Fermare i pensieri in corsa, quando attraversano il nostro cervello; fissarli perché non si confondano nel caos di immagini quotidianamente registrate e di sensazioni assorbite mentre parliamo, osserviamo, percepiamo odori, ascoltiamo, mentre, cioè, i nostri sensi lavorano e noi inconsciamente li assecondiamo. Ecco, è questo ciò che faccio io portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

martedì 24 gennaio 2017

Di cosa parliamo quando parliamo di Gordon Lish?

Parliamo di editing ad alto livello.

Non so voi, ma io, quando penso a uno scoglio vero da superare nell'ardua corsa verso la pubblicazione, non immagino il mio libro ignorato da un editore, bensì la mia opera fatta a pezzi da un editor. 
Questione di e finali: l'editore pubblica, l'editor mira a creare scrittori di successo. 
L'attività di editing, che è quel prezioso lavoro di chirurgia letteraria in cui il manoscritto viene sezionato, ripulito, curato nelle sue parti malate e restituito con una dignità all'attenzione di un editore, è fondamentale e prescinderne è il valore dimezzato di una scrittura che non se ne avvale.
Un occhio esperto individua i punti critici di un testo, interviene suggerendo i tagli giusti da operare per fare emergere il meglio soffocato dal "troppo"; non manipola uno scritto, non ne stravolge il contenuto, sia anche per adeguarlo alle richieste di mercato. 
Un editor sottolinea, indirizza, setaccia, semplifica, migliora, ma tutto senza imporre nulla: la strategia giusta va condivisa con l'autore, discussa, spiegata, sempre con l'obiettivo di fare emergere le potenzialità non del tutto espresse o espresse male dell'opera.

Non, però, quando un testo arriva nelle mani di Gordon Lish.

martedì 17 gennaio 2017

In viaggio con Proust: "E all'improvviso il ricordo mi è apparso"


Immagino di essere su un treno per un viaggio molto lungo che ha una meta lontana; non so cosa aspettarmi alla fine, ma il piacere che provo è nel godermi il tragitto, con le sue fermate, le sue stazioni obbligatorie. 
Questo mio lungo viaggio è cominciato quando ho deciso di mettere mano per la prima volta a un'opera che ho sempre snobbato per il timore, indotto dal sentito dire, che potesse essere oltremodo pesante. Ho superato la mia remora (in verità, un pregiudizio) e con una rinnovata curiosità ho comprato e cominciato a leggere "Dalla parte di Swann", il primo volume di "Alla ricerca del tempo perduto" di Marcel Proust, ben determinata ad arrivare al settimo libro.
Un piccolo tratto è stato già percorso e sono giunta a questa fermata con un entusiasmo che ho subito pensato di condividere con voi. Sono solo a pagina 134, alla fine del primo capitolo: pochissimo, ma quanto basta per trarne uno spunto al quale voglio dare il giusto risalto.

Quanto sono importanti i ricordi?

giovedì 12 gennaio 2017

Alla fiera del blog

(filastrocca riassuntiva del thriller paratattico)



Alla fiera del blog, per un anno, un esercizio Helgaldo ideò.
Alla fiera del blog, per un anno, il paratattico thriller creò.

E venne Marina, 
che scrisse una versione 
dell'esercizio che Helgaldo ideò.

Alla fiera del blog, per un anno, un esercizio Helgaldo ideò.

martedì 10 gennaio 2017

La lunghezza che conta


Non è perché sono fissata con metri e lunghezze, ma oggi ho fatto un acquisto importante e durante il tragitto fino a casa ho continuato a ripetermi: devo essere pazza, devo essere pazza, devo essere pazza, mentre il libro dondolava dentro la busta della libreria.
Questa è una lettura concepita per progredire a dosi, con oltre tremila pagine l'approccio dev'essere per forza graduale, se no pensi che, al confronto, scalare l'Everest sia un gioco da ragazzi.
E io, che da sempre litigo con le dimensioni fuori misura, mi sono consapevolmente lanciata in una sfida che è più una scommessa con me stessa: spero di riuscire a completare la lettura di questo colosso letterario e di non impiegare un anno per ogni libro di cui esso si compone, per l'esattezza sette.
Dopo avere finito il romanzo che sto leggendo di Abraham Yehoshua, mi aspetta il primo volume dell'opera magna di Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto". (Povera me!)

sabato 31 dicembre 2016

FELICE 2017


Buoni propositi, bilanci, promesse mantenute o da portare nel nuovo anno, impegni presi, aspettative che si rinnovano, i miei sogni non hanno cambiato abito, restano gli stessi: desidero solo che una meravigliosa normalità continui a caratterizzare la mia vita.

Alle 00:00 alzerò il calice di spumante e penserò a ognuno di voi.



AUGURI, AMICI


giovedì 22 dicembre 2016

Thriller paratattico n. 69 - BUON NATALE


Una giovane donna si trova sperduta nel quartiere parigino di Montmartre, intorno a lei vetrine piene di luci sfavillanti. 
La giovane cammina osservando la cura con cui sono stati allestiti gli alberi di Natale nei vicoli, è felice, entra finalmente in una casa. Sale le scale, comincia a intravedere una luce, si trova nel mezzo di un centro commerciale dove uomini vestiti da Babbo Natale distribuiscono regali ai bambini. Gli uomini si avventano su di lei con entusiasmo: la vogliono riempire di doni, forse convincerla a cantare Jingle bells con loro. La donna urla di gioia, gli uomini panciuti le fanno indossare la divisa rossa, le legano attorno alla vita una fascia nera, le buttano allegramente un po' di brillantina dorata nei capelli, aspettano che si schiarisca la voce. La donna sprofonda in un sogno come quando da bambina cantava nelle recite a scuola, comincia a dondolare al suono della musica. Si sente un groppo alla gola. Una mano la scuote, si sveglia. Il dentista è stato così delicato durante l'intervento! Le rivolge un sorriso natalizio: "Tutto fatto signora. Quest'anno potrà abbuffarsi di panettoni. Mezza corona, prego! E buone feste: ci rivediamo all'anno nuovo. Ma non pensi che io sia sempre così buono."

MUHUHAHAHAHAH!