Fermo i pensieri in corsa, quando attraversano il mio cervello; li fisso perché non si confondano nel caos di immagini che quotidianamente registro e di sensazioni che assorbo mentre parlo, osservo, percepisco odori, ascolto, mentre, cioè, i miei sensi lavorano e io li assecondo inconsciamente. È questo ciò che faccio portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

giovedì 9 giugno 2016

Prometto di (non) sbagliare (più)

Lettrice insoddisfatta spiega


Abbiamo bisogno di storie per viaggiare con la mente, per emozionarci, per vivere nuove avventure, per sentire sul nostro collo il fiato dei protagonisti, alle orecchie le loro voci. Io, almeno, ho bisogno di tutto questo e quando non trovo una storia con dialoghi, azioni e trama non stabilisco alcun rapporto con il libro che sto leggendo, non entro in simbiosi con i personaggi, non creo empatia con l'autore.
È questo che è accaduto con "Prometto di sbagliare" di Pedro Chagas Freitas, ed è per questo che dopo solo cento pagine (109 per la precisione) lette a fatica, ho chiuso il romanzo e destinato il mio segnalibro a una nuova lettura.

Martedì scorso mi sono chiesta quale impatto abbia una strategia di vendita che pompa immotivatamente un prodotto (anche se questo è fare marketing), ma ammetto di averne dato una lettura del tutto soggettiva, che ha il valore di una semplice testimonianza.
Contribuirò a incuriosire qualcuno, perché attirare l'attenzione della gente si può anche spegnendo i fuochi d'artificio e ragionando al buio. Mi sembra che tra il post precedente e questo di oggi, una lettrice delusa come me possa spingere altri lettori a dare un giudizio sulla storia di Freitas. E chissà, magari  a comprare il suo libro.

Si parla tanto di target: a chi è indirizzata la lettura, chi ne sono i destinatari?
Dalla copertina e da tutte le frasi citate questo sembrerebbe un romanzo rosa, un racconto d'amore:

"L'amore arriva quando smettiamo di essere perfetti"

"Ti ho amato prima di saperlo e forse è solo così che si ama".

Anche il titolo ha un richiamo sentimentale: "Prometto di sbagliare". E la quarta di copertina spiega la ragione della scelta:

"prometto di essere umano, incoerente, di dire la parola sbagliata, la frase sbagliata, persino il testo sbagliato, di agire senza pensare.
Prometto di capire, prometto di volere, prometto di crederci.
Prometto di insistere, di lottare, di scoprire, di imparare, di insegnare.
Tutto questo per dirti che prometto di sbagliare.
Se sbagli di nuovo, giuro che ti amo per sempre."

Invece, leggendo, mi accorgo che quella che Freitas ha raccontato in quasi quattrocento pagine non è una vicenda sentimentale, ma un flusso di coscienza confuso e delirante al quale non riesco a stare dietro, che ha per oggetto l'amore in ogni sua forma e sfumatura.
Non capisco chi è il protagonista, non capisco di chi è innamorato, non capisco il ruolo della moglie? dell'amante? Di chi sta parlando?
Il punto di vista mi spiazza più di una volta: è lui che si sfoga, poi a un tratto diventa una lei che pensa:

"Ci incontriamo come sempre al centro dell'abisso, le tue vene grosse (e io lì, che immagino sia sempre lui a elucubrare, ipotizzo una figura femminile con le vene grosse e sgrano gli occhi), ti chiamo nello spazio in me dove neppure la pelle osa arrivare, e succede amore, ho tanta voglia di rimanere ferma..."

C'è scritto "ferma"? È una "a"? Vado avanti per capire se si tratta di un refuso e invece è proprio una lei a pensare, dopo che per venti pagine ho avuto a che fare con le farneticazioni di un lui.

Mi sembra di leggere un romanzo psichedelico.
Esiste il genere "romanzo psichedelico"?
Dovrebbero inventarlo e inserirgli questo.
Le frasi sono a tratti frenetiche, come gli effetti di certe luci stroboscopiche. Qualche volta sembrano filastrocche che ripetono ritornelli cantilenanti:

"Ti amo tanto ma oggi devo portare la macchina dal meccanico [...]
Ti amo tanto ma oggi devo andare a vedere l'allenamento del ragazzino [...]
Ti amo tanto ma oggi devo restare in ufficio fino a tardi [...]
(Ci sono altri "ti amo tanto ma...", ma ve li risparmio).

"Sei la donna della mia vita ma il corpo desidera, lo sai? [...]
Sei la donna della mia vita ma sei troppo bella perché possa confessartelo [...]
Sei la donna della mia vita ma sono debole in tutta la mia vita [...]
Sei la donna della mia vita ma non avevi il diritto di frugare tra le mie cose [...]"

