Fermare i pensieri in corsa, quando attraversano il nostro cervello; fissarli perché non si confondano nel caos di immagini quotidianamente registrate e di sensazioni assorbite mentre parliamo, osserviamo, percepiamo odori, ascoltiamo, mentre, cioè, i nostri sensi lavorano e noi inconsciamente li assecondiamo. Ecco, è questo ciò che faccio io portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

giovedì 19 maggio 2016

Alla faccia dello scribacchino inesperto!

La mia recensione di "Joshua", il romanzo di Massimiliano Riccardi


"Dentro ognuno di noi c'è una scintilla divina che aspetta solo di venire fuori. Credo proprio che la mia scintilla si sia spenta da parecchio. E qui dentro è buio, c'è davvero tanto buio. E fa freddo"

Joshua è una persona rispettabile e ben voluta, un tipo a posto, uno di cui fidarsi. Vive in una tranquilla cittadina di Charming, nella contea di Pike e ha un solo desiderio: mettere in ordine le cose.
Joshua significa "salvezza".
Quella che lui non concede alle vittime della sua follia, perché ha un'unica, grande, passione: spegnere vite, annientare e un solo obiettivo: la vendetta.
Joshua è un assassino. 

Dunque questo romanzo è un thriller con la solita figura dello psicopatico, omicida seriale, che miete vittime, uccidendole in modo efferato per una qualche ragione tutta da scoprire?
No.
Lo verifichiamo subito il perché di tanta violenza, capitolo dopo capitolo, attraverso la ricostruzione coerente e dettagliata che l'autore ci offre della storia dipanata su due piani temporali, passato e presente, che sviluppano l'intreccio e spiegano ragioni, motivano comportamenti senza mai dare l'impressione di volerli giustificare.
Così Joshua sceglie le sue vittime e le uccide perché c'è rabbia dentro di sé, un buco nero nella sua anima, così profondo che gli sembra spesso di scorgere l'inferno e cerca di trovare la pace che non ha, che non riesce a conquistare e che prova solo per un attimo, quando pensa di avere punito con la morte i peccatori, profanatori di anime innocenti e ignavi che con la loro indifferenza permettono alla malvagità di prosperare.
Entrando nella vita di Joshua viene spontaneo chiedersi se lui sia il carnefice o non piuttosto egli stesso la vittima di traumi che non si dimenticano, il complice "innocente" di giochi perversi che hanno tracciato il suo tragico percorso emotivo e che diventano un segreto da non svelare, protetto da un solenne giuramento: Parola di soldato.

Volete sapere cosa ne ha pensato una lettrice che di solito non ama dedicarsi a letture di questo genere?
Che questo è un libro che potrebbe tranquillamente essere stato scritto da un affermato autore di libri noir, che c'è poco della mano inesperta di un esordiente e tanto della destrezza di uno che non lo è.
Ho letto questa storia con interesse, spinta dalla curiosità, inorridita dalla violenza raccontata, tuttavia, senza fuochi d'artificio, dunque ammirata per la capacità dell'autore di essere spietato ma con sobrietà.
Non ho trovato sbavature, eccessi e la scrittura è veramente una grande prova di bravura.
Per me vale sicuramente la pena cercare "Joshua" in libreria. 

"Joshua" non è un'autopubblicazione, il romanzo è edito da "Edizioni Cinquemarzo", ma resta l'opera prima di un esordiente che afferma di "scribacchiare" e che adesso fa compagnia ad altre opere presenti nella mia libreria.


A quanto pare bisogna fregiarsi del titolo di "scribacchini" per essere apprezzati in veste di "scrittori"!

E così, caro Massimiliano, alla chetichella hai scritto un romanzo pazzesco! La Casa Editrice ha fatto strabene a credere nella tua opera e a impiegare le energie in questo pregevole progetto.

Sono finita non ricordo come nel tuo blog un giorno in cui avevi postato una riflessione molto profonda (me la ricordo ancora, non ho potuto fare a meno di lasciare un mio commento) e ho scoperto una bellissima persona.
Poi dicono che questa non è fortuna!
Attraverso pagine di blogger, a volte del tutto casualmente, e trovo intelligenza, sensibilità, ironia, spessore, tutte cose di cui vado alla ricerca quando conosco qualcuno.

Vabbè, Max, sembra una mail privata con tanto di dichiarazione!
Ma che importa, sono sincera e questo è il mio modo per farti i complimenti!

Ah, però non venire più da queste parti a lamentarti che non sai scrivere e che scribacchi perché ti butto fuori di casa! 



