Fermo i pensieri in corsa, quando attraversano il mio cervello; li fisso perché non si confondano nel caos di immagini che quotidianamente registro e di sensazioni che assorbo mentre parlo, osservo, percepisco odori, ascolto, mentre, cioè, i miei sensi lavorano e io li assecondo inconsciamente. È questo ciò che faccio portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

giovedì 14 gennaio 2016

Pour parler (futilità musicali di un giovedì qualunque)


Questo è il lato B del post di martedì scorso.

Non un approfondimento, dunque, serio e formale come il precedente, ma un dietro le quinte del mio rapporto con la musica, meno impegnativo e a servizio del puro svago. 
La premessa è sempre la stessa: la musica distrae, agevola il flusso di pensieri, ricorda momenti della vita, attuali o del passato, fa venire in mente persone, conoscenze occasionali e amicizie importanti. 
La musica ha un forte potere evocativo. Come le parole, se usate bene.

Ecco, io non ne ho fatto un mestiere, non ho velleità artistiche di tipo canoro (sono intonata, tuttavia non amo cantare), né ho la predisposizione a suonare un qualche strumento (a dieci anni, come quasi tutte le bambine a quell'età, prendevo lezioni di pianoforte, ma dopo quattro anni ho mollato, non faceva per me), eppure non riesco a pensare la mia vita senza una colonna sonora, partendo da quando, tredicenne, cantavo con le mie amiche le canzoni di Sanremo (tipo "Storie di tutti i giorni" di Riccardo Fogli) fino ai prolifici anni universitari in cui ho sperimentato di tutto, dagli Onda Rossa Posse ai Carmina Burana.

C'è un suono per ogni stato d'animo, una melodia per ogni momento della mia vita, una nota per ogni mio pensiero.

Così, oggi, mi concedo un tuffo nel passato e vi presento una Marina "inedita" che, a dispetto del suo serafico contegno, nasconde un animo ribelle che il punk e il post punk degli anni '80 hanno plasmato e il rock di tutti i tempi ha custodito intatto negli anni.

Ricordo il netto passaggio da "Seven and the ragger tiger" dei Duran Duran a "Desaparecido" dei Litfiba, quando, messe da parte le riviste per teenager, "Ragazza In" e "Cioè", con i poster di John Taylor e Simon Le Bon, cominciai gli anni universitari ascoltando l'alternative rock della band di Piero Pelù (molto tempo prima che diventasse merce per tutte le orecchie). "Istanbul" mi riporta in Via Laurana, a Palermo (dove dividevo l'appartamento con altre due mie amiche) e dentro la facoltà di Giurisprudenza: le prime lezioni, i primi incontri, i primi esami.


Poi, vabbè, ho preso "la via dell'aceto" diventando una fan sfegatata dei "Cure" e di tutto un filone che mandava me in visibilio e le mie amiche al manicomio: Clash, Ramones, Velvet Underground, Joy Division, Siouxie & the Banshees, tutto il post punk registrato nelle musicassette che ascoltavo con l'unico stereo portatile che avevamo in casa.
Tutta compita, occhialetto da intellettuale, abbigliamento semplice, attiravo l'attenzione degli studenti secchioni e poi, quando il corteggiamento richiedeva l'affondo della musica, scappavo facendo lo slalom fra Gino Paoli, Ornella Vanoni e Mina, totalmente refrattaria al romanticismo di quelle canzoni. 
(Mi arrivano, mi arrivano, i vostri strali di disappunto!)

Poi, il colpo di fulmine: un collega che incontravo alle lezioni di filosofia del diritto. Era taciturno, i suoi occhi sembravano disegnati con il carbone e aveva un viso spigoloso; i capelli ricci corvini, lontanissimo dal mio "tipo ideale", ma uno sguardo che mi ipnotizzava ogni volta che lo incrociavo. Era lui che volevo conoscere!
Ice in my eyes; eyes like ice don't move: ascoltando "Cold" dei Cure l'ho, poi, reso protagonista di un mio racconto.


