Fermare i pensieri in corsa, quando attraversano il nostro cervello; fissarli perché non si confondano nel caos di immagini quotidianamente registrate e di sensazioni assorbite mentre parliamo, osserviamo, percepiamo odori, ascoltiamo, mentre, cioè, i nostri sensi lavorano e noi inconsciamente li assecondiamo. Ecco, è questo ciò che faccio io portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

martedì 27 ottobre 2015

Di LETTURE (perché ho tre libri sul comodino)


Leggo tanto, ma non quanto vorrei realmente. Per leggere ci vogliono tempo e predisposizione mentale: la sera, dopo una certa ora, avrei il tempo, ma la mia mente non è ricettiva e la lettura mi stanca. E quando avrei voglia di prendere un libro e sarei pure concentrata, devo correre di qua e di là a sbrigare qualcosa. 
Comunque sia leggo.

Ho trovato un equilibrio perfetto seguendo un metodo che da un po' di tempo a questa parte trovo convincente: mi dedico a tre letture differenti per tipologia, una "contemporanea", una "esordiente" e una "classica".

Sì, sono tre libri e io divido spazi e tempi della giornata in funzione di essi: la lettura contemporanea è collocata in genere nella fascia oraria in cui aspetto i ragazzi dalla scuola; la classica è rigorosamente preserale, quella esordiente confinata nei tempi morti oppure per colmare le attese varie ora alla Posta, ora dal medico, ora in Banca. 
La mattina non si tocca: è l'unica parentesi lunga in cui posso permettermi di scrivere in libertà (e anche lì rispetto rigorosamente un orario-limite, altrimenti è il caos).

Ho sperimentato che la diversità delle tre letture contestuali mi aiuta a riflettere su come migliorare stile e contenuti della mia scrittura. 
LEGGERE I CONTEMPORANEI mi dà la possibilità di misurarmi con una prosa vicina al mio modo di intendere la narrativa. 
Quando una storia è raccontata bene, la mia mente segue due strade: una si perde nella vicenda, entra nelle vite altrui, osserva e studia i comportamenti dei protagonisti, si affeziona a uno piuttosto che a un altro, partecipa dei cambiamenti, ascolta i dialoghi, prende le parti di qualcuno,  odia e ama, immagina la fine. L'altra analizza, sottolinea brani particolarmente riusciti, ammira l'uso corretto dei termini, degli aggettivi, delle metafore, l’architettura delle frasi, lo stile, i modi in cui l'autore dice o fa dire le cose. Da una parte, cioè, sono lettrice-utente, dall'altra lettrice-segugio di spunti e regole di scrittura da tenere presenti quando scrivo.

LEGGERE GLI ESORDIENTI mi permette di camminare "fra pari" e di notare tutti i difetti di una scrittura ancora immatura (quando lo è). 
È come porsi di fronte a uno specchio: riconosco tutti gli errori in cui cade chi scrive senza avere affinato ancora tecniche narrative perfette e mi interrogo sul mio modo di scrivere, notando se rispetto agli scritti altrui sono un passo avanti o due indietro. Mi serve per capire, più o meno, a che livello di "esordienza" (ho appena usato un neologismo?) possa collocarsi la mia narrativa. Mi piace camminare al passo con gli aspiranti scrittori che hanno sogni simili ai miei, per questo concedo loro la mia fiducia leggendoli, nella speranza di trovare pregevole il lavoro di qualcuno e riconoscergli le potenzialità per accedere al mondo dei "big".

LEGGERE I CLASSICI è immergersi in atmosfere che, se anche superate, insegnano ancora. 
Con i contemporanei ammiri il palazzo costruito bene, i classici rappresentano le sue solide fondamenta. È tutto ciò che non c'è più, perché i tempi sono diversi, le tematiche sono cambiate, ma che resta comunque sempre presente nel substrato conoscitivo di chi sa scrivere bene.
A me piace vivere il passaggio dal vecchio al nuovo segnato nel linguaggio usato e nella prosa che racconta i tempi in cui è stato scritto il libro; mi piace capire le differenze rispetto al passato, studiare le intenzioni dei grandi autori che hanno fatto la storia della letteratura, non tanto per farne oggetto di imitazione, quanto per capire come riuscire a rendere interessante anche una storia ordinaria.