50 commenti:

  1. Ciao Marina. :-)
    Favolosa la tua recensione. Dico la verità, mi sono imbattuta in questo testo perché molti amici lo pubblicizzano su google+ e da brava curiosa sono andata a sbirciare. Io sono affascinata da questo genere di storie e avevo deciso di acquistarlo. Adesso ne sono ancora più convinta... Devo solo terminare i libri (almeno uno!) di questo giro di lettura. Buona giornata. :-)

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    1. Sai, c'è un gusto speciale a recensire i libri delle persone amiche, ma lo faccio solo se quelle letture mi piacciono sul serio.
      Sono sicura che a te questa storia piacerà, anche per le implicazioni di natura psicologica che tu ami tanto

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    2. L'unica volta che ho recensito il libro di un amico, ho perso un amico. Da allora preferisco evitare.

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    3. Ciao Alessandro, benvenuto!
      Io scelgo sempre la via della diplomazia che per me significa evitare di recensire libri ancorché di amici se non mi sono piaciuti!
      In pratica salvo capra e cavoli! :)

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  2. E ora speriamo nella sinergia autore, editore, lettori per far arrivare il romanzo lontano. Sandra

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    1. Sì, magari! Vorrei un giorno poter dire (e questo vale anche per te): "io li conosco!" :D

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  3. Marina... io non so cosa dire, mi tremano le mani. Mi hai sconvolto. Ti dico la verità, tanto sai che non ho paura di esporre i sentimenti, temevo il tuo giudizio. Mi hai regalato qualche cosa di più di una recensione. Dirti che sono commosso è banale? Ok, sono banale. Ti ho letto con il magone.
    Ora telefono a mia moglie, che è al lavoro, e gli leggo il post. Il romanzo me lo ha tirato fuori lei. Spietatamente. Mesi di racconti e discussioni.
    Grazie Marina. Grazie non basta.

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    1. Basta invece. E non è nemmeno necessario! :)

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  4. Marina...hai perfettamente ragione!
    Su tutta la linea. Massimiliano è Scrittore fin dentro le ossa.
    Non credo sia stato un libro semplice da scrivere, ammesso che ne esistano di semplici da scrivere. Il suo è unno scavo nella psicologia umana, un lavoro per scoprire cosa c'è di così segreto e misterioso in noi, pericoloso in alcuni e non in altri.
    Grande Max!
    E facciamogli pubblicità! Ti condivido!
    Ciaoooo

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    1. No, decisamente non semplice da scrivere, ma la sua bravura è stata proprio quella di riuscire a mantenersi equidistante dai fatti raccontati: è un'abilità da ottimi scrittori.

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  5. Ma che bellezza questa recensione! Se c'è in edizione cartacea Amazon, lo ordino per mio marito (giallista e noirista), che legge solo libri cartacei. Penso proprio che potrebbe piacergli da quello che racconti. E poi, naturalmente, lo leggerò anch'io. :-)

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    1. :)
      La cosa curiosa è che io ho letto questo libro solo perché lo ha scritto Massimiliano, nel senso che normalmente non scelgo libri del genere, ma sono contenta di averlo fatto, contentissima.

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  6. Complimenti Marina, hai scritto proprio una emozionante e bellissima recensione. Avendo letto il libro di Massimiliano concordo su tutta la linea. Eh sì hai ragione Max si definisce scribacchino ma perché è un simpatico furbacchione, noi ormai lo conosciamo un pochino e non ci facciamo più trarre in inganno. ;-)

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    1. Anche la tua recensione non è male.
      Diciamo che Max sa farsi apprezzare! :))

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  7. Come diceva uno spot pubblicitario: "Ti piace vincere facile?", Marina. Joshua è un gran romanzo, Massimiliano è uno scrittore vero, questa è una recensione con i contro... fiocchi!

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    1. Grazie, Roberto.
      M'e venuto proprio dal cuore, ahah! :)

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  8. Ringrazio tutti per i bellissimi commenti. Sono cose che scaldano il cuore. Ovviamente Marina è stata superlativa, essere ospite nel suo blog è un privilegio.

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  9. pure io ho letto il libro di max e l'ho apprezzato molto, è il genere che preferisco leggere in assoluto, complimenti Marina per la bellissima recensione

    http://paroleazzurrocielo.blogspot.it/
    http://unazzurrocielo.blogspot.it/

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  10. Basta leggere il blog di Massimiliano per capire che sa scrivere ed evocare istanti ed emozioni con una maestria non comune.

