Fermare i pensieri in corsa, quando attraversano il nostro cervello; fissarli perché non si confondano nel caos di immagini quotidianamente registrate e di sensazioni assorbite mentre parliamo, osserviamo, percepiamo odori, ascoltiamo, mentre, cioè, i nostri sensi lavorano e noi inconsciamente li assecondiamo. Ecco, è questo ciò che faccio io portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

martedì 5 maggio 2015

Vita da mamma SCRITTRICE e BLOGGER


Qualche giorno fa, leggendo un articolo di Grazia Gironella nel suo blog Scrivere è Vivere, ho condiviso la sua analisi relativa ai pro e i contro di chi ha un blog e spesso trova arduo conciliare le esigenze legate alla sua gestione con il resto di impegni del pari importanti.
Non discuterò anch'io di come riuscire a superare le difficoltà riguardo a modalità e tempi, ognuno ha la propria personale ricetta, bisogna solo capire quando e a cosa dare priorità, organizzarsi in modo proficuo (e già questo, tante volte, è un problema).
Vi chiedo: che posto date alla gestione del blog all'interno della vostra vita quotidiana? Intanto riassumerò in queste righe la mia condizione di mamma all'avanguardia, con all'attivo una casa sulle spalle, due figli nella beata età adolescenziale, un romanzo in itinere da dieci mesi, libri da leggere (più di uno: quello di cui scrivo la recensione con scadenza mensile per un sito che si occupa di letture e letteratura, più altri due che affianco al primo per svago), una serie di relazioni sociali da coltivare in rete e, visto che non mi mancavano impegni, anche un blog da curare e gestire con energia e convinzione.

Piacere, mi chiamo Marina, mamma a 360 gradi e blogger d'assalto!

Il fine settimana finisce prestissimo e il lunedì è lì che si strofina le mani e mi aspetta al varco già alle 6,30 del mattino, quando mi sveglio e con gli occhi a fessura butto lo sguardo ancora addormentato alla sveglia: non ho bisogno che suoni, ho gli orari incorporati nel cervello (retaggio della mia burrascosa fetta di vita dedicata a due figli che non mi hanno mai dato tregua, nemmeno la notte). 
Subito mi travolge la premura dell'ispirazione (perché la mia è burlona e viene a trovarmi nei momenti più impensati), così mi alzo e nella mezz'ora a disposizione, prima di dare il buongiorno ai miei figli studenti, butto giù una bozza dell'argomento che voglio trattare nel post che uscirà il giorno dopo nel mio blog. Ho trascritto appena cinque righi, già le 7,00. 
Svegliaaaa! 
Seguono colazione, rapide operazioni di pulizia e vestizione, preparazione zaini e via, in macchina alle 7,40. Accompagno a scuola i ragazzi, torno a casa e mi siedo in postazione. Riprendo l'appunto che contiene l'idea per il post del martedì, sì perché mi sono infarcita sul web di nozioni riguardo al famoso "calendario editoriale" e io sono una blogger seria: ho stabilito i miei due giorni di pubblicazione e, caschi il mondo, è in quei due giorni che il mio blog deve sfornare i nuovi articoli. Scrivo, modello l'idea, la vedo plasmarsi lentamente sul monitor del mio pc; dita rapide, occhiali scivolati sul naso e... Drinn, mia madre interrompe il mio flusso di pensieri; rispondo :"sì, mà, tutto a posto. I ragazzi sono a scuola, sto sbrigando alcune cose e poi esco a fare la spesa"; oddio, sono già le 10,30: oggi che mangiamo? Non posso finire l'articolo, sono così concentrata, ma corro il rischio di fare tardi e non arrivare a cucinare. Stabilisco un punto e metto tutto in pausa con le mie idee ancora ballerine in testa. Volevo continuare a scrivere e invece sono al supermercato. In fila alle casse prendo l'i- pad- mini e apro l'app di Kindle per dedicarmi alla lettura dell'e-book che ho per le mani: ne approfitto, sennò quando lo trovo il tempo di leggere! 

