, che non volevo commentare per non ragliare alle orecchie di chi se la passa già male, ma ho fatto un salto con capriola e sono tornato indietro "nach den Motto": ho letto bene?
    A parte il fatto che qui ci sarebbe da uccidere con un archibugiata l'innominabile ministra della salute quando decanta la superiorità (sic et simpliciter) della sanità italica, perché in Italy si bloccano gambe rotte ancora nel bendaggio rigido in vetroresina, quando qui da oltre dieci anni vedo gente con gambe docilmente chiuse in gambaletti adattabili (si possono stringere e mollare a piacimento se non devi camminare ma solo sostare seduta), gambeletti che evitano al massimo penosissimi gonfiori e quindi trombosi: ma cosa leggo mai? Tu vai con una sedia a rotelle? Non cammini? E chi è il mago delle ossa rotte che te lo ha consigliato? Sai il bene che stai facendo alla tua muscolatura.
    Mi operarono un lunedì ed il martedì successivo già in piedi Herr Iacoponi wir müssen gehen, umbedingt. Noi dobbiamo necessariamente camminare, SUBITO. E vai per i corridoi e su e giù per una rampa di scale. Tutti i giorni per due serie di mezz'ora, una alle nove l'altra alle quindici.
    Tre mesi prima di poter poggiare il tallone? Inorridisco.
    Spero tu sia fortunata, ma dovrai soffrire. Cammina Marina, poi leggi, ma butta via la sedia a rotelle, por favor.
    Dammi retta: io ho ripreso la funzionlità del mio arto dopo quattro mesi al 100%, tu rischi di dovere aspettare un anno.
    E tieni presente che malgrado ciò -proprio perché avevo la fasciatura rigida in vetro resina come la tua, ma era il 1997 non il 2017- ho avuto una trombosi. Faccio le corna pensando a te. Contro certe trombosi l'eparina serva mica tanto: è l'immobilità che le produce.
    Ti auguro ogni bene.
    La prossima settimana e quella dopo non credo che potrò scrivere. Ho una coloscopia e una allo stomaco piuttosto complessa per via di perdite di sangue occulto (che vor dì?), poi venerdì entro in ospedale per l'operazione alla prostata troppo ingrossata. Ne avrò -spero- fino ad agosto. Anche io ho scelto il momento adatto, e qui sono 34° di giorno e nun se move na foja, non c'è vento.
    Auguroni Marina, ma stamme a sentì. Ciao.

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    1. Bedda matri, Vincenzo, che quadro devastante!
      Spero di essere finita in buone mani, francamente, ci mancherebbero solo trombosi, bombe a mano e tricchettracche. Ho anche le stampelle e le alterno alle rotelle, che non amo molto, in verità.

      Piuttosto, in bocca al lupo per i tuoi prossimi esami che non sono proprio una passeggiatina di salute. Andrà tutto bene. 🤞🏻

      Che estate memorabile. A ottobre, facciamo a Natale va, ti offro da bere e festeggiamo la fine di tutti i guai. 😉

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    2. Accetto volentieri. Io vedo sempre il bichiere mezzo pieno per quel che mi riguarda, ma so quanto sono capace di soffrire e di combattere senza piagnucolare.
      Tu bitta via quel catorcio della sedia a rotelle. Lascia perdere le stampelle, prendi quei bastoni -due- e cerca di ruotare il piede come se fosse sano, non fare la sgarboletta, cioè tallone a terra e punta del piede ruotata verso l'esterno e nessuna paura: non ti fai del male. Memento ciò che io sentivo dire all'UNI ai miei tempi. Se un professore trova un alunno veramente in gamba e intelligente gli consiglia cardiologia, urologia, chirurgia. Se invece si accorge che l'alunno è di coccio gli consiglia osteologia, di fare lo spaccaossa cioè.
      Capisciammè. Per esperienza personale questo vale in tutto il mondo non solo in Italy. Ciao e tanti auguri io a te e tu a me.

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    3. 😁
      Ascolterò ogni tuo consiglio, Vincenzo, mi hai convinto al 100%.

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  13. Non ve la state cavando poi così male. C'è gente che si allena tutto l'anno per andare ai corsi di sopravvivenza, pagando anche! Voi lo state facendo gratis! :D
    Anni fa toccò anche a me un due mesi di riposo costretto, così si prodigarono tutti al mio cospetto, anche perché non dovevo agitarmi. Me li passai tra libri e film, niente computer, sapevamo che spidocchiavo le mail di lavoro, quindi me lo proibirono. Certo non avevo il fastidio del gesso col caldo, quello no, in compenso ne avevo altri che non diremo. :P

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    1. I riposi forzati, qualunque siano ragioni e cause sono sempre una rogna. Per il tuo di qualche anno fa sto pensando a qualcosa di mooolto fastidioso! 😖
      Comunque, poiché in effetti qui si impartiscono lezioni di sopravvivenza gratuite, invito chiunque volesse a fare esperienza qui da noi: fornisco vitto e alloggio. 😁

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  14. Leggere è comunque una buona compagnia.
    Auguri di buona guarigione. ;-)

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    1. Grazie, Pirkaf.
      I libri, in questo momento, sono la mia salvezza.