"Scivolò lungo il corrimano per amare più in fretta [...]
Scivolò lungo il corrimano per amare più in fretta [...]
Scivolò lungo il corrimano per amare più in fretta [...]"

(Frase ripetuta altre quattro volte prima della chiusura del capitolo)

"Sono passati tre anni e sono stufa di te [...]
Sono passati tre anni e sono stufa di me [...]
Sono passati tre anni e sono stufa di provare [...]

(Seguono "stufa di fuggire", "stufa di non volerti". E la cosa più bella, in questo caso, è che ogni paragrafo si chiude con un'altra stornellata di frasi-mantra: "l'amore quando nasce è per tutti, ed è bene che tu lo sappia").


E il paranoico schema si ripete sempre (almeno fino a pagina 109).

A pagina 40 sembra di leggere un mini racconto contenuto in un capitolo: si apre e si chiude, vivendo di vita propria.
A pagina 53 c'è un intero MODULO DI RECLAMO.


A pagina 55 un capitolo in formato "poesia" (che, però, in effetti, è bella)


È questo "tutto mescolato" che non mi piace: questi pensieri sconnessi, che a tratti si fanno poesia, a tratti sembrano salmi moderni; ricordi di lui mescolati a ricordi di lei, quotidianità e ossessione, ogni tanto qualche brano molto bello come il "cara mamma, caro papà" di pag. 99... 


... e poi la sensazione tediosa trasmessa dal libro ritorna nella descrizione di questo amore esasperante ed esasperato che francamente rompe un po', alla fine.

Penso: sono a un quarto del libro, ma cosa avrà da dire l'autore per altre trecento pagine?
E non ho voluto scoprirlo.

Eppure l'incipit non mi era dispiaciuto:


La mia critica non deve servire a scoraggiare l'eventuale acquisto. Al contrario, voglio che qualcuno legga il libro e mi spieghi il senso della storia e, soprattutto, il perché di tanto successo.

Nella quarta di copertina ci sono anche le tre righe di un giornale portoghese:


Prometto di studiare!

72 commenti:

  1. un altro dubbio che mi era venuto dal post dell'altro giorno è che questo libro fosse perfetto per ricavarne frasi da mettere nelle immaginette da condividere su facebook, il che renderebbe sensato anche il marketing.
    Da come lo descrivi potrebbe essere un libro geniale o un'accozzaglia di pensieri sparsi :D ho la sensazione che non sia il mio genere, quindi non penso che farò l'espreimento di leggerlo ;) (anche perchè è lunghetto).
    Però tempo fa ho letto Fervore di Tonon per un gruppo di lettura (per fortuna è breve) è ho la sensazione che sia in qualche modo simile, anche lì pensieri sparsi senza un filo conduttore che non fosse la pesantezza della vita conventuale, oltre tutto scritti in un linguaggio forzatamente aulico. Però i pareri degli altri lettori erano tutti del tipo, senti qui come lirico, leggi qui che parole profonde.

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    1. Certe volte penso che non si abbia il coraggio di dire le cose come stanno. Non riuscirò mai a capire la gente che decanta le virtù di questo e quest'altro autore solo perché hanno un nome e una fama raggiunta anche in altri contesti (e sto estendendo il discorso, perché non avevo mai sentito parlare di Freitas, ma di tanti che fanno scuola sì). Ho da poco fatto un'altra esperienza di lettura terribile che, però, ho completato solo perché proveniva da un "illustre" del settore (ma mi guardo bene dal dire chi è, forse per quel coraggio mancato di cui dicevo all'inizio).

      Sì, sono pensieri senza filo conduttore e quattrocento pagine così come fanno a diventare uno straordinario caso letterario?
      No, c'è qualcosa che continuerà a sfuggirmi in eterno!

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  2. Con tutto il rispetto, ma definire "romanzo" un'opera del genere lo trovo decisamente fuori luogo. Definire l'autore geniale? Mah!

    Quindi se conservo i bigliettini che trovo nei baci Perugina, tra dieci anni li posso mettere assieme per ricavarne un romanzo ?