È già mezzogiorno, la casa è sottosopra, i letti tutti da fare, libri e vestiti dappertutto, il disordine regna sovrano. Mentre tiro su le lenzuola e metto via un paio di calzini incastrati fra scrivania e sedia nella stanza dei miei figli, mi investe l'idea che darà una svolta al mio romanzo; perché non vada perduta, corro ad acchiappare il primo foglio che mi capita sotto mano e una penna che non si trova mai nei paraggi: trascrivo il risultato di quel lume d'ingegno e torno dove ho lasciato l'aspirapolvere. 

Ore 13: ingresso in cucina. Mentre aspetto che l'acqua della pasta vada in ebollizione e il forno finisca di cuocere la carne impanata, prendo il portatile e mi aggiorno con gli articoli dei blog che seguo più assiduamente: sono tanti, vorrei lasciare un commento su tutti, ma scelgo quelli meno impegnativi, riservando le risposte più articolate al tardo pomeriggio. È tempo di prendere i ragazzi da scuola (13,45), di nuovo in macchina: nell'attesa del suono della campanella, altri cinque minuti di immersione nella storia che sto leggendo; un "dlin" mi avverte che è arrivato un messaggio su whatsapp, toh, ho anche dieci nuove mail da controllare e qualche notifica su Facebook e Twitter. Suona la campana della scuola. Dopo pranzo, un tripudio di impegni: alle ore 15,00 comincia la mia staffetta fra sport prima di un figlio, poi dell'altro; impegni extra scolastici, svaghi concessi dopo lo studio ed è tutto un lascia, piglia, porta, torna, riparti. Con l'i-pad sempre in borsa, negli spazi vuoti fra un orario e l'altro, ecco che aggiungo una frase all'articolo del blog, aggiusto l'inizio di quel capitolo del romanzo che non mi convince, leggo. Tutto questo quando non ho operazioni da sbrigare alla Posta, quando non devo farmi prescrivere ricette dal medico, quando non ho da fare acquisti extra per i membri della famiglia (anche i mariti sono impegnativi!), altrimenti metto a riposo forzato idee e ispirazione e chiudo il cerchio attorno ai prioritari bisogni delle persone con cui divido la mia straordinaria quotidianità.



La sera riesco si e no a seguire un programma in tv; se sono in forma torno sul romanzo che sto scrivendo (procede lentamente ma mi da soddisfazione!). Quando auguro la buonanotte a tutti il bilancio della giornata mi restituisce un frullato di pensieri: l'articolo per il blog è pronto ma va revisionato; il romanzo che sto scrivendo ha una parte confusa che devo sistemare; quello che sto leggendo per la recensione è alle ultime battute, la lettura degli altri procede spedita; ho trascurato la condivisione su Facebook, lanciato un paio di tweet su Twitter; ho risposto alle mail, alle amiche su whatsapp; ho cancellato gli sms, messo in carica il cellulare, contattato tramite Skype i miei genitori lontani, una preghiera di ringraziamento per la bellezza di tutto questo caos giornaliero e il desiderio di aprire gli occhi dentro una notte piena di sogni.










21 commenti:

  1. Cara Marina
    come ti capisco, a leggere la tua giornata mi è venuta un po' d'ansia. Mi sono riconosciuta nella letture degli e book al supermercato e nell'aggiornamento del blog ... io quando ho un'idea mi detto un promemoria su una app che si chiama pages ...Tolte le ore passate al lavoro concentro la mia scrittura di sera o il sabato mattina (salvo imprevisti o week end fuori) almeno una sera è dedicata al blog e quando è possibile sacrifico la pausa del lavoro per leggere i blog e commentare ;.)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fortuna! Pensavo di essere un'aliena a tirare fuori dalla borsa, spingendo il carrello della spesa, il mio e-book! Certo, non passo del tutto inosservata! :)

