Fermare i pensieri in corsa, quando attraversano il nostro cervello; fissarli perché non si confondano nel caos di immagini quotidianamente registrate e di sensazioni assorbite mentre parliamo, osserviamo, percepiamo odori, ascoltiamo, mentre, cioè, i nostri sensi lavorano e noi inconsciamente li assecondiamo. Ecco, è questo ciò che faccio io portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

giovedì 15 settembre 2016

Le stagioni della scrittura


Ci sono attività che l'ispirazione, la buona volontà, lo spirito di iniziativa guidano in inverno e altre che invece restano confinate maggiormente nel periodo estivo. Leggere va bene per ogni stagione, sia sotto un caldo plaid, nelle serate di pioggia e freddo sia al riparo dal sole sotto l'ombrellone, in spiaggia. 
E scrivere? Qual è l'andamento della scrittura durante l'anno? 

Ho notato che molti aspettano la pausa estiva per portare avanti un progetto già cominciato e andato a rilento per via di tutti gli impegni collegati al lungo periodo precedente: il lavoro la fa da padrone, ovviamente, ma anche le ordinarie dinamiche all'interno della vita quotidiana possono essere un significativo deterrente. Le ferie mettono in standby ogni cosa e la creatività è libera di circolare fuori dal recinto. 
Allo stesso modo, però, ci sono persone che in estate concedono alla pigrizia fisica e mentale un ampio margine di azione e lasciano che anche la lista della spesa si compili da sola. Entrano in una zona franca, dove le idee, in bikini, prendono il sole in spiaggia o a bordo piscina e non vogliono saperne di mettersi in fila per essere riversate dentro una pagina word (non cito nemmeno carta e penna, perché, tanto, chi scrive più senza monitor e tastiera!)
Si dice "staccare la spina" perché anche scrivere fa parte di tutto quello che impegna e stanca e occorre, a un certo punto, togliere energia pure al cervello creativo.
Io non sono fra queste persone o, meglio, lo sono per metà.

Considerato che da due anni a questa parte la mia attività preferita è diventata il blogging, ritengo un bell'esercizio di scrittura anche il concepimento degli articoli da postare, dietro ai quali c'è sicuramente un lavoro mentale di impostazione e sviluppo di un'idea. A prescindere dal risultato (che non misuro mai in numero di commenti ricevuti, ma di soddisfazione nel verificare che ho scritto esattamente ciò che volevo dire), ogni articolo in qualche modo mi vincola, sposta la mia disponibilità da un ambito a un altro, cosicché anche la stesura del romanzo deve contendere spazi e tempi all'attività che ho deciso di mantenere in rete. Ebbene, nei mesi invernali, l'aggiornamento costante del blog è una priorità che assecondo volentieri: la mia pagina web raccoglie pensieri, partecipa a meme, segue le esercitazioni proposte in altri spazi virtuali e tutto questo, è superfluo sottolinearlo, non mi stressa, semmai mi diverte e mi stimola. La mia parallela attività scrittoria, tuttavia, ne risente. Poiché fare camminare una storia richiede più concentrazione e forse un'ispirazione che, ahimè, non sono costanti durante le giornate, nei ritagli di tempo fra routine spiccia e obblighi quotidiani, mi trovo sempre più a scrivere per il blog e sempre meno per il romanzo in stesura.
L'estate è il mio momento magico, perché le priorità si ribaltano, sento le energie spostarsi verso altri lidi. Seguo l'ispirazione che si fa più suadente, così mi viene spontaneo staccare la spina del blog e dedicare più tempo alla scrittura creativa. In due mesi scrivo più di quanto riesca a farlo durante tutto l'anno, sono più continuativa, il caldo (che sopporto poco) ha un solo pregio: scioglie anche le idee, cosa molto buona e la fantasia? è lei a corrermi dietro!
Sarà che i normali impegni (figli, scuola, sport) sono diluiti, gli orari sono meno da caserma e le scadenze non sono più tanto assillanti, è proprio vero che nei mesi estivi io scrivo di più.

