Fermo i pensieri in corsa, quando attraversano il mio cervello; li fisso perché non si confondano nel caos di immagini che quotidianamente registro e di sensazioni che assorbo mentre parlo, osservo, percepisco odori, ascolto, mentre, cioè, i miei sensi lavorano e io li assecondo inconsciamente. È questo ciò che faccio portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

mercoledì 21 dicembre 2016


21 dicembre 2016

Caro diario, 
sono tornata in quel posto maledetto, lo faccio spesso da quando lo psicologo mi ha detto che per dimenticare devo affrontare le mie paure. Non è stato facile per me riprendermi dallo shock di un incubo che mi ha cambiato la vita. Da allora, non riesco più a entrare in un bar, gli occhi degli uomini presenti mi terrorizzano, entro nel panico quando vedo le corde delle chiatte ormeggiate nel molo della Senna e quanto odio questo fiume putrido, lo odio, lo odio, LO ODIO.

Ah, poi c'è l'ultima novità della bella capitale francese: sono state raccolte diciottomila firme per fermare il "genocidio" di ratti che infestano Parigi. 
RIDICOLI, PAZZI!
Una petizione per quei miseri roditori perseguitati per ragioni sanitarie, quando loro, in realtà, non sono pericolosi, sono solo sgradevoli alla vista.
BASTARDI! Lo so solo io quanto sono innocui, con quei denti aguzzi sprofondati nelle mie carni, impietosi, ingordi.
RESPIRA, RESPIRA...e calmati.
Calmati.
Non ce la posso fare.
Montmartre, pure sotto le feste mi sembra un ghetto coperto da una scura coltre di buio, le luci di Natale sono lampadine in fondo a una scala e i portoni dei palazzi tutti accessi all'Inferno.
Ma il vero inferno era davanti ai miei occhi, mezz'ora fa, quando una voce mi ha detto: "qualche minuto e sono da lei" e l'ho rivisto: il dentista.
Sono tornata nel suo studio maledetto perché la cura non è finita e lo psicologo mi ha convinto che la paura, spesso, fa brutti scherzi, che la mia mente l'ha resa concreta allora, ma che sarà diverso questa volta. E ora sono qui, nella sala d'attesa, con una penna in mano. Lo sai, caro diario, che ti porto con me dovunque perché sei la mia ancora di salvezza, lo sai vero? E che mi serve scrivere per sfogare il mio stato d'animo, che la mia vera cura sei tu...
ODDIO, una signora sta urlando, forse piange, sta rinfacciando al dottore la mezza corona, ha spalancato la porta, scappa...
Mi hanno chiamato. 

****

Al Thriller paratattico n. 68 mancava la mia pagina di diario.

Queste, invece, sono quelle di chi ha partecipato:


Tiziana

14-12-2016

Caro diario, 
è tutto il giorno che ho mal di denti. Non lo sopporto. Ho chiamato il dentista, ma mi ha dato appuntamento per la prossima settimana. Non lo so se ce la farò a resistere. L' antibiotico non mi sta facendo tanto effetto. L' unica cosa positiva di oggi è aver trascorso la serata con Antoine. Quanto mi piace. Mi ha portato a cena. Finito di mangiare, mi è tornato il mal di denti. Uffa! Siamo ritornati a casa subito dopo la cena. La mia solita sfortuna. Ho troppo dolore, non ce la faccio a scrivere.

15-12-2016

Caro diario,
non ho dormito per niente. Ho chiamato il dentista perché non ne potevo più dal dolore. Per fortuna ha un buco nel pomeriggio e mi ha dato appuntamento per le 15. 
Non puoi capire quello che mi è successo. Prima mi sono persa a Montmartre. Non la conosco quella zona e poi con tutta quella nebbia. Ho camminato, ho costeggiato un muro di una vecchia casa. Ero sfinita. Sono entrata al piano di sopra facendo le scale. C'era l'insegna del bar e volevo chiedere informazioni. Non l'avessi mai fatto. Tutti uomini, mezzi ubriachi, mi si avvicinano. Volevano rubarmi la borsa. Qualcuno ci ha pure provato. Che schifo! Il padrone li ha cacciati. Sono scappata, ma mi hanno raggiunta sulle scale, legata come un salame e via. Ma poi... mi hanno gettata nel fiume. Zuppa fradicia e mozzicata da topi di fogna. Bleh! Ho urlato come una matta. Al pensiero mi sento male. Dalla paura il dolore di denti non lo sentivo più. Tutto passato visto che era stato tutto un brutto sogno. Il dentista però era vero e mi ha chiesto i soldi. Era scocciato perché la segretaria gli ha detto che le urla avevano creato un po' di agitazione tra i pazienti fuori. Appena uscita la porta mi è scappato da ridere; di tutta la gente in attesa, era rimasta solo una signora anziana, mezza sorda. Ho riso anche mentre il dentista mi ha rincorso fino all'ascensore. Stasera lo racconterò ad Antoine. Mi ha invitato di nuovo a cena. È tardi, vado a prepararmi per uscire.


