Fermo i pensieri in corsa, quando attraversano il mio cervello; li fisso perché non si confondano nel caos di immagini che quotidianamente registro e di sensazioni che assorbo mentre parlo, osservo, percepisco odori, ascolto, mentre, cioè, i miei sensi lavorano e io li assecondo inconsciamente. È questo ciò che faccio portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

giovedì 15 dicembre 2016

Thriller paratattico n. 68 - Caro diario...


Ho cominciato a scrivere quando in quinta elementare, per il compleanno, mi regalarono il diario di Holly Hobbies, un quadernetto quadrato con fogli non rigati e chiusura con il catenaccio. Ogni giorno mi sedevo, prendevo il diario dal cassetto della scrivania e raccontavo: ero piccola e la mia era una semplice cronaca della giornata scolastica o erano piccoli sfoghi su persone che mi stavano antipatiche. Poi, quell'abitudine è diventata un appuntamento fisso della mia quotidianità e nel tempo ho cominciato a riempire agende vere, quelle da lavoro, con date e calendario: ogni anno mio padre ne riceveva diverse e lui le passava a me sapendo di farmi felice. Il famoso "diario personale" è diventato un raccoglitore di pensieri, racconti di episodi vissuti, riflessioni su situazioni e persone, un rifugio in cui mi isolavo tutte le volte che potevo.
Scrivere una pagina che sapevo non avrebbe letto nessuno mi spingeva a lasciarmi andare senza badare a linguaggio, modi, espressioni: scrivevo quasi in trance, guidata solo dall'irresistibile desiderio di svuotare la mente.

Anche i protagonisti del Thriller tengono un diario personale, non lo sapevate? 


Ne ha uno la giovane donna, simile a quelli che ancora conservo io, il dentista usa un'agenda come diario di bordo del suo lavoro in ambulatorio, gli ubriachi amano riempire interi fogli bianchi con le loro malefatte e se ne servono a titolo di sfogo, per liberarsi dal peso delle cattive azioni. Persino zio Squit annota tutto in un quaderno: vive sulle rive della Senna, mica su quelle del fiume Salso, e ne ha da raccontare.

In un diario personale il tono è confidenziale, la scrittura informale, in esso si possono raccogliere pensieri, cronache di eventi, sfoghi.
Vi va di fare conoscere quello di uno dei protagonisti a vostra scelta del thriller?

Potete spaziare dal classico "caro diario" al pensiero secco: "vaffanculo mondo!" (scritto proprio così, eh.) Potete suddividerlo in più giorni o fare come vi pare. Direi che di "personale" ha proprio tutto: è senza regole, è intimo, privo di censure, non deve rendere conto a nessuno.

È accaduto quello che ci racconta la trama del thriller paratattico:

Una giovane donna si trova sperduta nel quartiere parigino di Montmartre, intorno a lei una scura coltre di buio. La giovane cammina fra i vicoli costeggiando un lungo muro, ha paura, entra finalmente in una casa. Sale le scale, comincia a intravedere una luce, si trova nel mezzo di un bar frequentato da uomini ubriachi. Gli uomini si avventano su di lei: la vogliono rapinare, forse abusarne. La donna urla di terrore, i maniaci la legano, la buttano in un fiume, aspettano sulla riva di vederla divorata dai topi. La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare. Una mano la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista: «Tutto fatto signora. Mezza corona, prego!»

Tocca a voi, adesso, fare di questa storia una pagina di diario  personale.

32 commenti:

  1. Caro diario,
    mi sei mancato...
    La voglia di riprenderlo come anni fa è tanta. Chissà che la giovane donna (quella di Montmartre ) non si cimenti...
    Troppo bello.
    C'è un limite di lunghezza? Altre regole?

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    1. No, sei libera di fare e scrivere ciò che vuoi. :)

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  2. Questa è una bella idea. Marina, sei un pozzo senza fondo di iniziativa.

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    1. No no, un fondo comincio a vederlo, invece! :)

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  3. Quanti diari ho riempito e in verità, non ho mai smesso. È un'idea splendida. Spero davvero di farcela questa volta.

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    1. E io sono sempre qui. Quando vuoi, se puoi. ;)

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  4. Dai, dai, stavolta mi ci metto d'impegno anche io!! Sono già troppi turni che salto. ;)

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  5. 14-12-2016

    Caro diario,
    è tutto il giorno che ho mal di denti. Non lo sopporto. Ho chiamato il dentista, ma mi ha dato appuntamento per la prossima settimana. Non lo so se ce la farò a resistere. L' antibiotico non mi sta facendo tanto effetto. L' unica cosa positiva di oggi è aver trascorso la serata con Antoine. Quanto mi piace. Mi ha portato a cena. Finito di mangiare, mi è tornato il mal di denti. Uffa! Siamo ritornati a casa subito dopo la cena. La mia solita sfortuna. Ho troppo dolore, non ce la faccio a scrivere.

