martedì 5 febbraio 2019

Il potere della stupidità

"Contro la stupidità gli stessi Dei combattono invano" (Friedrich Schiller)
È inutile, per quanto la genetica e la sociologia, con formulazioni e dati scientifici, si sforzino di provare che tutti gli uomini sono uguali e che alcuni sono più uguali degli altri grazie all’educazione e all’ambiente sociale, è impossibile non convincersi che gli uomini in realtà non sono tutti uguali, che alcuni sono stupidi e altri non lo sono e questo non per fattori culturali, ma grazie alle biogenetiche di una imperscrutabile Madre Natura. 
Impossibile non convincersene soprattutto dopo avere seguito con gusto il logico e dimostrato ragionamento di Carlo M. Cipolla, contenuto nel mini saggio “Le leggi fondamentali della stupidità umana.

Carlo M. Cipolla è il “genio” che ha scritto “Allegro ma non troppo”, un libricino di sole ottanta pagine, definito un “guizzo anarchico dell’intelligemza” (come si legge nella quarta di copertina), in cui lo studioso, specializzato in teoria economica, giocando sul filo del paradosso e dell’assurdo, scrive una parodia della storia economica e sociale del medioevo e una scherzosa teoria generale della stupidità umana. 
Trascurando la prima delle due brevi composizioni, “Il ruolo delle spezie (e del pepe in particolare) nello sviluppo economico del Medioevo”, che mi ha divertito non poco, ho amato il “serio e il faceto” enunciato nel secondo breve saggio, che fa un’analisi dettagliata, aiutandosi con dei grafici esemplificativi, sull’incidenza della stupidità umana nello sviluppo della società.

Sublimi verità.

Un rapido excursus sulle leggi fondamentali della stupidità umana ci mostra quanto sia sottovalutata e pericolosa la presenza di stupidi nel consorzio umano.

La Prima Legge Fondamentale della stupidità umana asserisce che:

Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.

Ci sono persone che tradiscono le nostre convinzioni: giudicate in un primo momento razionali e intelligenti, in realtà si rivelano inequivocabilmente e irrimediabilmente stupide. 
In più, in quante occasioni capita di essere ostacolati nello svolgimento di un’attività da individui pervicacemente stupidi, che compaiono all’improvviso nei momenti meno opportuni?

E se la Seconda legge fondamentale dice che La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona, nel senso, sopra enunciato, di un intervento della Divina Provvidenza nella distribuzione della stupidità in capo agli individui (prerogativa uniformemente distribuita secondo una proporzione costante), è con le leggi successive che riusciamo a spiegarci molti fenomeni collegati alla gestione della cosa pubblica nei sistemi democratici e Cipolla fa sorridere, perché conduce il proprio ragionamento con un’ironia sagace, ma porta a riflettere - poveri noi! - sulla veridicità dell’assunto.

Gli esseri umani rientrano in una di queste quattro categorie: gli sprovveduti, gli intelligenti, i banditi e gli stupidi
Lo sprovveduto è colui che da un’azione ricava una perdita per sé e un vantaggio per qualcun altro; l’intelligente è colui che agisce ottenendo un vantaggio per sé e anche per gli altri; il bandito compie un’azione procurando a sé stesso un vantaggio e una perdita altrui. 
E lo stupido?
Lo stupido è una persona che causa un danno a un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.
E questa è la Terza (ed aurea) Legge Fondamentale della stupidità.



In pratica, guardiamoci dagli stupidi. 
Ma il problema è proprio questo: esiste un potere della stupidità al quale è impossibile sottrarsi, che rende una persona stupida essenzialmente pericolosa. Perché? 
Semplice: le persone ragionevoli riescono a capire i comportamenti altrui. La persona intelligente può comprendere la logica del bandito, poiché l’azione del bandito, ancorché perversa, è comunque razionale, dunque prevedibile. Contro le sue sporche manovre e le sue deplorevoli aspirazioni è possibile approntare le opportune difese.
Le azioni di un individuo stupido, invece, sono assolutamente erratiche e irrazionali. Lo stupido non ha un piano preciso, si muove nei tempi e nei luoghi più improbabili e impensabili, non sai mai quando aspettarti un suo attacco, che può essere del tutto casuale e cogliere totalmente di sorpresa e se anche riesci a intercettare le sue mosse, la totale irrazionalità delle stesse rende problematica un’eventuale difesa, ma anche difficile un qualunque contrattacco.
Di fronte a un individuo stupido si è completamente alla sua mercè.

