giovedì 20 febbraio 2020

Adesso tocca a noi


Adesso tocca a noi dimostrare di essere genitori che sostengono le aspirazioni dei figli; che sanno essere complici, non oppositori; fautori di speranze, non causa di rimpianti. Tocca a noi ragionare, capire, condividere, senza imporre un “no” che metta un punto a tutte le discussioni. 

Ho un figlio che vuole studiare Lettere classiche, il che, in sé, porterebbe solo a una giustificata preoccupazione circa gli sbocchi lavorativi, se non fosse che il nostro “classicista”, di recente, ha espresso un desiderio, che ha richiesto, da parte nostra, l’arduo compito di affrontare la questione con spirito critico, perché sbagliare è un attimo e io ne so qualcosa.

Un giorno la discussione si anima attorno a una certa Accademia Vivarium Novum. Mio figlio ha fatto tutto da solo, preso informazioni, telefonato, parlato con i referenti, pure con i professori di latino e greco, al liceo e adesso ci sta dicendo che vorrebbe frequentarla.
Cerchiamo di capirne di più: l’Accademia Vivarium novum è un’istituzione che riprende la grande tradizione delle scuole umanistiche del rinascimento. Accoglie studenti di tutto il mondo con forti propensioni verso gli studi classici per garantire loro un’alta formazione nelle discipline uma­nistiche. Sono previsti corsi estivi, divisi per fasce di competenza e c’è anche la possibilità di frequentare la scuola per dodici mesi: quello che vorrebbe fare Edoardo, al posto del quinto e ultimo anno al liceo classico.

La richiesta è impegnativa; siamo genitori moderni, d'accordo, vietare significa condannare alla frustrazione, ma è inevitabile formulare logiche perplessità: e i tuoi compagni? E le materie scientifiche che non cureresti più? E i professori che non vedrai e ti aspettano agli esami di Stato?
La nostra resistenza ha gambe molli, ogni argomentazione è smontata dalla ostinazione; non vogliamo essere troppo stronzi, senza, però, nascondere di essere contrariati: un anno è eccessivo, in più il collegio dei Gesuiti, al confronto, è un soggiorno di lusso. 
All’interno di questa scuola ci sono delle regole che farebbero desistere pure un seminarista:
  1. L’uso della lingua latina deve essere quotidiano e costante. (Cioè qui dentro parlano in latino, capito? Non solo a lezione: è la lingua in cui conversano normalmente.)
  2. Non sono ammesse bevande alcoliche, sostanze stupefacenti di qualsiasi genere, sigarette. (D’accordo per le sostanze stupefacenti, ma una sigaretta e qualche birra...)
  3. Non sono tollerate oscenità (né nel linguaggio colloquiale, né in spettacoli o in scritti) (in pratica è vietato mandarsi affanculo.)
  4. Si ascolta e si studia solo la musica classica. 😳
  5. Di notte dopo le undici si deve mantenere il silenzio nell’atrio e nelle camere per non disturbare il sonno altrui. 😱
  6. Consigliamo agli studenti di usare saggiamente il loro tempo così da dedicarlo soprattutto allo studio, senza disperdere energie in distrazioni inutili. 🤦🏻‍♀️
Comunque ne parliamo, ne riparliamo, (ora, finalmente, capisco a cosa sia servito il mio rimpianto di allora: a farmi diventare una mamma possibilista); siamo d’accordo che, prima di affrettare decisioni sarebbe bene fare una prova (di resistenza), così, con un appuntamento preso per sabato 15 febbraio, sono io ad accompagnare Edoardo a Villa Falconieri, sede dell’Accademia.




Il luogo è un paradiso di pace e di silenzio: pure le mosche si tengono alla larga perché non sanno ronzare in latino. I nostri passi sulla ghiaietta del sentiero producono uno scricchiolio che ci induce a procedere con la falcata della Pantera Rosa. Il parco antistante l’antico complesso romano è bellissimo e incute la soggezione di certe atmosfere fuori dal tempo. Si materializzano dal nulla due ospiti della struttura che colloquiano tranquillamente tra loro in latino (e certo!) Non so dove guardare per non mostrare la voglia di ridere che mi gonfia la bocca. Lancio lo sguardo obliquo, in direzione di mio figlio, che appena è punto dai miei occhi mi ignora procedendo verso l'ingresso. I due tipi ci salutano, la loro naturalezza e la loro “normalità”  mi spiazzano: avevo immaginato che in un posto del genere ci fossero solo secchioni ingobbiti dallo studio e sfigati resi fiacchi dal rigore e, invece, ammetto che, forse, di insensato, qui, c’è solo il mio pregiudizio.
Le lezioni di poesia latina e filosofia antica aspettano mio figlio in un'aula al piano di sotto; tra l'una e l'altra ci sarà una pausa merenda nel triclinio, il famosissimo triclinio.
I ragazzi del Vivarium novum si chiamano con il loro nome in latino, Eduardus, Eusebius, Marcus e citano non Thomas Moore bensì Thomas Morus. Ci sono studenti che provengono dalla Cina, dalla Norvegia, dalla Slovenia, dalla Romania, che dico, dalla Dacia (non per niente il rumeno è detto il dacicus, pronunciato ortodossamente dakicus.) Durante la lezione di poesia latina leggono l’epodo VII di Orazio, alternando parti declamate a parti cantate. È dall’Accademia Vivarium novum che nasce il progetto musicale “Tyrtarion”: "grex concinentium qui, in academia Vivarii Novi consociati duce Eusebio Arone Toth, carmina monumentaque litterarum antiquiorum modis musicis illustrant salsis ac iucundis.” 
(Lo chiarisce Wikipedia, quella latina, però: Vicipaedia.)

