domenica 24 settembre 2017

Liebster epistola



Caro Giovanni,

scusa il ritardo con cui ti rispondo: mi hai nominato per un Liebster Award estivo e io lo sto onorando in autunno, ma sai, ho passato un periodaccio e il caldo non mi ha messo nelle condizioni di dedicarmi alla scrittura. Vedo che tu, invece, sei sempre impegnato a dare vita a storie complesse e sempre ispirate. Sei una macchina da guerra scrittoria, posso dirlo? 
Nella prima delle tue domande mi chiedi se accetterei o meno la proposta di Netflix di realizzare un film o una serie televisiva tratti da un mio romanzo. Ma ti pare che non prenderei in considerazione l’affare. Sotto la mia supervisione, poi, sarebbe esaltante.
La posizione di “autoeditore” mi sta stretta (però gli autoeditori li leggo, eh, chi meglio di te può saperlo, dunque non li scarto a priori). Alle prese con la promozione di un mio libro sarei una frana, come già sperimentato in passato, ma tu mi dici "ti contatta una grande casa editrice" e allora ti rispondo che è l’aggettivo grande a fare la differenza: accetterei la proposta di pubblicazione anche se dovessi pensare a tutto io.
E tu, Giovanni, lo useresti uno pseudonimo? Io credo che non lo userei, no. Vorrei vedere  stampato il mio nome sulla copertina di un libro pubblicato, non quello di una persona inesistente. Mi sentirei la ghostwriter di me stessa e non trovo un senso a questa cosa. Non scriverei nemmeno un genere che non è nelle mie corde solo per attirare l’attenzione del pubblico: non ne sarei capace, sarebbe uno sforzo inutile.
Vuoi sapere perché scrivo e perché leggo: scrivere è la mia casa di cura, il mio centro benessere, la mia palestra, anche di vita; leggere è il mio viaggio, il mio pit stop, l’approdo sicuro dei miei pensieri più scomodi. E sai cosa aggiungo? che mi hai fatto la domanda giusta: chi fa dell’ironia sul fatto che io scrivo mi sta profondamente sulle palle e ne ho incontrate persone così, che lasciano trasparire un nonsocché di insulso, quelle che con lo sguardo ti dicono “certo, stanno aspettando tutti la tua grande opera letteraria.” e ti fanno il sorrisetto. Mi hai ricordato il libraio più conosciuto della mia città che, quando sono andata a chiedergli se poteva mettere in vendita il mio libro a seguito della faccenda concorso vinto e pubblicazione del cartaceo, mi ha fatto sentire più di un’aliena: un mostro. Il romanzo non aveva l’etichetta di una grande casa editrice, ma non era nemmeno autopubblicato. L’ho presentato altrove, poi, con discreta soddisfazione e molti consensi. Ne ho fatte tre, di presentazioni: belle esperienze, per carità, però direi che non mi divertono, il pubblico ha un effetto paralizzante su di me, sensazione che so mascherare, tuttavia mi logora dentro. Sono molto schiva, non mi piace essere al centro dell'attenzione, figurati se organizzare un evento di autoeditori di qualità potrebbe farmi sentire a mio agio. Uno stress in cui non vorrei essere coinvolta, anche perché mi sembrerebbe di avere una responsabilità nella scelta degli autori: se fossero validi soltanto per me? Non sono una cacciatrice di talenti, in fondo.
Adesso torno tra le pagine del libro che sto leggendo, impaginato bene, con un buon titolo e una bella copertina, perché tutte e tre le caratteristiche mi condizionano molto, anzi direi che sono le condizioni giuste che mi ben dispongono alla lettura.
Ti abbraccio e, già che ci sono, dai un saluto da parte mia anche a Francesco, Giulia e Andrea.

****

Le 11 domande del Liebster Award di Giovanni sono queste.
Se vi va, potete sceglierne una (anche due, anche tutte) e rispondere.