Con un aggravante: la persona intelligente è consapevole della propria intelligenza, così come il bandito e lo sprovveduto lo sono della rispettiva condizione. 
Lo stupido non sa di essere stupido:



Se a ciò aggiungiamo che lo stupido ha una ostinata coerenza... Cioè, può capitare che l’intelligente agisca da sprovveduto o assuma un atteggiamento da bandito; le persone stupide, al contrario, insistono con perseveranza nella loro stupidità, non c’è il rischio (positivo) che sconfinino nel territorio altrui.

Insomma, lo stupido è dannoso, non c’è che fare e la sua capacità di danneggiare il prossimo dipende da quanto grande è la posizione di potere e di autorità che occupa all’interno della società. 
La domanda, a questo punto, sorge spontanea: come mai persone stupide riescono a raggiungere posizioni di potere e autorità?

Eheh! Ma ci sono le elezioni, no? 
In un sistema democratico, esse sono uno strumento di grande efficacia per assicurare il mantenimento stabile di stupidi fra i potenti. Le elezioni offrono alla frazione dei votanti stupidi una magnifica occasione per danneggiare tutti gli altri, senza ottenere alcun guadagno dalla loro azione. Sono loro che contribuiscono al mantenimento del livello di stupidi fra le persone al potere.
Il bello è che spesso il potere devastante e distruttore della stupidità non viene riconosciuto, il tutto sintetizzato nella Quarta legge Fondamentale:

Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide.
In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo e in qualsiasi circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.

In buona sostanza, la persona stupida è il tipo di persona più pericolosa che esista, come conclude Cipolla, che enuncia la Quinta Legge Fondamentale, affrontando un’analisi di tipo “macro”: a essere posto sotto i riflettori non è il benessere individuale, bensì quello dell’intera società, compromesso dal numero di stupidi in circolazione. Senza entrare nel dettaglio, il paragrafo dedicato alla spiegazione di questo fenomeno, di come cioè gli stupidi causino un impoverimento della società, è molto efficace e convincente; fa proprio venir voglia di scrollare la testa.

Non so, ma io ho come l’impressione che queste Leggi abbiano un’ampia applicazione nella società odierna, a tutti i livelli: tra i burocrati, le gerarchie militari, i capi di stato, gli uomini di Chiesa, i partiti politici.

I partiti politici...






38 commenti:

  1. Assolutamente, Marina, altro che applicazione abbiamo fior di esempi. Ma che dire di chi si fa gabbare il diritto di voto mettendo uno dei tanti della folta schiera al comando? Mi verrebbe da dire abbasso gli stupidi e resterebbe assai una minore quantità di problemi da risolvere. Insomma tra esseri ragionevoli e banditi si sarebbe almeno alla pari.
    Proprio carina e stimolante questa tua lettura

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    1. Ne ho fatto un riassunto, ma leggerla ha un altro sapore,perché si percepisce il sottile sarcasmo dietro ogni parola. Di cretini, purtroppo, è piena la terra: la cosa grave è che sono inevitabili, non li riconosci e i guai che fanno spesso sono irrimediabili. Teniamoci forte! :)

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  2. Aaaaahhh sui burocrati e le gerarchie militari potrei scrivere un trattato - contatto Cipolla per un approfondimento?.
    Poi, senza andare troppo lontano, che è una cosa che mi sono spesso chiesta il perché le società, le grosse organizzazioni, i governi e via dicendo, proliferino di una tale stupidità da apparire quasi inverosimile, vogliamo porre il caso degli stupidi in famiglia?
    Il peggiore male che ti possa capitare. Perché, che fai? Disconosci lo stupido familiare? Tenti inutilmente di arginarlo? Lo butti in pasto ai cani da guardia del vicino?... Io fino ad ora non ho trovato soluzione, e giuro che una volta mia suocera ho provato ad abbandonarla all'autogrill...