Dentro casa era un delirio, con Fausta e Adriana che ascoltavano lo stesso genere musicale e io l'unica a sopravvivere allo strazio! Siglammo un accordo: nel preserale, in pausa studio, avevamo diritto a un brano ciascuno, così ognuno di noi esprimeva una preferenza e si godeva in santa pace quei tre minuti di puro godimento per le orecchie. Solo che la partita era impari: loro amavano gli stessi cantanti, dunque avevano una doppia razione che a me non era concessa, allora mi autoassegnavo un supplemento e mi facevo brutalmente buttare fuori dalla stanza proponendo l'ascolto collettivo dei CCCP. Conoscete "Mi ami?" Ecco, su questa superlativa prova musicale calo il velo della censura, visto che, nel frattempo, sono diventata una signora!

L'energia folle di "Isla De Encanta" dei Pixies divenne parte integrante di un rito propiziatorio: l'ascoltavo sempre la notte prima di un esame e la prima volta che tornai a casa con il 27 di diritto privato firmato sul libretto, anche le mie amiche cominciarono a cantarla a squarciagola: "Hermanita ven conmigo, hay aviones cada hora" .


Il rap italiano di contestazione degli Assalti Frontali, ha caratterizzato il periodo dell'occupazione studentesca del 1990; il rock alternativo degli Almamegretta e quello dei Ritmo Tribale mi tenevano compagnia durante i viaggi in pullman per Palermo.


Sognavo con gli Scorpions.


Mi piaceva il rock sperimentale dei Radiohead.
Sfogavo la mia rabbia con i Rage Against the Machine.

E poi Nirvana, Elastica, Cult, Heroes del silencio, The Smiths, Lou Reed, David Bowie, Placebo e Rem, andavano sempre bene come aperitivo, antipasto, pasto e digestivo.
Crescendo, non ho messo a tacere i miei gusti musicali, anzi li ho importati nella mia nuova vita di moglie e poi di madre: facevo ascoltare i Bluvertigo al mio primogenito che si addormentava sulle note di "L.S.D  la sua dimensione" e si divertiva con "Altre forme di vita".
(Fa un po' "Famiglia Addams", questa cosa!)


E comunque, ancora adesso, molta musica del mio passato torna a rinnovare ricordi e momenti della mia vita che sono indimenticabili proprio perché custoditi dentro canzoni immortali. 
Una, per me, resta la più bella di sempre: "A night like this" dei Cure.

Come i primi amori, quelli che non si scordano mai!



Adesso, tocca a voi:

c'è il fine settimana, avete tutto il tempo per pensare a un episodio della vostra vita corredato di colonna sonora.
E di raccontarmelo.

Sono tutta orecchie!

54 commenti:

  1. Questo excursus è proprio bello! :)

    Per quel che mi riguarda, l'unica autrice che mi ha accompagnato dall'infanzia fino ad ora senza "scadere" alle mie orecchie come altri illustri colleghi è Gianna Nannini. Per il resto, ho attraversato diverse fasi, pur con una netta predilezione per il rock "non troppo cattivo", diciamo: Foo Fighters (oggi è il compleanno di Dave Grohl, tra l'altro), U2, Rem, Nirvana, Red Hot Chilli Peppers, Aerosmith ecc... Oltre a questo, sono una fan di Tiziano Ferro e Caparezza, anche piuttosto convinta. E non ho mai disdegnato il cantautorato italiano di qualità ("di sinistra", come dice mia mamma).

    Su Sanremo e le sue canzoni ho molti ricordi e molti aneddoti da raccontare, dal momento che sono cresciuta lì e da ragazzina stazionare fuori dagli hotels era praticamente un rito! :-D

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    1. Sono curiosa, perché non ne condividi qualcuno?

      Caparezza è un grande. Per un periodo, abbastanza di recente, tipo un paio di anni fa, i miei figli cantavano a memoria alcune sue canzoni. (Mio marito se ne andava in paranoia, ahah!)