Il rientro dalle vacanze non è mai, per me, un peso insopportabile, devo essere sincera, però avverto da subito l'inizio della metamorfosi: le idee si fanno da parte perché è tempo di mettere mano agli zaini per la scuola dei figli e di organizzare la giornata in modo da farci uscire la spesa, un po' di lettura, la soluzione di qualche problema domestico, un paio di righe di scrittura, pranzo e cena, blog.
Il mio romanzo ritorna in modalità "work in progress" e si ripiega sui suoi ritmi comodi (uso un eufemismo perché oggi sono di buon umore).
In pratica, nel mio caso, ad andare in vacanza è il blog, ad accompagnarmi sotto l'ombrellone il romanzo.
La mia attività di blogging è più invernale, la scrittura creativa segue le stagioni del caldo.

E la vostra voglia di scrivere ha dei ritmi stagionali? 

A parte che il 90% di blog che seguo, a giugno, saluta tutti con un arrivederci, ci si vede a settembre, ma almeno ci avete dato dentro con i vostri scritti?


58 commenti:

  1. Nel mio caso dipende tutto dalla testa e non dalla temperatura. Non dipende neppure dalla pressione o dalla routine: i momenti in cui ho scritto di più sono stati quelli in cui ero più sotto stress, sia al lavoro che fuori.
    Questa estate, poi, ho scritto tre o quattro racconti e mezzo romanzo. Una bella fetta di carta, riciclata, che ho provveduto a reimmettere nel virtuoso ciclo produttivo del suddetto materiale. :)

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    1. Il suddetto materiale ringrazia e auspica di potere sempre contare su di lei in ogni stagione! :)

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  2. Anche io sono (ero) più invernale. Anche come lettore: in estate leggo poco, passo più tempo sui libri in inverno.

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    1. La lettura è distribuita in egual misura nei mesi dell'anno, è la mia scrittura che è meteoropatica.
      Piuttosto, quando torneremo a leggerti?

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    2. Qualche post estemporaneo ci sarà, promesso. Ma mancherà la continuità, già lo premetto.

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  3. In genere si aspetta la pausa estiva solo perché si ha più tempo per farlo, ma è un periodo infelice per la scrittura: fa caldo, c'è il sole e un mondo di divertimenti che ti attendono... Davvero vuoi passare la giornata al chiuso, mentre tutti escono a divertirsi?

    Per me non esiste un periodo migliore di altri, scrivo nei ritagli di tempo. Certo, quando la giornata è buia e fuori piove, starsene al chiuso con un buon libro in mano è una sensazione bellissima. Lo stesso si può dire per la scrittura.

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    1. In inverno mi sembra di diluire di più le ore che dedico alla scrittura continuamente interrotta dalle contingenze della ripresa attività di tutti, marito e figli. In estate non rinuncio a nulla, ma quel tempo che dedico a scrivere è ben speso: più concentrato, dunque più intenso. Ma dura troppo, troppo poco!

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  4. Io ho usato la pausa estiva del blog più che altro per cercare di intensificare la revisione del romanzo e cercare di fare un po' di ordine degli archivi della documentazione. Cosa riuscita, come sempre, a metà. Mi ha avvantaggiato un po' quest'anno l'aver fatto pochissimi giorni di mare, dove invece stacco completamente la spina.
    Di sicuro d'estate leggo di più perché mi concentro meglio all'aperto che in casa.

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    1. Certe volte tu non hai come la sensazione che interrompere la periodicità dei post nel blog sia in un certo senso un bene che favorisce la scrittura? Come liberare la mongolfiera di qualche peso per procedere più spediti. In estate è un po' quello che provo quando metto in ferie l'attività in rete.

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    2. Sono d'accordo. Tant'è che avevo perfino fantasticato sulla possibilità di scrivere nel post a mesi alterni. Un mese per il blog e il mese successivo tutto per la scrittura, poi di nuovo un mese per il blog e così via. Ma sono, appunto, fantasticherie...

