Fermo i pensieri in corsa, quando attraversano il mio cervello; li fisso perché non si confondano nel caos di immagini che quotidianamente registro e di sensazioni che assorbo mentre parlo, osservo, percepisco odori, ascolto, mentre, cioè, i miei sensi lavorano e io li assecondo inconsciamente. È questo ciò che faccio portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

martedì 25 agosto 2015

Dalla spiaggia alla veranda di casa, ma sempre con un libro in mano


Per me la vera vacanza ha inizio quando posso leggere senza mordicchiare spazi nell'arco della giornata per riuscire a farlo. Infatti, ormai è un dato assodato che le mie letture si consolidino prevalentemente nei mesi estivi, quando il tempo e il relax mi aiutano a godermi in santa pace quei momenti sublimi di silenzio in cui mi accomodo fra le pagine di un libro senza pensare ad assolvere altri impegni che, guarda caso, durante l'anno, risultano sempre prioritari.

La cosa, tuttavia, poco ordinaria in questa mia predisposizione mentale verso la lettura estiva è la tipologia dei libri che scelgo. Normalmente il "mattone", che è una lettura bella, intensa, ma impegnativa si colloca in inverno, quando il freddo e le giornate uggiose rendono piacevole l'acquattamento con un buon testo davanti agli occhi, un plaid sulle gambe e la luce accesa nell'angolo del divano. L'estate, il caldo, il sole, si riflettono, invece, in un tipo di lettura diversa, che è di solito fresca, leggera, godibile sotto un ombrellone con trentacinque gradi e il mare a due passi per non rimanere secchi sotto quelle temperature africane: libri brevi, storie che entrano in circolo velocemente e che con la stessa rapidità sfumano senza lasciare tracce significative. 
Ecco, io (e sono sicura di non essere la sola) esco fuori da questo schema e, al contrario, concentro le mie letture più corpose proprio in estate: un anno, circondata da persone che sotto l'ombrellone leggevano le barzellette di Totti e le storie umoristiche della Littizzetto, io tiravo fuori dalla mia borsa del mare le novecentosedici pagine di Anna Karenina, un classico indimenticabile di Lev Tolstoj alto dieci centimetri e certo assai poco maneggevole in mezzo a solari untuosi e sabbia; l'anno successivo, per non farmi mancare nulla, mi sono portata in vacanza un altro libro esile e di facile lettura, "Il ragazzo giusto" di Wikram Seth, che per chi non lo conosce è un magnifico libro di quasi duemila pagine e, negli anni, è stata la volta de "L'insostenibile leggerezza dell'essere" di Milan Kundera, "I fratelli Karamazov" di Dostojeski e... tenetevi forte: ho avuto il coraggio, qualche estate fa, di portare sotto l'ombrellone della spiaggia cefaludese persino le tragedie di Sofocle, con una personale predilezione per l'Edipo Re (ancora adesso una mia amica pensa che io provenga da un altro pianeta e per un po' l'ho creduto anch'io!)
In buona sostanza, mi piace, proprio in estate, associare alla lettura della narrativa contemporanea, quella di classici che non passano mai di moda e rappresentano i capisaldi della letteratura italiana e straniera (al netto dell'esperienza sofoclea stimolante, ma in tutta onestà mooolto impegnativa). 

Così, anche quest'anno non mi sono smentita e in valigia ho messo, accanto a "La collina del vento" di Carmine Abate e "Pastorale americana" di Philip Roth, due libri del Premio Nobel Josè Saramago e il vecchio, caro, Giovanni Verga con il suo capolavoro "I Malavoglia", letto e amato negli anni di Liceo.
"Cecità" di Saramago mi ha trascinato con la sua forza narrativa dentro l'assurdità di una storia che mi ha lasciato il segno; ho dovuto mettere in pausa il mio slancio da lettrice per un paio di giorni prima di aprire un nuovo libro, così, riposto nella tasca della valigia il Premio Nobel, mi sono affidata all'illustre Verga per essere condotta dentro tutt'altra atmosfera. Sotto l'ombrellone "I Malavoglia" facevano un figurone, una presenza sobria e importante in mezzo a tanti "Montalbano, sono!", Dan Brown e tascabili "rosa".