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    1. Lo stupido in famiglia è terribilissimo, Irene, c'hai ragione! E come te ne liberi? Disconoscerlo... uhm, la legge non te lo consente, dovresti farlo interdire :D
      Lo argini? Forse, ma non sempre è la soluzione vincente; in pasto ai cani del vicino? Io lo darei,nel mio caso, direttamente in pasto al vicino, che è un cane :D :D.
      Mia suocera è lontana: l'unico vero regalo che mi ha fatto il trasferimento a Roma. Uahahaha (speriamo che mio marito non passi a leggere i commenti!)

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  3. Su Le Scienze (mica cotica) c'era un articolo in cui si dimostrava che una democrazia rappresentativa funzionerebbe meglio (però non ricordo la loro definizione di "meglio"; so solo che era ragionevole e condivisibile) se una fetta consistente (a memoria: il 30%) dei deputati fosse scelto a caso. Q.E.D.

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    1. Una salvezza possibile solo se affidata al caso. In effetti, un tentativo, non di salvezza, ma di casualità nelle attuali forze politiche, c'è: quante competenze e quante capacità sono del tutto a caso! :(

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  4. Ricordano da vicino le celebri leggi di Murphy, anche per la loro straordinaria efficacia nel mondo reale!

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    1. Già: "se qualcosa può andare male, andrà male."
      Se c'è di mezzo un cretino, impossibile scansarlo. :D

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  5. L'ho letto, delizioso :-)
    E purtroppo temo anch'io che sia molto realistico quando parla di ampia diffusione... mi basta sperimentare sulla mia pelle le "delizie" della fatturazione elettronica e della nuova raccolta differenziata porta a porta...

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    1. Oh, le applicazioni della stupidità sono infinite. La convivenza è dura!

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    2. Il problema è che troppe cose si basano sull'affidabilità umana ;-)

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    3. ....e diventare del tutto diffidenti non è una soluzione! :/

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    1. Ciao Anna, ti bastano venti minuti, ma ben spesi davvero. :)

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  7. Brava Mari 😉
    Ti lascio con le ultime parole del mio post a riguardo e che conosci:
    "Sempre, lo stupido, ha un'altissima opinione di sé. Di solito è specializzato in qualcosa che lo vede eccellere per cui si arroga il diritto di contrastare chiunque. Ci riesce. Molto spesso. Persevera, senza motivo. Stupidamente".

    Attuale, direi 😉

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    1. Attualissimo, sì. Per questo mi ha colpito. Il tuo post è del 2015: in pratica, l'analisi di Cipolla va bene in ogni momento storico, il che la dice lunga. :)

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  8. Il completamento di questo interessante discorso si potrebbe trovare nell'articolo di Anna Maria Testa su l'Internazionale, che affronta un tema simile, ovvero quello dell'incompetenza.
    Così come gli stupidi non sanno di esserlo, gli incompetenti pensano di essere competenti.
    Uno specchio dei tempi preoccupante da cui sarà molto difficile uscire.
    Se posso, questo il link all'articolo: https://www.internazionale.it/opinione/annamaria-testa/2019/01/14/incompetenti-inconsapevoli

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    1. Grazie del contributo, Silvia: l'articolo è interessantissimo e davvero ha delle analogie col testo sulla stupidità. Direi che fra gli stupidi di cui parla Cipolla possa benissimo troneggiare l'incompetente di cui scrive Annamaria Testa. La storia del limone la conoscevo ed è emblematica.