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    1. Io eh? Senti chi parla, proprio tu Ariano, che sprizzi intelligenza e ironia da tutti i pori (le due cose sono una dipendente dall'altra).

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  11. Ovviamente condivido in giro, come ho fatto con tutte le recensioni su Joshua che mi son capitate sott'occhio fino a questo momento.

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    1. Attento a te, che prima o poi potrebbe arrivare la mia ;D

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    2. Vi divertite tutti a farmi tremare l'orlo delle mutande ogni volta eh? Disgrassiè :)

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  12. Anche io, come sapete già, ho comprato il romanzo di Max e lo leggerò presto. Rimando dunque ogni commento a dopo. Solo una curiosità: perché l'ambientazione americana? Come ho evidenziato in diversi post sul mio blog, è una scelta che spesso non approvo per una lunghissima serie di motivi. Potrebbe essere azzeccata, considerando la trama del libro. Ma di questo parlerò dopo averlo letto. :)

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    1. Ti devo dire, ci sta. Una storia così, ambientata in Italia, non avrebbe avuto gli stessi ritmi, lo stesso effetto, forse anche la stessa credibilità. Però è una mia impressione.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. Ora sono curiosa di sapere cosa ha scritto Max nel commento eliminato. :) in alcuni casi le storie non si potrebbero svolgere in nessun altro paese, è vero.

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    4. Ciao Chiara, l'ho eliminato perché mi sembrava di essere andato troppo sul personale e di aver fatto spoiler. Valutazione codarda delle 4 del mattino. Poi Marina mi ha confortato sul contrario.
      Avevo scritto che il problema dell'ambientazione me lo ero posto io per primo, conscio del rischio di andare incontro a una sorta di sputtanamento o ancor peggio di apparire ridicolo. Dietro il romanzo, c'è molta fatica, molta ricerca, in qualche misura ho camminato per le strade che descrivo, ho respirato quell'aria, ho pensato e ragionato per mesi come alcuni dei personaggi. Ho aggiunto che il metodo Stanislavskij mi fa una pippa, che mi sono calato nella psicotecnica a tutto campo. Ho riportato la frase utilizzata nel post di inaugurazione del libro, citando cesare Zavattini: "il tentativo non è quello di inventare una storia che somiglia alla realtà, ma di raccontare la realtà come se fosse una storia". Tutto qui. Concludo ribadendo che come è ovvio vorrei essere letto da più persone possibili, ma che mi accontenterei anche di pochi lettori purché tutti soddisfatti e piacevolmente intrattenuti. Uff, faticaccia :)

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  13. Io, per mia scelta motivata, salto a piè pari il contenuto del post :P

    Mi limito, in questa circostanza, a complimentarmi con entrambi :D

    PS: non è inutile questo commento, vero? XD

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    1. Bentornato, Pi.
      Oh, che meraviglia: ti do un nome: Paolo! :)

      Ci saranno un dove e un quando potrò conoscere i motivi della scelta? :)

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    2. Qui e adesso :D
      Quando ho in programma (sulla "breve" distanza) di leggere ed esprimere un'opinione su di un libro, evito di leggere quelle altrui prima, semplice e diretto :P

      PS: pensavo che il mio nome fosse ormai sdoganato... o ti sei distratta :P

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    3. In effetti, quel Paolo non mi suonava del tutto nuovo, ma non ne avevo un ricordo netto! :)

      Hai ragiona anche sul non leggere nulla del libro in lettura o prossimo. Anch'io faccio così! ;)

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    4. Ueilà, che notizia, Paolo mi leggerà? Grande.

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  14. Grazie Paolo. Non è inutile, non lo è, i miei sono post inutili :D

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  15. In giro ci sono parecchi buoni lavori che nessuna grancassa promozionale segnala. Penso bene dell'editoria, nonostante tutto, ma non così bene dal credere che fama e qualità vadano per forza a braccetto. Complimenti a Massimiliano! :)

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  16. Con il tempismo che mi contraddistingue, eccomi anch'io a fare i complimenti a recensito e recensore :D

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  17. Finalmente rispondo (sono in ritardo pazzesco, periodo complesso diciamo così, ma superato!): non è la prima recensione positiva che leggo sul libro di Massimiliano, ma le tue parole, Marina, colpiscono parecchio eh! Bravi ad entrambi *_*

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    1. Grazie Glò. Del resto, i primi destinatari di una recensione sono i lettori. Chi meglio di te può dirlo! :)

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