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  5. Io di solito d'estate leggo di più e scrivo di meno, almeno quest'anno è stato così perché l'anno scorso per esempio nel mese di luglio ho ultimato Fine dell'estate per farlo uscire in agosto. Però è anche vero che luglio 2015 avevo meno scadenze lavorative e ho potuto prendere dei giorni di ferie che ho dedicate in parte al romanzo. Quest'anno non sarebbe stato possibile, ho avuto un luglio delirante. In realtà mi rendo conto che se non mi impongo dei ritmi precisi da rispettare, finisco per lasciarmi andare e scrivo meno in generale. Non nego però che se c'è una domenica piovosa la scrittura se ne avvantaggia...

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    1. Questa è una sensazione comune a molte persone: il trovare conforto in una giornata uggiosa quando si vuole scrivere. Era così anche quando studiavo: pioggia e cielo scuro erano un bel calcio nel sedere per tenere i libri in mano! :)

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  6. No, io personalmente non ho dei ritmi di stagione, al massimo rallento in estate perché la voglia di scrivere diminuisce leggermente anche se in effetti volevo provare a scrivere già qualcosa quest'estate ma non ci sono riuscito ;)

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    1. Stai ritentando adesso? Che scrivi di bello?

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    2. Io scrivo solo recensioni..volevo solo portarmi avanti ma non ci sono riuscito, di bello dipende dai film :)

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    3. Capito. Recensioni di film, dunque, non di libri.

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  7. Tra narrativa e blog, scrivo allo stesso modo più o meno tutto l'anno, non ci sono grandi differenze. C'è giusto qualche cambiamento ad agosto, quando non ho i blog e quindi posso scrivere più narrativa. Ma visto che in quel mese c'è anche il picco per quanto riguarda il mio lavoro, alla fine anche in quel mese scrivo racconti e il mio romanzo come faccio durante tutto l'anno. In ogni caso, ho sempre una gran voglia di scrivere :) .

    Comunque si, quest'estate ci ho dato abbastanza dentro. Ho scritto un racconto con cui ho partecipato a un concorso, un altro è quasi completo per un altro concorso, un terzo sarà pubblicato a breve da un blog e poi ne ho scritto uno anche più ambizioso, che forse proporrò a una rivista. Ho lasciato però da parte il mio romanzo, ma negli ultimi giorni l'ho ripreso e ho deciso: scrivere ogni giorno per portarlo fino in fondo. Se l'estate è stata calda, l'autunno lo sarà ancor di più (metaforicamente, si intende :D ).

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    1. Accidenti, Mattia, ma hai sfornato tanta roba quest'estate! Hai dei bei progetti in itinere. Perché è vero, la voglia di scrivere non passa mai! :)

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  8. Per quanto riguarda la lettura, leggo durante tutto l'anno, estate, autunno, inverno e primavera senza problemi o rallentamenti. D'estate leggo anche generi non leggeri, come saggi e anche libri in lingua.

    Per quanto riguarda la scrittura, l'estate è una stagione che mi deconcentra molto e che infatti non mi piace, vuoi per il caldo afosissimo di Milano vuoi perché approfitto per chiudere altri discorsi. Paradossalmente infatti scrivo con ritmi costanti quando ho meno tempo, cioè quando lavoro.

    All'inizio di agosto sono andata avanti con il mio romanzo sulla Rivoluzione Francese; poi mi sono fermata, sia causa il mio sofferto restyling del blog ;-) sia per la correzione della bozza del mio nuovo romanzo, di imminente pubblicazione. :-)

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    1. Non ci crederai, ma io ho scritto il mio unico romanzo proprio mentre ancora lavoravo, però è pur vero che in quel periodo non ero sposata e non avevo figli: il tempo aveva una gestione tipologicamente diversa. Adesso ci sono volte in cui mi pare mi sfugga tutto e appresso al tutto anche la mia ispirazione. In estate la maggiore libertà dei membri della famiglia mi è di grande aiuto.