Michele Scarparo 

Una settimana come tante altre...

LUNEDÌ - 17:30 Dentista
MARTEDÌ - 10:00 Derattizzazione
VENERDÌ - 18:00 Psicologo (ricordarsi di caricare il navigatore e il cellulare)


Giulia Lù

Caro Diario
A volte penso che la mia vita sia troppo piatta e allora riesco a inventarmi avventure perfino terrificanti per sfuggire alla noia, pensa che l’altro giorno sono andata dal dentista e mi sono persa nel quartiere parigino di Montmartre.
Ero immersa in una scura coltre di buio. Camminavo tra i vicoli costeggiando un muro. La paura mi causava intensi brividi lungo la schiena e mi ottenebrava la mente. Poi ho visto una luce, una finestra alla fine di una lunga scala, sono salita e mi sono ritrovata nel bel mezzo di un lurido e squallido bar pieno di uomini ubriachi. 
Quei bruti si sono avventati su di me e, mentre urlavo di terrore, mi hanno violentata, legata e buttata nella Senna. 
Ho sentito l’acqua fredda sommergermi e coprirmi, i denti di grossi topi affondavano nella mie carni
Mentre mi sentivo soffocare ho sentito la voce del dentista che mi chiedeva mezza corona!

«Brutto stronzo! Vuoi anche mezza corona, ma vai a quel paese» ho urlato.
Mi sono svegliata, era solo un sogno! Che figura di merda! E pensare che il dentista è anche tanto carino. 
Vorrei sotterrarmi dalla vergogna.


Iara R.M.

Venerdì, 16 Dicembre 2016

Caro diario,
ho bisogno come non mai di svuotare la mente dal delirio di questa giornata interminabile. Come avevo annotato, oggi, mi sono recata a Montmartre, dal dentista. "Che palle!" La lunga attesa in sala d'aspetto, sentire quelle mani guantate muoversi nella mia bocca, nelle orecchie le solite istruzioni: "apri, chiudi, chiudi, apri..." Ero così agitata che a un certo punto, il dottore, ha dovuto farmi l'anestesia. Il buio mi ha avvolta e ho iniziato a sognare: ero sola e camminavo senza meta nel quartiere parigino, estraneo e ostile. Lunghi vicoli scuri si intrecciavano sotto i miei piedi. Il silenzio amplificava rumori, di solito, senza importanza: il vento, il fruscio delle foglie, il mio stesso respiro. La mia ombra mi seguiva, proiettata su un lungo muro di pietre che costeggiavo nella speranza di ritrovare la strada. Col cuore in tumulto sono entrata in una casa illuminata. Avevo l'urgenza di nascondermi da quell'oscurità opprimente. Mi sono aggrappata al corrimano arrugginito di una scala impolverata e ho iniziato a salire un gradino per volta. Un'atmosfera sinistra mi scuoteva. Mi aspettavo di veder svolazzare un fantasma proprio sulla mia testa, ma no, su di me solo una tremolante luce al neon. Come in un gioco di scatole cinesi, mi sono ritrovata davanti un'altra porta. L'ho aperta. È stato devastante scoprirmi in un bar, accerchiata da uomini ubriachi mossi dagli istinti più biechi. Ho pianto. Volevo urlare, ma la bocca si apriva senza emettere alcun suono. Sono stata legata e gettata nella Senna a lottare contro la corrente e un branco di topi famelici, finché non mi sono arresa e sono sprofondata. Credevo fosse arrivata la mia fine e invece, ho aperto gli occhi. Ero sempre rimasta lì, sul lettino del dentista che mi scuoteva e mi chiedeva mezza corona. Dopo aver pagato, sono andata via di corsa ed eccomi qui. Mentre scrivo, avverto ancora la suggestione di quell' incubo orrendo... mi chiedo se abbia un significato. Ma perché l'incoscio non parla chiaro? E niente, credo proprio che stanotte, dormirò con la luce accesa. Buonanotte.