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    2. Visto che fra meno di un mese torneranno i barbari, potrei dedicare un post a questo. :)

      Quando si cresce non si è più in grado di apprezzare l'atmosfera magica che si diffonde per la città, ma i Festival degli anni 90 sono indimenticabili per me. Se dovessi scegliere il ricordo più vivido, l'arrivo dei Take That nel 1995. Dopo aver aspettato un pomeriggio intero sotto l'Ariston, sono tornata a casa (proprio accanto al teatro) per cena, e proprio in quel momento un boato terribile... si erano appena affacciati al balcone verdino dove fanno sempre le interviste del TG1: giuro che tremavano i vetri per il delirio della folla!

      Un'altra volta, mi sembra nel 1997, abbiamo fatto uno scherzo alla folla fiondandoci tutti a chiedere autografi a un nostro professore incontrato per caso in centro. La gente, pur senza sapere chi fosse, era lì con le fotocamere e i taccuini: ecco l'effetto massa! :-D

      Fra le canzoni di Sanremo a cui sono più affezionata, perché legate a bei ricordi, c'è "Oggi sono io" di Alex Britti, "La solitudine" di Laura Pausini e... anche se mi vergogno un po'... "trottolino amoroso dududadada" :D

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    3. Me ne è venuto in mente un altro, più recente: 2011, mi sembra. Il Festival doveva ancora iniziare, era circa una decina di giorni prima, nel periodo delle prove. Ero comodamente seduta al bar a farmi i cavoli miei con gli amici quando un ragazzo giornalista che conosco invita un tizio a sedersi con noi. Ordiniamo da bere e chiacchiero con lui tranquillamente tutta la sera. Un ragazzo come tanti. Quindici giorni dopo lo rivedo sul palco, fra i big: non l' avevo assolutamente riconosciuto, e che nemmeno per un istante si è fatto un vanto del fatto di essere musicista. L'anno prima, con un altro "VIP", ho avuto una lite furiosa per un parcheggio. Chi sono i due, te lo dico poi in privato, perché non mi piacciono i gossip sul web. :-D

      A gennaio, i conduttori e le vallette si trasferiscono sempre a Sanremo. I cantanti arrivano "dilazionati" per provare, poi ripartono, ritornano, fanno un po' quello che vogliono. Prima che il Festival cominci, non è raro incontrare persone famose per la strada o nei ristoranti. Mia mamma, poi, che ha una farmacia in centro, avrà venduto tante di quelle scatole di pastiglie per la gola da far venire i brividi. Di conseguenza, c'è il paradiso dei sanremaschi, con i VIP educati e gentili (Bonolis e Carlo Conti, per esempio, o il maestro d'orchestra Peppe Vessicchio che è diventato cittadino onorario) e quelli più maleducati e arroganti, che non nomino. :-D

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    4. Bellissimi i tuoi aneddoti. Secondo me ne uscirebbero fuori dei racconti fantastici!

      Ora mi scrivi in privato e mi dici chi erano tutte le persone che hai citato qui senza fare nomi . Sono curiosissima! :D

      Io non so cosa avrei dato per essere al tuo posto quando erano i Duran Duran gli ospiti d'onore del Festival, quello condotto da Pippo Baudo nel 1985, se non ricordo male!
      Ma tu eri appena nata! :D :D

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    5. Ne ho anche tanti altri... Ho pure una mia vergognosissima foto con Nek! :-D
      Ora ti scrivo!

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  2. Di me dovresti sapere già tutto, per ora, dal 1961 ai primi anni settanta. Non so ancora se continuerò la serie di post sulle canzoni della mia vita che doveva arrivare, nelle mie previsioni, fino all'inizio degli anni '80. Può darsi di sì, anche se per il momento ho altri stimoli, verso altri post.
    Tra l'altro avevo anche preannunciato per quella serie, in tempi non sospetti, uno speciale David Bowie, perché di lui ho amato abbastanza canzoni da farci un intero post (ma anche due volendo). Adesso, scomparso lui, tra i viventi riesco a gustarmi veramente solo Leonard Cohen e Franco Battiato.

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    1. Sì, infatti, quando ho letto quei tuoi post così dettagliati, ho pensato che prima o poi avrei fatto qualcosa del genere anch'io. E mi ricordo anche il simpatico siparietto con Patricia e Massimiliano a proposito dei miei gusti "leggermente" diversi dai vostri.
      David Bowie e qualcun altro ci riallineano, però, in un comune sentire musicale!