      Bello, un romanzo di imminente pubblicazione! E questa volta, quale periodo storico ci racconterai?

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    2. Si tratta del seguito di "La terra del tramonto", nome arabo del Marocco. Il nuovo romanzo s'intitola "Le strade dei pellegrini" ed è ambientato sulle strade della cristianità medievale, ma non solo. Si parla sempre di un periodo attorno al 1100, quindi Prima Crociata e ci sono moltissime avventure e incontri straordinari.

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    3. Sei l'unica che riesca a incuriosirmi così tanto sulle storie ambientate in epoche storiche risalenti. Sono sempre più convinta che mi metterò in mano un tuo romanzo ;)

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    4. Grazie mille, Marina. Ho avuto le più belle soddisfazioni proprio da chi non mi conosce in carne ed ossa. :-)

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  9. Quando ho visto questo post, lo confesso, mi sono spaventata: sto scrivendo per stasera un articolo sull'autunno e su quanto mi senta in sintonia con questa stagione. Per fortuna, l'argomento non è lo stesso, ed è declinato in maniera diversa.

    Io sono un'amante del mare e della spiaggia, dove posso stare ore senza muovere un dito. Per questo motivo, la mia scrittura d'estate rallenta notevolmente. Inoltre, patisco molto il caldo e preferisco stare all'aria aperta. Chiudermi in casa (cosa che mi piace molto, come leggerai nel post) mi piace, ma d'estate mi sembra triste. Quindi scrivo meno. Ma leggo tantissimo e incontro gente: le idee, lo stile e le trame ci guadagnano. :-D

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    1. Si vede che mi hai contagiato il profumo delle stagioni! :)
      Anche se preferisco il periodo primaverile, l'autunno non mi dispiace. Leggerò cosa hai pensato tu in proposito!

      Io non sto tutto il giorno in spiaggia, dunque ho a disposizione le ore del primo pomeriggio che conciliano le pennichelle altrui e a me l'ispirazione. Considera anche che mi sveglio sempre molto presto e quest'anno è stato impagabile il piacere di godere del silenzio e dell'arietta ancora fresca con un bicchiere di te freddo in terrazza e il tablet con il file salvato della storia che sto scrivendo. Ho scritto per tutte e tre le settimane di vacanze sfruttando questi momenti. Anche quando sto in campagna dai miei trovo le condizioni ideali per scrivere senza rogne varie!

      P.s. Forse ho risolto il problema con le mail! Presto avrai mie notizie! ;)

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    2. Ecco, io in ferie non riesco a svegliarmi presto. Non mi sveglio a mezzogiorno, ma nemmeno alle 7, come quando vado a lavorare, perché quando lavoro dormo 6 ore per notte, e sento il bisogno di recuperare.

      Il post è stato scritto di getto, parla di come mi sento somigliante alla stagione in cui sono nata...

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    3. Però è vero che somigliamo sempre alle stagioni in cui nasciamo, forse. Magari estendo il commento da te...

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  10. Io sono caotico. Non conosco stagioni.Sarà colpa del lavoro di turnante, boh, probabilmente lavorare sia di giorno che di notte, indifferentemente sia nei festivi che nei feriali ti cambia. Mi riconosco molto in quello che ha detto Michele Scarparo, dipende da come mi aiuta la testa. Sogno, ambisco a una regolarità quasi circadiana, ma credo sia una battaglia persa.

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    1. Il tuo caos ti fa benissimo! :)
      Niente processi circadiani, formula vincente non si cambia! :)

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  11. Questa è stata un'estate anomala, di solito scrivo molto d'estate, a questo giro ho fatto altro. Quello che cambia, in realtà, è la durata delle sessioni di scrittura, non la frequenza. Idealmente scrivo ogni giorno, con eccezione almeno un giorno nel we dedicato alla famiglia. Certo, un conto è un post veloce da 20 minuti, un altro è un capitolo sudato per 5 ore...

