Fermo i pensieri in corsa, quando attraversano il mio cervello; li fisso perché non si confondano nel caos di immagini che quotidianamente registro e di sensazioni che assorbo mentre parlo, osservo, percepisco odori, ascolto, mentre, cioè, i miei sensi lavorano e io li assecondo inconsciamente. È questo ciò che faccio portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

giovedì 15 ottobre 2015

Metro di lunghezza



Stamattina non mi dilungherò più di quanto sarà sufficiente per fare una breve riflessione. Perché in mezzo a tanti dubbi e incertezze, da qualche tempo, è sorto un altro problema, quello  della "lunghezza".



Quanto dev'essere lungo? Qual è la lunghezza che soddisfa di più? Se è corto delude, ma non è detto che non piaccia!
Forse, alla fine, la mezza misura è quella che mette d'accordo tutti!

Allora facciamo la prova: prendiamone uno lungo, anzi no, lunghissimo. Quando ve lo trovate davanti, come reagite? vi buttate a capofitto con entusiasmo o mollate subito sconsolati?
Sì, d'accordo, andare fino in fondo potrebbe essere assai impegnativo e spingere la curiosità non è peccato! Ma il lunghissimo stanca, diciamoci la verità!
Accorciamolo: si va per gusti, alla fine, no?
Facciamo lungo. Impiegheremo senz'altro meno tempo a godercelo, ma quel fastidioso prolungamento non spegne un po' il desiderio di vedere come va a finire? 
Forse con qualcosa in meno farebbe il suo figurone!
Corto! Lo voglio corto!
Tutto qui?
Ma finisce subito!
Che fare, dunque? Chiedere di più? Accontentarsi?
È davvero un bel dilemma!
Non mancano le sorprese: lo cercavamo più consistente e ce lo siamo trovati insignificante! Oppure non avevamo grandi pretese, ma, poi, ne è valsa la pena.
E in fin dei conti, come la metti la metti, è sempre la sostanza ciò che conta!

Io li ho provati tutti, lunghissimi, lunghi, quello corto mi mancava, ma ho rimediato stamattina... con questo post: solo 26 righe, 258 parole, 1306 caratteri. 

Il mio "io prolisso" ha battuto il suo record di brevità!


30 commenti:

  1. Io non ce la farò mai a farmelo piacere corto!
    (Il post, ovviamente! :D)

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    1. Fino alla fine, quando finalmente hai detto di cosa parlavi, ho ridacchiato tra me... prova a farle a scuola, queste cose! ;)

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  2. Come sempre non è questione di attrezzo, ma di saperlo usare.
    Non lungo che stroppi, non corto che sfibri, ma duro che duri.

    Perché il significato di un post non deve finire subito. Lo dice anche Calvino: "I post migliori sono quelli che quanto più si crede di conoscerli per sentito dire, tanto più quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti."
    Era così, no? ;)

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    1. Ci perdoni, signor Calvino! Tirato in ballo in un confronto di misure e lunghezze tra corte che sfibrano e dure che durano.
      Ma lei trova sempre il modo migliore per dire le cose! :)

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  3. Mi hai fatto arrossire... Pensa che oggi volevo scrivere proprio di questo argomento, poi ho scritto altro. Forse lo farò domani. Spesso scrivo post brevi, che si leggono in due-tre minuti. Oggi però è lunghissimo per colpa anche tua.

    Il problema è che c'è chi scrive post di poche frasi ma talmente noiose che sono lunghe. :)

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    1. Tu puoi sbizzarrirti con corti, lunghi e medie misure... Vai sempre bene!
      Per esempio il tuo lunghissimo di oggi mi è piaciuto un sacco! ;)

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  4. Oh mio Dio !!! Per un attimo... sai com'è. Comunque sia, come viene viene, lungo, corto, medio, ma che importa, mica dobbiamo vendere macchine, scriviamo per gli amici e per chi ha la bontà di visitare i nostri blogghetti, ma sopratutto, credo per divertirci noi.