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  9. Gustoso piccolo saggio che secondo me dovremmo leggere tutti.
    Sì, perché se si ha l'onore di subire la stupidità altrui, quel gesto al 100% resterà nella memoria di chi lo ha subito come un gioiello proprio.
    A me è capitato un preside stupido. O perlomeno, che ha agito da enorme stupido in un paio di occasioni contro di me, una in particolare gravissima.
    Era un preside volubile, perché quando arrivai nella sua scuola si mostrò subito interessato alla mia competenza in fatto di teatro e favorì l'esercizio di laboratori, spettacoli di alunni, ecc. Devo ammettere che anche da docente esterna mi fece agire nella sua scuola nell'anno in cui dovetti spostarmi in altro istituto. Insomma, sembrava tutto paradisiaco.
    Quando tornai nella sua scuola ero al settimo cielo, le cose andarono bene per un paio di anni fino a quando... Cominciò a essere vittima della sua volubilità. Nervoso perché gestiva due istituti, pressato da orde di genitori che col tempo hanno inasprito il loro bussare alla sua porta, insomma gestendo male la cosa pubblica, diventò sempre più intrattabile. Se all'inizio dell'anno mi stendeva il proverbiale tappeto rosso, accadeva poi che mi metteva i bastoni fra le ruote nel momento in cui dovevo concretizzare, e solo perché magari si era alzato dal letto con la luna storta.
    Mi fece perdere uno spettacolo di ragazzi che avevo preparato da ottobre a dicembre, con tanto di spettacolino nel teatro della scuola, solo perché non approvò lo spostamento di banchi da un'area all'altra. Anche dopo che gli dissi che avrei spostato io stessa i banchi uno ad uno per non dargli fastidio. Ricordo l'ultimo scambio di battute:
    "E quindi, preside, visto che sembra esserci questo problema cosa faccio con lo spettacolo?"
    "Fai che prendi i ragazzi e li riporti sopra in classe". E abbassò lo sguardo sulle scartoffie. Mesi di lavoro buttato.
    Se c'è una cosa che non sopporto, e che ho imparato a mie spese, è lo stupido volubile. Perché dapprima può apparirti anche come una persona intelligente. Pessimo ricordo di un "dirigente" dal quale in molti siamo scappati.

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    1. Sottovalutiamo gli individui stupidi in circolazione. Forse più che sottovalutarli, semplicemente ci fidiamo e queste sono le fregature peggiori: ti aspetti che una persona sia quello che ti ha fatto credere e poi scopri che vale zero. Anche a me è capitato in ambito lavorativo, quando bazzicavo il Tribunale, ma di più quando mi occupavo di monitoraggio, presso una società consortile, delle imprese che richiedevano il finanziamento europeo. I cretini si sprecavano, i volubili pure. Messi insieme veniva voglia di mandarli tutti aff... a quel paese (perché, comunque, anche di fronte agli stupidi, mi sforzavo si essere sempre una signora.)

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  10. Il libro deve essere una delizia. Se non rientro nella categoria degli stupidi, sicuramente rientro in quella delle persone che sottovalutano l'impatto della stupidità, almeno nel mio quotidiano. ;)

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    1. Purtroppo siamo in tanti a sottovalutare ed è per questo che gli stupidi proliferano indisturbati.
      Del libro mi è piaciuta la semplicità con cui l'analisi viene condotta: lineare, ma con quel tocco di ironia che fa sorridere e insieme riflettere.

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  11. Lo lessi in velocità anni fa, e ora ce l'ho nella lista degli acquisti (quello illustrato da Altan però, la cui copertina rende proprio l'idea dello stupido :D).
    Io comunque non scomoderei i partiti politici. Lo stupido è tra noi, più vicino di quanto si pensi. Dovresti venire ad una riunione condominiale da me... c'è sempre qualcosa da sistemare generato dallo stupido che fa comunella col bandito.

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    1. Mariaaa, i condomini! Non me ne parlare, ché ci abbiamo avuto a che fare anche noi e sono ancora lì, a Caltanissetta, nel palazzo in cui abitavo, a leccarsi le ferite, perché l'intelligenza e la preparazione, anche alla lunga, pagano sempre e gli stupidi, peggio gli ignoranti, sono destinati a calare la cresta. Ma se li becchi e hai a che fare con loro... meglio farsi la scorta di ceri da accendere alla Madonna... e di malox! :)

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    2. Ecco, io ho a che fare con ignoranti, perché ignorano l'esistenza del Codice Civile. Dicono che "non si può mandare avanti un condominio col Codice Civile!" Al che io ho risposto: "E con cosa lo mandiamo avanti? Col ricettario di Masterchef? Col manuale di giardinaggio? Coltiva i tuoi vicini?" :D
      Diciamo che ogni tanto io e un paio di amici che sono amministratori condominiali (nonché rappresentanti di associazioni immobiliari) al telefono ci facciamo delle sane risate. E ogni tanto il mio avvocato manda una letterina per spiegare all'ignorante tutto quello che continua ad ignorare...

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  12. Vado contro corrente, visto così, non mi entusiasma questo saggio. Probabilmente dovrei leggerlo per entrare nel pezzo. Ma se le categorie che individua sono quattro: sprovveduti, gli intelligenti, i banditi e gli stupidi, già non ci siamo.
    Perché è chiaramente erroneo l'assunto:, ogni persona appartiene a una categoria. Anzi, per entrare nel tema, è stupido categorizzare così.

