giovedì 5 ottobre 2017

E fatevi una risata!


È scientificamente provato che ridere fa bene alla salute: stimola le endorfine, riduce lo stress, aiuta il relax e poi allena i muscoli facciali, così l’età fa più fatica a piantare in viso le rughe. 
Allora, ogni giorno, io cerco particelle di buon umore da distribuire lungo l’arco delle dodici ore diurne, perché di notte mi affido ai sogni e quelli non li posso manovrare.
Sapete qual è la verità? Ho ceduto il passo al nuovo che avanza e non mi pare poi tanto male.

Qualche tempo fa, nostalgica delle cose dei miei tempi, me ne andavo tutta fiera con un aggeggino in borsa della Nokia che mi consentiva di telefonare e mandare sms e aveva una memoria mignon, oltre a tutto il resto: schermino, numerini, funzionine.
E-reader? Dovrei leggere i libri su una tavoletta elettronica grande quanto un palmo di mano?
Social network? Dovrei riempirmi di amici non amici senza potere prendere almeno un caffè con loro?
Foto col cellulare? Dovrei chiudere dentro l’armadio la fotocamera compatta super funzionale?
Wiki che? Dovrei dimenticare quelle belle ricerche sui dizionari cartacei e i tomi delle enciclopedie?

Mamma, ma dove vivi: siamo negli anni 2000!

Così, ultraquarantenne (o sottocinquantenne, ma suona meglio il primo) ho tolto l’abito conservatore e mi sono lasciata trascinare nel mondo ipertecnologico del terzo millennio: ora ho uno smartphone di ultima generazione (facciamo penultima) che scatta foto di qualità eccellente e ha tutte le app che voglio scaricabili nella home. Ormai non so più separarmi dall’I-pad, a momenti ho più libri nella libreria digitale che sugli scaffali a prendere polvere, internet è pane quotidiano e m’incazzo se per un giorno il wireless di casa mia funziona male. Perché non mi piace l'idea di rimanere scollegata dal resto del mondo, perché, ormai, comunico tramite blog e passo tempo navigando su Facebook, perché leggo in compagnia di amici su Twitter, perché non uso più il telefono ma WhatsApp.  
Perché sono diventata un’ultraquarantenne 2.0.

Ho divagato, ma non perdo di vista il punto di partenza.
È sempre l’uso che si fa delle cose a renderle utili o meno: ho smesso di demonizzare i social network quando ho capito come relazionarmi a essi per trarne beneficio.
Facebook è spesso il regno del nulla condiviso: selfie temerari, vite sbandierate, quotidianità messa in vetrina, frasi fatte, citazioni ad muzzum, comizi improvvisati, sfoghi coraggiosi; oggi nonna Concetta ha fatto ottant'anni e vai con le foto dei nipoti che abbracciano la vecchietta e della vecchietta che soffia sulle candeline a rischio infarto (spegnerne ottanta!); ieri mi hanno operato, grazie, sto bene e vai con il desiderio macabro di mostrare a tutti ferite e bendaggi, di farsi ritrarre sopra un letto d'ospedale, malconci, pallidi, ma vivi e con il piacere di condividere il proprio stato pietoso. Video di Tizio che addenta una pizza e di Caio che saluta mentre gira la carne sulla brace, video di genitori felici di mostrare i propri pargoli cantare o ballare, okay, tutto questo c'è ma, per fortuna, e dico per fortuna, Facebook è anche altro. Se le amicizie non sono chieste e date a chiunque solo per fare numero (a che serve, poi, avere duemila "amici" se il settanta per cento è totalmente fuori dai tuoi interessi?), il social network più famoso al mondo può essere un bella occasione per soddisfare curiosità intelligenti, conoscere persone valide, condividere una passione, farsi apprezzare in un determinato campo, sportivo, musicale, artistico, letterario e anche per trovare leggerezza. Ma dio mio, quante persone noiose ci sono in giro: i polemici congeniti, i polemici derivati, i provocatori seriali, i puntualizzatori zelanti, i rintuzzatori indefessi.
Suvvia, rilassatevi!
E non gli piace quello che dici, come lo dici, perché lo dici; sei egocentrica se in un gruppo di lettura “osi” mettere un link a un articolo pertinente che hai scritto tu e, non sia mai, questa è pubblicità gratuita; partecipi a qualche cretinata che ti coinvolge in una catena senza altro scopo se non il futile, ma sano, divertimento e ti additano come quella che sta facendo il gioco di qualcuno che specula su qualcosa; utilizzi un hashtag come pretesto per condividere musica e c’è il precisino del giorno che non capisce il perché delle “catene” con le nomination di chi viene coinvolto nell’iniziativa.
Dunque, dopo il mio ingresso con soddisfazione nelle “modernità” del terzo millennio, a tutte queste persone, ai musoni che hanno dieci/quindici anni meno di me e hanno già il cervello vecchio, a quelli che prendono sul serio ogni cosa, soprattutto se stessi, dico: “Salvaguardate cuore, cervello, polmoni e muscoli! E fatevi una bella risata!”









