Fermo i pensieri in corsa, quando attraversano il mio cervello; li fisso perché non si confondano nel caos di immagini che quotidianamente registro e di sensazioni che assorbo mentre parlo, osservo, percepisco odori, ascolto, mentre, cioè, i miei sensi lavorano e io li assecondo inconsciamente. È questo ciò che faccio portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

giovedì 8 dicembre 2016

Thriller paratattico n. 67 - Perdersi a Montmartre


Oggi, la nuova proposta del Thriller paratattico è una prova di intrattenimento narrativo. Voglio dire che ci eserciteremo come al solito nella scrittura, ma lo faremo divertendoci con le parole, con alcune parole.
Ho pensato a un esercizio per il quale sarà necessario mettere in moto gli ingranaggi della fantasia, ma con una mano sul vocabolario.

La giovane donna parigina si è smarrita. Ha abbandonato la strada principale e si è addentrata nei vicoli bui di Montmartre. 
È quello che faremo anche noi: ci perderemo.


La nostra via maestra è rappresentata dall'intero brano paratattico, i vicoli secondari che imboccheremo saranno le diverse diramazioni tracciate partendo da determinati punti della storia.

Nel testo le azioni si susseguono in un ordine ben preciso. Una giovane donna si perde, costeggia un muro, entra in una casa. Sale le scale, intravede una luce, diventa vittima di un branco di ubriachi, viene legata e gettata nella Senna, infine si sveglia in uno studio dentistico. 
Che accade, però, se fra un'azione e un'altra inseriamo un elemento che ci disorienta e ci fa perdere la bussola? 
Accade che siamo costretti a imboccare una serie di vie secondarie.
Così, troverete dei verbi tra parentesi, in grassetto, posizionati in alcuni momenti della storia: in quei punti dovrete inserire nella trama principale una parte extra utilizzando il verbo segnalato.

Naturalmente ho reso l'esercizio un tantino complicato, scegliendo delle parole desuete, che ho collocato a caso, senza preoccuparmi di riportare il loro significato.
Quella è una ricerca che dovrete fare voi. Mica vorrete trovare tutto impiattato.

Siete pronti a perdervi a Montmartre?

Mercoledì prossimo vediamo chi si sarà perso più e meglio degli altri.😜

Buona riscrittura!


Una giovane donna si trova sperduta nel quartiere parigino di Montmartre, intorno a lei una scura coltre di buio. (Adonestare) La giovane cammina fra i vicoli costeggiando un lungo muro, ha paura, entra finalmente in una casa. (Cafagnare) Sale le scale, comincia a intravedere una luce, si trova nel mezzo di un bar frequentato da uomini ubriachi. (Locupletare) Gli uomini si avventano su di lei: la vogliono rapinare, forse abusarne. (Avellere) La donna urla di terrore, i maniaci la legano, la buttano in un fiume, aspettano sulla riva di vederla divorata dai topi. (Barbugliare). La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare. (Traccheggiare). Una mano la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista: «Tutto fatto signora. Mezza corona, prego!» 



29 commenti:

  1. Mi sono persa per davvero! Mica solo per Montmartre, anche per blog e thriller. Però sono tornata...

    Una giovane donna si trova sperduta nel quartiere parigino di Montmartre, intorno a lei una scura coltre di buio. La sua innocenza ingenua adonesta quel luogo. La giovane cammina fra i vicoli costeggiando un lungo muro, ha paura, entra finalmente in una casa. Non è tempo di mettersi a cavagnare anche se il giardino – ben visibile attraverso la portafinestra – attira la sua attenzione. Sale le scale, comincia a intravedere una luce, si trova nel mezzo di un bar frequentato da uomini ubriachi. Sarà lei a locupletare la loro nottata? Gli uomini si avventano su di lei: la vogliono rapinare, forse abusarne. Ogni difesa l’avella. La donna urla di terrore, i maniaci la legano, la buttano in un fiume, aspettano sulla riva di vederla divorata dai topi. Barbuglia. La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare. Vuole solo lasciarsi andare e non traccheggiare più. Una mano la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista: «Tutto fatto signora. Mezza corona, prego!»