    15-12-2016

    Caro diario,
    non ho dormito per niente. Ho chiamato il dentista perché non ne potevo più dal dolore. Per fortuna ha un buco nel pomeriggio e mi ha dato appuntamento per le 15.
    Non puoi capire quello che mi è successo. Prima mi sono persa a Montmartre. Non la conosco quella zona e poi con tutta quella nebbia. Ho camminato, ho costeggiato un muro di una vecchia casa. Ero sfinita. Sono entrata al piano di sopra facendo le scale. C'era l'insegna del bar e volevo chiedere informazioni. Non l'avessi mai fatto. Tutti uomini, mezzi ubriachi, mi si avvicinano. Volevano rubarmi la borsa. Qualcuno ci ha pure provato. Che schifo! Il padrone li ha cacciati. Sono scappata, ma mi hanno raggiunta sulle scale, legata come un salame e via. Ma poi... mi hanno gettata nel fiume. Zuppa fradicia e mozzicata da topi di fogna. Bleh! Ho urlato come una matta. Al pensiero mi sento male. Dalla paura il dolore di denti non lo sentivo più. Tutto passato visto che era stato tutto un brutto sogno. Il dentista però era vero e mi ha chiesto i soldi. Era scocciato perché la segretaria gli ha detto che le urla avevano creato un po' di agitazione tra i pazienti fuori. Appena uscita la porta mi è scappato da ridere; di tutta la gente in attesa, era rimasta solo una signora anziana, mezza sorda. Ho riso anche mentre il dentista mi ha rincorso fino all'ascensore. Stasera lo racconterò ad Antoine. Mi ha invitato di nuovo a cena. È tardi, vado a prepararmi per uscire.

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  6. Idea grandiosa! *__* Vedo se riesco a ritagliarmi un po' di tempo, purtroppo in queste giornate sono veramente impossibilitata -_-
    In ogni caso, vi seguo ovviamente!

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  7. Una settimana come tante altre...

    LUNEDÌ - 17:30 Dentista
    MARTEDÌ - 10:00 Derattizzazione
    VENERDÌ - 18:00 Psicologo (ricordarsi di caricare il navigatore e il cellulare)

    :P

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    1. Hahahaha. ...I maschi sono sintetici.
      Ma che sanno delle pagine di diario delle ragazze?
      Mi hai fatto morire dal ridere, Michele. È così. 100 parole le donne 3 gli uomini. Hahahaha.

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    2. Il diario di un informatico, già! :D

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  8. Caro Diario
    A volte penso che la mia vita sia troppo piatta e allora riesco a inventarmi avventure perfino terrificanti per sfuggire alla noia, pensa che l’altro giorno sono andata dal dentista e mi sono persa nel quartiere parigino di Montmartre.
    Ero immersa in una scura coltre di buio. Camminavo tra i vicoli costeggiando un muro. La paura mi causava intensi brividi lungo la schiena e mi ottenebrava la mente. Poi ho visto una luce, una finestra alla fine di una lunga scala, sono salita e mi sono ritrovata nel bel mezzo di un lurido e squallido bar pieno di uomini ubriachi.
    Quei bruti si sono avventati su di me e, mentre urlavo di terrore, mi hanno violentata, legata e buttata nella Senna.
    Ho sentito l’acqua fredda sommergermi e coprirmi, i denti di grossi topi affondavano nella mie carni
    Mentre mi sentivo soffocare ho sentito la voce del dentista che mi chiedeva mezza corona!

    «Brutto stronzo! Vuoi anche mezza corona, ma vai a quel paese» ho urlato.
    Mi sono svegliata, era solo un sogno! Che figura di merda! E pensare che il dentista è anche tanto carino.
    Vorrei sotterrarmi dalla vergogna.

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    1. Si vede, Giulia, che sei una signora! "Vai a quel paese", dopo un incubo del genere, è decisamente da signora! :D

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    2. Oh, grazie Marina! Ho usato comunque ben due parole forti...e credevo di aver esagerato :D

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  9. Venerdì, 16 Dicembre 2016

    Caro diario,
    ho bisogno come non mai di svuotare la mente dal delirio di questa giornata interminabile. Come avevo annotato, oggi, mi sono recata a Montmartre, dal dentista. "Che palle!" La lunga attesa in sala d'aspetto, sentire quelle mani guantate muoversi nella mia bocca, nelle orecchie le solite istruzioni: "apri, chiudi, chiudi, apri..." Ero così agitata che a un certo punto, il dottore, ha dovuto farmi l'anestesia. Il buio mi ha avvolta e ho iniziato a sognare: ero sola e camminavo senza meta nel quartiere parigino, estraneo e ostile. Lunghi vicoli scuri si intrecciavano sotto i miei piedi. Il silenzio amplificava rumori, di solito, senza importanza: il vento, il fruscio delle foglie, il mio stesso respiro. La mia ombra mi seguiva, proiettata su un lungo muro di pietre che costeggiavo nella speranza di ritrovare la strada. Col cuore in tumulto sono entrata in una casa illuminata. Avevo l'urgenza di nascondermi da quell'oscurità opprimente. Mi sono aggrappata al corrimano arrugginito di una scala impolverata e ho iniziato a salire un gradino per volta. Un'atmosfera sinistra mi scuoteva. Mi aspettavo di veder svolazzare un fantasma proprio sulla mia testa, ma no, su di me solo una tremolante luce al neon. Come in un gioco di scatole cinesi, mi sono ritrovata davanti un'altra porta. L'ho aperta. È stato devastante scoprirmi in un bar, accerchiata da uomini ubriachi mossi dagli istinti più biechi. Ho pianto. Volevo urlare, ma la bocca si apriva senza emettere alcun suono. Sono stata legata e gettata nella Senna a lottare contro la corrente e un branco di topi famelici, finché non mi sono arresa e sono sprofondata. Credevo fosse arrivata la mia fine e invece, ho aperto gli occhi. Ero sempre rimasta lì, sul lettino del dentista che mi scuoteva e mi chiedeva mezza corona. Dopo aver pagato, sono andata via di corsa ed eccomi qui. Mentre scrivo, avverto ancora la suggestione di quell' incubo orrendo... mi chiedo se abbia un significato. Ma perché l'incoscio non parla chiaro? E niente, credo proprio che stanotte, dormirò con la luce accesa. Buonanotte.