1) Ti contatta Netflix per proporti un film o una serie televisiva da un tuo romanzo sotto la tua supervisione. Accetti?
2) Ti contatta una grande casa editrice per il tuo romanzo. Sei un autoeditore. Sai che ti chiamano perché ti darai da fare da solo con la promozione. Accetti o rinunci?
3) Hai mai pensato di scrivere un genere che tira molto e di farlo con uno pseudonimo?
4) Perché scrivi?
5) Perché leggi?
6) In genere scarti la lettura di romanzi di colleghi autoeditori?
7) Organizzeresti un evento di autoeditori di qualità?
8) Ti diverte presentare libri in una libreria?
9) Hai mai incontrato qualcuno che ha fatto ironia sul fatto che scrivi?
10) Sei mai stato guardato come un alieno da uno o più librai perché ti sei permesso di pubblicare senza l’ausilio di un editore e ora hai la bella faccia tosta di chiedere loro una presentazione nella loro sacra libreria dedita solo alla vendita bestseller di grandi editori?
11) Cosa ti infastidisce di un libro al primo impatto? Una bruttissima copertina. Una pessima impaginazione del testo (assenza totale di rientri sia in cartaceo che in ebook, presenza di spazi tra paragrafi). Un titolo banale messo a caso. Tutte e tre le cose.


32 commenti:

  1. Molto bella la tua risposta... non telegrafica.
    Io vado sul classico:
    1) Ti contatta Netflix per proporti un film o una serie televisiva da un tuo romanzo sotto la tua supervisione. Accetti?
    Certo.

    2) Ti contatta una grande casa editrice per il tuo romanzo. Sei un autoeditore. Sai che ti chiamano perché ti darai da fare da solo con la promozione. Accetti o rinunci?
    Accetto.

    3) Hai mai pensato di scrivere un genere che tira molto e di farlo con uno pseudonimo?
    No... al massimo lo farei col mio nome.

    4) Perché scrivi?
    Perché mi piace.

    5) Perché leggi?
    Perché mi piace.

    6) In genere scarti la lettura di romanzi di colleghi autoeditori?
    Ho letto libri di altri bloggers.

    7) Organizzeresti un evento di autoeditori di qualità?
    Non sono dell'ambiente, ma sì, lo farei.

    8) Ti diverte presentare libri in una libreria?
    Mi divertirebbe, sì.

    9) Hai mai incontrato qualcuno che ha fatto ironia sul fatto che scrivi?
    No...

    10) Sei mai stato guardato come un alieno da uno o più librai perché ti sei permesso di pubblicare senza l’ausilio di un editore e ora hai la bella faccia tosta di chiedere loro una presentazione nella loro sacra libreria dedita solo alla vendita bestseller di grandi editori?
    No, non è mai successo che mi proponessi per una presentazione, anche perché ad oggi non ho scritto ancora nulla di concreto.

    11) Cosa ti infastidisce di un libro al primo impatto? Una bruttissima copertina. Una pessima impaginazione del testo (assenza totale di rientri sia in cartaceo che in ebook, presenza di spazi tra paragrafi). Un titolo banale messo a caso. Tutte e tre le cose.
    Direi tutte e tre le cose, ma in primis quelle copertine che sembrano provenire dal lontano 1999.
    Terìbbili.

    Moz-

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    1. Sono sempre a favore di una bella chiacchierata. 😉

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  2. Cara Marina, che ti devo dire?
    Alle domande 4 e 5 hai già detto tu quello che avrei risposto io.
    Alle altre.... potrei anche non usare uno pseudonimo ma la vedo dura, non scrivendo romanzi. Magari se qualcuno scegliesse i miei racconti ci potrei stare ma fare tutto da sola.. da che parte si incomincia????
    Domanda 6: io leggo e la casa editrice non mi interessa. E' l'ultima cosa che guardo, se la guardo.
    Domanda 9: lo dico raramente. Lo sapete voi blogger e basta ahahahahha
    Domanda 11: tutto e niente. Mi spiego. Se il libro mi "chiama" come dico io non guardo in faccia nessuno.
    Certo che se è eccessivamente pubblicizzato tipo quelli di Dan Brown mi nasce spontaneo un rifiiuto viscerale ahahahahah
    Per le altre domande, non scrivo romanzi e quindi non ho problemi del genere. Le poesie poi sono un genere un po' di nicchia quindi penso che ad un'eventuale presentazione non verrebbe nessuno :)
    Ciaooooo

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    1. Alla presentazione verrebbero gli amanti della poesia: ce ne sono parecchi. È un settore che conosco poco, ma che tu sappia la pubblicazione di una silloge, per esempio, è ancora più complicata di quella di un romanzo?

