Fermo i pensieri in corsa, quando attraversano il mio cervello; li fisso perché non si confondano nel caos di immagini che quotidianamente registro e di sensazioni che assorbo mentre parlo, osservo, percepisco odori, ascolto, mentre, cioè, i miei sensi lavorano e io li assecondo inconsciamente. È questo ciò che faccio portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

giovedì 28 maggio 2015

PANTA REI - Tutto scorre. Vita breve dei nostri pensieri in rete


Panta rei, tutto scorre: lo diceva Eraclito, nella sua teoria del divenire. Già, il divenire, quel processo inarrestabile in cui cade ogni cosa durante l'esistenza; le parole "divengono", le azioni "divengono", così i pensieri: nascono e si spengono dentro il tempo che passa. 
Uno scrittore si affeziona alle proprie fantasie mentali, non le lascia sfumare nell'immediatezza dell'attimo, anzi, il suo obiettivo è proprio quello di non dar loro tregua, di catturarle in corsa per chiuderle dentro gabbie che possano preservarle. Se fosse per sempre, anche meglio.
Così credo si possa immaginare una graduatoria di veicoli su cui mettere in viaggio i pensieri, per vedere quale di tali mezzi ne garantisca la maggiore vitalità.

martedì 26 maggio 2015

Il TALENT SCOUT LETTERARIO: fascino e responsabilità del "dietro le quinte"

Quando leggere diventa un mestiere


Siamo scrittori: in erba, affermati, aspiranti o esordienti; scrittori per passione, fin dalla nascita o in seguito a una tardiva rivelazione. Scriviamo sviluppando nuove idee, raccogliendo le intuizioni dentro storie narrate con una penna in mano e abbiamo un sogno: essere interpreti di pensieri altrui, entrare nelle case di chi, leggendo, saprà riconoscere il nostro talento.
Siamo scrittori che lottano contro l'insicurezza, che corrono per raggiungere il podio della pubblicazione, che giocano ad allenare la tecnica per divertimento, che si affannano a capire come e perché il mondo editoriale sia così inarrivabile e difficile da conquistare.

Da una parte, dunque, ci siamo noi, scrittori con la s minuscola.

sabato 23 maggio 2015

Giovanni Falcone, eroe contemporaneo



Si chiamano eroi perché compiono gesti straordinari, perché sacrificano con coraggio se stessi per proteggere un bene superiore; perché combattono il male e ne escono vittoriosi; perché ci sarà sempre qualcuno che nella storia e nella vita di tutti i giorni li ricorderà. Allora gli eroi diventano esempi e gli esempi un punto di riferimento, il promemoria del nostro diventare grandi nel mondo in cui viviamo.

Con queste parole, pronunciate qualche anno fa in una quinta classe di scuola primaria, abbiamo introdotto le figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, oggetto di un cortometraggio di cui ho, a lungo, parlato qui e qui.

Quando abbiamo chiesto "se vi diciamo Paolo e Giovanni a chi pensate?" abbiamo riso a lungo: qualcuno ha risposto a due compagni di scuola, qualcun altro agli Apostoli. Parlavamo di eroi e ci poteva pure stare che Gesù lo fosse!
"Ma noi parliamo di eroi dei nostri tempi" - abbiamo precisato - e poi, spiegando cos'è la mafia e come certe persone abbiano scelto di combatterla, siamo arrivati a identificare con quei due nomi i magistrati del pool antimafia Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.

martedì 19 maggio 2015

INTERVISTA DOPPIA: Surya Amarù Vs Giulio Mozzi


La Casa Editrice è il traguardo di ogni scrittore ambizioso, la pubblicazione il punto di arrivo di un iter che parte da lontano.
Così l'autore di un libro di belle speranze sa che lungo il cammino per la realizzazione del sogno coltivato da sempre può imbattersi in proposte bocciate, attenzioni negate o collaborazioni lunghe e impegnative con persone che credono nelle sue capacità.
Ho contattato due figure professionali che operano nello stesso settore, in due posizioni complementari, ma differenti: la responsabile di una neo-Casa Editrice e uno dei più stimati talent scout letterari in Italia. Ho chiesto a entrambi di rispondere a qualche domanda per confrontare il punto di vista di un editore, giovane donna con l'ambizioso progetto di affiancarsi ai colossi dell'Editoria italiana e un accreditato professionista che collabora proprio con alcuni di essi. 
Forse gli scrittori in cerca di affermazione possono trarre da questa intervista doppia alcuni spunti di riflessione, ricevere  suggerimenti o soltanto soddisfare qualche curiosità. 