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  3. Che gusti musicali meravigliosi! Più o meno condivisi visto che apparteniamo a generazioni vicine (io sono più vecchio, vabbé, ma non lo dire in giro ;-)
    Cure e Nirvana in particolare li ho apprezzati molto anch'io, mi attirava la loro inquietudine. Già da bambino promettevo bene quando chiesi a mia madre di comprarmi il 45 giri dei Goblin con il tema principale della colonna sonora di "Profondo rosso" di Dario Argento. Ho amato da subito anche i Pink Floyd.
    Ho comunque apprezzato anche il lato leggero degli anni '80, dai Police ai Culture Club, dagli Wham ai Simple Minds (mai sopportati gli Spandau Ballet invece).
    Gli anni '90 per me sono il grunge: NIrvana, Bush, Soundgarden... I primi 2000 invece sono il nu metal: Korn, Rammstein, System of A Down...
    Dopo la nascita di mia figlia però mi sono addolcito, tanto che adesso mi sono fatto coinvolgere dalla sua passione per Katy Perry. Ho incominciato anche a esplorare il passato della musica, complice youtube: sto scoprendo i grandi del passato come Hendrix, i Beatles, i Led Zeppelin.

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    1. E sai che forse, a proposito di età, non sono sicura di essere più giovane di te?
      Gli anni '80 li ho vissuti anch'io in modo globale: perché, te lo ricordi D.J. Television, con tutte le novità del pop straniero? Erano anche gli anni di Madonna. Anch'io ero dal lato della barricata duraniana e gli Spandau Ballet erano nemici giurati.
      Idem con i figli: adesso sono loro che mi guidano all'ascolto delle principali avanguardie musicali, tutta roba orecchiabile che sentono e vedono su MTV.

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    2. DJ Television lo vedevo spesso mentre facevo i compiti. Ovviamente ascoltavo Madonna, Duran Duran, etc.
      Riguardo l'età... sono un uomo all'antica, non chiedo mai a una donna quanti anni ha ;-)

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  4. Non commento, non commento più di tanto perché non voglio rovinare il clima bellissimo che hai creato con questo post. Mi sono ritrovato in molte delle sensazioni che hai descritto. Unica nota polemica: la voce di Mina, a prescindere dalle canzoni è ipnotizzante, meravigliosa, forse i ragazzi che ci provavano non erano all'altezza...

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    1. O non ero io all'altezza delle loro avance!
      Perché lo so che Mina è Mina.
      Che poi, a dirla tutta, erano molte volte loro a darsela a gambe visti i miei ascolti "inascoltabili"! :D

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    2. Eeeh inascoltabili, invece molte cose le ho apprezzate anche io, come i Clash, i Ramones, i Velvet Underground,

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    3. Vabbè, ma se a un appassionato di musica leggera italiana (a parte i grandi alla Mina maniera) fai ascoltare i Velvet Underground, ti guarda un po' con sospetto!
      Allora io, furbamente, andavo sul medio tipo Morrissey, ma quando il rock chiamava... non c'era che fare: i Cocciante o i Baglioni venivano defenestrati! :D

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  5. Tranne i 2-3 nomi che non ho mai sentito prima, col resto combaciamo perfettamente. Prima delle superiori non ho mai ascoltato musica con costanza (a casa non avevamo nemmeno la radio), poi intorno ai 12-13 anni ricordo che c'è stato un fortissimo revival di Queen e Doors (preferivo i primi), seguito dalla dualità Guns n'Roses/Nirvana (preferivo i secondi). Poi il degenero :D

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    1. Scommetto che non hai mai sentito Elastica, Heroes del silencio e CCCP, indovinato?

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    2. No, CCCP e Elastica li conosco benissimo e mi piacciono; sono Heroes del silencio che non ho mai sentito! E nemmeno Assalti Frontali.

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    3. Uno l'ho azzeccato! ;)
      Gli Heroes del silencio erano un gruppo spagnolo che mi piaceva un sacco (credo si siano sciolti: li ascoltavo ai tempi del loro album "Espiritu del vino"; se vuoi, ascolta questa canzone per capire il genere: http://youtu.be/3IsGhIULtIw).