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    2. Non so dirti. Mai fatta e mai ne farò... mi vergognooooooo!!!!

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    3. Ti vergogni di chiedere a una casa editrice la pubblicazione delle tue poesie o un'eventuale presentazione? Per la presentazione ti capirei, per la pubblicazione noooo, si tenta sempre, non hai da perdere niente (nemmeno la faccia) 😉

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    4. A presentare un eventuale libro. Sono fondamentalmente timida e parlare in pubblico.... brividi solo a pensarci. 😊

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    5. Ti capisco: quando ho fatto la mia prima presentazione mi sembrava di essere a un esame, una sensazione che ricordavo solo ai tempi universitari. Poi, passato il primo impatto con l'emozione e il pubblico, è diventata un'occasione piacevole. (Però, non ho improvvisato nulla, eh!)

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  3. mmmm... vediamo un po':
    1) Ti contatta Netflix per proporti un film o una serie televisiva da un tuo romanzo sotto la tua supervisione. Accetti?
    Carino come racconto di fantascienza :-D Certo che accetto!
    2) Ti contatta una grande casa editrice per il tuo romanzo. Sei un autoeditore. Sai che ti chiamano perché ti darai da fare da solo con la promozione. Accetti o rinunci?
    Beh, pubblicare con un grande editore sarebbe comunque un passo avanti.
    3) Hai mai pensato di scrivere un genere che tira molto e di farlo con uno pseudonimo?
    No, perché so scrivere solo quel che mi piace scrivere, anche se non va di moda.
    4) Perché scrivi?
    Perché mi piace :-)
    5) Perché leggi?
    Per espandere l'esperienza della mia conoscenza della vita.
    6) In genere scarti la lettura di romanzi di colleghi autoeditori?
    Tutt'altro, se mi sembrano validi li leggo e li sostengo.
    7) Organizzeresti un evento di autoeditori di qualità?
    Organizzarlo no, non ho le capacità. Partecipare sì.
    8) Ti diverte presentare libri in una libreria?
    No, lo farei solo in compagnia di uno "speaker" ufficiale che poi mi rivolga domande alle quali devo rispondere.
    9) Hai mai incontrato qualcuno che ha fatto ironia sul fatto che scrivi?
    L'ho sposata.
    10) Sei mai stato guardato come un alieno da uno o più librai perché ti sei permesso di pubblicare senza l’ausilio di un editore e ora hai la bella faccia tosta di chiedere loro una presentazione nella loro sacra libreria dedita solo alla vendita bestseller di grandi editori?
    Mai fatto richieste del genere, quindi non posso rispondere.
    11) Cosa ti infastidisce di un libro al primo impatto? Una bruttissima copertina. Una pessima impaginazione del testo (assenza totale di rientri sia in cartaceo che in ebook, presenza di spazi tra paragrafi). Un titolo banale messo a caso. Tutte e tre le cose.
    Cattiva disposizione del testo.

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  4. Si. Accetto. Si. Perché mi piace. Perché mi piace. No. Si. Penso di si. Tutti i giorni. No, manca l'oggetto del contendere. Tutte e tre le cose.
    Postilla alla domanda 9: quelli che fanno ironia ce li ho in famiglia. Ma del resto, loro non leggono, nonostante tutti i miei sforzi (e come hai visto dall'ultimo mio post, mi riesce meglio con i nipoti acquisiti).

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    1. Grande Federico. Decisamente, so' soddisfazioni!