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  15. Pontiggia da un pezzo voglio leggerlo.
    Comunque, orsù: ogni giorno che passa ti avvicina al completo recupero :)

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    1. E anche al completo esaurimento (non mio, ovviamente: io resisto!)

      Pontiggia, un grande scrittore.

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  16. Ci mancherebbe che ti negassi anche una pausa estiva! Intanto siamo tutti impegnati ad ascoltare le cicale, finché temporale non ci separi. ;)

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  17. Sono contenta di leggerti (anche) qui, e del fatto a casa si sono creati i giusti equilibri in fatto di vita casalinga :P
    Stai leggendo moltissimo :O Io mi destreggio tra un tomone e l'altro (Albi & Marcellino); non contenta, ho avuto l'ardire di iniziare la Yourcenar... non si fa! -_-

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  18. Dall'infortunio alle fortunate letture.
    Il secondo volume di Proust... eh beh, siamo alle vette. E poi Carver... poff, sotto Proust, ma basta svoltare il primo angolo e ci siamo. E poi Pontiggia... scronf... la maestria. Ma fra tanti giganti quegli sfigati degli esordienti... bah, che strane scelte. :P

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    1. 😄
      A proposito di strane scelte... sto per inviarti la famosa mail.
      "Tremate, tremate, le streghe son tornate!" 😂

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  19. Almeno hai qualcosa di bello e che ti piace da fare, per cui buona estate e a presto ;)

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  20. Sei forte e hai una grande famiglia. Verrai ripagata con un qualcosa di bello da far dimenticare questo imprevisto.
    Per ogni cosa brutta c'è il suo opposto.

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    1. Sei molto cara, Tiziana. Chissà che le tue parole non siano vere! 🤗

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  21. Se mai dovevi averne conferma sai di avere una famiglia unita e su cui appoggiarti che non è mai poco e un carattere forte che ti farà superare anche questa. E poi, non da poco, un hobby che si addice benissimo, pensa se fosse stato andare a cavallo! Tanto per dire e smorzare l'obbligo di stare con la gamba a riposo. Leggi, leggi, che veloce passerà questa forzata domiciliazione romana e sarà un tiepido ricordo dell'estate 2017. Buona lettura e torna presto in forma.

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    1. Se fosse tiepido sul serio sarebbe anche meglio! 😂
      Pensavo che se fosse capitato l'anno scorso, avrei avuto un bel dire sull'argomento "Leggere non è peccato".

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  22. Figli che spolverano, mariti che cucinano.... non tutto il male viene per nuocere. ;)

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  23. Ti leggo solo adesso, Marina. Dalla tua (e mia) amata Sicilia dove spero arriverai tra qualche giorno (i primi di agosto mi pare tu abbia detto).
    Mentirei se ti dicessi che non ho sorriso leggendoti; e non per la disgrazia del gesso - per carità! - quanto per la freschezza e la giovialità che sempre trasparono dai tuoi scritti persino quando riporti le cronache della tua vita.
    Almeno, dai, la lettura è stato il lato positivo. Io qua sto in ferie da due settimane e tra mia suocera che mi tampina per raccontarmi per la milionesima volta la sua esistenza di disgrazie e dispiaceri - è convinta che sulla sua vita si possa imbastire un romanzo da nobel 😆😆😆 -, i bambini sempre appiccicati come le cozze allo scoglio ed il marito che si lamenta della madre che si lamenta sempre... i libri me li sognooooo! Buuuuuuuuuuuuuuu...

    Che dirti, Marina, spero che a questo punto l'insaccato sia tornato ad essere un arto normale e ti ABBRACCIO, ABBRACCIO, ABBRACCIOOOO, ABBRAAAACCIOOOOOOOOOOO...

    Ti aspetto sotto lo stesso cielo :*******

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    1. Cara Irene, in questo momento, solo per il fatto che puoi godere del sole e del mare siculi, già ti invidio. Aggiungi che arrivo a invidiare persino le lamentele di tua suocera, quelle di tuo marito e i figli cozze. No, dai, non esageriamo: la parentesi figli cozze è un ricordo che non voglio rinnovare. 😂
      Comunque arrivoooo, sì, tienimi in caldo un posto sotto l'ombrellone: non farò il bagno, ma l'aria della mia terra è l'unica cosa cui pensi giorno e notte, per ora.
      Grazie per l'abbracciONE che ricambio. 🤗😘

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