      Gli Assalti Frontali sono un'evoluzione del collettivo romano Onda Rossa Posse, una delle prime realtà rap italiane impegnate politicamente nei primi anni novanta; la loro musica era autoprodotta e girava soprattutto nei centri sociali.

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  6. Bellissimo post!
    Il mio rapporto con la musica... È mio, come ogni altro aspetto della vita, non generazionale o particolarmente condiviso.
    Da adolescente ho avuto un periodo melomane, grazie al cielo ho incontrato una compagna di scuola che studiava canto lirico, quindi facevamo la coda per il loggione della Scala (a cui si accedeva pagando 10000 lire) mentre i nostri coetanei andavano ai concerti.
    Prima della fine del liceo sono stata folgorata dai cantautori italiani, di cui ho da allora sempre amato anche le capacità di scrittura. Solo tardivamente mi sono affacciata al rock classico anni '70e ho scoperto di non disdegnare neppure il metal...
    Per non essendo un'esperta, mi piace scoprire le storie delle canzoni, così ho scoperto che tantissimi brani letterari, sia italiani che stranieri, sono stati trasformati in canzoni e quando posso li faccio ascoltare nelle ore di letteratura. Così iniziamo la poesia italiana del '300 su De André (Se fossi fuoco), continuiamo con Branduardi (Quant'è bella giovinezza) fino ad arrivare alla versione metal de "La ballata del vecchio marinaio" di Coleridge.

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    1. Ti sembrerà strano, dopo tutto questo tripudio di rock e punk, sapere che la lirica mi affascinava molto (ancora adesso) e non ti nascondo che mi piacerebbe moltissimo assistere a una rappresentazione dal loggione della Scala.
      Le precisazioni finali del tuo commento sembrano una perfetta appendice del post di martedì scorso e sono tutte e tre delle bellissime scoperte.

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  7. Alzo bandiera bianca. Non ho un gran background musicale alle spalle. O meglio: non è così variegato. In fatto di musica non sono mai stato un grande esploratore anche se ho le mie belle playlist organizzate sull'iPod. A volte mi sento un po' fossile. Grande fan di Ligabue, Vasco, Pausini, Zucchero, Queen e U2. Per il resto una grande marea di canzoni singole catturate da Shazam. Eppure sono giovane! Sono solo nato nello scorso millennio... :-)

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    1. Che tu fossi fan di Ligabue lo avevo intuito! :)
      Tolta la Pausini, le tue scelte musicali non sono male! :P

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    2. Non so come mai... mi aspettavo una pernacchia sulla Pausini! :-D

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    3. Cerco sempre di non farmi odiare troppo! :P

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    4. ...e stavo per aggiungere Baglioni ma ho temuto di rischiare la radiazione dal tuo blog... :-))))

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    5. E no, Darius, questo non me lo puoi fare: ti ho accolto a braccia aperte, il tuo retroblog mi piace un sacco... e tu mi spari "quella sua maglietta fina..."? ^_^

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    6. No, infatti: percepivo la radiazione. Volevo vedere se il nome "Baglioni" fa ancora alzare gli occhi al cielo a tutte le latitudini d'Italia... :-D

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  8. Ho iniziato da bambina ad amare la musica attraverso la radio, sempre accesa a casa. Prima passione consapevole: John Lennon, ascoltato per qualche anno. Tutti gli artisti che hai citato mi piacciono, io ho anche derive più dure ma forse anche tu chissà, ma il vero passaggio è avvenuto durante il liceo, quando mi sono avvicinata alla classica (grazie a un'amica, soprano leggero, frequentavo come ascoltatrice il Conservatorio) e poi, poi c'è stato il jazz <3 con Ornette Coleman e Coltrane e le bellissime voci della Vaughan e della Holiday e via così. Un delirio, 'nzomma :D
    Ciao Marina, un abbraccio ^^

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    1. Io voglio le derive più dure!, ahah!