    P.S. : a questa stregua, con riferimento al post precedente, allora al PROTOCOLLO OMBRA avrei concesso anche 1000 refusi senza nemmeno inarcare il sopracciglio. :-D

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    1. alt alt, io parlo senza aver letto il "romanzo" quindi non posso nè definirlo geniale nè terribile. Quindi, andando sul generico e non nello specifico, divido in due la risposta.
      1. Geniale, beh, David Foster Wallace ha scritto roba sconclusionata e apparentemente senza senso e lui, sì, senza dubbio, è un genio. Però ammetto che non è una lettura per tutti. Il genio sa uscire dagli schemi, lo è per quello, sa andare contro l'ordine costituito.
      2. un libro fatto di frasetti da baci perugina è una trovata commerciale (non sarebbe la prima volta che capita) il popolo di facebook legge le frasette col riferimento al libro (non ho usato romanzo ;) ), qualcuno lo compra, qualcuno forse lo legge tutto, ma qualcuno invece lo apre a caso, prende la terza frase del secondo capoverso e la mette su internet. Se la trovata commerciale funziona potrebbe anche essere definita geniale, no? certo non ha nulla a che fare con la letteratura e su questo credo che siamo d'accordo ;)

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    2. Ma io azzardo anche un'altra critica, questa volta sostanziale. Anche i pensieri, tolto qualcuno riuscito bene, sono banali: "ti va di guardare questo film con me per il resto della tua vita?" "E tu sei così interminabile in me" "dammi cinque minuti per conoscerti da anni": questa sì che è da baci Perugina!

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    3. "dammi cinque minuti per conoscerti da anni": praticamente ti sto dicendo che il vuoto nel tuo cranio (o nel tuo cuore, per essere più romantici) è talmente spinto che basta un'occhiata per conoscerne i più reconditi recessi.

      se mi sentissi dire una cosa del genere, l'offesa sarebbe tanta che potrei abiurare il fatto che non bisogna mai alzare le mani.

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    4. @Marina, è un po' la stessa idea che mi ero fatto del libro di Tonon: il protagonista è un giovane che fa l'anno di noviziato in un convento francescano. Avrebbe potuto affrontare una valanga di temi profondi, farci vivere questo anno di noviziato, con tutto ciò che può passare nella testa di un ragazzo che passa dai motorini truccati e le serate in discoteca al silenzio di un convento. E invece si è limitato a raccontare come fosse faticoso alzarsi presto e come facesse freddo d'inverno. Però agli altri è piaciuto, non so se per "moda" o sinceramente.

      @Michele :D :D :D

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    5. Alzeresti le mani anche a una persona che ti dice: "ti ho amato prima di saperlo e forse è solo così che si ama, che ne so, dico io, che prima di te pensavo all'impossibilità di una bocca così"? :D

      Un'altra, un'altra, che poi ci prendo gusto: ""Perché mai ho avuto bisogno di te per vivere così?"

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    6. Sulla prima penso che il sesso orale può essere un'ottimo contorno, ma mi pare sia una pessima base d'appoggio. :D

      Sulla seconda penso che, non avendo voglia di fare un cazzo, ha eletto me a farle da servo vita natural durante: correrei di fronte al primo specchio disponibile, per controllare che sulla mia fronte non ci sia scritto "Giocondo". ;)

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    7. @Grilloz

      Anche io parlo senza aver letto il "romanzo": ma in questo caso, dopo aver letto titolo, trama, terza, recensioni e ampi stralci riportati da Marina, credo di essermene fatto un'idea precisa. Del resto, se non c'è trama e filo logico (mi fido di Marina) non penso che sia necessario leggerlo per avere un'idea completa.

      @Marina

      Con riferimento alla conclusione del post, ti dico sinceramente che non penso che leggerò mai un libro del genere :-) dopo aver letto quest'ultimo post. Non credo di essere in grado di spiegare il senso della storia (ma ce l'ha una storia?) e nemmeno il perché di tanto successo.

      @Michele
      Ecco! Secondo me è il sesso orale che ha fatto muovere molte "leve" per far arrivare al successo un libro del genere :-D :-D :-D

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    8. Darius, l'autore è un uomo! Se ci spingiamo sul campo insinuazioni finiamo nei guai! ;)

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    9. Lo so. Ma potrebbe essere un ghost writer... :-D. Comunque ti autorizzo a cancellare il mio commento... :-)

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    10. Riguardo il romanzo in oggetto credo che si sia trattato di un marketing sbagliato, puntando ai lettori sbagliati (poi dagli stralci mi pare sia anche banalotto, quindi non saprei cosa salvare) però l'assenza di trama e filo logico, in generale, potrebbero denotare una forma di genialità, non nell'assenza, ma nel come l'autore ha saputo riempire gli spazi lasciati vuoti. Però un romanzo senza trama difficilmente è un romanzo adatto al grande pubblico, quindi a livello di marketing andrebbe trattato in modo diverso.