Non è un caso che i libri degli esordienti siano sempre a portata di mano in formato ebook dentro il mio iPad (all'occorrenza, senza impegno, tiro fuori il più bel passatempo del mondo), quelli dei contemporanei in entrambi i formati (digitale o cartaceo, a seconda dei casi), ma i testi classici rigorosamente in "carne e ossa": il libro di un maestro della letteratura va tenuto in mano, sfogliato, letto comodamente e non di sfuggita; esso merita una attenzione direi quasi "barocca" e la lettura va lenta, gustata anche a piccole dosi, se il caso. Io non divoro "I Promessi Sposi" di Manzoni (che, ho deciso, sarà la mia prossima lettura, dopo tanta antipatia lasciata tra i banchi del liceo), semmai leggo velocemente "Acciaio" di Silvia Avallone, per dirne una. Che poi, quelle dei classici, sono quasi sempre ri-letture, che nel tempo si apprezzano di più e rimangono impresse per sempre, a fronte di tante dimenticanze di gioventù (per esempio, "I Malavoglia" di Verga era un ricordo lontano e solo perché rammento la sensazione che il libro mi aveva lasciato allora ho deciso di rileggerlo quest'estate, confermandone il mio pieno apprezzamento).

Attualmente, queste sono le mie letture in corso:

Contemporanea: "Hugo e Rose" di Bridget Foley
Esordiente: "Nazioni Immaginarie" (Ariano Geta, sei stato nominato!)
Classica: sono alle ultime dieci pagine de "I Viceré" di Federico De Roberto, cominciato a fine agosto).

Se, da una parte, non so dirvi quali libri di autori contemporanei mi aspettino ultimato questo che sto leggendo, perché vado a sentimento (seguo un gruppo di lettura su Twitter e ho tanto materiale nella mia libreria), vi ho già detto che il mio prossimo classico sarà Manzoni, degli esordienti ho una lunga lista di scrittori blogger che hanno conquistato la mia curiosità anche grazie ai nostri dialoghi in rete.

Insomma, tra letture e scrittura, ma dove lo trovo il tempo di fare tutto il resto? Lo trovo, lo trovo! 
È sempre una questione di organizzazione e priorità!
Dovrebbe essere così, no?

43 commenti:

  1. Io, in quanto uomo, non sono capace di fare più cose contemporaneamente. La genetica con noi maschietti è matrigna, si sa, e già ci viene difficile fare una cosa alla volta: ergo, o leggo o scrivo.
    Se lo faccio contemporaneamente, e càpita solo se necessario, mi si impregna la scrittura del tono e della voce che esce dalle pagine altrui. Cosa che, di solito, non va bene :)

    Quando leggo, invece, ho scoperto di recente che posso leggere anche testi diversi in contemporanea. Purché non contemporaneamente ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Okay, capito! Modifico il titolo! ;)

      Elimina
    2. Ma no :)
      Non ci avevo neppure fatto caso... la mia era solo un battuta :)

      Elimina
    3. e invece... ho riflettuto che l'avverbio non ci stava, anche se "contemporaneamente" e "in contemporanea" vogliono dire la stessa cosa.
      Così, mi piace di più, che dici? ;)

      Elimina
  2. Anni fa sul comodivo tenevo un libro di narrativa e un saggio (così non mi incasinavo con due storie diverse ;-) ), col passare del tempo però ho perso l'interesse nei saggi e così leggo solo un libro alla volta (al limite in contemporanea può starci un fumetto :-) )

    PS: "esco fuori" :-?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io ho preso l'abitudine di uscirmi l'iPad e scriverlo. :-P
      Mi concentro più che sul pc, a casa.

