lunedì 9 luglio 2018

E poi chiudo gli occhi

In ascensore siamo in quattro: io, mio marito e i miei due figli, in una rara occasione in cui stiamo andando tutti insieme a cena fuori.
Significa che siamo freschi di doccia, profumati, agghindati: io indosso un abito di lino, ho le scarpe col tacco, una borsa che sposto sul petto per garantire qualche centimetro di spazio a chi mi sta incollato accanto, i ricci gonfi in testa, il trucco che ha fatto una doverosa concessione a rimmel e rossetto (da me ignorati nella quotidianità) e una bottiglia di vino tenuta dentro un sacchetto con i manici in corda; i ragazzi hanno pantaloni lunghi e camicia, costretti all’eleganza dalla natura dell’invito: uno si aggiusta il ciuffo davanti allo specchio, l’altro nasconde scarso entusiasmo sotto un broncio rassegnato; mio marito tiene in una mano un sacco di immondizia da buttare, nell'altra una torta protetta da un involucro di cartone.

venerdì 4 maggio 2018

Avventura nissena


Abbazia di Santo Spirito - Caltanissetta

Oggi mi affaccio nel blog perché voglio dare visibilità a un racconto, scritto per onorare una simpatica sfida,



ambientato in un posto a me particolarmente caro: il posto è l’Abbazia di Santo Spirito, luogo sacro in cui diciotto anni fa mi sono sposata, a Caltanissetta; il racconto è di un narratore dalla fantasia sfrenata che mescola realtà, fantasy, sci-fi e boh, qualcos’altro di non ascrivibile a un genere letterario, e tutte le volte mi fa dire (e lo dico in siciliano, vista l’atmosfera): “ma d’unni ci niscì?” 

Per sapere di più sull’Abbazia di Santo Spirito cliccate qui: è il collegamento alla pagina Facebook che io ho condiviso nel mio diario, da cui è nato tutto questo.

Per conoscere autore e racconto, invece, andate su Darius Tred - Retro Blog e scoprirete cosa ci fanno una scopa, una bilancia e una spazzola, in una notte di luna piena, dentro una chiesa normanna consacrata nel 1153.


Grazie Darius.

lunedì 9 aprile 2018

Congedo scrittorio



Si accanì sulla leva del cambio e il piede schiacciò con forza il pedale dell'acceleratore. Le ruote dell'auto slittarono sull'asfalto, poi il veicolo, con uno scatto rapido, si lanciò lungo la strada. La rabbia gli ribolliva dentro e, come se non bastasse, era costretto a passare davanti all'Istituto penitenziario. Si impose di rimanere indifferente, quando lo vide svoltando l'ultima curva. Era rimasto come lo ricordava: un edificio imponente, grigio, che il tempo non aveva cambiato.

domenica 18 marzo 2018

Narrare un’immagine #4

Immedesimarsi nel personaggio


Mi immedesimo quando leggo e allora vuol dire che l’autore del libro ha fatto un buon lavoro; non mi immedesimo quando scrivo e allora vuol dire che non condurrò dentro la storia il potenziale lettore. 

giovedì 15 marzo 2018

La potenza espressiva delle traduzioni. Libera interpretazione



L’esperienza diretta mi ha sempre chiarito le idee: ho dato diverse occasioni al selfpublishing per convincermi della sua bontà e la delusione ha spesso battuto le aspettative; invece, era quasi per inerzia che annuivo ai discorsi relativi ai limiti delle traduzioni, mentre adesso so che quei limiti sono reali. Li ho sperimentati rileggendo il romanzo “Cime Tempestose” di Emily Brontë.

domenica 11 marzo 2018

McKee, il dialogo e Clint Eastwood



Caro signor McKee*, ho imparato dai suoi libri quante verità invisibili si celano dietro una buona scrittura, anzi per dirla con le sue parole, quante verità si celano dietro una scrittura ben fatta, pensata e volta a raggiungere un solo obiettivo: funzionare.