Fermo i pensieri in corsa, quando attraversano il mio cervello; li fisso perché non si confondano nel caos di immagini che quotidianamente registro e di sensazioni che assorbo mentre parlo, osservo, percepisco odori, ascolto, mentre, cioè, i miei sensi lavorano e io li assecondo inconsciamente. È questo ciò che faccio portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

martedì 31 gennaio 2017

#imieiprimipensieri: vedo polvere dappertutto

(Scrittura di getto di un lunedì pomeriggio)


Ebbene, Chiara, sì, mi metto in gioco, ma sappi che già ho cominciato a giudicarmi con severità, ritenendo sciocco e senza senso il post che mi sto accingendo a pubblicare sull'onda della sola emotività non alterata da strani deformanti giochi della mente.
Dunque, per la serie #imieiprimipensieri capitolo uno, ecco la mia prova scritta di getto in poco meno di quindici minuti, ispirata da una pezza per spolverare, prima di andarmene in giro strade strade ad accompagnare i miei figli in palestra (rigorosamente in punti della città e in orari diversi)
E vada come vada! 
(Anche sto cappelletto l'ho scritto per come m'è venuto: tutto di getto... oppure getto tutto)

Polvere, vedo polvere dappertutto. Si annida in ogni angolo, pulisco e un'ora dopo è già lì a coprire ogni superficie, mi fa le pernacchie mentre mi dice: ahah, tanto non riuscirai mai a liberarti di me, mai! io, invece, vorrei che esistesse un sistema per disintegrarla nel momento stesso in cui si deposita sulle cose, vorrei eliminare la polvere dalla faccia della terra, come quella che ho nella mente tutte le volte che voglio scrivere e non ci riesco perché sono distratta, perché non ho tempo, perché scrivo e cancello, scrivo e cancello fino a stancarmi. E ora che ho una pezza in mano e giro attorno agli oggetti sopra i mobili senza spostarli per eliminare la polvere visibile lasciando pascere quella invisibile (tanto sotto i centrini, ma chi andrà mai a vedere!), cosa decido di fare? Di fermarmi, posare tutto e scrivere della polvere che odio e di tutto il resto che risponde all'imperativo: scrittura di getto.
Ecco, parliamone, allora: questa storia della scrittura di getto mi fa diventare matta, perché è inutile, io non ci riesco, cioè non so se fa davvero al caso mio. È l'ultima frontiera dei miei tentativi di rendere più veloce e meno "mentale" la mia scrittura, ma per quanto mi sforzi, i consigli dati e raccolti con ampia fiducia mi confondono di più portandomi su un terreno mai battuto che adesso faccio fatica a riconoscere come quello a me più congeniale.
Ne ho parlato a lungo con Chiara, lei mi ha consigliato la lettura di un libro che non contiene argomenti sulla filosofia zen, ma solo utili suggerimenti che sfruttano certi percorsi di matrice orientale per orientare la scrittura di chi vuole scrivere e si riempie di paturnie non appena prende una penna in mano. Io, poi, mi sono intrippata con questo freno inibitore che chiamasi "mentale" e non me ne esco più: mi sembra il nemico da combattere, la malattia di cui è affetta la mia pratica scrittoria. E si, perché scrivo due righe e ho bisogno di rileggerle sennò non muovo un passo in avanti, e quando rileggo trovo tutto brutto; ricomincio, cancello, salvo giusto due termini che mi sembrano buoni punti di partenza e riprovo. Arrivo al primo step, un piccolo traguardo che raggiungo mettendo il punto a un periodo, (grande risultato, evviva), poi rileggo e zac, di nuovo: taglio, riscrivo, mi sembra di commettere errori grossolani, non errori tipo refusi, quelli sono un blando solletico sotto i piedi, io parlo di errori legati a una scrittura poco convincente, una di quelle che mi fa dire: "e tu saresti una scrittrice? e mi lascia con una tale frustrazione da mettere in dubbio tutte le mie capacità (ma siamo sicuri che io ne abbia?)
Poi sento dire che c'è chi scrive racconti di getto e in un pomeriggio batte al computer dieci pagine tutte di fila senza interruzione e me ne vado in paranoia. Questo è talento puro, ma wow! Ha le idee che gli si sciolgono in testa mentre scrive, non si ferma mai finché non arriva all'ultima parola. Solo alla fine, e solo allora, rilegge con calma e si dà alla revisione.
Ma cazzo, io le invidio queste persone, come invidiavo ai tempi universitari quelli che leggevano un paragrafo del manuale due/tre/quattro volte e già erano in grado di ripetere l'argomento, non trovando utile ripetere ad alta voce per memorizzare i concetti.
Io che invece stavo lì a fare schemi e a sgolarmi per impostare un discorso sensato su quello che avrei dovuto sapere e che puntualmente dimenticavo se non lo ripetevo infinite volte.
Okay, è un problema di memoria, la mia è sempre stata scarsissima, ma anche di metodo, di tecniche, forse anche di abitudini. Assecondiamo solo il modo in cui più riusciamo a essere a nostro agio e io avevo bisogno di quel tipo di studio per essere sicura di dare il meglio di me.
Ecco, nella scrittura mi pare lo stesso: invidio chi ha la capacità di scrivere di getto, ma so che a me devo chiedere un modus operandi diverso per essere soddisfatta di ciò che faccio. E dunque dove nasce la mia paturnia? Se io so scrivere solo a step, se non so buttare parole su parole sul foglio senza fermarmi a rileggere, vuol dire che è questo che mi viene spontaneo, e invece no, eccolo là l'inghippo: ciò che mi viene spontaneo non sempre è efficace. Infatti mi rallenta, mi riempie di dubbi, rende insicura la mia vena creativa, la blocca...: il signor "mentale" avanza inesorabile (ormai che ho scoperto che si chiama così, trovo figo tirarlo in ballo tutte le volte che la mia scrittura esce fuori stentata e a singhiozzo: così ho qualcuno da colpevolizzare, ecco fatto.)
Allora provo a cambiare rotta: ci sto provando, eh, io non mi tiro indietro. Se questo è un esercizio di scrittura io lo sperimento, verifico, ma so che quando rileggerò ciò che ho scritto mi verrà da piangere e avrò la tentazione di cancellare tutto. Invece faccio dono dei miei pensieri agli altri, come scrive Chiara nel suo post, senza temere la loro opinione (col cavolo! mi vergogno come una ladra, pur non avendo scritto chissà cosa e forse proprio per questo).
E così mi sono trovata un'altra scusa per non pulire la casa.
Toh, il tempo è scaduto, adesso devo uscire: via la pezza, metti le scarpe.
La polvere ringrazia.