Avevo scommesso sulla serietà senza deroghe di questi ragazzi che, invece, si divertono e sanno ridere (no perché a immaginarsi una classe che parla e canta solo in latino e greco, uno, qualche domanda, se la fa!)

L’entusiasmo di Edoardo è contagioso: mi mostra sorridendo dei fogli con un testo in greco e, allineata, la traduzione in latino (certo, lo voglio capire o no che qui la lingua madre è il latino?); mi fa ascoltare il Proemio dell’Odissea suonato e interpretato dal coro Tyrtarion e io ne rimango talmente affascinata che mi viene voglia di approfondire. Adesso cucino con il “De bello” di Archilochus & Horatius in sottofondo:


Mi rendo conto che l’Accademia, alla fine, accoglie giovani vitali, non spenti come il latino e il greco che tutti immaginano superati; sono giovani che hanno una grande apertura mentale a dispetto dell’ignorante pregiudizio sull’inattualità di queste lingue.
Non avevo bisogno che Edoardo mi costringesse a conoscere una tale realtà per sostenere l’importanza degli studi classici, ma per cambiare idea sulle sue intenzioni sicuramente sì: se vorrà frequentare l’intero anno accademico in questa scuola, pure se è quello della sua maturità, non ci opporremo.
Di contro, l’esperienza è servita anche a mio figlio: ha capito che dodici mesi sarebbero troppi per lui e si ritiene soddisfatto se potrà frequentare anche solo quattro settimane estive. 
Perché, alla fine, non serve fare guerre: la vera vittoria è garantita dal buon senso.
"Plus scis quid opus factost", Tu più di me sai cos’è giusto fare - diceva il buon Terenzio.













24 commenti:

  1. È bello che tuo figlio abbia già le idee così chiare ed una passione tanto forte per gli studi classici, ma spero che, appunto, frequenterá questa accademia solo durante la pausa estiva.
    A prescindere dal fatto che io detesti le "lingue morte", più di ogni altra cosa odio le imposizioni e la limitazione della mia libertà.
    L'idea di andare a dormire ad un orario prestabilito (da terzi) mi toglie il fiato.
    Così come quello di non potermi accendere una sigaretta. E considera che non fumo e sono persino astemia, ma i diktat mi fanno venire l'orticaria.
    Quindi, in bocca al lupo a tuo figlio per il suo futuro, ma io sono una pessima madre e sicuramente tenterei di dissuaderlo. 😅

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    1. All’inizio anche la nostra reazione è stata di sgomento: parlo dell’idea di frequentare per un anno una scuola strutturata in quel modo, poi ci siamo ammorbiditi vedendo quanto in realtà fosse importante per nostro figlio fare questa esperienza. Per fortuna, si è reso conto da solo, non lo abbiamo condizionato, cosa che ci ha sollevato parecchio.

      Non serve sapere che latino e greco siano lingue antiche, ormai superate, la loro importanza resiste al tempo, perché hanno formato pensieri, forgiato le menti dei più grandi filosofi, rappresentato le basi della nostra cultura: parlarle oggi potrebbe non avere senso e lo capisco, ma conoscerle e capirne il valore, secondo me, è fondamentale.

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  2. Mi associo, è bello avere un figlio con un entusiasmo così grande per materie che altri aborrirebbero, denota convinzione per questa scelta.
    Poi, certo, ammetto che anch'io al posto tuo sarei stato felice nel momento in cui lui ha optato per l'opzione leggera "solo estate", l'ultimo anno è meglio che lo faccia nella sua scuola.
    Ma ha avuto la possibilità di scegliere lui, che è la cosa più importante per farlo essere ancora più convinto e soddisfatto.