44 commenti:

  1. Oh, perfetto! Indignarsi è giusto e sacrosanto, ma solo per le questioni serie. Quando si parla di frivolezze da social rispetto alle quali non si è d'accordo al massimo si potrà rispondere con un "no, grazie, non mi interessa", ma le reazioni isteriche lasciamole pronte per situazioni più gravi.

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    1. E in ogni caso, anche le reazioni isteriche, prego tenetele nel privato, che in pubblico non è mai una buona cosa!

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  2. Ad muzzum, ad muzzum, ad muzzum.... trovato. Ma quante ne imparo leggendoti? :-D

    P.S.: Ok, ora sei pronta per fare il salto di qualità: porta il tuo blog su Wordpress...

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    1. Mi hai tolto il prìo di spiegarti il significato di "ad muzzum". 😋
      Su WordPress ho un account morto, che mi serve solo per identificarmi nei blog altrui. Ogni tanto ricevo iscrizioni di persone e mi dispiace saperle là e non qua.
      Ma io a mister Blogger voglio troooppo bene!🤗

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    2. Posto che Priò non è una frazione di Predaia in provincia di Trento (anche perché ha l'accento sulla "o"), ti lascio il prìo di spiegarmi cos'è il prìo: la definizione che ho trovato in rete non mi soddisfa...

      E poi, in fatto di siculo e sicilianità, ho l'impressione che tu ne sappia qualcosa in più di Guggol... :-D

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    3. Volevo darti un po' di filo da torcere, ma vedo che hai capito perfettamente, visto che hai fatto buon uso della parola "prìo": sarebbe il piacere, la soddisfazione, anche il divertimento, come quando dici "è stato un prìo unico". E se dici: "sono priato", stai dicendo "sono contento".
      Lezione finita! 😉

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  3. Ti condivido in toto Marina.
    Non sono su facebook e non so nemmeno se mi iscrivetò mai. Mi bastano blogger e g+ per condividere, ridere, sorridere e rilassarmi fino a quando..... fino a quando non si incoccia in una di quelle persone che tu descrivi sopra. Soloni nati vecchi, seriosi e pallosi, che ti fan venire il prurito alle dita perchè ovviamente sei tu che sbagli sempre. Vietato fare battute anche educate. Forse non le capiscono. Vietato partecipare a tag, meme o contest perchè sono le "solitecatenedisanAntoniochenonfinisconopiù"
    Eccheccavolo! La vita è già dura nemmeno sui social ci si può rilassare?
    Verrebbe quasi voglia dispondere a questi cosi così tristi ma se non vi piace, ite... ite... 'mper di là 😃😃😃

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    1. Che sarebbe la versione piemontese del vaffa universale, immagino! 😄
      Sembra proprio che certe persone non abbiano di meglio da fare e quello che dovrebbe essere un diversivo diventa un'occupazione permanente. Che pesantezza! 😫

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    2. Occupazione permanente per loro e rottura per gli altri :D)
      Per fortuna0, gli strumenti per non seguirli più ci sono ahahahah

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  4. Sono un tipo che ride tantissimo infatti, pur essendo parecchio malinconica dentro. E come sai mi sono votata alla tecnologia anch'io ultimamente. Baci Sandra

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    1. Il tuo passo importante è affacciarti dalle parti di Facebook. Ti aspettiamo in tanti. 😉

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  5. Pensiero che non fa una grinza.

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  6. Concordo con te Marina, io uso poco facebook e se non dovessi gestire la mia pagina autore forse lo userei ancor meno. Scrivo dei post raramente, un po’ perché non sono entusiasta di scrivere i fatti miei, ma anche perché preferisco utilizzare il tempo per leggere e scrivere (blog o romanzo). Per il resto spesso leggo i post degli altri ma non commento, al limite metto un mi piace, quello che non mi piace lo tengo per me, perché scatenare polemiche toglie energie e io preferisco spenderle in altri campi meno virtuali e più reali…la vita vera :-)

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    1. La sera, quando in tv non becco nulla, entro nei social e mimfaccio un giro: entro nelle case della gente e su quello sorvolo oppure mi imbatto in belle iniziative o post interessanti. Basta circondarsi dei giusti contatti e non rispondere a tutte le richieste: ultimamente mi hanno bombardato (vanno a cicli, secondo me sono programmate e anche false, qualche volta) e io ho puntualmente ignorato.