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  5. Non potrei mai pubblicare usando il mio nome, neanche per la soddisfazione di mettere il mio bel romanzo sotto al naso degli ironici. Invece, sarei felicissima di vedere il mio romanzo trasformano in film. Praticamente, un sogno nel sogno.

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    1. Perché, Iara, non useresti il tuo nome?
      Secondo me, se uno riesce a realizzare il primo sogno, quello di pubblicare, il secondo, quello di vedere un film tratto da esso, diventa automatico. Il primo già è difficile, pensa il secondo: utopia.

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    2. Perché non mi piacerebbe la notorietà. Vorrei solo la felicità di sapere che il mio romanzo è pubblicato e in viaggio da un lettore all'altro. Insomma, preferisco godermi il sole all'ombra. 😛😘

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    3. Sarai la prossima Elena Ferrante, della quale, naturalmente, ti auguro il successo. 🤗

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    4. Eeeeeh... Non scherziamo, dai. Però, per me è un limite perché mi precludo di partecipare a concorsi dove ovviamente, richiedono dati sensibili e non ho la minima idea di come ovviare questo ostacolo.

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    5. Semplicemente superando il tuo limite: hai un nome così bello. Deve spuntare sulla copertina del tuo libro.
      Comunque, io, ai concorsi, parteciperei, poi si vede: non facendolo, in primis, rinunci anche al potenziale riconoscimento che ne ricaveresti in caso di vittoria.

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  6. Un film da un mio romanzo? Di corsa! Altrettanto per il grande editore. Che poi uno dice "sembra 'sta gran cosa, ma quando ci sei saltano fuori le magagne"... e io dico sì sì, venite pure, magagne, sono già qui che mi rimbocco le maniche... :D

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    1. Brava: mi ci tuffo a volo d'angelo sulle magagne. 😄

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  7. Sei stata al tuo solito esaustiva e originale, oltre che sincera. Io mi chiedo ma chi mai rifiuterebbe la proposta di trasformare in film un proprio scritto? Io nemmeno, anche se mai mi verrà richiesto, invece secondo me il tuo 31 dicembre si predispone alquanto bene. Chi vuole intendere...

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    1. Ehi, registi e sceneggiatori, se passate di qua...
      No, scherzo, Nadia e ti ringrazio per le possibilità che vedi nel mio romanzo. Comunque sarebbe veramente bello vedere la resa cinematografica di un nostro romanzo. Chissà il tuo!

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  8. Belle risposte Marina, io ti posso dire che direi subito sì a Netflit e alla grande casa editrice, leggo molti autoeditori, compreso il nostro Giovanni!

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    1. Anche tu in attesa del terzo capitolo de "le parole confondono"?

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    2. In realtà per ora sto leggendo il suo romanzo "Sai correre forte", per gli altri vedrò più avanti :)

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  9. Hai faticato tanto con la gambetta al collo che meriti una risposta, anzi 11 risposte.

    1.- Accetto.
    2.- Cosa è un autoeditore? Vabbè, accetto.
    3.- Mai venderei la mia identità.
    4.- Perché non posso farne a meno e perché mi riesce senza sforzo. Sono pigrissimo.
    5.- Perché mi piace.
    6.- Mai conosciuti.
    7.- Ma chi se ne frega.
    8.- No, mi annoia.
    9.- Tanti, ma non me li sono mai defecati.
    10.-Mai successo
    11.-Che sia scritto male.

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    1. Con le risposte 2, 6, 7 e 9 sei ufficialmente diventato un mito! 😄

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  10. "quelle che con lo sguardo ti dicono “certo, stanno aspettando tutti la tua grande opera letteraria.” e ti fanno il sorrisetto."

    Beh, di quelli è pieno il mondo. Ma sai quanti di questi hanno realizzato un qualcosa di cui vale la pena parlare? Manco uno.

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    1. Sarò anche cattiva, ma la frustrazione gliela auguro io a queste persone!
      Quanno ce vo ce vo, eccheccacchio!

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  11. Bei commenti 🙂. E grazie a Marina per le belle risposte.

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