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    1. Infatti, proprio il tempo mordi e fuggi mi consente di scrivere i post per il blog, meno le pagine del romanzo, però mi sono ripromessa di dare frequenza anch'io alle sessioni di scrittura: adesso la mattina non accompagno più nessuno a scuola (EVVAIIII) e quel tempo che risparmio è solo per me! :)
      A proposito di scuola... vengo a congratularmi da te, va! :)

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  12. Scrivo sempre, non mi fermo mai. Non ci sono stagioni o ferie. La domenica però stacco da tutto...

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    1. Dai, ma una gita a mare fattela, Marco! :P

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  13. io amo l'autunno e l'inverno perchè è vero che molti blog "chiudono" per ferie e "riaprono" con la fine dell'estate, perciò ricomincio a gironzolare fra tutti i vostri blog e mi dico che vorrei veramente riuscire a scrivere quasi come voi... io quest'estate nel mio piccolo ero impegnata in un'attività di volontariato che mi occupava tutte le sere praticamente quindi tra lavoro e volontariato non ho fatto altro...più o meno perchè ho lavorato al racconto che sarà pubblicato prima di natale in un'antologia di racconti

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    1. Che tipo di volontariato è? Lo sai, diversi anni fa ho fatto la V.d.S presso la C.R.I di Caltanissetta, un'esperienza che in qualche modo mi ha segnata, mi ha formata, mi ha dato tanto.
      E l'Antologia di racconti sarà pubblica o è un lavoro tuo?

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    2. l'antologia comprende i racconti dei partecipanti al corso di scrittura creativa di Giorgio Arcari al quale ho partecipato

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    3. poi è verissimo, fare volontariato è sicuramente un'esperienza che mi sento di fare, ora passata la tempesta del cancro

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    4. Fai benissimo. Qualche volta perché non racconti in che cosa è consistito il corso di scrittura di cui parli? :)

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  14. Posso rispondere soltanto per quanto riguarda il blogging, non scrivendo altrove! L'estate non è la mia stagione preferita XD patisco abbastanza, unendo a ciò la generale stanchezza e pausa nella blogosfera, cerco di dedicarmi ad argomenti più leggeri :P Il mio "limite" principale è sempre l'avere adeguato tempo a disposizione, sia per scrivere che per partecipare attivamente, al di là della stagione :P
    Immagino che per la fase creativa entrino in gioco variabili come lavoro e famiglia, quindi forse l'estate parrebbe il periodo più favorevole.
    Buona serata ^_^

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    1. Infatti, il tempo è tutto quando devi organizzarlo in modo da incastrare più attività. Mi sono scelta un hobby difficile! ^_^

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  15. Non credo di seguire un ritmo stagionale per la scrittura. In realtà, se ci rifletto non passa giorno che io non mi sieda a scrivere qualcosa: pensieri, riflessioni, idee; certo, non racconti o romanzi, ma è comunque un'attività che non va mai in vacanza. Come la lettura. Poi, se ci mettiamo che questa estate mi sono messa in testa di provare a scrivere una cosa seria... Quindi, nessuna stagione per me. Solo cuore e ispirazione. Poi, potrei anche dire che è il mio umore a fare il bello e il cattivo tempo anche sulla pagina. :-P

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    1. La lettura segue un ciclo continuo anche nel mio caso. Niente vacanze per i libri, anzi, lavorano di più d'estate! :D
      Sembra che io faccia tutto meglio in estate! Peccato che i nove mesi sono gli altri! ^_^
      Sono contenta che il tuo progetto "lungo" sia in carreggiata: trovo che sia un'avventura che andava provata. :)

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    2. Mi piacerebbe parlarne per avere un parere. Posso farci un pensiero per una tua opinione? :-)

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  16. No, non è un problema di stagione, ma di testa e di progetti. Solo una volta è capitato di portare il pc in vacanza per terminare una revisione, altrimenti se non sono a Milano stacco.