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    1. Mi hai ricordato tanto le mie pagine di diario personale, con i " che palle" e molto di più. Si vede che sei stata una diariomane. :)

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    2. E ancora lo sono, diariodipendente.
      🙂

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    3. Non lo diciamo in giro, ma... anch'io. ;)

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  10. Da facebook.com

    Richard Grosman - è su tutte le furie
    1 h - Amici

    Non potete capire che giornata oggi! Si presenta una cliente all'improvviso, giovane, fisico niente male, due gambe da chilometro, camicetta trasparente. La faccio passare avanti con una scusa. Un brutto ascesso su una carie trascurata. Non vuole anestesia, ma le faccio solo il minimo sindacale. Penso si rilassi un po' e invece comincia a dare di matto! Urla cose incomprensibili, scalcia furiosa (mi ha pure preso le palle con una ginocchiata!), agita in aria le mani mentre mi avvicino con il trapano contrangolo. L'assistente cerca di tenerla ferma, ma quella le molla un pugno. Alla fine riesco a farle una mezza siringa di sedazione, si addormenta appena. Lavoro per mezz'ora abbondante a pulirle il dente, una faticaccia assurda, si sveglia di colpo tossendo e maledicendomi. Le spiego che il lavoro è finito, di prendere antidolorifici per qualche giorno e le chiedo solo mezza corona. Quella, con la scusa della toilette, esce senza pagare! Indirizzo e numero di cellulare falsi!!!
    Perchè cazzo non ho scelto chirurgia plastica?! :/

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    Mi piace JeanLuc, Cristelle e altri 8

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    1. Ahah, il diario ai tempi dei social. Tutto evolve. :D

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  11. CARO DIARIO
    Quanti giorni saranno passati? Non saprei, ho completamente perso la cognizione del tempo.
    Traccheggiando qua e là, mi sono persa a Montmartre. E credo di girovagare qui da almeno una settimana...
    La batteria del cellulare mi ha abbandonata da tempo e sono rimasta con i miei pensieri.
    Nella borsetta solo un vecchio taccuino per scribacchiarli. E dire che avevo cominciato annotando i nomi dei vicoli che oltrepassavo.
    Giusto per essere certa di non girare in tondo. Dopo la disavventura del primo giorno con quei pazzi ubriachi, ero decisa a uscire a tutti i costi da questo pasticcio... Ma vedo che i giorni passano e i nomi delle vie sono sempre diversi. Ok, si direbbe che non stia girando in tondo. Ma che succede, perdinci?
    Montmartre non può essere così grande...

    CARO DIARIO
    Oggi è accaduto l'inevitabile. Ho perso il posto di lavoro. Allo studio dentistico mi hanno letteralmente sbattuto la porta in faccia.
    Come se non bastasse, mi hanno detto che verrò contattata dai loro avvocati. Ho sbagliato qualcosa con l'anestesia: quella poveretta è in coma da una settimana. Ma che diamine, non spettava a me preparare l'anestesia! Io ero solo l'assistente del dentista: l'ho preparata su sua indicazione. Risultato? Il dentista radiato e io licenziata...

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    1. Ahah,ti eri perso un traccheggio la scorsa settimana? Qua è piazzato alla grande. :D

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    2. Grande Darius.
      Finalmente un diario scritto da un uomo.

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    3. Volevo recuperare la puntata persa e fare un unico esercizio per due thriller. Insomma la settimana scorsa la donzella l'ho fatta perdere tra i vicoli bui, tanto che non è più tornata per davvero... :-D

      (In realtà mi sto arrampicando sui vetri per dire che settimana scorsa non ci sono stato dentro coi tempi... ;-P )

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    4. Perdonato, visto il recupero! ;)

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  12. Volevo dirti che ho letto il tuo racconto sul blog Lettore Creativo. Non ho lasciato un commento solo perché come tutti gli uomini ho difficoltà a esprimere le mie sensazioni (e perché sono una brutta persona e non volevo lasciare un brutto commento... :P )

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    1. Grazie, apprezzo molto la tua accortezza nel non lasciare una brutta impressione di te. :P :P

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