56 commenti:

  1. Wow! Bravissima Marina, mi piace!
    Ciao e buona giornata!

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    1. Non scherzare, Pia! :D
      Buona giornata a te! :)

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    2. Ahahahah...non lo faccio, sei stata bravissima e divertentissima. Buon pomeriggio a te!

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  2. La scrittura è come lo yoga: occorre assecondare la natura. Tutto qui. Il tuo post è vero, e conta questo. Non posso dire "brava", perché tra le regole ho messo quella di non giudicare i testi sul piano formale (ci tenevo che fosse riportata), ma ti dico grazie per esserti messa in gioco. :-)

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    1. Se posso imparare qualcosa anche da ciò che conosco poco o per niente mi butto volentieri: non ne farò un esercizio occasionale. Non sia mai ci prendo gusto... ;)

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  3. Boh, che ti devo dire? Se questo è il risultato sono io che dico WOW. Affabulazione pura, sembrava di ascoltare un monologo teatrale. Mi sono divertito molto. Se ti dico che sei brava usami la cortesia di non contraddirmi MH!!
    Marina spettacolare Guarneri, buona giornata. Giornatina da palla da flipper mi pare di capire. Solo voi signore siete in grado, io mi defilo sempre. Porta di là, porta di qua porta di su....naaaaa

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    1. Eccallà, monologo teatrale, lo stesso mio pensiero. :)

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    2. Anche a me è sembrato un monologo teatrale, a tratti pensavo che "Mentale" avrebbe potuto anche rispondere e mi figuravo uno coreografia di sfondo. Quindi direi esperimento perfettamente riuscito.