    Ogni uomo sulla terra non è un essere monolitico. Possono esserci persone che sono a volte stupide, a volte intelligenti. Un matematico può risolvere problemi di vita quotidiana in maniera intelligente, ma poi per altri aspetti essere uno stupido integrale.
    La stupidità in ciascuno di noi può manifestarsi in forme differenti. A seconda del contesto nel quale ci relazioniamo. A seconda delle persone. Se parlo con voi posso mostrare espressioni acute e qualcuno potrebbe dire, però Marco ogni tanto è intelligente, ma se allo steso modo parlassi al parcheggiatore abusivo della mia città, abituato a un contesto di sopravvivenza, se gli dicessi pago le tasse perché è onesto farlo, lui subito mi prenderebbe per stupido. Ma come ragionerebbe, puoi approfittarti di qualcosa che ti darà un vantaggio e non lo fai? Ma sei stupido.

    E qui entriamo nei paradossi pirandelliani. La stupidà così è, se vi pare. Dipende dalle singole persone che giudicano e si rapportano agli altri.

    Quindi, la nostra presunta intelligenza o stupidità, non possedendo un valore assoluto, ma essendo relativo al contesto, è la nostra propensione a ciò che sappiamo e non sappiamo.

    Un esempio banale di stupidità degli intelligenti è l'enunciato di Hubert Reeves: «L'uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando.»

    Quanti di noi intelligenti hanno un impatto distruttivo sul pianeta terra, eppure continuiamo con atteggiamenti inquinanti senza crearci grossi scrupoli morali. Dal futuro, le generazioni che vivranno sulla loro pelle i cambiamenti climatici, diranno che tra il XX e XXI secolo, sono vissuti alcuni degli uomini più stupidi dell'intera evoluzione umana. Sapevano di fare danno e hanno continuato a farlo.

    Quindi la stupidità non è soltanto relativa agli ambiti ai quali ci relazioniamo, non solo cambia a secondo della prospettiva di giudizio, ma è anche relativa nel tempo.
    E' facile rilevare atteggiamenti stupidi nel medioevo o altre epoche, solo che gli intelligenti che propongono queste tesi, verranno etichettati a loro volta stupidi in un periodo successivo.

    E infine, aggiungo, che la stupidità è necessaria. Se ci siamo emancipati dall'arbitrio di re che disponevano del potere di vita o di morte. Se ci siamo emancipati dalla schiavitù. Per quanto possiamo reputare pessima la nostra società moderna, è la migliore di ogni tempo. Con questo voglio dire che la stupidità generale è necessaria perché il mondo si evolva.
    Paradossalmente, un mondo di soli intelligenti, potrebbe anche estinguersi perché alcuni problemi del mondo, possono essere risolti soltanto dagli stupidi.
    Non so, dovrei leggere il saggio, ma visto così, mi sembra relativamente stupido nel semplificare la stupidità. (Ovviamente il tutto detto con provocatoria ironia, che vorrebbe essere intelligente, ma che potrebbe rasentare una patologica stupidità.) XD

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    1. Mi unisco a te, Marco, se parliamo seriamente. Sinceramente mi ha dato l'impressione di essere un libro sul filo dello scherzo. Se invece volesse avere una portata diversa, allora le tue opinioni sono anche le mie.

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    2. E' sicuramente un libro ironico, ma la verità spesso giunge truccata d'ironia. A voler essere precisini, possiamo dire che lì si intende come stupido una persona che, nella maggioranza dei casi, si comporta da stupido. Non una maggioranza semplice, 50%+1, direi piuttosto una maggioranza qualificata di 4/5, un 80% dei propri comportamenti sono definibili con stupidità.
      (Pagare le tasse non è da stupidi, è da onesti; chi non le paga è un bandito, "compie un’azione procurando a sé stesso un vantaggio e una perdita altrui", dato che gli altri pagano di più poi) :)

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    3. @Grazia, non lo so, magari è un libro ironico e ci sta la semplificazione. Solo che dubito sempre di chi si crede più intelligente degli altri e addita gli stupidi.
      Anch'io mi reputo mediamente intelligente, eppure anch'io in tante occasioni mi sono sentito ingenuo, se non stupido.