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    11. Oppure, forse, lo avrei apprezzato di più se il libro fosse stato solo di quelle cento pagine lette. Non mi sarebbe piaciuto ugualmente, ma almeno avrei potuto dire: beh, cento pagine per raccogliere pensieri sull'amore non stancano come quasi quattrocento.
      E mi viene il dubbio (ma me lo faccio passare volentieri): e se la storia andava vista nel suo complesso, per capirla veramente?
      Non è un libro per intenditori, ma per chi pensa che l'amore espresso in un certo modo sia il massimo delle cose che vorremmo dire e non sappiamo dire. Se c'è gente che si commuove, rimprovero alla natura di non avermi dato quel tipo di romanticismo (o la ringrazio!)

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    12. Pensa che lo zibaldone supera abbondantemente le 4000 pagine e anche lì sono appunti e pensieri sparsi :D però non penso che Leopardi avesse intenzione di pubblicarlo ;)

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    13. Perlomeno ha attinto da lì per le sue opere più belle. Ecco, forse, si poteva trarre spunto da qualche bella intuizione per scrivere una bella storia d'amore. Vera.

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  3. Mah... Non saprei proprio che dire. Mi pare una di quelle "genialate" per cui si prende il primo pirla che passa e che scrive in maniera stramba, passandolo per genio.
    Magari lo sarà pure, genio.
    Ma io mi beo della mia insipienza: sono ben altre, le cose che fanno arte.

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  4. cara Marina, ho letto tutti i commenti anche del post precedente, e ora questi. Sul coraggio io non mi esprimo più negativamente su un'opera, basta un attimo e ti ritrovi con un problema perchè stai diffamando un'opera. Marketing = promuovere qualcosa che non necessariamente sarà un capolavoro, al di là del gusto personale se le promesse non vengono mantenute non si può dire che il marketing non abbia funzionato (sta vendendo e noi siamo qui a parlarne), però non si raggiunge la soddisfazione del cliente e molto probabilmente non lo si fidelizza. Del resto gli strombazzamenti editoriali io non li calcolo più da tempo. Bacione Sandra

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    1. Ma io mi chiedo: il marketing dovrebbe essere buono perché mira a vendere, certo, ma anche a fidelizzare. Se io vendo bene oggi e basta, comunque ho in parte fallito la mia missione.
      Domani posso fare i salti mortali: quell'autore non mi inganna più. Alla fine un marketing non congruo fa più male che bene al cliente.

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    2. Non l'autore, ma soprattutto la casa editrice!

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    3. Visto il successo, Freitas ci riprova con "Prometto di sposarti ogni giorno". La Casa Editrice è la stessa. Se avesse pubblicato con Mondadori o Adelphi o chiunque altro non mi avrebbe fregato una seconda volta: lo scrittore portoghese resta archiviato per sempre.

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    4. Beh, perlomeno sappiamo che i protagonisti si sono sposati. E senza leggere il libro! :-)

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    5. Credo non sia un sequel, ma l'autore dev'essersi affezionato alle promesse! :)

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    6. Sul coraggio, Sandra, tti potrei dire che a mio avviso ci sono due tipi di pareri: quelli oggettivi e quelli soggettivi. Quelli oggettivi non esistono (ok, forse ho estremizzato) comunque un parere che vuol essere oggettivo deve essere ben argomentato, molto bene se il parere è negativo. Su quelli soggettivi c'è poco da obiettare, per quanto se sono motivati hanno più peso, a patto che siano scritti in forma di pareri soggettivi: "il libro non mi è piaciuto" è un parere soggettivo "l'ho trovato noioso" anche, ma "il libro fa schifo" o "il libro è scritto da cani" non sono pareri soggettivi (vanno per assoluti). Secondo me se si rispettano queste linee di condotta ogni parere ha la sua dignità e si dovrebbe avere il coraggio di dirlo, anche se va a toccare un mostro sacro come può essere Manzoni o Calvino.

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    7. Sono a posto: ho proprio usato l'attributo "soggettivo" nel corpo del testo, va da sé che le mie opinioni siano del tutto personali. In fondo è vero, i libri, come i film, come qualsiasi forma d'arte, arrivano al lettore/spettatore in modo diverso, se no non si spiegherebbe la faccenda dei gusti e dei giudizi discordanti.
      Poi, se una performance non piace, qualche domanda uno se la pone, fosse anche per capire dove si sta sbagliando nel seguire una strada.

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    8. Beh, non solo hai usato il termine "soggettivo" ma hai anche spiegato le tue ragioni. Io penso, ben vengano commenti così, perchè stimolano la riflessione e il dibattito.