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    1. Sì, di tutta questa vicenda a me resta la soddisfazione di avere lasciato che fosse lui a decidere la cosa giusta. A dire il vero, conosco mio figlio e sapevo che, passata l’euforia della novità, avrebbe riflettuto, anche il pomeriggio di prova trascorso all’Accademia è stato determinante, un mese d’estate è più ragionevole: invece di andare in Inghilterra per approfondire l’inglese, sarà a Frascati a parlare in latino. Originale, no? 😁

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  3. Caspita! Non immaginavo esistessero opportunità del genere. Credo sia stato come vedere una di quelle puntate di Star Trek dove si va in un pianeta nuovo, ci si ritrova immersi in un'atmosfera antica e si indossano abiti moderni. Quel che è certo è che sarà una bellissima esperienza per le quattro settimane estive per tuo figlio.

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    1. Un posto fuori dal tempo, vero. La location (si direbbe) è davvero suggestiva, all’interno ci sono saloni interamente affrescati con divani d’epoca e grandi tavoli al centro di stanze che prendono luce dall’enorme giardino esterno. Penso si troverà bene, lui è entusiasta di questo mese estivo. Poi sai, io, per prima, mi sono stupita nel conoscere ragazzi carini, non avvecchiati nell’abbigliamento (chessò, come te lo immagini uno che studia latino, greco, filosofia dentro una scuola, per un anno, senza ascoltare altra musica se non quella classica, senza concedersi distrazioni?) E la gioia di quei canti mi ha conquistata. Talvolta il pregiudizio...

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  4. Secondo me avete trovato il giusto compromesso. Lasciare la scuola all'ultimo anno per entrare nell'accademia avrebbe penalizzato, come hai sottolineato giustamente, le materie scientifiche. All'esame sarebbero stati problemi (***** amari, ma le parolacce non si usano 😁).
    Bene quindi il compromesso trovato, la soluzione estiva. Secondo me si divertirà molto. Gli orari monastici non devono preoccupare: pensa ai neo diplomati che vanno a fare l'accademia per diventare Carabinieri. Stanno peggio quest'ultimi. In fondo l'unica nota negativa è non potere ascoltare musica liberamente (ma nelle cuffiette prima di dormire? Magari non la trap, però non credo che un De André sia osteggiato, nonostante qualche parolaccia).
    Spero abbiano l'aria condizionata però 😁.
    Comunque in bocca al lupo a tuo figlio. Secondo me fa bene a seguire questa strada: sta costruendo solide fondamenta per il suo futuro, anche se si dice, in Italia, che con la cultura non si mangi. Invece le persone brillanti e geniali il futuro se lo costruiscono bene, eccome.
    E' il rimanere nella terra di mezzo che è pericoloso, per i giovani...O si è veramente brillanti negli studi, oppure meglio non studiare per niente e imparare a fare più cose pratiche (secondo me).

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    1. Ciao Riccardo, felice di accoglierti nel mio blog!
      Apprezzo molto il tuo commento, perché è esattamente quello che penso anch’io: le regole imposte non spaventano se sono accettate come parte di un ordinamento strutturato, sono facilmente superabili se si pensa ai motivi che muovono la scelta e agli obiettivi finali. Sorrido perché mio figlio ascolta musica classica (essendo studente di pianoforte al Conservatorio) e quindi okay, ci sta, ma è anche un adolescente con una playlist di canzoni inascoltabili (rap, trap e compagnia bella) e lì, forse, rinunciare sarà una bella sfida! 😁
      E ti ringrazio: non so come m’è venuto fuori, ma ‘sto ragazzo ha davvero una marcia in più! (modestia di madre, eh! ) 🤗

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  5. Eduardus, Eusebius, Marcus... Darius... :-D

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  6. Non avrei ami pensato a un luogo simile, non credevo ne esistessero ancora. Pensavo fossero scomparsi da secoli e che oggi L'idea di studi classici di tale tipo fosse relegata a circoli privati numericamente minimi e senza alcuna fama.
    Il tuo figliolo ha questo istinto profondo? Esso contraddice tutta la cultura umana degli ultimi due secoli che infatti dal punto di vista etico, culturale e artistico mostrano crepe terribili. Suppongo che in te come madre si siano combattute due forze uguali e contrarie, lasciarlo libero di correre con la tua segreta approvazione poichè quel tipo di approccio all'uomo e al suo mondo è in fondo e il tuo, oppure contrastarlo in nome di potentissimi motivi connessi al mondo del lavoro,al denaro, al futuro professionale...alla vecchiaia e molte altre cose che certamente tu hai considerato. Dunque farà una prova, si cimenterà.Non so dire quale sviluppo avrà questa storia...la Magna Grecia è lontana.