      @Barbara noi lo sappiamo che cosa significa l'onestà e il pagare le tasse, come beneficio collettivo (sempre che i nostri politici non rubino i soldi duramente pagati) ma non è una questione così scontata. Il contesto da cui si percepisce la stupidità altrui, spesso è determinante, se non illuminante.

      Ad esempio, una volta ho letto di un capo indios dell'Amazzonia che dava degli stupidi alla civiltà civilizzata.
      Diceva: noi ci procuriamo il cibo che ci serve a vivere prendendolo dalla foresta. Voi anziché coltivare la terra o cacciare solo ciò che vi serve, vi imbottigliate in quelle cose che chiamate macchine, correte da una parte all'altra della città, vi ammalate nella mente e andate dai dottori per curarvi, solo per svolgere mansioni in cui otterrete soltanto dei pezzi di carta e con quei pezzi di carta ci comprate il cibo.
      E chi non può permettersi pezzi di carta, anziché coltivare la terra o cacciare il cibo per i suoi figli, muore di fame e aspetta la carità di altri che hanno guadagnato con il proprio tempo altri pezzi di carta.
      La vostra è una società stupida e io spero che i nostri figli non si facciano incantare dalle apparenze che decantate.

      E francamente, fra la nostra società frenetica e il capo indios, mi sembriamo più stupidi noi, che se abbiamo dentro la carta di credito dei pezzi di carta virtuali possiamo portarci il cibo a casa da un supermercato. Se la carta è vuota, ci attacchiamo al tram. XD

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    4. Ti rispondo, Marco, finalmente, con un po' di calma. :)

      Bisogna partire dal presupposto che questa è una disquisizione scherzosa, come ha giustamente osservato Grazia, sfrutta esempi semplici, va per paradossi, ma grazie a questo centra una grande verità: quella per cui la società è rovinata dalla presenza costante e ineludibile degli stupidi.
      Nel dettaglio, a proposito della categorizzazione degli esseri umani, c'è una premessa che Cipolla chiama "intervallo tecnico", in cui spiega che gli individui sono caratterizzati da diversi gradi di propensione a socializzare: c'è l'eremita e c'è il tipo mondano; che si appartenga all'una o all'altra categoria, comunque si entra in relazione con gli esseri umani e ciò di per sé fa nascere una valutazione in termini di "costo-opportunità" per il singolo o per il gruppo. Cioè, da qualsiasi azione, o non azione, ognuno di noi trae un guadagno o una perdita. Da qui la suddivisione per generalizzazioni.
      Ma la stupidità di cui si parla nel saggio non è quella che possiamo avere tutti ( certo che possiamo comportarci da stupidi, in determinate circostanze), ma quella che non vedi né prevedi, in capo a persone che agiscono senza capire perché o per cosa. Se tu sai di essere stato stupido, in quel dato momento, hai una consapevolezza che ti fa essere razionale, perché sai vederla, puoi riconoscerla. Lo stupido D.O.C. questo non lo fa perché non lo sa fare, è imprevedibile, è del tutto irrazionale.
      Chi distrugge la terra lo fa pensando di ottenere più vantaggi ora, se ne frega con coscienza di quello che il suo egoismo lascia ai posteri (che poi sarebbero i suoi figli e i suoi nipoti!); è lucido, quando persevera nell'errore. Cipolla dice che lo stupido non capisce il motivo per cui ignora il problema: evita la raccolta differenziata perché così gli va. E come ragioni con uno così?
      Nel Medioevo non era stupido chi credeva nel potere delle streghe, cioè la stupidità non è il parametro con cui si valuta l'evoluzione nel tempo di culture e di società.
      Leggendo il saggio ti viene quasi da pensare che sia Cipolla a prendere in giro il lettore, ma la sua arguzia non ci fa sentire stupidi, semmai ci mostra che gli stupidi esistono e condizionano scelte e dinamiche sociali.
      Dietro una stupidità comportamentale, si cela una stupidità concettuale: è questa, secondo me, la chiave di lettura di questo testo.