      La musica classica è fuori dai giochi, indiscutibile come i classici nella letteratura! :)

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    2. Oh be'... Ac/Dc, Metallica, System of a Down (<3), Faith no More... daiiii! Quella roba lì ^_^ Ahahahahah!
      Ascolto veramente di tutto :D

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    3. Belli tutti! I System of a down, però, non li conosco. Ora me li vado a cercare. Eheh! :D

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  9. Oh, il mio trio Depeche mode, De Andrè, Battiato.
    Aneddoti: bella idea, magari nel mio blog. Un bacione

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    1. ...e chissà quante ne avrai, di belle, da raccontare! :)
      (Depeche Mode: fantastici e sempre attuali!)

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  10. Helgaldo e la musica, è strano, vivono in universi paralleli. Come ti invidio! :(
    Non ho partecipato al thriller musicale, infatti.

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    1. Lì sei stato il grande assente, qui puoi venire da tutti gli universi paralleli che vuoi! :)

      (... ma nemmeno un ricordino legato, chessò, a una tua grande storia d'amore?) ;)

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  11. La musica è stata, è la mia vita, credo. Fino a qualche anno fa ero convinta di avere una chiave di violino al posto del cuore che pompava note musicali piene di ossigeno. Ho iniziato ascoltando Mina per poi, passare al rock, al metal, alla lirica, al rap; infine, sono approdata al jazz. Ora, ho capito che ho un cuore come tutti gli altri, anche se la musica mi piace sempre da morire. Bacioni ^_^

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    1. "una chiave di violino al posto del cuore che pompava note musicali piene di ossigeno"

      Iara, ma quanto mi piace il modo poetico che hai di interpretare qualunque aspetto della realtà! :)

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    2. Grazie Marina. Pensa che io, invece, mi sento spesso una nota stonata e anche abbastanza fuori tempo. Felice domenica ^_^

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  12. Accidenti mi ero persa il lato B del tuo post. Comunque i miei gusti musicali nel tempo te li avevo già esposti. Riguardo agli episodi dell mia vita legati alla musica ricordo un concerto gratuito di Guccini in piazza maggiore, sono stata seduta su una transenna tutta la sera sotto una cassa, strano che non sia diventata sorda. Era il 1984, una vita fa, un concerto memorabile la piazza era gremita di gente. Una sensazione incredibile.
    Ricordo più recente un concerto degli Editors a Milano, bellissimo. E poi il primo campovolo di Ligabue, quello da 180.000 persone. Io però ero quasi sotto il palco. Non credo di poter ripetere l'esperienza ormai non ho più l'energia, preferisco metterla nella scrittura. ;-)

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    1. L'esperienza dei concerti va fatta, almeno una volta nella vita.
      A Bologna giocavi in casa con Guccini; io ricordo un concerto dei Marlene Kuntz a Palermo. Gli Editors sono giovani, ma non li conosco. Comunque, hai ragione: ci vogliono energia e una buona dose di resistenza, cose che l'età via via va togliendo. Confusione, massa, lunghe attese... e chi se la fida più!

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  13. Sono cresciuta a pop per poi scoprire, sui diciassette anni, il meraviglioso mondo del punk rock, quello dei Millencolin e degli Mxpx, fino ad arrivare al nu metal/crossover e perdendo del tutto la testa, sui ventiquattro anni, per il metalcore. Ora vado a Mtv, perché quando pulisco balletto come una mezza deficiente.

    Ehm... sono tornata. <3

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    1. Monicaaaaa, ma che fine hai fatto! Guarda che mi stavo preoccupando sul serio! :)
      E dunque siamo "consorelle" di punk e rock, però... io questi tuoi gruppi non li conosco. Gravissimo!
      Mentre conosco i balletti con MTV in sottofondo, pulendo anch'io a tempo di musica! Yeah! :D

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    2. Marinaaaa!
      Sì, siamo consorelle! Uh, uh! :*

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  14. Eccomi qui per una parte dei miei compiti a casa :D

    Sulle prime, questa tua vena dark-ambient-rock, mi ha stupito, non tantissimo eh :P La parte in cui hai dribblato i corteggiatori e le loro proposte, invece, oltre a farmi ghignare, mi ha fatto pensare "è da lei" :D

    In effetti non esiste una correlazione caratteriale precisa con la musica che ascoltiamo, ma in alcune circostanze potrebbe non essere troppo difficile andare per esclusione. Mi verrebbe da chiederti "secondo te, che musica ascolto?", ma mi limiterò ad attendere un commento successivo al mio :P

    Una cosa devo dirla subito: El Espíritu Del Vino l'ho consumato ai tempi, ero nel periodo rock alla Litfiba, Ligabue, Héroes e "pochi" altri.

