martedì 18 gennaio 2022

Il caffè di Luz e Marina: è tempo di Lussuria!

Appuntamento con "Il Caffè di Luz e Marina"

Il senso del pudore è una virtù?

E parlare di certe fantasie, tenere il pensiero nonché le azioni costantemente ancorate al desiderio sessuale fine a se stesso, tocca il terreno del moralismo?

La libertà sessuale ha un peso nella ricerca della legittimazione di certi atteggiamenti o di veri e propri stili di vita?


Insomma, che posto diamo, nella scala dei “peccati”, al vizio capitale della Lussuria?

Io il primo. Per me è un bell’insozzatore di anime!


Vedo la lussuria non come quella associata alle forti passioni dei grandi esempi in letteratura (ci sono scrittori che hanno sublimato certi amori folli e dissennati, donando alla lussuria un fascino difficilmente contestabile), ma quella infima e squallida che allontana dalla normalità, dove per “normalità” intendo il modo di concepire il rapporto col proprio corpo e il rispetto per quello altrui. 

Credetemi, non sono bacchettona, non mi fanno impressione i tradimenti, la frivolezza, non credo nella castità, ma non potrò mai sentirmi equidistante da fenomeni come la pornografia o da quelle forme di perversione come gli scambi di coppia, le feste orgiastiche et similia: queste, per me, sono le autentiche manifestazioni della lussuria, forse gli aspetti più inquietanti di questo vizio.


Comunque, lo scambio di opinioni a riguardo con Luana è stato, come al solito, interessante. Verificate voi stessi, partecipando al nostro caffè di questo mese nel blog Io, la letteratura e Chaplin. Intanto vi trattengo qualche minuto qui, perché spero di strapparvi una risata offrendovi la ricetta di un pasticcino delizioso che direi si sposa, in qualche modo, con l’argomento in oggetto. Ho pensato di preparare le peccaminose "Tette delle monache", un tocco ironico che merita un assaggio. 😉


Ingredienti:


3 uova

75 g zucchero

45 g farina 00

45 g amido frumento

1 punta bicarbonato

crema (al limite anche comprata)


  • Separate i tuorli dagli albumi
  • Montate, usando uno sbattitore elettrico, i tuorli con metà dello zucchero (il composto dev’essere denso, chiaro e spumoso)
  • Montate a neve gli albumi aggiungendo a poco a poco lo zucchero restante (anche cinque minuti, se necessario: si deve formare un composto compatto e ben fermo)
  • Incorporate poco alla volta il composto agli albumi montati a neve, utilizzando una spatola in silicone (o un cucchiaio) con movimenti dal basso verso l’alto
  • Setacciate le due farine aggiungendo la punta di un cucchiaino di bicarbonato e unitele, anche qui, poco alla volta e con la spatola al composto principale.


  • Imburrate e infarinate una teglia per muffin (oppure usate i pirottini) e poi riempite le vaschette con l’impasto avendo cura di formare una piccola punta (allora, la ricetta perfetta richiede l’uso di una sac a poche con beccuccio medio ma io che perfetta non sono uso un banalissimo cucchiaio: stranamente il “capezzolo” mi riesce 😁)
  • Infornate a 160 gradi, forno statico, per 15 minuti (lasciando uno spiraglio aperto)

I buchini sul pasticcino sono i segni dello stecchino per verificare la cottura 😂

  • Ora, la parte più camurrusa è la crema, perché sì, questo dolce è un banale pan di Spagna con dentro la crema (pasticcera o chantilly, a vostro piacimento) e la dimostrazione di essere esperti sta nel sapere riempire il dolcetto senza romperlo. Qui sì che non si può fare a meno della sac a poche. Si pratica un taglietto sulla base del pasticcino (anche ancora caldo) e si spreme la crema all’interno con delicatezza, cercando di coprire anche i lati.
Vabbè, bisogna provare (io ci sono riuscita dopo qualcosa come... venti tentativi, ma perché sono testarda. Se voi non lo siete o vi riesce a prima botta e meritate un applauso oppure rinunciate e godetevi il dolcetto così com’è: anche senza crema è ottimo lo stesso e accompagna egregiamente colazioni, merende o, come in questo caso, la pausa caffè con gli amici. 



16 commenti:

  1. Mi appunto la ricetta, quanto sono l'unico tipo di "tette" che posso avere in questo periodo :-D

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  2. Io adoro quei dolcetti, li trovo buonissimi! Mi appunto la ricetta anch’io, invece riguardo alla lussuria ho commentato di là da Luz. Buona giornata

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  3. Tette di monaca e lussuria... complimenti per la ricetta, mi Lecco i baffi e vado a leggere 😘

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  4. Ecco, mai passare a leggere Marina all'ora di pranzo, quando sono in modalità Obelix alla ricerca del cinghiale per antipasto... 😅😁

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  5. Però fammi capire, le tette poi restano così, color giallino oppure le farcisci con glassa e puntino per simulare vera tetta? XD

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    1. Per scoprire usi e consumi della lingua sicula leggi questo: http://trentunodicembre.blogspot.com/2020/11/lessico-familiare.html 😝

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  7. WOW! Fossi in te aprirei un blog culinario, Marina. :) Io avevo sentito parlare dei Capezzoli di Venere, non so se siano la stessa cosa.

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    1. Se non vado errata, quelli sono dei cioccolatini. Magari vedo la ricetta e rimango sul tema anche la prossima volta! 😁

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