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    5. Grazie Marina, peccato, il libro non è su Audible. Audible è eccezionale perché con 10 euro al mese puoi ascoltarti tutti i libri che vuoi, ovviamente che hanno in catalogo. Lo dico perché di recente ho ascoltato La Democrazia non Esiste, del matematico Odifreddi e anche con lui ero un po' scettico (sì, vabbè, la democrazia adesso non esiste). Eppure il suo saggio mi ha fatto cambiare idea, ero solo prevenuto. Odifreddi sia con argomentazioni logiche, sia matematiche, ma anche con esempi concreti, mi ha pienamente convinto e oggi so che che la democrazia non esiste e non c'è proprio di stupirsi della mediocrità dei governanti, perché di fatto si candidano sempre i mediocri in politica. E lui argomentando da Platone ai giorni nostri, da matematico lo dimostra.
      Questo per dirti che sarei stupido a non cambiare idea e a non farmi convincere dalle argomentazioni valide. Non ho il tempo di leggermi il libro, ma se fosse stato su Audible, mentre viaggio in auto, lo avrei ascoltato con interesse. Speriamo che prima o poi lo mettano.
      Grazie per la puntualizzazione.

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    6. Grazie a te per avere contribuito allo scambio.
      Gli audiolibri sono un'esperienza che mi manca, ma che vorrei sperimentare.
      Sai che giusto qualche giorno fa un collega di mio marito gli consigliava questo libro di Odifreddi che citi? Adesso lui vuole comprarlo e magari lo leggerò anch'io.
      In questo periodo le mie letture si sono molto diversificate.

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  13. Ciao Marina, finalmente riemergo nella blogosfera, e visito il tuo blog di nuovo in attività! Ho letto con piacere il tuo articolo e soprattutto lo scambio sopra con Marco, Grazia e Barbara, che ho "ascoltato" con altrettanto piacere. Chissà perché, nel leggere il post mi sono chiesta: "Ma gli stupidi sono felici?" Perché secondo me lo sono. Vivono nella loro dimensione ovattata e probabilmente sono immuni da qualsiasi giudizio.

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    1. Bello ritrovarti, Cristina, anzi professoressa Cristina, visti i tuoi fantastici esiti universitari. Complimenti sempre!
      Questa lettura inedita per me è stata piacevolissima e sono certa che, conoscendo le tue passioni, tu potresti trovare gradevole il primo dei due mini saggi contenuti nel libro, quello sullo sviluppo economico nel medioevo, un piccolo gioiello di sottile ironia.
      Venendo alla tua domanda, penso anch'io che sia come dici: gli stupidi, nella loro irrazionalità e inconsapevolezza, non temono condanne o giudizi e sono quelli che campano cent'anni, alla fine! :)

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  14. Questo saggio mi sembra molto illuminante, il fatto che gli stupidi siano dannosi è verissimo, ma è un concetto di cui spesso non si ha piena consapevolezza. Dai banditi ci si può provare a difendere, ma dagli stupidi no, proprio per la loro imprevedibilità, inoltre la prima legge è verissima, sottovalutiamo sempre il numero di individui stupidi in circolazione, per non parlare della quarta, la sottovalutazione del potere nocivo degli stupidi impera ormai. Il libro mi sembra interessante da leggere, lascia uno spiraglio di speranza per difendersi e, forse salvarsi?

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    1. No, nessun consiglio su come scansare il pericolo "stupidità altrui". Cipolla fa solo una lucida analisi sull'esistenza di quello che alla fine è il male peggiore per una società. Riuscissero almeno gli intelligenti a intercettarli, gli stupidi, invece di non accorgersi di esserne spesso circondati!

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  15. Cavoli, mi ero persa questo bellissmo post!
    Mi voglio illudere che tra la stupidità inevitabile e quella davvero pericolosa ci sia una discriminante: l'istruzione. Vioè, lo stupido istruito fa meno danni di quello ignorante. Ma forse è un'illusione perché sono tra quelli che sottovalutano il potenziale distruttivo della stupidità...

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    1. Già uno stupido istruito sarebbe in grado di fare delle valutazioni, potrebbe essere in grado di capire l'opportunità o meno di un'azione e le conseguenze che ne deriverebbero, non sarebbe più uno stupido con la S maiuscola, quello che Cipolla nel grafico colloca al di sotto del punto 0 dell'asse in modo che si capisca bene quale sia il suo ruolo vero.

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