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    1. Ciao Viola, hai ritrovato la strada!
      Ben tornata. :)

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  2. Ciao Marina, buona festa dell'Immacolata. :-)

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    1. Anche a te, Iara. Buon 8 dicembre. E che il Natale abbia inizio! :)

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  3. Ahah, che bell'idea che m'e venuta: ma io quel "adonestare" come glielo infilo?
    VIOLAAA, sei stata bravissimaaaa! :D

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  4. Ci provo eh! XD

    Una giovane donna si trova sperduta nel quartiere parigino di Montmartre, intorno a lei una scura coltre di buio. Una grande pena l'ha costretta a vagare senza meta: come poter adonestare agli occhi del fidanzato quel suo tradimento, consumato con l'amico fidato? La giovane cammina fra i vicoli costeggiando un lungo muro, ha paura, entra finalmente in una casa. Si ferma per qualche frazione di secondo e ripensa al loro primo incontro, quando il solerte fidanzato cafagnava nel giardino della casa della vecchia zia - "Un giardiniere!" le aveva detto con disprezzo l'anziana - poi si ridesta dai ricordi. Sale le scale, comincia a intravedere una luce, si trova nel mezzo di un bar frequentato da uomini ubriachi. Torna al passato, si sovviene delle accuse della famiglia: "Quel giardiniere! Vuole locupletare alle nostre spalle!". Gli uomini si avventano su di lei: la vogliono rapinare, forse abusarne. Nello stato confusionale nel quale versa, la giovane ripensa al promesso sposo mentre avelle le piante ormai morte, quelle delle rose a lei così care, ma la situazione di pericolo imminente riacutizza i sensi. La donna urla di terrore, i maniaci la legano, la buttano in un fiume, aspettano sulla riva di vederla divorata dai topi. Il suo è ormai un flebile barbugliare, incomprensibile agli altri, dietro ai fantasmi dei giorni felici. La donna sprofonda nell'acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare. E dire che aveva tracheggiato a lungo prima di buttarsi tra le braccia dell'amante... come aveva potuto, si domanda, e prende a singhiozzare convulsamente. Una mano la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista: «Tutto fatto signora. Mezza corona, prego!»

    Marina, 'na follia stavolta eh!!! XD

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    1. Wow, Glò! Ma dove sei stata in tutti questi anni? :P

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    2. Mi piace molto la tua versione Glò! Io ho fatto un paio di prove e alla fine ho scelto di mantenere come soggetto la giovane donna ma la tua versione con la storia parallela è venuta fuori molto bene.

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    3. Grazie a tutte e due! :D
      Viola, tu sei stata l'apripista: avevo dubbi sullo svolgimento XD Mi pare che te la sia cavata benissimo!
      Davvero una bella sfida questo esercizio :O

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  5. Una giovane donna si trova sperduta nel quartiere parigino di Montmartre, intorno a lei una scura coltre di buio.
    Sta ancora pensando a quell'artista da quattro soldi che non le aveva dato le indicazioni corrette ADONESTANDO il suo proposito di aiutarla.
    La giovane cammina fra i vicoli costeggiando un lungo muro, ha paura, entra finalmente in una casa. Pensa alla campagna, a quanto bello le sembri adesso CAFAGNARE, dopo tutto il tempo sprecato a sognare la città. Sale le scale, comincia a intravedere una luce, si trova nel mezzo di un bar frequentato da uomini ubriachi. Perché, fissano tutti la sua borsa? Il fatto che sia firmata non significa che lei sia ricca o che ABBIA LOCUPLETATO qualcuno acquistandola: è stato un regalo, ma quei bruti non lo sanno. Gli uomini si avventano su di lei: la vogliono rapinare, forse abusarne, AVELLENDOLE ogni speranza. La donna urla di terrore, i maniaci la legano, la buttano in un fiume, aspettano sulla riva di vederla divorata dai topi. Con la testa confusa comincia a BARBUGLIARE: "voglio ca...fa...gnare. Fatemi cafagnare, fa...te...mi...". La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare. Una mano la scuote, mentre l'altra STA TRACCHEGGIANDO con una pinza e una garza, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista: «Tutto fatto signora. Mezza corona, prego!»

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  6. Siete tutti matti hahahahaha. Vien voglia di locupletare la lista dei partecipanti gh gh gh gh

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    1. Prepara le valigie, Max. Ti porto a Montmartre! :D

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  7. Va bene, mi butto, di getto e di rimbalzo mi lancio. Affondo. Sprofondo. Riemergo divertito. Ecco la mia versione vergata su carta poco fa:

    Una giovane donna si trova sperduta nel quartiere parigino di Montmartre, intorno a lei una scura coltre di buio. Nulla di quello che vede intorno a sé riesce ad adonestare la sensazione di malvagità e di luogo turpe che incombe. La giovane cammina fra i vicoli costeggiando un lungo muro, ha paura, entra finalmente in una casa. Piuttosto che affrontare nuovamente il buio di quei vicoli, preferirebbe cafagnare il più profondamente possibile e nascondersi. Sale le scale, comincia a intravedere una luce, si trova nel mezzo di un bar frequentato da uomini ubriachi. Niente da fare, nemmeno lì è al sicuro. Quella vista, quegli uomini rozzi non fanno che locupletare il suo terrore. Si porta le mani al volto impietrita. Gli uomini si avventano su di lei: la vogliono rapinare, forse abusarne. Gli sguardi bramosi sembrano voler avellere in lei qualunque speranza di essere risparmiata. La donna urla di terrore, i maniaci la legano, la buttano in un fiume, aspettano sulla riva di vederla divorata dai topi. Può solo barbugliare poche frasi disperate, piange, capisce che la fine è vicina. La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare. Prova a traccheggiare spingendo il capo più in su che può. Tutto inutile. Un grido soffocato le scoppia nel petto. L'acqua le riempie i polmoni.
    Una mano la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista: «Tutto fatto signora. Mezza corona, prego!»