      Elimina
    2. I-pad sempre dentro la borsa: lo TIRO fuori da lì. Comodo e sempre a portata di mano!

      Elimina
    3. No, io e i saggi siamo incompatibili!
      I fumetti, invece, mi piacciono!

      Elimina
    4. Meglio i saggi degli stolti :D
      PS: Letto DD di ottobre? ;-)

      Elimina
    5. :)
      No, veramente è da un po' che penso di ritornare alla periodicità di un tempo: prima non ne perdevo uno di appuntamento, adesso...

      Elimina
  3. Hugo e Rose però è anche un esordio, che voglio leggere pure io. Attendo il tuo parere dunque. Ho appena scritto da me, che il tempo per leggere si trova. Un caro saluto Sandra

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un esordio "fortunato" pubblicato da Edizioni e/o.
      Per ora mi sta piacendo molto. Ti farò sapere a fine lettura.
      Io dico che per le cose che piacciono il tempo c'è sempre!

      Elimina
  4. Ho tentato anche io di arrivare a quota tre, ma non funziona, perché finisco per trascurarne sempre uno. E così mi fermo a due romanzi in contemporanea: seguire due trame con lo stesso interesse si può fare :)
    Di solito però ho anche un terzo libro sul comodino, un saggio, da prendere in mano quando sono in vena.
    In effetti credo che alternare varie cose sia parecchio utile, peccato non averlo scoperto qualche anno fa :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il più sacrificato è il libro classico, nel mio caso: è quello che leggo più lentamente (o che mi gusto più a lungo), però se non c'è mi manca, dunque anche poche pagine, ma devo averne sempre uno a portata di occhi! :)

      Elimina
  5. Sei in perfetta sintonia con il mio post di oggi... Ripristina il contemporaneamente. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le mie letture, perlomeno, sono solo tre e tutte fattibili contemporaneamente! :)

      Elimina
  6. io stavo alternando libro classico con libro contemporaneo, ma ultimamente ho letto talmente tanto che ho dato più retta alle mie esienze da lettrice che ad uno schema perfetto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il mio, in fondo, è uno schema che risponde anche a un'esigenza; tuttavia ogni lettura è sacrificabile, non mi ostino cioè a seguire una "regola".

      Elimina
  7. Wow, che onore :-O
    Spero di lasciare almeno una buona impressione alla lettrice ;-)
    Riguardo la tua "organizzazione" delle letture, ammetto che non riuscirei più a leggere in contemporanea. Quando ero più giovane ci riuscivo, soprattutto per preparare gli esami universitari, ma da quando sono entrato nel meccanismo lavoro-matrimonio il tempo libero sembra costantemente sparire, assorbito nei gorghi dei continui "c'è da fare prima questo, c'è da fare pure quest'altro". Così, ormai leggo un solo libro per volta. Non seguo uno schema sulla scelta fra contemporanei, classici e esordienti, però provo a leggere tutte e tre le categorie.
    Se vuoi, posso candidarti come prossima lettura esordiente. O forse è più corretto dire contemporanea? ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono tornata anche sul tuo secondo perché ho apprezzato il primo! :D

      Il tempo che dedico ai miei interessi è pure limitatissimo, però devo leggiucchiare qua è là sennò sento di lasciare incomplete le mie giornate! E poi c'è quando i ritmi della quotidianità me lo consentono, c'è quando anche una sola lettura mi sembra complicata!

      Elimina
  8. La tua strategia di lettura è molto ragionevole e convincente. Mi piace. Però ti sei «scoperta» con l'esordiente, dovrai poi dirci che impressione ne hai avuto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho letto i libri anche di altri amici blogger e sai che volevo citarli tutti in questo post, ma poi ho desistito? Avevo anche previsto di elencare quelli che ho messo in fila e che leggerò nei prossimi mesi. Magari ci faccio un post a parte con qualche recensione!