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    1. Ciao Enzo, ho sempre respirato aria “classica” in casa mia: a parte mio padre, tutta la mia famiglia, madre, nonni e zii, hanno frequentato il liceo classico e questo sicuramente ha influenzato la scelta di entrambi i miei figli che hanno voluto studiare anche loro in questo istituto.
      Per me è uno studio importante e non ho mai capito l’evoluzione di certi licei che hanno indirizzi moderni ed escludono, ad esempio, il greco. Per me quelli non dovrebbero nemmeno più chiamarsi licei classici. Questo per dire che è vero che gli strumenti in mano a un giovane che si affaccia al mondo del lavoro sono altri: inglese, informatica, tutte discipline la cui conoscenza è fondamentale, la tecnologia porta a fare scelte diverse, a cercare diplomi più vicini alle esigenze di oggi, però sono fermamente convinta che i benefici che apporta uno studio classico siano di gran lunga maggiori, se non addirittura preliminari a qualunque evoluzione o carriera. Non ti annoio con le argomentazioni (purtroppo non sempre condivise) su quanto proprio il latino e il greco garantiscano fluidità mentale, spirito critico..., è inutile, per me resta innegabile che tutto lo studio del mondo classico abbia un valore educativo. Dunque, è vero che siamo entrati in crisi: sappiamo bene che una laurea in lettere classiche sia poco spendibile nel mercato del lavoro, nel 2020, però assecondare un desiderio così “elevato” ci è parso doveroso. Con tutte le legittime preoccupazioni, ci affidiamo alla buona sorte: magari riusciamo a riavvicinarla questa lontana Magna Grecia! :)

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  7. Davvero un posto affascinante questa accademia! Già avere un figlio che si fa venire idee simili e le persegue in autonomia mi sembra una grande cosa. Bravi voi, capaci di spezzare la catena delle insoddisfazioni che lega una generazione all'altra. :)

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    1. Sono convinta che fare tesoro di esperienze negative sia un bene, per se stessi e per chi beneficia dei miglioramenti che, alla fine, ne sono derivati. Ci si prova, a essere genitori accettabili. 😅

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  8. Ma che bello! Conoscevo l'accademia, ma senza racconti di prima mano e me ne sono innamorata già alla riga due del tuo post! Facci sapere poi come vanno le quattro settimane estive!

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    1. Sì, lo farò. Ci riaggiorniamo sull’argomento a fine agosto. 😉

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  9. Questa accademia mi ha già conquistato e il "de bello" è un pezzo davvero Rock. Tuo figlio ha le idee chiare e mi sembra molto determinato, bravissimo.
    Le quattro settimane alla fine voleranno.

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    1. Adesso lui non vede l’ora che arrivi l’estate, ma la cosa veramente fantastica è che io adesso canto in greco e latino (ho imparato i testi a memoria) 😅

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  10. Che bellezza, Marina! Lui che, in questo mondo in cui tutti tentennano, a diciassette anni sa già cosa vuole e come lo vuole. Tu che ci ragioni, ci parli e di provi. Questo posto "strano" e incantato dove il vecchio e il giovane diventano cosa sola. Bello, bello. E bravi! <3

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    1. Cara Monica, capissero almeno ‘sti figli (che hanno sempre da ridire su qualcosa) che hanno due genitori 2.0! 😂
      Comunque sì, Edo va dritto come un treno in quanto a obiettivi; Enrico (che, tra l’altro, quest’anno è di maturità) passa dal voler diventare scienziato al voler fare lo scrittore... Già, qualcuno doveva rimanere contagiato dalla malattia! 😅

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  11. Effettivamente passarci un intero anno sarebbe folle. Si rischia un effetto straniamento che potrebbe modificare la personalità..! :)
    A parte lo scherzo, una breve immersione in questo mondo piacerebbe anche a me. Che bravi 'sti ragazzi tuoi.

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    1. E non sai la nostra reazione alla notizia! A me è scappato d’istinto un “ma sei pazzo, non esiste che ti mandiamo in questo posto per un anno!”... e t’ho detto tutto! Poi, vabbè, ne abbiamo parlato, riparlato e straparlato (perché credo che sia fondamentale e a me, in fondo, è questo che è mancato in passato: un vero dialogo con i miei genitori) e comunque la soluzione è arrivata da sola, anzi da Edoardo stesso che, per fortuna, si è reso conto e ha preso la sua ragionevole decisione.
      (Che poi, Luà, è a Frascati: ci devi andare, in questo posto, è aperto alle visite del pubblico ed è molto bello. Una passeggiata, fattela da quelle parti! 🙂)

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  12. "...pure le mosche si tengono alla larga perché non sanno ronzare in latino."
    Adoro questa tua vena umoristica! :D
    Ti dirò: un po' li invidio questi ragazzi, perché sembrano avere le idee parecchio chiare. Però non riuscirei mai ad estraniarmi così tanto dal mondo. Resto peccatrice e ascolto gli AC/DC. ;)

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    1. 😄🤗
      Decisamente pure io: dovresti vedere ogni tanto le facce mia e di mio marito quando ci chiediamo da chi siano venuti fuori sti benedetti figli! 😅

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