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    1. Ma tu viaggi, giri, sei sempre in movimento. Quando le vacanze sono statiche viene più naturale pensare al dafarsi nelle ore "morte". E io le faccio vivere alla grande! :D

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  17. Io ho solo due stagioni: il giorno e la notte! :-)

    In un modo o nell'altro, produco. Se non scrivo, elaboro mentalmente. Se non elaboro, mi documento. L'unico pit-stop che mi rallenta si verifica quanto mi imbatto in un romanzo che è storicamente o geograficamente ambientato in un epoca (o zona) che mi interessa approfondire e quindi me lo leggo come integrazione al lavoro di documentazione. Ultimamente mi diverto anche a rovistare tra i blog... Si è notato? :-)

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    1. Se no a che servirebbero tutti sti blogger in giro per la rete a sproloquiare su scrittura e libri? ^_^

      Comunque, è vero, lo faccio anch'io: raccolgo idee, elaboro mentalmente, prendo appunti di continuo. Vorrei anche quagliare, però! :)

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  18. Nell'attività scrittoria non vado in base alle stagioni quanto alla mole di lavoro del periodo e alla necessità di buttare giù una storia. Diciamola tutta: quando i personaggi mi tormentano, significa che è giunto il momento di produrre, inverno o estate che sia. :)

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    1. Perché quando ti tormentano puoi dare loro sempre corda. Io, spesso, ma non sempre per fortuna, d'inverno sono costretta a lasciarli un po' sbattere!

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  19. "Il lavoro la fa da padrone" è la risposta.
    E purtroppo per me il lavoro mi lascia in pace solo 3 settimane all'anno, di 1 in viaggio senza pc. Ergo, restano 2 settimane per fare tutto, sistemazioni di casa comprese.
    Gli altri anni c'era un calo di "tensione" lavorativa nel periodo estivo, ma oramai non è più così. Per scrivere tranquilla dovrò cambiare lavoro (di questi tempi poi)? A questa domanda spero di avere risposta nel prossimo anno...

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    1. Se è un cambio in positivo non posso che incrociare le dita con te!
      Quando lavoravo, la mia presenza in ufficio era provvidenziale: stavo a lungo senza fare granché, così tiravo fuori il mio floppy disk (ancora erano in uso) e scrivevo alla grande. Il mio romanzo è anche il frutto di quel periodo! :)

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  20. Nell vita, come nelle stagioni... "si fa quel che si può"! ;-)

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    1. Sempre l'espressione giusta al momento giusto! ;)

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  21. SOB!... io non sono ancora riuscita a capire quale sia l'andamento stagionale della mia "scrittura"... So soltanto che rientrata a casa, dopo ben due mesi di assenza, il mio fisico pare abbia ceduto: ho un sonno ed una stanchezza tali da abbandonare, almeno per qualche giorno, l'idea di dedicarmi alle mie grandi passioni - la scrittura e la lettura, per l'appunto - nelle uniche ore possibili della giornata: ovvero, la notte. Eppure la testa è in fermento, come sempre, come ogni mese, come in ogni stagione... Forse se avessi tanto tempo a disposizione, svanirebbero pure le idee? Giuro, me lo sono chiesta...

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    1. La notte era il mio momento qualche anno fa, parecchi anni fa!
      Scrivevo e leggevo fino a tardissima ora: rimpiango quelle ore di silenzio assoluto, la concentrazione era massima. Poi, capirai, età e figli hanno cominciato a buttarmi a letto prestissimo, in compenso hanno generato una nuova abitudine: la scrittura nelle prime ore del mattino, il silenzio è lo stesso, anche la concentrazione, ma dura di meno! :)
      Dici che l'avere più tempo a disposizione possa essere in qualche modo dispersivo ai fini dell'elaborazione delle idee? Certo, messo alle strette, il cervello è costretto ad attivarsi maggiormente, il problema resta il momento della realizzazione di quelle idee, cosa che, invece, ruba molte ore alla giornata.

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