Ammetto di non essere molto discreta quando guardo con insistenza i libri sollevati ad altezza occhi dalle persone distese sulle sdraio o sui teli in spiaggia. Giusto un accenno di indifferenza, ma poi eccomi là, con tre secondi di posa statica per riuscire a guardare copertine e titoli. Mi accorgo che sono gli adulti a leggere prevalentemente; pochi giovani, ma se già la lettura per la gran parte di essi è un obbligo circoscritto al periodo scolastico, figurarsi in estate: diventa un'esperienza occasionale, l'ultima opzione fra tante proposte di distrazione e svago.
Il cartaceo è il più quotato e devo dire che io, proprio in estate, ritorno alla sensualità del libro in carne e ossa dopo avere ceduto di recente alle lusinghe di uno strumento tanto pratico quanto comodo come l'eReader. Preferisco sfogliare le pagine di carta in riva al mare che quelle digitali, anche perché spesso il riflesso del sole non rende agevole la visualizzazione dello schermo e il timore che sabbia e salsedine possano raggiungere gli ingranaggi del dispositivo, danneggiandolo, mi fa desistere dall'utilizzarlo; tuttavia il Kindle viaggia sempre con me insieme a cellulare e videocamera, perché la sera ho piacere di leggere gli scrittori esordienti e gli ebook scaricati e raccolti nella mia biblioteca digitale: quest'estate ho dedicato il mio tempo a "Cose che si rompono" di Roberto Bonfanti e a due lunghi racconti di un'autrice francese, Dominique Valton, che lei definisce "fiabe" e che di fatto lo sono: "Il quaderno di Didine" e il seguito "La canzone di Didine", due letture che mi hanno ispirato un post che pubblicherò quanto prima.

Le vacanze in senso stretto, alla fine, si riducono a pochi giorni, ma il piacere del relax va oltre le ferie preventivate fra viaggi e mare, così mi godo questi ultimi giorni di agosto felicemente da casa mia, con la ritrovata energia per ritornare fra le pagine del blog e ancora tanta voglia di leggere.
Che libri ho, adesso, per le mani?
Saramago me gusta mucho e, dopo avere letto anche "Le piccole memorie", ho acquistato in cartaceo "Saggio sulla lucidità" che ho idea mi porterà a fare lunghe riflessioni al pari di "Cecità" (alla fine, il piacere di vedere la libreria riempirsi di testi è ineguagliabile). E quel libro che mi fa compagnia nella foto non in costume da bagno è una lettura romana, cominciata al ritorno dalle ferie: si tratta di Italo Calvino, del quale ho scelto di leggere per la prima volta "Il castello dei destini incrociati".

Ben ritrovati, amici!

18 commenti:

  1. Bentornata :-)
    Se può interessarti io invece rientro nella categoria "tradizionale", con letture corpose in inverno e più leggere in estate. Questo agosto ho letto "Il diario di Bridget Jones", figurati un po', ma anche perché da alcune settimane ho i neuroni in fase letargica (oddio, in generale non è che siano mai troppo sviluppati ;-)
    Si ritorna dunque a bloggare ;-)

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    1. È normale la lettura "tradizionale" estiva, ma alla fine, se ci pensi, che importanza ha cosa si legge quando si legge, ciò che conta è farlo! pure con i neuroni in letargo. :)

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  2. Bentornata!
    Abbiamo una lettura in comune, quest'estate: Cecità. A me, però, non ha soddisfatto per nulla.
    Per il resto io, per vent'anni, mi sono portato in vacanza testi che avessero almeno duemila anni: dai sumeri ai latini ho letto molto. Tutte pagine splendide, tra l'altro. ;)