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    1. Massimiliano! Non avrai mica creduto sul serio che io abbia voluto fare delle bieche allusioni! ;P

      E comunque, hai ragione, nessuna regola, anzi una sì: scriviamo solo per divertirci e il metro lasciamolo perdere! :)

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  5. Bello, mi ci ritrovo, parlare di cose serie con il sorriso. Seri ma non seriosi. Brava.

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  6. Aspettati un bel po' di visite di internauti che verranno qui con morbosa curiosità leggendo le prime righe del post... e poi resteranno delusi perché non è quel che si aspettavano ;-)
    Personalmente sono per la brevità. Non eccedo mai nella lunghezza, che si tratti di un ebook (da scrivere o da leggere), di un post del blog o anche solo di un commento in un blog altrui. Non è un caso se l'unico social network che uso è twitter: un social che fa della brevità la sua forza è l'ideale per me.

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    1. Si accorgeranno, così, che sono una blogger seria, che si prende poco sul serio, qualche volta! ;)
      Anche per me Twitter è un bell'esercizio di sintesi.
      (Che poi, la cosa buffa è che io scrivo tanto ma poi mi stanco se leggo post troppo lunghi!)

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  7. Siamo nell'epoca della relatività! Lungo o corto? Dipende da come ci è sembrato!

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    1. Certo, da come ci è entrato meglio in testa! Ahahaha
      (Devo essere impazzita, oggi!) :D

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  8. Lungo o corto, l'importante è che non sia pesante! (scusate se non ho aderito al doppiosenso sessuale ma io sono una persona Perbene :P )

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  9. Come ho scritto di recente sul blog di Daniele, i miei articoli sono in genere talmente chilometrici che devo pubblicarli quasi sempre divisi in più parti. L'articolo su Vaughn Bodé forse detiene il primato mondiale perché consta di dodici parti, più una tredicesima di approfondimento.
    Comunque ci metto sempre dentro anche tante figure, per chi guarda solo quelle ^_^

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    1. Dodici parti sono davvero tante, sono convinta che un post così nasca da un approfondimento veramente sentito da parte di chi lo crea e questo non può che trasferirsi sul lettore interessato. Avere un pubblico che ti segue a puntate con costanza e fedeltà è una cosa di cui andare fieri!

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    2. In effetti, al momento di terminare quell'articolo in particolare ho avuto un attimo di smarrimento. Come quando ti ritrovi orfano di una storia a cui ti sei molto legato.

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    3. Ti credo! Il tuo articolo è come un mini saggio (sono andata a sbirciare per capire di cosa stessi parlando): non conoscevo questo illustratore. Però! Che gran bell'approfondimento. Complimenti!

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  10. Qui si gioca con i doppi sensi... :-)
    Scherzi a parte un post interessante si legge fino alla fine quasi sempre con piacere, credo sia importante non dilungarsi troppo quando non è strettamente necessario. Io preferisco una lunghezza media. La virtù sta nel mezzo come diceva qualcuno. ;-)

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    1. Secondo me, a parte il piacere di scrivere, bisogna sempre buttare un occhio sul lettore che pensiamo di avere di fronte. Non possiamo approfittare della sua pazienza; anche quando l'argomento richiede tanto da dire, a mio parere, sarebbe sempre meglio organizzarsi per non strafare.
      (Intendiamoci, è un monito prima per me che per gli altri!)

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  11. Leggo con difficoltà le storie "allungate", quelle in cui si vede che c'è qualcosa in più che non aggiunge niente alla storia ma solo sbadigli e desideri di saltare le pagine da parte del lettore.

    Ma come mai arrivo sempre ultima nei post? -.-'

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    1. È l'effetto post- pubblicazione: un po' di spansamento te lo sei meritato, in fin dei conti! ;)

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  12. mi sforzo moltissimo di essere breve... ma non sempre mi riesce...
    però ci proverò più spesso per il bene di tutti

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    1. E perchè, se l'articolo è godibile e si lascia leggere... I tuoi, di solito, sono così! ;)

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