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  7. Ci sono persone che seguo sui social per ridere, ma proprio di sana pancia. Persone che conosco anche nella realtà e sono davvero così. Altre più serie che invece a volte mi stufano un po' per la permalosità e puntigliosità. A questo riguardo non posso che essere in perfetto accordo: una risata smorza ogni tensione e mette in pace cuore e mente. Se si ridesse di più si riuscirebbe a tenere meglio i piedi per terra.

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    1. Ma sì, basta non dare peso alle cose che non ne hanno e darlo, invece, a quelle che meritano.

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  8. D'accordo con te, non solo perché certi personaggi davvero non dovrebbero scrivere o parlare, soprattutto per discorsi inutili, ma perché farsi una bella risata aiuta sempre ;)
    p.s. sei stata nominata in un tag, se vuoi e puoi partecipare passa da me https://pietrosabaworld.blogspot.com/2017/10/very-pop-blog-i-miei-anni-90.html

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    1. Grazie Pietro, vengo al volo nei tuoi anni '90 e penso ai miei, nel frattempo. 😉

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  9. Concordo, i social non sono dannosi di per sé ma per come li si usa, esattamente come il web e il pc. In fondo muoversi in Fb è come fare lo struscio in un'enorme piazza virtuale: incontri molte persone simpatiche e altre meno. Tutto sta nel girare alla larga come accade nella vita reale! Oppure, come hai già scritto, ignorare bellamente i molesti.

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    1. Verissimo: dalle comitive reali siamo passati a quelle virtuali. Se scegli la compagnia giusta, è pure un bel piacere.

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  10. che bello il tuo post .. hai ragione non credevo ma mi diverto troppo ...ed è anche vero alcuni le battute non le capiscono ... forse serve un disegnino infatti cerco di capire chi sta al gioco oppure no non ne vale la pena arrabbiarsi ... c'è altro di pesante nella vita .. meglio sorridere e ridere un po ... bacioni

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    1. Eh eh, cara Giusi, non per niente ti ho taggato nel challenge sulla musica. 😉

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  11. AHAHAHAHAHAHHAHAHA... SEI UNA GRANDE!!! Io odio Fb, giuro!, nutro una sorta di repulsione, sono arrivata al punto di non guardarlo quasi più e comunque per evitarmi tutti i piagnistei o le mandate a dire dei vari frustasfigati giornalieri, mi son lasciata una lista striminzita di persone che seguo, tra le quali - se ti fa piacere ^_^ - ci stai pure te, Marina. Eh si, anche la Giusi qui sopra.

    Ma sul serio credo che fb sia il male sociale del secolo. Una roba da far accapponare la pelle.

    Mi sono scialata a leggermi questo tuo post! ma scialata veramente... E' stato una di quelle letture liberatorie che ti fanno stare meglio.

    Thanks!! :***

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    1. p.s. ti ho pensato negli ultimi giorni. Pensavo alla tua ex gamba ingessata.
      A me m'hanno ingessato il marito -OIBò!!! - gomito frantumato -. E non aggiungo altro -_-... solo tanto dolore e compassione per me medesima.

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    2. Ireneeee, ma come tuo marito ingessato!
      E ora con la spesa al supermercato come la mettiamo? 😂

      No, scusa, davvero: mi dispiace, ma porca miseria! Vuoi che non capisca lui e te?
      Coraggio e sangue freddo! 😉

      E grazie: il tuo entusiasmo mi gasa sempre. Dovessimo incontrarci, faremmo scintille, io e te! 🤗

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  12. Perché i miei commenti non si vedono? AIUT

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    1. Accidenti, Elena, che si fa? Non riesco a capirne la ragione, so che in passato altri blogger hanno avuto problemi a postare i commenti qui, ma non so davvero perché.
      Però questo è comparso! Hai, nel frattempo, trovato la soluzione?

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    2. No, nessuna soluzione. Adesso però è vero, i commenti compaiono (mi spiace che sia rimasto questo sfogo qui :) )ma non mi arrivano le notifiche delle risposte!
      Che Wordpress e Blogger si odino al punto da ostacolarne i rapporti? Buona giornata!