      Elimina
  2. Anche il mio romanzo procede lentamente. è fermo a quando ti ho detto "finisco quel pezzettino e te lo mando", perché non ero convinta e ho fatto quello che volevo evitare: saltare a scrivere altre scene che si trovano quasi sul finale. La verità è che vorrei fare mille cose, portare avanti duecento progetti ma sono STANCA. Stanca morta. Così stanca da avere seriamente difficoltà a gestire i miei pensieri. Che dire? Probabilmente è solo una fase breve, passerà presto.
    Pensa che ho iniziato a scrivere questo commento intorno a mezzogiorno, poi mi è arrivato del lavoro da fare e ho "iconizzato" la pagina. Sono andata a pranzo, ho sbrigato altro lavoro e riesco a concludere queste poche righe soltanto ora, alle 14:27! :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E infatti, che fine ha fatto "quel pezzettino"? Ormai sono curiosa di leggerlo! ;)
      In tutto il caos di cose che faccio, anch'io mi rendo comunque conto che non posso fare tutto quello che vorrei: sacrifico molte cose, ma provo a non vivere tutto ciò come uno stress da prestazione mancata!

      Elimina
  3. La mia sveglia suona alle 4 del mattino. Scrivo fino alle 7, poi mi vesto e faccio un'ora di strada a piedi per attraversare Torino e arrivare in ufficio. Lavoro dalle otto alle dieci ore, con una pausa in mezzo che dedico alla palestra (pesantissima), per poi rifare a ritroso l'ora di strada a piedi. Tornato a casa: ceno, do un'occhiata ai blog, sfoglio qualche pagina di un romanzo (in questo momento L'incolore di Murakami) e sprofondo nel sonno attorno alle 21,30. Ma il weekend mi rifaccio! Tranne quando sono a Milano da Mozzi... Ecco perché sul mio blog sono passato da tre a una pubblicazione settimanale. @.@

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quando ho scritto che mi sveglio alle 6,30 ho subito pensato a te, sapendo già che invece tu lo fai alle 4 del mattino (ommiodio!). I ritmi sono ritmi! E poi adesso c'è Mozzi! :)

      Elimina
  4. Ma sei tu quella nelle vignette! Ringraziamo per la bellezza di questo caos. Pensare in mezzo a tutte le altre faccende disordinate a mettere ordine almeno nelle parole aggiunge libertà e profondità alla nostra vita.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È un avatar, le vignette non sono farina del mio sacco!
      Tollero bene il mio beato caos, lo faccio per sentirmi più libera e profonda! :)

      Elimina
  5. Qualche giorno fa ho terminato un post grazie al quale riflettevo proprio sulla scrittura, e la donna. A costei viene richiesto di fare i salti mortali a prescindere, se poi decide anche di scrivere...
    Stephen King dice sempre che la sua fortuna è di avere una moglie come quella che ha. Credo che senza di lei sarebbe o morto, o conciato molto male.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mio marito dice lo stesso, anche se non si chiama Stephen King! ;)

      Elimina
  6. Ma sei un mito!! Complimenti, davvero per tutta l'energia che hai e che metti in tutto questo. Scusa ma anche le vignette le hai disegnate tu?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti la mia vita è una palestra naturale: faccio sport a gratis!
      No, non sono brava nel disegno: queste sono vignette che fornisce un' applicazione nel mio I-pad, si chiama Bitstrip, è una figata! :D

      Elimina
  7. Che giornate piene! Bella la vignetta della testa che esplode, hehehe, non mi sorprende! Complimenti per la stamina.
    Quindi al momento ti stai dedicando solo al blog? Non stai partorendo il nuovo romanzo? E "31 Dicembre" ti tiene occupata oppure hai finito la fase di promozione del libro?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il nuovo romanzo è in itinere da un pezzo, ma va a rilento, le idee per il blog arrivano più facilmente e richiedono una responsabilità minore. Ma non mi stressa l'idea di procedere al ritmo di un bradipo, non ho fretta! :)
      31 dicembre è l'orgoglio che mi piace esibire, ma ormai è risalente: pubblicato nel 2010 ha avuto il suo tempo per brillare; è il momento delle novità ed è quella che sto provando a confezionare con il mio secondo romanzo.