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    1. MAX, vedi che quando DI TUA SPONTANEA VOLONTÀ ti cimenti riesci nell'impresa alla grande?
      Ma rimani tra noi, dai.
      Sei stato bravissimo! ;)

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    2. Non ci credo, Massimiliano che si è buttato nella mischia? :D

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    3. Diciamo che due streghette lo hanno gentilmente invitato! :D :D

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    4. E' stato divertente, subito dopo il cazziatone su FB mi sono messo al lavoro. E' stata una scelta volontaria, non ho ricevuto minacce di deportazione o altro, giurin giurella gh gh gh 😉
      Per inciso, io vi ho sempre letto eh, sempre.
      Brave, bravi. Tutte e tutti, 'nzomma, ce semo capiti.

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    5. Ma dai? Max che partecipa! :O Che sorpresa ^_^

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  8. Ahahah!!! Che belli questi termini. Mi ricordo di un vecchio gioco a premi in tv con Gerry Scotty. A un certo punto c'era una lista di una decina di termini come questi con le relative definizioni, naturalmente era tutto mescolato e le due squadre dovevano abbinarle in sequenza. Se una squadra sbagliava, toccava all'altra. Alcuni erano davvero impossibili da intuire.

    Ah, Montmartre... quel frisson!

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    1. Sapessi, ne ho trovato uno, locupletare, in un articolo di giornale qualche tempo fa. Ero dal dentista. Come non unire le due cose? E m'è venuta l'idea. Ce ne sono di bizzarri, ho dovuto selezionare i migliori! :D

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  9. Ah ah, leggo solo oggi, vien voglia proprio di Cafagnare! Vorrei Barbugliare qualcosa anch'io, devo uscire a comprare i regali di Natale è il primo sabato che mi concedo un uscita dal mattino rinunciando a scrivere, vedo se riesco al ritorno... Intanto esprimo il mio apprezzamento, bacioni ;-)

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    1. Cafagnare è un mito. Se lo usassi durante una conversazione qualcuno penserebbe che lo sto offendendo. Ahahah!
      Buoni acquisti: vai a locupletare un bel centro commerciale. ;P

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  10. Tuttodante

    Una giovane donna si trova sperduta
    Nel quartiere parigino di Montmartre
    Intorno a lei una scura coltre di buio.

    Tanto è bella che adonesta, pare,
    Persin il porto della Senna; ma nessun l'aiuta:
    Dal terror, la linga sua è muta
    E gl'occhi suoi non ardiscon di guardare.

    La giovane cammina fra i vicoli
    Costeggiando un lungo muro,
    Ha paura, entra finalmente in una casa.

    S'ïo avessi le rime aspre e chiocce,
    Cafagnerei 'l tristo buco
    Sovra 'l qual piantar parole bellocce!

    Sale le scale, comincia a intravedere una luce,
    Si trova nel mezzo di un bar
    Frequentato da uomini ubriachi.

    Ahi, giovinetta, di quanto mal fu matre,
    non la tua gioventù, ma quel tuo fianco
    che locupleterà le rive atre!

    Gli uomini si avventano su di lei:
    la vogliono rapinare, forse abusarne.

    Quivi la cingon: a chi piace se la scelga;
    non v'è nessuno ch'osi porre un freno
    tanto che lei s'augura che un'onda l'avelga.

    La donna urla di terrore, i maniaci la legano,
    la buttano in un fiume, aspettano sulla riva
    di vederla divorata dai topi.

    «Pape Satàn, pape Satàn aleppe!»,
    barbuglia lei, la voce chioccia;
    tirando verso il fondo, le sue zeppe.

    La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare.
    Si sente soffocare.

    Vuol saper dove la montagna giace,
    sì che possibil sia l'andare in suso;
    ché traccheggiar a chi più sa più spiace.

    Una mano la scuote, si sveglia, finalmente
    la voce amica del dentista:
    «Tutto fatto signora. Mezza corona, prego!»

    (giusto per giocare un po')

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    1. No vabbè... *__*
      Bravissimo!

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    2. Questo è il Michele Scarparo che io amo di più !
      Un mitooooo! :D

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    3. Oddio... ma è proprio una cosa così...
      Comunque grazie :)

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  11. Non sta diventando tutto un po' troppo artificioso? :)

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