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    3. Comincio a pensarlo anch'io. Ma il tiranno è Blogger, pensa che ho dovuto cambiare pure la mail collegata all'account perché Yahoo non gli andava più bene. Infatti le notifiche adesso mi arrivano su Gmail. Vabbè, intanto possiamo leggerci così! 😉

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  13. Non sono d'accordo, ciò significa che ipso facto sarò tacciato di essere un solone noioso e farneticante?
    E' vero, spesso il danno viene dal modo in cui si usa un mezzo e non dal mezzo in sè; serve misura ma io dico anche un po' di fortuna. I social sono strapieni di mediocrità ed essa prospera in un contesto in cui l'anonimato di fatto, il diaframma virtuale, offre molti ripari e molte scusanti. Situazione strana: la scrittura che ufficialmente dà minor spazio agli equivoci offrendo chiarezza in rete produce spesso gli effetti contrari. Credo poi che lo stato di iperconnettività rubi spazio ad altri ambienti e ad altri gesti reali come una conversazione vera o la lettura di un cartaceo. Tutto questo lo dico per esperienza personale e come tale va letta; non confuto la necessità di conoscere e saper usare la tecnologia, mi oppongo ad una sintassi esistenziale che privilegi in modo esclusivo queste nuove strade di comunicazione...che spesso non comunicano altro che inezie spacciate per nozioni fondamentali.
    Uso WIKI, leggo i blog, ma amo parlare con la gente dal vero, leggere uno dei molti testi della mia grande libreria, consultare una Treccani, stare in silenzio a guardare il mare della mia isola. E' una mia personalissima posizione ne convengo ed essa si trova a mille anni luce da FB e da Tw, temo si stia allontanando anche dal mondo dei blog.

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    1. Oh, ma che bel contributo di pensiero! Ti do il benvenuto nel mio blog, autre vie, devo chiamarti così? (a proposito di anonimato) 😋
      Questo vivere alla spicciolata ci porta a rendere mordi e fuggi anche i rapporti umani: su Skype puoi chiacchierare con gli amici, le chat collegano persone lontane, se devo dare una notizia, la posto, pensa ai compleanni ricordati da Fb, che tolgono anche il piacere di una telefonata di auguri. Sono tutti aspetti normali per i giovani di oggi, ma per chi come me (e forse anche te) ha vissuto il cambiamento di epoche diverse (io prendevo il gelato con gli amici e uscivo con la moto per incontrarli in Viale: erano gli anni '80) sono novità con cui sono stata costretta a misurarmi e devi farlo per non essere tagliata fuori dal mondo. Allora, se così dev'essere, proviamo almeno a selezionare i lati positivi, prendiamo e teniamo quelli. Buttiamo alle ortiche tutto il resto. 😉

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  14. Io l'unico social su cui sono/ero è G+ e ho gradualmente smesso di usarlo, fino a limitarmi a condividere solo i post del blog. Ora neanche più quello. Personalmente non mi piace l'atteggiamento di fondo che vi si trova (e che è andato peggiorando negli anni) anche perché si rischia di farsi sommergere o di farsi trascinare in meccanismi perversi.
    Preferisco di gran lunga l'ambiente dei blog. Non che vi manchi quanto sopra, ma almeno mi sembra un po' più contenuta la cosa e un attimo più consapevole.

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    1. Anche perché lo spirito della condivisione sui social è diverso da quello con cui si tiene un blog, almeno io separo le due esigenze: nel blog ho voglia di aprire dibattiti, di conoscere le opinioni altrui, nei social condivido stato momentanei, commento approfittando dell'immediatezza.
      Prima frequentavo Twitter nelle stesse modalità con cui passo tempo su Facebook, adesso non riesco a stare dietro a tutto e anche google+ è solo una piattaforma in cui condivido i miei post.

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  15. I social li vivo come tutte le altre cose della quotidianità, una piccola parte di tanto altro. C'è quello che mi piace e mi arricchisce e quello che non preferisco. In conclusione, scelgo cosa fa per me e chi frequentare anche sul web. Di certo, non ci penso proprio a rendere problematico qualcosa che nasce come occasione di divertimento e di svago. Per il momento, non ho interesse per FB e non lo utilizzo, ma non lo escludo a priori. Credo anche che un po' di sana leggerezza sia utile a muoversi con meno fatica in tutti i contesti, virtuali e non.

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    1. Sono d'accordo: la quotidianità che sposa lo svago. Anche la leggerezza se vissuta e trattata con intelligenza non svilisce la persona, anzi, certe volte, ne mostra persino i lati migliori.

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    2. Più ti leggo e più mi piaci vedi? La penso come te. ..hai trovato belle parole. ..e tu ne sei capace!

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  16. Utilizzare quello che migliora la vita e scartare il resto: è l'atteggiamento migliore secondo me, soddisfatta neo-proprietaria di smartphone. :)

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    1. Allora non sono l'unica "neo" a maneggiare uno smartphone! :D

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