      Elimina
  8. Hai un blog molto curato. Anche a me piace tenerlo aggiornato ma vado molto a periodi, a seconda appunto degli impegni, lavorativi e non. Mi rendo conto di investirci relativamente. Possono esserci giorno in cui riesco a postarci più articoli mentre al momento condivido miei articoli che sono usciti altrove, in siti o riviste. Curare un blog aiuta molto uno scrittore, in alcuni casi creando spontaneamente una fan base solida. Mi fa piacere che molti fra coloro che hanno apprezzato i miei libri vi siano arrivati anche tramite il blog ma non sono mai riuscito a usarlo a "mo' di diario" (anche se alcuni articoli sulla mia vita privata li ho pubblicati, specie quando fui colpito da due brutte malattie... mi fa piacere anzi che a distanza di anni proprio quegli articoli siano "serviti" a quelle persone che furono colpite dalle mie stesse rare malattie, e che a tutt'oggi siano ricercati e visualizzati. In alcuni casi ci si è poi scritti privatamente e sono stati bei momenti di confronto e sostegno reciproco). Io ti faccio tanti complimenti per come riesci a combaciare tante attività, compreso il blog. Anch'io sono sempre iperattivo, tra lavoro, articoli, le collaborazioni giornalistiche (scrivo per due riviste nazionali), i libri, la famiglia ovviamente... e non sempre riesco a soffermarmi come un tempo su blog, siti di editoria e scrittura, social... buona giornata Gianni Gardon

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, Gianni, a me piace condividere sul blog contenuti che trovo interessanti, certo tutti legati al mondo della scrittura, perché è di questo che qui mi piace discutere ed è bello conoscere persone che apprezzano ciò che scrivo: tu che collabori anche con due riviste nazionali dovresti meglio di me sapere quanto sia importante il contatto con chi ti segue, ancorché virtuale!
      Dividersi fra mille impegni, poi, è un'abilità che si matura sul campo! ;)

      Elimina
    2. sì, hai ragione.. da sempre mi muovo fra mille impegni.. a volte è solo questione di energia.. ho avuto delle vicissitudini pesanti ma proprio in quei momenti la scrittura ha rappresentato qualcosa di importante, di vitale.. ho scritto in ospedale in condizioni a dir poco pietose, tra sacche di sangue, flebi e quant'altro.. i medici erano stupiti da tanta passione e costanza.. gran parte del mio terzo libro è stato concepito tra le mura di un reparto ospedaliero e credo ne abbia risentito, nel senso che era nato per essere una cosa e si è un po' evoluto nel tempo, proprio perchè è subentrato tanto spazio per delle riflessioni. Se penso poi che il primo libro, il mio unico romanzo propriamente detto, mi "costringeva" a prendere appunto su qualunque cosa e in qualsiasi momento (di notte, al lavoro, ecc) mi vien proprio da dire che la scrittura è in grado di guadagnarsi comunque il suo spazio vitale :-) Gianni Gardon

      Elimina
    3. Le tue vicissitudini mi hanno colpito, pur ovviamente non essendone a conoscenza. La salute è l'unico bene che valga la pena preservare nella vita e combattere con ogni mezzo per recuperarla e garantirla per il futuro aggiunge valore alla persona che ha vissuto la sua odissea con coraggio. La scrittura salva, se non altro da tutti quei pensieri che vengono spontanei nei casi come il tuo. Di cosa parla il tuo primo romanzo "propriamente detto"?

      Elimina
    4. Ciao... Il mio primo romanzo si chiama "Verrà il tempo per noi", è un racconto di formazione, almeno così è stato definito in più recensioni, e segue il percorso di un gruppo di ragazzi in una fase cruciale per le loro esistenze, quando si troveranno al confine di passaggio tra la vita adolescenziale e quella adulta. in realtà ti avevo scritto una risposta lunghissima ma non me l'ha inviata, quindi provo a spedirtela via mail :-) Gianni Gardon

      Elimina
  9. Mamma mia (appunto!), io mi perdo con molto meno! Complimenti alla donna bionica, cioè tu, che mi confermi come fare tante cose renda certe volte più produttivi che farne poche. Rende anche un po' stressati, ma sono dettagli... ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara mia, non ti nascondo che Wonder woman ogni tanto diventa Cenerentola, ma qui carrozze dorate e principi azzurri non ce ne sono! E lo stress arriva, altroché se arriva! Sembra un paradosso: ma, alla fine, mi salva proprio la scrittura, fonte di relax e grande benessere!

      Elimina