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    9. No no, c'è: "ma ammetto di averne dato una lettura del tutto soggettiva". Mi riferivo allo scorso post, ma l'argomento era lo stesso. :)
      Che poi, lo sai che è rarissimo che io abbandoni una lettura?
      Che proprio non m'è piaciuto! :)

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    10. A me sarà successo due volte nella vita, eppure da lettore dovrei usare fino in fondo i miei diritti (come dice Pennac)

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  5. Ma non è che il libro era un manuale per i dipendenti che inseriscono le frasi nei baci Perugina? Poi hanno deciso di mascherarlo da romanzo...
    L'incipit in effetti sembra promettere bene, ops ma poi è tutto nel titolo "Prometto di sbagliare" ...
    Anch'io una volta ho letto un romanzo che sembrava il delirio di un pazzo, l'ho finito solo perché era davvero corto, Editore Bompiani. Allora ho deciso che mi sarei data al self. :-)

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    1. Ho un'altra curiosità: e se a scrivere un romanzo del genere fosse stato un "selfista", come se la sarebbe cavata?
      Bocciatura e fischi? O promozione e applausi?

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    2. Io no ho alcun dubbio: bocciatura, fischi, pubblico ludibrio, gogna, vergine di Norimberga, rogo e dannazione eterna per tutti i secoli dei secoli. :-D

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    3. @Darius: e damnatio memoriae!

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  6. Credo nel Perugina-romanzo in blog-tour...
    Helgaldo

    Essere un lettore accanito, si sa, non è cosa facile. La passione della lettura accende una particolare fame di novità, che viene raramente soddisfatta. Il problema, forse, potrebbe risolversi prendendosi una pausa dai soliti schemi letterari a cui siamo abituati, e dedicandosi a libri simili a "Prometto di sbagliare". Scritta a tratti seguendo la tecnica del flusso di coscienza a tratti come un'opera corale dal piglio piuttosto originale, quella di Pedro Chagas Freitas è una di quelle storie che sa arrivare dritta al cuore, lasciando i lettori la consapevolezza di aver finalmente trovato qualcosa di diverso, qualcosa che sia al di fuori dal coro.

    "Prometto di sbagliare" è un romanzo sull'amore, ma non solo quello romantico. Pur seguendo le vicende di due amanti che si erano un tempo perduti e ora si incontrano per scoprire di nutrire ancora lo stesso dirompente attaccamento di sempre, il libro di Freitas scava molto più a fondo nella natura umana di quanto ci si aspetterebbe.

    Mentre tra i due protagonisti, infatti, riemerge il sentimento più travolgente al mondo, attorno a loro l'amore si manifesta in tutte le sue forme più disparate: l'amore di una madre per il figlio, quello di un nonno per un nipote, quello che unisce gli amici e quello che lega due fratelli. E Chagas Freitas, tutto questo amore, ce lo racconta in "Prometto di sbagliare". E' inutile che io provi ad illustrarvi le vicende che si susseguono in questo singolare romanzo, credetemi: le mie parole non potrebbero darvi un'idea dell'opera di cui vi sto parlando.

    Per questo ho deciso di prendere parte al delizioso blogtour organizzato dalla Garzanti: in ogni tappa, inclusa questa, voi lettori avrete la possibilità di entrare nella storia in questione, grazie a un estratto esclusivo scelto dalla casa editrice per voi.

    Bando alle chiacchiere, dunque, e godetevi il quarto estratto di "Prometto di sbagliare". Ma prima, se non li avete già fatto, correte sugli altri blog partecipanti al blogtour per leggere gli estratti precedenti e ricordate di seguire il post fino in fondo, perché è lì che si cela l'esclusiva che aspettate!




    IL CALENDARIO DEL BLOGTOUR



    1.Lunedì 6 Luglio Crazy For Romance
    2.Venerdì 10 Luglio Tazzina Di Caffè
    3.Martedi 14 Luglio Leggere Fantastico E Romantico
    4.Lunedì 20 Luglio Atelier Dei Libri
    5.Venerdì 24 Luglio Insaziabili Letture

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  7. Dimenticavo. Il testo è copincollato da Atelier di scrittura...

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    1. L'ho trovato anch'io il blog tour del portoghese e a ognuno di quei blog ho lasciato un mio commento con una domanda. Sono articoli risalenti, ma magari rispondono. Sono curiosa.
      La presentazione di Atelier di scrittura è strepitosa: fa più pubblicità lei che quelle righe calendariate della Casa Editrice.