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    3. Vedi...mmmh vedi Marina? E fatti servire no?! Hahahaha

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  4. Mi unisco agli altri, Marina.
    Questo post è una bella chiacchierata tra amici. È vero! Sincero!
    Io poi sono una che di getto scrive. Non 10 pagine ma una poesia, un raccontino. Mi viene l'idea e la metto giù altri ento quel buco nero che è la mia memoria se lo mangia e chi lo trova più?
    Bacio

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    1. Io mi sono attenuta alle regole, chiamiamole così: non ho toccato il testo e rileggendolo... OMMIODDIO, ripetizioni, pensieri casuali, pure una parolaccia... Però ammetto che è liberatorio e svelto. In una scrittura seria c'è tempo per le revisioni: se entro in quest'ottica posso trovare giovamento da questo metodo. :)
      Grazie, Pat!

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    2. Nessuno dice di non ritoccarlo dopo.
      Poi, dipende sempre da cosa è. Se si tratta di un romanzo è ancora diverso forse. Ma ad esempio per i post, credo che non ci siano assolutamente problemi.
      Prego! Ciaoooo

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    3. Ecco, di Pat sapevo già che scrive di getto.
      E' anzi la classicissima blogger che scrive con la stessa vivacità con cui le vengono in mente idee nuove. :)

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    4. Patricia, veramente questo post fa parte di un "gioco" proposto sul mio blog, e una delle regole era proprio quella di non revisionare. Tra l'altro, Marina l'ha anche scritto. Questo perché le persone potrebbero farsi fagocitare dalle proprie insicurezze e decidere di non pubblicarlo più. :-)

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    5. Ciao Chiara, è qualche giorno che non vengo a trovarti ma sono parecchio incasinata.
      Ho capito dal discorso di Marina che si tratta di un "gioco" come dici tu.
      Una cosa che faccio praticamente sempre. Se mi ci fermo sopra faccio quello che dici tu, cancello,, elimino.
      Ma io sono così. Istintiva. :)
      Ah.. parlando di revisionare io intendevo questo. A parte questo gioco, farlo quando si è finito il "pezzo" non ad ogni frase.

      Luz, non so quanto sia un bene essere così però lo sono nello scrivere come nella vita )

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    6. Sì, anche io sono d'accordo con l'idea di revisionare alla fine, sebbene ogni tanto si corra il rischio di fermarsi. :)

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  5. sarà che non te lo aspetti, ma discorsiva, libera e spolverante sei un piacere da leggere. Quindi sì abbandona il cancellino e il machete e fai di questo esercizio abitudine.

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    1. No, continuerò a provarci anche dietro le quinte. Qui era un esperimento, magari se diventa un buon metodo operativo riesco a velocizzare la mia scrittura lumaca.
      Grazie, Nadia. Tu, non ci provi? Anche se nei tuoi post vedo tanta naturalezza: devono venire di getto anche a te.

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    2. In effetti sì scrivo di getto per abitudine, o quella vagamente affine all'ispirazione. Appena mi libero dagli impegni del calendario mi ci metto, l'idea mi piace molto.

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  6. Sulla questione della scrittura di getto non saprei dire, ma per quanto riguarda la polvere la soluzione è aspirarla. La pezza serve solo a spostare la polvere da qui a lì.

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    1. Sì, pezze antistatiche, tessuti acchiappapolvere, prodotti di ogni genere, io ho provato di tutto, ma niente la Polvere è un signor nemico. :D

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  7. Ah ah ah ... ma è... piacevolissima!
    Talmente che sarebbe un eccellente monologo teatrale, guarda. :)

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    1. Ahah, ma pensa te... Magari scopro una nuova vena creativa e mi do ai testi teatrali. :D

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  8. Ok, non ti si può dire brava stando alle regole, ma ho letto con piacere, spero tu esca dal tunnel.
    Sandra