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    1. Mi sento sollevata: ammettendo la lettura dell'Edipo Re pensavo di essermi spinta un po' troppo in avanti! Certo che anche tu... con le letture sumeriche...! :)

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  3. Bentornata Marina
    È vero in estate si ha più tempo di affrontare libri impegnativi,
    Io finalmente quest’estate ho finalmente finito di ri-leggere la coscienza di Zeno (l’avevo scaricato in ebook gratis nel mese di marzo e dopo molti anni non ricordavo quasi più nulla), ho letto Spingendo la notte più in là di Mario Calabresi e ho iniziato a leggere ZeroZeroZero di Saviano, argomento piuttosto impegnativo, però l’ho inframezzato con altri libri più leggeri: La ragazza del treno di Paula Hawkins (letto in due giorni) e Una lunga estate crudele di Alessia Gazzola (questo devo ancora finirlo ma sono quasi alla fine). A proposito il mio amico Beta reader è un appassionato di Saramago e mi ha caldamente consigliato di leggere Cecità, quindi mi sa che presto lo leggerò, il tuo post mi ha ulteriormente incuriosito!

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    1. Con "cecità" preparati ad avere sentimenti contrastanti: per me non è stata una lettura facile, in certi punti mi ha persino disturbata, però ne è valsa la pena!
      La coscienza di Zeno: letto una quindicina di anni fa... Ricordo che mi piacque, però sai che... quasi quasi l'ho dimenticato?

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  4. Io adoooro Edipo Re. E adoooro Sofocle. Ho sempre letto le antiche tragedie greche in estate perché credo che il sole sia il miglior rifugio a libro ultimato.
    Bentornata, cara. :)

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    1. Ah, che meraviglia! Allora non sono l'unica matta che ama le tragedie greche! E se proprio la vogliamo dire tutta... "I sette contro Tebe" di Eschilo? :D

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    2. Siamo matte in due. Ma per me il vincitore assoluto è Euripide. :D

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  5. Ciao Marina!

    Io devo ammettere che non ho letture "stagionali": può capitare che d'estate mi indirizzi verso romanzi un po' più soft, ma non si tratta mai di storie esili. La mia passione per i tomi non va in vacanza: ciò che cambia, più che il numero di pagine, è forse la tipologia e lo spessore dei contenuti. Anche in questo caso però non si tratta di una regola generale. Se mi capita una storia "importante" non la rimando a settembre. Inoltre, le cose troppo becere non mi piacciono proprio! :-)
    Ho portato il Kindle anche al mare. Non si è rovinato nemmeno quando mi sono trovata sotto un acquazzone che mi ha infradiciato la borsa. Però la copertina si è un po' sporcata e credo ne comprerò una nuova. Ormai mi trovo benissimo con questo strumento e temo che avrei qualche difficoltà a tornare al cartaceo, anche se dovrò farlo per leggere il quarto romanzo della saga millennium! :-)

    P.S. Non ho ancora ripreso a scrivere perché sono rientrata da pochi giorni. Appena lo faccio, ci riaggiorniamo.

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    1. È vero, la cosa bella è che poi il lettore ebook diventa uno strumento indispensabile! E chi l'avrebbe mai detto!
      Rientrata?
      Bene, allora... a lavoro (alludo alla scrittura, ovviamente!), riposata e pronta per riprendere il filo del discorso! ;)

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    2. Spero di trovare presto il tempo per scrivere. Non è facile riprendere. Inoltre, ieri è arrivata a casa nostra la sorellina del mio compagno, e spero di avere un po' di tempo a disposizione. :)

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  6. Bene bene, riapertura «ufficiale» del blog. Mi piace, ma quanto mi sei mancata! Letture poco impegnative... Complimenti.

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    1. Oh, il mio Helgaldo!
      Ben ritrovato da queste parti!

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