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    2. Ho promesso di studiare... e lo sto facendo! ;)

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    3. Ma perché casa editrice lo scrivi sempre con le maiuscole? Forse perché è una vecchia signora e merita rispetto?
      Helgaldo

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    4. Certo! Si chiama timore reverenziale! :D

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  8. Ci sono gli autori che rompono gli schemi, però il gradimento del lettore è un'incognita. Gli autori di questo tipo tendono a suscitare amore/odio: o il lettore si innamora perdutamente del loro stile o (come nel tuo caso) lo abbandona per manifesta incompatibilità.
    La scrittura "lineare" non è mai originale, però almeno ha il vantaggio che si lascia leggere. Ci sarà chi apprezza, chi meno, chi per niente.
    Nel caso di Freitas, è il classico stile che non può avere la via di mezzo, la fascia dei "chi meno". Folgorazione o ripulsa, posizioni intermedie sono impossibili.

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    1. Chi rompe gli schemi sa che corre il rischio di non essere apprezzato. Mi tocca fare i complimenti a Freitas per essere riuscito a conquistare prima che il pubblico le Case Editrici di mezzo mondo.
      Comunque sì, io preferisco decisamente le storie lineari, quelle con soggetto, predicato verbale e complemento oggetto.

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  9. A leggere i vostri commenti sopra, sul significato sibillino delle frasi da Perugina, mi chiedo se non sia pure un libro comico :P
    Alla luce di questo tuo reportage specifico, mi sembra una raccolta di appunti. L'han voluta far passare per novità editoriale, per un romanzo fuori dagli schemi letterari soliti, per palati sopraffini insomma. A me sembra comunque una raccolta di appunti. Che mettere lì un paio di paginette messe bene è anche un po' banale. Probabilmente ognuno di noi ha appunti del genere. Scrivere una storia, vera e densa, è più difficile. Perciò più che una genialata da gourmet, mi sembra un panino con poco prosciutto.
    Che a uscire dal coro...certe volte si prendono di quelle stecche!
    Qui comunque il problema resta il marketing: tutto, dalla grafica, dalla quarta, alle frasi pubblicitarie, sembrano rimandare ad un "classico" rosa. Hanno puntato un target, senza soddisfarlo. E col secondo libro stanno bissando....

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    1. Sai perché tutto questo mio parlarne?
      Perché voglio capire come si riesca a entrare nelle grazie di qualcuno che crede in te al punto da offrirti un lancio così potente e corale. E tu lo sai meglio di me che esistono scrittori che scrivono storie pazzesche e si rifugiano per sfinimento e avvilimento nel self publishing perché nessuno crede in loro. Poi arriva il "genio della lampada" ed esaudisce il desiderio di uno che scrive "appunti", come dici tu. Magari li ha scritti pure da Dio (secondo il giudizio degli esperti), ma accidenti, dove sta tutta la difficoltà di costruire un intreccio interessante, la ricerca della giusta quadratura del cerchio, tutta la fantasia nel dipingere a parole personaggi, dialoghi.
      E poi tutto quel parlare: e i punti di vista e la coerenza nel linguaggio... Alla fine, sembrano stronzate che non servono a niente.

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    2. ammiro e capisco la tua voglia di capire, io mi sono arresa. Davvero, seguirà un post, alzo bandiera bianca, ne ho viste troppe. Il motivo per cui qualcuno decida di puntare su un autore creando campagne roboanti, tam tam mediatico, ecc io non lo so, mi vengono in mente solo cose che non c'entrano nulla con le qualità che un romanzo dovrebbe avere e poi tocca pure prendersi palata di fango in faccia da chi giudica gli autori come me de pieni di pretese e finto talento. Non che io mi consideri così talentuosa, ma le opinioni sul mio romanzo sono sotto gli occhi di tutti. Un bacio Sandra

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    3. Un amico della mia compagna (non più amico perchè dopo il successo è sparito dalla circolazione) è arrivato a Mondadori. Lui ha cominciato tempestando la blogosfera e facebook di frasette da baci perugina, poi credo che si sia anche pagato la pubblicazione del primo libro. Da quel che ho capito era pieno di soldi, ha girato, si è promosso, non so bene cosa abbia fatto. Però ad un certo punto è arrivato a mondadori, probabilmente dimostrando che riusciva a veicolare un certo traffico.

      Comunque penso che ogni schema sia in qualche modo unico, e irripetibile. Vedi la Troisi, credo che abbia avuto la fortuna di arrivare col suo primo fantasy proprio mentre spopolava Paolini e Mondadori si è trovata con la gallina dalle uova d'oro (tenete conto che la Troisi è una dei pochissimi autori italiani che trovo qui in libreria).