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    1. Perfetto: in linea con lo spirito dell'iniziativa di Chiara. ;)
      Uscirò trionfante! :)

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  9. Avevo letto dell'esercizio di Chiara e mi piace molto. Lo trovo di grande utilità per mettere le proprie idee sulla carta senza censura. Non solo idee, ma anche semplicemente pensieri, emozioni. Poi, magari dal calderone può venire fuori qualcosa di bello e di utilizzabile. Il punto è che a parte il gioco resta difficile, almeno per me, fidarmi della mia emotività che mi porta a scrivere cose di cui puntualmente mi vergogno per i più svariati motivi. Il problema resta non solo scrivere, ma riuscire a condividere. Ok, riesco a lasciarmi andare, ma poi? Rileggo e la vocina che sa tutto dice: No no no, non ci siamo. Se avesse un ditino me lo punterebbe in faccia saccente. Ed ecco che chiudo tutto in una cartella sul desktop per sempre.

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    1. Se lo scopo è fare fluire il pensiero senza pensare a chi dirà cosa direi che forzandomi un po' l'esperienza è stata costruttiva. Però, sono anche d'accordo con te sul fatto che ci sono emozioni e pensieri che rimangono nostri e che non è necessario condividere. Il concetto è dire le cose che vogliamo dire e sottolineo vogliamo senza farci condizionare da fattori esterni.

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  10. Il post funziona benissimo, brava!
    L'esercizio proposto da Chiara va nella direzione dello sperimentare, contro gli incartamenti teorici che talvolta affliggono in chi scrive :P

    Io però son abile cacciatrice di polvere ^_^

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    1. Insegnami qualche trucco: cacciare la polvere, tutti i tipi di polvere, è il mio obiettivo. :D

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    2. Costanza e ottimi panni antistatici, olio di gomito e via! Un po' come nella scrittura, se ti soffermi troppo ti blocchi, se corri sei approssimativo XD

      Non ho detto nulla di particolare, perché i brani non dovrebbero essere analizzati, no? L'idea però c'è e appunto funziona.

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    3. Costanza e olio di gomito: mi sembrano i due punti di forza anche nella scrittura. :)

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  11. Per essere scritto di getto, ha una sintassi e un'organizzazione del testo sin troppo precise. Quando provo a scrivere di getto io in genere viene fuori qualcosa a metà strada fra il monologo di un ubriaco e un tentativo discorsivo di uno straniero che non conosce bene l'italiano :-D

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    1. :D
      Se avessi dovuto mettere mano a questo brano avrei ritoccato parecchie cose, a me sembra disordinatissimo e con un bel po' di cose che a un'attenta rilettura non se possono sentì!
      Però potresti provare a fare dire qualcosa a sto ubriaco! :)

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    2. In questo momento, causa situazioni varie sul lavoro che si protraggono ormai da tre anni più qualche altro problemino (eufemismo) a casa, se do liberamente sfogo ai primi pensieri che mi passano per la testa (ci ho già provato) il monologo dell'ubriaco si riempie di una tale quantità di parole poco carine e bestemmie esplicite che, beh, insomma, preferisco evitare. Appuntamento rimandato a quando avrò la mente più serena ;-)

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    3. Rimandato okay. ;)
      E in bocca al lupo per i "problemini" :)

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  12. A me è piaciuto un casino. Scrivere di getto ti dona, sei fluida, incisiva e molto naturale.
    Ops. Non dovevo dire niente, vero?

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    1. No, ma detto fra noi, grazie! Parto,con una marcia in più se so che il mentale si può tenere a bada :)

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  13. mi piace questa scrittura di getto...
    mi piace quello che ho letto

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  14. Marina, non sei la sola! Siamo in due, sia a correggere mentre scriviamo (tranne gli appunti, ma sono appunto appunti), sia a fare schemi e schemini quando studiavo! ;)

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    1. Gli schemi nello studio, per me, erano fondamentali: solo così riuscivo a memorizzare la materia, ma avevo un collega che in quindici giorni leggeva i testi come se fossero romanzi e poi andava a fare esami. Metodi diversi, risultati uguali o simili, solo che io mi ci ammazzavo la vita. :)