    Il mio rapporto con la musica ha avuto un'evoluzione legata a colpi di fulmine.

    Nell'età dell'incoscienza e della non identità ascoltavo cosa passava la casa, autori italiani perlopiù: Baglioni, Pooh, Zero, tanto per citarne qualcuno, e molta musica classica. Crescendo e allargando le amicizie oltre la sfera scolastica, aumentarono le influenze e arrivò il rock, prima italiano e poi straniero, fino al primo colpo di fulmine: i Queen, ovvero -per me- LA musica.
    Poi l'inizio degli studi di pianoforte, con annessi e connessi (teoria e solfeggio prima, composizione dopo) e la scoperta di artisti fuori dal classico, uno tra tutti: Scott Joplin, la cui "Maple Leaf Rag" è forse uno dei pochi brani che, nonostante il passare del tempo, le mie dita non hanno dimenticato come suonare :D (ndPG: nella trascrizione del compianto Keith Emerson)
    Dalla partenza per l'università in avanti ho fatto passi dove non avrei nemmeno immaginato. Quello più consistente mi ha aperto le porte del metal (avete idea di quanti sottogeneri esistano? XD), fino al successivo colpo di fulmine: i Dream Theater.

    Ebbene, ad oggi se dovessi definire il mio genere preferito, direi il progressive, in tutte le sue forme: che sia rock, che sia metal, che sia altroapiacere, ritengo essere il genere che -da musicista o presunto tale- più si avvicini al mio essere. Lo sperimentare, il tecnicismo, l'estro senza limiti -se non la propria fantasia- sono le caratteristiche che cerco sia passivamente che attivamente in quella insana passione che è la musica. Qualche nome? C'è un limite dei caratteri? XD Tutti gli italiani dei tempi d'oro del genere (Banco, PFM, Area, Arti e Mestieri), i grandi del panorama internazionale del "passato" (Yes, ELP, King Crimson, Gentle Giant, Marillion, UK, Traffic, Uriah Heep, Genesis, Pink Floyd), a cui aggiungo i nomi "nuovi" del metal (Dream Theater, Symphony X, Fates Warning, Queensrÿche)... e mi perdonino tutti gli altri gruppi che non sono in elenco, e sono tanti :D senza considerare tutti gli altri nomi che appartengono agli altri generi, ma non finirei più!

    Dimentico qualcosa? Ah sì, l'aneddoto!
    Esageriamo? Ok.
    La mia prima volta :P sottofondo musicale: Made in Heaven dei Queen. In maniera del tutto inaspettata (era anche la prima volta che ascoltavo il CD in questione), ci siamo ritrovati a scoprire la -tanto amata dai gruppi ai tempi- traccia nascosta, che è stata la vera ottima colonna sonora del momento.

    Direi che ora è davvero tutto: promosso? :D

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    1. Lo so, i miei gusti spiazzano sempre un po' le persone che non mi conoscono (veramente anche quelle che mi conoscono!). Mi viene in mente un altro aneddoto: a Palermo, un mio amico voleva portarmi al concerto di Fiorella Mannoia, poi ho vinto una scommessa e l'ho portato io a uno dei Marlene Kuntz. Siamo rimasti amici per poco, (non per questi motivi, però... o avranno contribuito? ;)

      Ma io e te andiamo d'accordissimo in fatto di musica e poi, sappilo, sono affascinata dai tuoi studi di pianoforte (ho un figlio al quarto anno di conservatorio e quando suona mi siedo e lo ascolto in totale immersione: lui esegue The entertainer, di Scott Joplin).

      Io ho Images and Words, ogni tanto lo ascolto ancora! :)

      Promossissimo: l'aneddoto vale la lode! :P

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    2. Avevo un vicino di casa (che poi c'è ancora, sono io a non abito più lì con i miei :P) che è stato pizzicato più di una volta a godersi lo spettacolo seduto sugli scalini davanti alla porta di casa :D diceva che non voleva bussare ed entrare per non disturbarmi.