      Insomma, temo che l'equazione sia tipo 10% talento 10% tenacia 80% fattore C

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    4. 80% fattore C?
      Smetto di andare in palestra! Che ci vuole!! :D

      L'esempio che hai riportato però fa al pari con altri che sto osservando (esordienti che nascono da pagine popolari su facebook). Ma anche con questo di cui stiamo discutendo: se ho capito la biografia in portoghese/spagnolo di wikipedia, questo signore è un giornalista conosciuto, quindi è stato pubblicato contando sul seguito di lettori abituali.
      Forse da loro l'operazione commerciale è riuscita meglio che da noi. Qui magari hanno comprato i diritti, ma lo stanno "incanalando" male.
      Però sono anch'io dell'opinione che se uno di noi avesse mandato uno "schema letterario" di questo tipo, non sarebbe stato preso in considerazione.

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    5. oddio, io col portoghese mi impiccio un po', però vedo che ha pubblicato un sacco di roba a partire dal 2005 (non conosco le case editrici portoghesi, ma l'impressione è che la gavetta se la sia fatta tutta partnedo dalle piccole e su su a crescere) ho come l'ipressione che il problema sia il lancio internazionale.

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    6. Io ho letto anche questa intervista:
      http://ilcoloredeilibri.blogspot.it/2015/09/incontro-con-lautore-pedro-chagas.html

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  10. Sono andata a leggermi l'estratto del Prometto di sposarti ogni giorno. "Il treno sfreccia silenzioso in una mattinata grigia. Pedro sta guardando le nuvole che lentamente si aprono, quando all'improvviso un raggio di sole entra dal finestrino e illumina la ragazza seduta di fronte a lui. Barbara ha gli occhi grandi, un viso da bambina e un sorriso puro. I due si innamorano a prima vista. "
    Dedica del libro: "A Barbara. Perchè tutto."
    La moglie dell'autore si chiama Barbara?
    Sta messo male..... :D :D :D :D :D

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    1. No, pure lo spunto autobiografico!
      "Ha gli occhi grandi, un viso da bambina e un sorriso puro"...
      Ma... ma, Barbara, sta parlando di te!
      No, questo devi assolutamente leggerlo tu! :D :D :D

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    2. ssìsìsìsì sei tu, Barbara- Sandra

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    3. "Ha gli occhi grandi, un viso da bambina e un sorriso puro"
      Che c'entro io? E' il sorriso puro che squaglia...
      In questo momento poi sto ghignando come Muttley...
      Muttley, fa qualcosa!!!

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  11. Sai quale altro libro mi ricorda? "L'ultima riga delle favole" di Massimo Gramellini. Tante belle frasi, ma belle, belle davvero. Il resto: boh. Io ho letto solo frasi. Ed è un peccato, perché le favole hanno sempre un bell’intreccio. ;)

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    1. Ce l'ho e l'ho letto qualche anno fa. Non mi ha fatto impazzire, ma sono arrivata fino all'ultima riga. La favola, però, era così e così!

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  12. Quando avevo letto l'articolo di martedì, non avevo identificato il libro, di cui ho sentito molto parlare un annetto fa. Mi ero incuriosita perché aveva delle recensioni entusiastiche, però leggendo dell'assenza di trama e di altri elementi ho pensato che non facesse proprio per me. L'idea che mi ha dato non è quella di un libro di scarsa qualità, ma di un libro che, per scelta dell'autore stesso, adotta delle modalità narrative che lo rendono poco fruibile. Sembra più un saggio sull'amore, trasposto in forma letteraria. :)

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    1. Un saggio no, ma certo non un romanzo d'amore. Direi più una raccolta di pensieri sull'amore, ma non quello universale, secondo me. È più un tipo di amore/passione/ossessione vissuto così dal protagonista. Del resto, in un'intervista nemmeno l'autore stesso ha saputo definire questo libro!

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  13. A me piacciono moltissimo gli autori che rompono gli schemi, in fondo tutti i grandi innovatori lo hanno fatto: come Virginia Woolf ad esempio, o Marcel Proust, tanto per citarne due a caso, o i futuristi (che possono piacere e non piacere). Anche in arte è sempre successo così.

    Sul romanzo, non posso esprimere un parere senza averlo letto per intero e a questo punto passo all'ala in considerazione delle pigne di libri che mi attendono. Mi sembra un'opera comunque volutamente (forse inutilmente) complessa. Mi hanno incuriosito molto quei bizzarri cambi del punto di vista!

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    1. Finalmente qualcuno che accetta di buon grado di leggerlo per darmi ragione o torto. Fammi sapere che percezione ne hai avuto, mi raccomando, voglio capire, se piace, perché piace. Solo una mia curiosità.