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  15. Beh, senza la scrittura di getto non avresti scritto questo monologo teatrale e non avresti parlato della polvere! E io dico, ma perchè nessuno parla parla mai della polvere che infesta la vita delle donne che tentano di avere sotto controllo l'ordine e la pulizia, incastrandole in giornate convulse di impegni? Sappi Marina che anch'io vedo la polvere dappertutto e sono tentata di pulirla proprio mentre ho quel frammento di tempo libero e sono al pc per scrivere e poi osservo quell'angolo impolverato e vorrei prendere lo straccio e pulire e poi penso: ma se ho pulito due giorni fa perché c'è già la polvere di nuovo? Allora distolgo lo sguardo e cerco di riacchiappare il flusso di pensieri che stavo tentando di scrivere e che, aimè per colpa della polvere che mi ha distratto, è già volato via! Ho commentato a ruota libera sulla scia del post, spero di aver scritto qualcosa di sensato...in ogni caso solidale con te e la lotta contro la polvere, le corse contro il tempo e gli impegni e tutto il resto!

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    1. Grande Giulia, un commento di getto davvero efficace.
      E quella maledetta polvere a prendersi gioco di noi! :D

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  16. Be', se posso dire la mia, anche in casa mia c'è la polvere.
    Ma la prendo con filosofia: è la casa che deve essere al mio servizio e non io al servizio della mia casa.
    Dico "filosofia" per usare un eufemismo. In realtà so bene che dovrei scrivere "scusa" ma che ci vuoi fare. Io e mia moglie non possiamo passare la vita a spolverare... :-D

    P.S.: complimenti per il post. Ottima gettata.

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    1. Sì, una colata di parole. :)
      Ma, ora, non per... ma tu e tua moglie spolverate insieme? :D

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  17. No. O spolvero io o spolvera lei. Capita che comincio io e finisce lei. E viceversa... Diciamo che a casa nostra non esistono mestieri da donna e mestieri da uomo. A parte i lavori duri che li fa il sottoscritto per cavalleria... :-D

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    1. In linea di massima anche qui è così, solo che accade che a cominciare i lavori è anche mio marito, ma a portarli a termine sono sempre io. :)

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  18. Io non riuscirei a scrivere di getto. Mai e poi mai. Comunque bravissima.

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    1. È più un limite della nostra mente. Se scrivi, sai farlo anche di getto, solo che non vuoi per una serie di ragioni legate a tanti fattori interni o esterni. Il senso dell'esercizio è questo: provare a ignorarli. Neanche a me viene naturale, però è stato importante provarci. :)

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  19. La scrittura di getto non deve seguire regole, deve essere spontanea e basta, chi se ne frega se viene una poesia o un pappone illeggibile di 30 pagine. In fondo deve essere uno sfogo per noi :)
    A proposito della polvere invece, anche io vorrei non esistesse. A volte non ci penso ma poi arriva quel delinquente del mio gatto che fa casino e sporca tutto o sterra le piante. Dannato gattone... ;)

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  20. Ciao Anna, quanto tempo! :)
    Con un animale in casa io potrei morire (allergia a parte!) :)
    Il problema della scrittura di getto è "gettarla" al pubblico, cioè il freno deriva proprio dal fatto che il pappone illeggibile di 30 pagine sarà letto (e giudicato) da qualcuno, ma l'esperimento andava fatto soprattutto per molti (e io sono fra quelli) che sono ossessionati dall'ordine e la precisione.
    Tu? Hai mai provato? Vuoi unirti?

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    1. Alla fine sono ritornata dopo qualche problema di salute :)
      Che sfortuna essere allergici! Non potrei immaginare la mia vita senza casinisti pelosi!
      Io si, ogni tanto scrivo di getto ma alla fine tengo tutto per me. Dai, quasi quasi mi unisco ;)

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  21. Hai visto, a proposito di amici pelosi, la nuova iniziativa di Buck e il Terremoto? Potrebbe interessarti. Se non la conosci questo è il link: http://serenawrites.com/bando-racconti-antologia-2017/

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