Barbara Businaro

Da facebook.com

Richard Grosman - è su tutte le furie
1 h - Amici

Non potete capire che giornata oggi! Si presenta una cliente all'improvviso, giovane, fisico niente male, due gambe da chilometro, camicetta trasparente. La faccio passare avanti con una scusa. Un brutto ascesso su una carie trascurata. Non vuole anestesia, ma le faccio solo il minimo sindacale. Penso si rilassi un po' e invece comincia a dare di matto! Urla cose incomprensibili, scalcia furiosa (mi ha pure preso le palle con una ginocchiata!), agita in aria le mani mentre mi avvicino con il trapano contrangolo. L'assistente cerca di tenerla ferma, ma quella le molla un pugno. Alla fine riesco a farle una mezza siringa di sedazione, si addormenta appena. Lavoro per mezz'ora abbondante a pulirle il dente, una faticaccia assurda, si sveglia di colpo tossendo e maledicendomi. Le spiego che il lavoro è finito, di prendere antidolorifici per qualche giorno e le chiedo solo mezza corona. Quella, con la scusa della toilette, esce senza pagare! Indirizzo e numero di cellulare falsi!!!
Perchè cazzo non ho scelto chirurgia plastica?! :/

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Darius Tred 

CARO DIARIO
Quanti giorni saranno passati? Non saprei, ho completamente perso la cognizione del tempo.
Traccheggiando qua e là, mi sono persa a Montmartre. E credo di girovagare qui da almeno una settimana...
La batteria del cellulare mi ha abbandonata da tempo e sono rimasta con i miei pensieri.
Nella borsetta solo un vecchio taccuino per scribacchiarli. E dire che avevo cominciato annotando i nomi dei vicoli che oltrepassavo.
Giusto per essere certa di non girare in tondo. Dopo la disavventura del primo giorno con quei pazzi ubriachi, ero decisa a uscire a tutti i costi da questo pasticcio... Ma vedo che i giorni passano e i nomi delle vie sono sempre diversi. Ok, si direbbe che non stia girando in tondo. Ma che succede, perdinci?
Montmartre non può essere così grande...

CARO DIARIO
Oggi è accaduto l'inevitabile. Ho perso il posto di lavoro. Allo studio dentistico mi hanno letteralmente sbattuto la porta in faccia.
Come se non bastasse, mi hanno detto che verrò contattata dai loro avvocati. Ho sbagliato qualcosa con l'anestesia: quella poveretta è in coma da una settimana. Ma che diamine, non spettava a me preparare l'anestesia! Io ero solo l'assistente del dentista: l'ho preparata su sua indicazione. Risultato? Il dentista radiato e io licenziata...














12 commenti:

  1. Bello il tuo svolgimento Marina. Una storia, nella storia. Questo giro di thriller è stato rilassante e mi sono sentita finalmente a mio agio mentre scrivevo. Per gli auguri di Natale, ci sentiamo più avanti. Bacioni.

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    1. Sono contenta, Iara, proprio perché ti ci voleva un po' di relax! ;)
      Sì, gli auguri a giorni! Smack!

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  2. Vabbuò... Tanto di cappello! :-)

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  3. Muahahahahahah! XD
    Firmate tutti la petizione, ché è verissima XD Sennò tocca chiudere i battenti!
    Marina il tuo pezzo è quello che preferisco *__*

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    1. Ahah, per me quell'articolo è un pezzo di straordinaria cronaca parigina.
      Anzi ora lo linko qui, che dici?
      Alle volte nessuno ci crede... XD:

      http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2016/12/15/salvate-ratti-parigi-mila-firme-contro-genocidio-dei-topi_XcB0vTzukSjIQ1EedkoBiL.html

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  4. Marina, devo darti una brutta notizia: tutta la fatica con cui hai scritto il pezzo, scegliendo un bel corsivo, si vede solo con un Macintosh. Con i pc c'è il solito Times; però corpo 24, almeno.

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    1. Sob!
      Grazie. Dopo una passeggiatina con un carattere da diario, riporto il testo al suo banale "Georgia" da blog. :)

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  5. La versione "caro diario" mi è piaciuta ;-)

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