      Elimina
  9. Purtroppo la mia giornata lavorativa finisce alle 17.00 quando va bene, traffico permettendo e se non devo fare la spesa o inseguire altri impegni ho tempo libero dalle 18.00/19.00 in poi...
    Nel corso della giornata posso concedermi al più qualche commento sui blog nelle pause (come avviene ora) quindi dopo le 19.00 se non devo uscire o leggo o scrivo
    Anch’io di solito leggo due libri alla volta ma di più è difficile.
    Al momento non sto leggendo classici ma ho riletto di recente La coscienza di Zeno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Da quest'estate a me è venuta la fregola dei "chiummi": sai cosa vuol dire "chiummu" in siciliano?
      Letteralmente "piombo", più pesante del classico "mattone", eh!
      Sto scegliendo classici che sono autentici - meravigliosi - chiummi! :)

      Elimina
  10. Ultimamente (cioè, dal 2012 a questa parte) leggo solo la sera prima di dormire e durante il weekend, alternando letteratura mainstream e di genere, autori affermati ed esordienti, ma rigorosamente contemporanei. Sul kindle ho anche un manuale sui 200 errori da evitare quando si scrive un romanzo, perché il mio livello di "esordienza" è ancora agghiacciante, e me ne rendo conto proprio in questo periodo...
    Il fatto di non poter portare avanti più letture in contemporanea è un altro dei motivi per cui non amo il mio lavoro e la vita da pendolare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 200 errori da evitare? Intanto uno scrive, poi verifica se i 200 errori ci sono oppure no! Secondo me ci sarà sempre da imparare, anche se dovessimo passare al rango di "non più esordienti".

      Certo, il lavoro e la conseguente stanchezza non sono proprio complici di momenti spensierati da dedicare alla lettura, come darti torto!

      Elimina
  11. Sono curiosa di sapere cosa ne pensi dei libri che stai leggendo (tranne "I vicerè", quello non mi ispira).
    Abbiamo gusti abbastanza compatibili, e da quel che si dice anche nei commenti questo "Hugo e Rose" sembra promettente.
    Di che genere è il libro di Ariano Geta?

    Per quanto mi riguarda, anch'io smazzo libri come una spacciatrice, anche se leggo molto meno degli anni scorsi, per questioni di tempo (e, ahimé, di videogiochi). Al momento sto leggendo:
    - Kathryn Para "Lucky", perché il 14 Novembre vado a un corso di scrittura di un giorno tenuto dall'autrice su "Plot & Structure" e voglio sapere che tipo di trama ha usato nel suo libro.
    - Marian Keyes "The woman who stole my life" per addormentarmi con qualcosa di semplice e divertente (è romance... intelligente).
    - Gaspare Burgio "Il teatro degli anonimi", gratis su smashwords, stupenda raccolta di storie brevi, imperdibile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vedo che quest'anno vai alla grande con i corsi di scrittura, Lisa! :)
      Gaspare Burgio mi incuriosisce e, visto quello che mi dici, è molto probabile che lo aggiungerò alla lista (non di ebook, però!)
      Di Ariano avevo già letto l'anno scorso "Cronaca di Natale" (ha una copertina fighissima!) e mi era piaciuto, così non ho avuto dubbi nel volere leggere anche questo suo ultimo libro che già dalle prime pagine sembra promettere bene. Ti dirò di più a lettura ultimata.

      Elimina
  12. Io, ormai da tempo immemorabile, leggo in contemporanea un romanzo e un saggio. E ogni tanto, in appendice o all'uno o all'altro, una storia a fumetti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io considero il fumetto come un jolly a incastro: lo inserisco mantenendo ferme le tre letture, ma allentandone qualcuna (certe volte, invece di portarmi dietro l'ipad metto in borsa il fumetto, anche se un po' mi imbarazza tirarlo fuori mentre attendo il mio turno alla Posta!)