E allora, parola agli esperti.

giovedì 14 maggio 2015

Il taccuino narrante: osservazioni, note e spunti tratti dalla quotidianità - Finché morte non ci separi


"Cari fedeli, siamo qui riuniti, al cospetto di Dio, per unire questo uomo e questa donna nel sacro vincolo del Matrimonio, così come istituito da Dio, regolato dai Suoi comandamenti e benedetto da nostro signore Gesù Cristo [...]
[...] Io Davide, prendo te, Claudia, come mia legittima sposa. E prometto solennemente, davanti a Dio e a questi testimoni, di amarti ed esserti fedele, in ricchezza e in povertà, nella gioia e nel dolore, in salute e in malattia, finché morte non ci separi."

Finché morte non ci separi...

martedì 12 maggio 2015

REVISIONE: un pozzo senza fine


È da un po' di tempo che un incubo mi tormenta: qualche giorno fa mi sono svegliata con un pensiero in testa, una di quelle fastidiose pulci che prima è soltanto una presenza molesta, poi si trasforma in mostro persecutore.
Ho scritto sei capitoli del nuovo romanzo, iniziato quest'estate, ma non riesco ancora ad archiviare quello precedente, a considerarlo un'esperienza chiusa, continuamente inseguita dagli errori che sbucano come gramigna in un campo di grano.
Il mio "31 dicembre" è come il cappello del mago, come la borsa di Mary Poppins: da lì fuoriesce di tutto e vada per i refusi che la piccola Casa Editrice, che lo ha pubblicato, non ha saputo individuare, ma quelle E maiuscole del verbo essere apostrofate anziché accentate e quei po accentati anziché apostrofati, no, questo è inaccettabile! Non me ne faccio una ragione, io che intercetto persino le sviste più occulte, che inorridisco se trovo qualche strafalcione sfuggito all'occhio attento di chi lo ha commesso scrivendo; io che da lettrice calo mannaie sulle teste degli scrittori, da scrittrice sono distratta quanto loro.

venerdì 8 maggio 2015

"LA DIVINA SCRITTURA": #6 I crucci dell'esordiente insicuro



Nei capitoli precedenti:

Buio d’inferno e di notte privata 
d’ogne pianeto, sotto pover cielo, 
                               quant’esser può di nuvol tenebrata,                               

non fece al viso mio sì grosso velo 
come quel fummo ch’ivi ci coperse, 

Non è passato molto tempo da quando ho cominciato a salire lungo il sentiero della montagna, ma già un senso di stanchezza mi pervade, non so se voglio continuare, non riesco più a trovare un motivo per spingermi fin lassù, dove il punto più alto mi garantisce soltanto la visuale su un nuovo orizzonte. Ho camminato tanto, troppo e sento che questo viaggio non mi condurrà fuori dalla selva oscura nella quale mi sono addentrata. I miei pensieri sono grigi come il fumo che mi sta improvvisamente avvolgendo; l’aria è irrespirabile e tutto intorno si fa nero come una notte priva di stelle. Non riuscendo a vedere più nulla intorno a me decido di fermarmi, mi chino in avanti poggiando con forza le mani sulle ginocchia, le mie braccia lunghe e tese a sorreggere il busto piegato, scuoto il capo e chiudo gli occhi: non ce la farò mai! 

Scrivere è un'abitudine; scrivere è una passione; scrivere è un bisogno; scrivere è un morbo con il quale voler convivere per tutta la vita, fonte di benessere o malattia necessaria; amante esigente, amico e complice.
E quando tutto questo viene offuscato dalla stanchezza? Quando scrivere diventa un peso, un desiderio sfiorito, un virus dal quale guarire, traditore, nemico e ospite estraneo?
Si fa largo, silenziosa e indisturbata, l'insicurezza.

martedì 5 maggio 2015

Vita da mamma SCRITTRICE e BLOGGER


Qualche giorno fa, leggendo un articolo di Grazia Gironella nel suo blog Scrivere è Vivere, ho condiviso la sua analisi relativa ai pro e i contro di chi ha un blog e spesso trova arduo conciliare le esigenze legate alla sua gestione con il resto di impegni del pari importanti.
Non discuterò anch'io di come riuscire a superare le difficoltà riguardo a modalità e tempi, ognuno ha la propria personale ricetta, bisogna solo capire quando e a cosa dare priorità, organizzarsi in modo proficuo (e già questo, tante volte, è un problema).
Vi chiedo: che posto date alla gestione del blog all'interno della vostra vita quotidiana? Intanto riassumerò in queste righe la mia condizione di mamma all'avanguardia, con all'attivo una casa sulle spalle, due figli nella beata età adolescenziale, un romanzo in itinere da dieci mesi, libri da leggere (più di uno: quello di cui scrivo la recensione con scadenza mensile per un sito che si occupa di letture e letteratura, più altri due che affianco al primo per svago), una serie di relazioni sociali da coltivare in rete e, visto che non mi mancavano impegni, anche un blog da curare e gestire con energia e convinzione.

Piacere, mi chiamo Marina, mamma a 360 gradi e blogger d'assalto!