      Faceva parte del mio pubblico anche il mio cagnolino, aveva varie postazioni d'ascolto a seconda della fase di studio: pretendeva di entrare (graffiando con la zampetta sulla porta) quando avevo finito la parte tecnica di riscaldamento, i pezzi lenti e "romantici" accanto al piano, i pezzi allegri e ritmati sdraiato in poltrona, e quando partivo con altra roba poco classica, grattava sulla porta nuovamente per uscirsene: un buongustaio XD

      Ah, visto che mi torna in mente quest'altro ricordo: se aveste un acquario nella stessa stanza del piano, che sia su di un ripiano consono. Mobiletti in metallo non idonei non vanno d'accordo con l'esecuzione di brani tecnici continuati alla Hanon (il pianista virtuoso), provare per credere XD

      Se hai apprezzato Images and Words, devi dare una possibilità a Metropolis Pt. 2: Scenes from a Memory, un concept davvero molto interessante viste le ispirazioni cine-libresche che ne hanno determinato la realizzazione. Potrebbe essere il compito per casa che ti assegno io stavolta :P

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    3. Niente acquari, per fortuna!
      Bello, il vicino di casa che apprezza con discrezione! :)
      Okay, farò anch'io il mio bel compito a casa: vado a cercarlo subito su Spotify.
      Trovato! Ora lo ascolto mentre sistemo la cucina! :D

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    4. Non mi ritengo responsabile di eventuali danni prodotti alle stoviglie :D

      Attenderò il tuo responso :P

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    5. Grazie PG, mi hai fatto tornare alla bellezza dell'ascolto lasciato ai tempi dell'università, quando mi nutrivo di questa musica.
      Questo album dei Dream Theater è bellissimo!
      Sono al quinto ascolto da ieri e non solo le mie stoviglie sono salve, ma tutta la casa splende (le note fanno miracoli!) :)
      Voglio dettagliare:
      In genere, il mio primo approccio con una musica nuova (ma di garanzia) è di curiosità: le mie orecchie registrano i suoni in automatico e si soffermano su quei brani che pizzicano di più le mie corde. Sono quelli che riascolterò per primi e che passano il turno subito. Così è stato per Home e tutte le parti melodiche (meravigliose: through heroes eyes, the spirit carries on e l'ultima Finally free). Poi il mio cervello elabora e quando mi ordina di tornare ad ascoltare quella data musica, vuol dire che è fatta: sono stata conquistata.
      One last time e strange deja vu le mie preferite.
      E in ultimo, la storia: è fantastica. La trama è musicata in modo impeccabile ed è un valore aggiunto.
      Mi hai fatto un regalo! *__*

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    6. Per il concerto a New York, che poi è stato utilizzato per la realizzazione del DVD live, hanno messo in scena la storia: l'ipnoterapista sia all'inizio con il cantante sul lettino, che successivamente nelle parti narrate. In più la partecipazione di una cantante notevole e di un coro gospel da brividi.

      In Italia, ci siamo dovuti "accontentare" solo di tutto l'album suonato praticamente di seguito come nel CD, tranne qualche aggiuntina e piccola sosta necessaria: è stato il loro primo concerto che ho visto, ma non il migliore (ne ho visti altri 2 in diverse location).

      Sono contento ti sia piaciuto :D e spero che "The Dance of Eternity" nelle sue parti tastieristiche possa conquistare anche il piccolo pianista di casa ;)

      PS: Home, ha il riff principale (il tema insomma :D) che è lo stesso di quello della fantomatica prima parte contenuta in "images and words", e presenta una struttura complessiva che è al limite della follia XD (a detta dello stesso batterista, in un suo video didattico).

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    7. Ecco, la risposta: al limite della follia. Lo sapevo che è sempre questo limite a conquistarmi! :)

      Gliel'ho fatto sentire a mio figlio, eccome! Ha apprezzato, ma poi ha aggiunto: ho una mamma pazza!
      Aridaje! XD

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