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  14. Io non lo conosco e francamente non è il mio genere, però questo post ne scoraggia sicuramente la lettura. Sa un po' di quegli autori autocompiaciuti del proprio talento (vero o immaginario che sia). Sono un po' perplesso dalle "divagazioni" dell'autore, in particolare dal modulo di reclamo (ma aveva una qualche finalità all'interno della storia? come potrebbe essere una lettera?)
    Se ti consola di recente ho leggiucchiato un libro molto peggiore (leggiucchiato perchè era illegibile, per cui ho usato la tecnica della scorsa rapida), dove a un certo punto, a caso, c'erano alcune pagine a fumetti. Sorvolo poi sulla trama, che era improponibile.

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    1. Sì, il modulo di reclamo aveva un perché, però boh, ho proseguito la lettura con l'atteggiamento pieno di confusione poiché al modulo seguiva un ricordo, poi una poesia, poi lei che dice delle cose, poi lui che vaneggia su corpi, bocche, occhi. Avrei voluto afferrare il bandolo della matassa, ma continuava a sfuggirmi. Una perdita di tempo.
      Sì, mi consola sapere che la mia reazione è capita. :)

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  15. Premesso che non ho letto il libro, romanzi fuori dagli schemi possono essere geniali. Il mio romanzo preferito (quello della citazione a inizio blog) è costruito come se fosse una relazione con dentro spezzoni del diario di un'altra persona, brani di relazioni di studiosi, trascrizioni di leggende e altro ancora. Ricordo che la prima lettura fu piuttosto straniante, ma già al primo terzo era chiaro che il tutto andava a formare un qualcosa di organico e compiuto in sé.
    In questo caso mi sembra che manchi qualcosa e che il "famolo strano" sia stato portato all'eccesso senza che l'autore avesse molto da dire. Poi, però, potenza del marketing o che altro ha venduto non male. E anche questo, credo, fa riflettere. Chi ha acquistato, però, leggerà un prossimo volume dell'autore?

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    1. Ecco, a me è mancata la percezione del tutto organico e compiuto! :D
      Questo autore parla di amore in quel modo per quattrocento pagine, da spararsi!
      Io non ho acquistato il libro, per fortuna, me lo hanno dato in omaggio, ma in ogni caso non ho intenzione di leggere nemmeno la quarta di copertina del nuovo: non voglio sapere di cosa parla, se i protagonisti sono gli stessi (e credo non lo siano), se è un'evoluzione del precedente, se ha sfruttato ruffianamente un titolo tanto fortunato. Saluto Freitas, tanto carino, ma lontano anni luce dai miei gusti!

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  16. Urca, Marina, la tua sarà pure una valutazione soggettiva (quale non lo è?), ma qualche buon motivo per schivare il libro c'è. E a vedere le stelline su Amazon, non pochi lettori sono sfuggiti alla malia di Freitas!

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    1. Di solito guardo le recensioni dopo avere letto il libro (è un'abitudine strana, lo so, ma lo faccio per non condizionare la mia lettura); ho fatto così anche questa volta e quasi mi sono sentita sollevata per non essere stata l'unica lettrice delusa ad avere giudicato il libro in un certo modo. Certo, se lo avessi fatto prima...

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    2. Io l'"inversione" la faccio con la prefazione, che leggo dopo il testo, ma le stelline Amazon sono un faro per me. Non in assoluto, perché capita che un libro mi interessi a prescindere, ma se sono in posizione neutrale e vedo un punteggio come quello di Freitas, desisto di sicuro. ;)

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    3. Sì, in questo caso, avrei fatto bene a dare un'occhiata prima! :)

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  17. Pensare che anche io ero rimasta attratta dal titolo di questo libro, da quando lo avevo sbirciato da una lettrice sul treno. Fiuuuuuuu... pericolo scampato! Quantomeno, darò precedenza ad altre letture, che la lista è luuuuuuuuuunga. ^_^

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    1. Provaci, magari quest'estate sotto l'ombrellone. Se vuoi te lo regalo! :P

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  18. Ci sono cascata anch'io e ho lasciato la lettura un pao di pagine prima di te. Ero talmente sconvolta dalle promesse non mantenute che anch'io ci ho scritto un post... Il libro avrà anche venduto parecchio, ma non credo che il prossimo avrà i stessi risultati: io di certo non comprerò più nulla di questo autore!

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    1. Bello, ho trovato chi può capirmi alla perfezione! Non che goda del fatto che la storia non sia piaciuta nemmeno a te, ma almeno non mi sento troppo in difetto io per averne dato un giudizio tanto negativo.
      Ora vado a cercare il tuo post, sono curiosa.

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