      Elimina
  13. Io sono una lettrice anarchica. Non so mai bene oggi cosa leggerò domani. Al momento sto leggendo: Memorie di Adriano (il libro del mese del gruppo di lettura, devo finirlo per forza, anche se si tratta di una rilettura, perché devo preparare il grande gioco), L'esilio di Sharra (rilettura di libro della mia adolescenza), due apocrifi sherlockiani, un saggio più o meno infinito sulla donna nel tempo (la storia delle Donne, vari volumi di Laterza, credo che non ne vedrò mai la fine) e svariati fumetti. Tra due giorni o tra una settimana l'elenco potrebbe essere del tutto diverso...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, batti tutti in numero di letture!
      Il saggio sulle Donne lo immagino un bellissimo passatempo ma da gustare a piccolissime dosi!
      Invece di memorie di Adriano aspetto il tuo resoconto nel post che dedicherai anche a questa nuova esperienza con il gruppo di lettura (volevo leggerlo, anni fa, ma non l'ho più fatto).

      Elimina
  14. Io non vado oltre i 2. Adesso leggo "I capolavori" di Némirovsky e il diario di Etty Hillesum. I fumetti li ho abbandonati da tempo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Di Nemirovsky ho sentito parlare (deportata ad Auschwitz... è lei?), ma non ho mai letto nulla. In casa mia i fumetti bazzicano ancora (tra figli e madre!) :)

      Elimina
  15. Marina *_* Che bel post! Mi ritrovo molto nelle modalità di lettura! Può capitarmi di leggere più libri contemporaneamente, ma sono parecchio anarchica XD Anche nei tempi - pur essendo un lettore-bradipo, come dico sempre. Mi piace indugiare soprattutto sui classici, ecco perché sono alle prese (ormai ancora per poco) con la Balena bianca da luglio :D
    La mia intenzione è alternare il più possibile generi e autori, tra le tre "categorie" che hai elencato. Per un lungo periodo mi sono dedicata quasi esclusivamente ai classici, fortunatamente ho poi cambiato rotta ^^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Glo, benvenuta!
      Attingo spesso dalla "vostra libreria" idee nuove di narrativa, siete un bel gruppo!
      I classici, secondo me, dovrebbero essere una costante nel nostro sistema di lettura, dovessimo anche impiegare una vita per finire un libro!
      La verità è che leggere è bello al di là di ogni regola, metodo e modalità! :)

      Elimina
  16. Con i classici me la prendo comoda anch'io, e quando ne leggo uno ne ho sempre un altro disponibile di genere diverso, normalmente in e-book, per alternare. Adesso ho due testi nel comodino e uno nel Kindle, a metà, e intanto vado avanti con una saga. Che calca. :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Basta metterli in fila per due col resto di uno (l'uno è sempre il libro classico) :D

      Elimina
  17. Sai, anch'io gestisco la lettura in modo simile, ma spartendo di solito l'attenzione tra due romanzi molto diversi e un saggio di argomento spirituale, oppure un romanzo e due saggi di diverso argomento. La varietà è molto gratificante! Ogni tanto esagero (quattro, cinque libri sparsi per casa), ma non li reggo e rinetro subito nei ranghi. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una volta ho provato anch'io a esagerare, ma il risultato è stato un mezzo disastro: confondevo le storie. Per questo adesso i tre testi diversificati mi sembrano un ottimo compromesso: non c'è il rischio che si incrocino (neanche per sbaglio!)

      Elimina
  18. Io non riesco a leggere in E book, è un mio enorme limite. Ho la libreria piena e non riesco a fermarmi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La pensavo come te, poi ho scoperto i vantaggi dell'ebook e non dico che mi sono convertita, ma diciamo che convivo bene con entrambe le formule di lettura. L'irresistibile fascino del cartaceo, comunque, non ha pari e quando voglio nella mia libreria un libro, vado in libreria, non scelgo da un elenco digitale. :)

      Elimina