Fermo i pensieri in corsa, quando attraversano il mio cervello; li fisso perché non si confondano nel caos di immagini che quotidianamente registro e di sensazioni che assorbo mentre parlo, osservo, percepisco odori, ascolto, mentre, cioè, i miei sensi lavorano e io li assecondo inconsciamente. È questo ciò che faccio portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

giovedì 6 ottobre 2016

Thriller paratattico n. 59 - La scala


Questa settimana il thriller si è munito di un copione e ha fatto "recitare" gli attori in campo attraverso il dialogo. Abbiamo partecipato in otto e le preferenze per la struttura della conversazione immaginata si sono suddivise in parti uguali: quattro brani si sono espressi con lo schema tipico di una sceneggiatura, solo battute e nessun altro intervento esplicativo e quattro, invece, hanno prediletto il dialogo inserito in un contesto narrativo più ampio, arricchito di informazioni e commenti.
Intanto complimenti a chi si è messo in gioco anche questa volta con un esercizio non semplice.

Il confronto è stato interessante, ma ho provato a seguire dei criteri di giudizio che, ancorché soggettivi, hanno cercato di abbracciare elementi generici. 

La comunicazione verbale ci rivela molto di una personaggio, qual è il suo atteggiamento, cosa sta provando, come sta reagendo: la prima cosa che ho fatto è stata immaginare la personalità dei soggetti "parlanti" attraverso il loro modo di dire le cose.

In un dialogo l'espressività si manifesta se sono due o più le parti in gioco: le informazioni vengono date dalla dialettica fra gli interlocutori, nel monologo viene manifestata solo la forza di un pensiero  e la ricchezza delle argomentazioni si perde un po'. Questo vale in linea generale, nel particolare, qui nessuno ha fatto monologhi, ma l'inizio affidato a una vocina interiore mi ha un po' confuso nella lettura delle prime battute, come il dialogo con un interlocutore a quattro zampe.

In un esercizio dove la prova richiesta è la presenza di un dialogo, mi aspetto di leggerne uno corposo non basato solo su poche, riduttive, frasi. E anche laddove la conversazione sia accompagnata da spiegazioni, queste non dovrebbero sovrabbondare rispetto alla parte espressa tramite le battute.

Rispondendo sempre a un "criterio restrittivo" ho apprezzato, ma scartato, il dialogo spostato all'esterno del brano paratattico, laddove dovevano essere i personaggi del thriller a condurre la discussione.

Lo avevo specificato non a caso, messo tra parentesi, sì, ma non perché passasse inosservato. Faceva parte delle regole: volevo voci "umane", i ratti dovevano solo limitarsi a fare le comparse affamate.

In base a queste considerazioni e ad altre legate all'originalità della costruzione, al ritmo e all'apprezzamento di una buona prosa, ho ritenuto opportuno premiare il dialogo offerto dall'Anonimo n. 1: a parte una tiratina di orecchie per l'espressione "si era sgonfiato come il peggiore dei soufflé", abbastanza convenzionale direi, il brano mi ha colpito per la rappresentazione a tratti grottesca della donna e per la battuta finale degna di un riuscito sketch.

Al vincitore/trice va il libro messo in palio la scorsa settimana: "Futuro interiore" di Michela Murgia. Per le modalità di ricezione del premio rivolgersi a Helgaldo tramite email.

****

L'esercizio di oggi è di natura diversa. Rientra più nell'area rompicapo enigmistico, come uno di quei giochi che si trovano nella famosa rivista settimanale. 

È una prova che richiede un tipo di concentrazione diverso rispetto a quello previsto per le esercitazioni che l'hanno preceduta: numeri e parole, qui, andranno a braccetto.

Partiamo da un oggetto: la scala. 




Ho preso spunto da qualcosa che attiene al Thriller: la scala è un elemento del racconto paratattico,  no? così, ho voluto affidarle un ruolo primario.

Poiché noi usiamo le parole e non ferro o cemento, mi piacerebbe riprodurre, usando appunto le parole, le alzate via via progressive di cui si compone una scala, in modo da realizzare una struttura verbale fatta a gradini.
Per realizzare l'effetto visivo voluto, ho pensato di partire da tre parole e "salire" aggiungendone una per volta fino a un numero di dieci, per poi "scendere" gradualmente togliendo una parola, fino a ritornare alle tre finali.

ATTENZIONE: ogni "alzata" deve avere senso compiuto e le parole devono essere costruite in modo da mostrare l'effetto a gradino.

Giudicherò la capacità di formulare le frasi con il numero giusto di parole, la simmetria garantita dal gioco visivo a scala e, naturalmente, l'armonia dell'insieme.

Non siete sicuri di avere capito bene? (o non sono stata io abbastanza chiara?)
Questo è un esempio, che è anche il mio contributo al gioco. Parto da tre parole, poi quattro, cinque, fino a dieci e poi di nuovo nove, otto, sette, fino a tre (e se non vi fidate, contatele.)

Una giovane donna
capisce di essersi perduta
nei vicoli bui di Montmartre.
A circondarla l'oscurità della notte.
Si muove a tentoni nel quartiere parigino,
costeggiando un lungo muro con la paura addosso.
Finalmente vede un palazzo: dentro si metterà in salvo.
Invece si trova in un locale frequentato da spregevoli uomini.
Gli ubriachi le si avventano contro con brutte intenzioni.
La donna urla. Legata, viene lanciata dalla finestra,
dentro il fiume infestato da famelici ratti.
Va giù piano, rimane senza aria.
Una mano amica la sveglia.
Bene. Tutto fatto signora.
Mezza corona prego.

La frase di partenza è: "Una giovane donna".

È tutto chiaro?

Giocate?

Questo è il thriller paratattico:

Una giovane donna si trova sperduta nel quartiere parigino di Montmartre, intorno a lei una scura coltre di buio. La giovane cammina fra i vicoli costeggiando un lungo muro, ha paura, entra finalmente in una casa. Sale le scale, comincia a intravedere una luce, si trova nel mezzo di un bar frequentato da uomini ubriachi. Gli uomini si avventano su di lei: la vogliono rapinare, forse abusarne. La donna urla di terrore, i maniaci la legano, la buttano in un fiume, aspettano sulla riva di vederla divorata dai topi. La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare. Una mano la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista: «Tutto fatto signora. Mezza corona, prego!»




68 commenti:

  1. Ciao cara. E niente, resto monella :-p il 5 è mio. Però, mi è proprio scappato dalle mani... mi sono divertita tantissimo! Buona giornata. 😃

    RispondiElimina
  2. P.S. Non è che me ne frego delle regole per strafottenza,eh. È solo che sono in un periodo complesso e proprio non riesco diversamente.

    P.P.S. Grazie a Michele per l'apprezzamento.

    Riciao. 😃

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bello Iara, al di là delle regole cui mi sono attenuta, mi era piaciuta un sacco la tua versione. Però, stavolta ho toppato alla grande con le mie previsioni!
      Sono più contenta: c'è più gusto! :)

      Elimina
    2. Grazie Marina. A me, è piaciuto il tuo in modo particolare, anche se altri meritavano. Tra questi, proprio quello del nostro vincitore. :-)
      Applausi a Michele per la vittoria.

      Elimina
  3. La mia versione era la n. 2 e ha un aneddoto: nel riportare il brano nello spazio dei commenti con il copia/incolla sono saltate tutte le lineette del dialogo. Rileggendolo, però, mi sono accorta che potevo fare la figata di lasciarlo anche così, perché le battute erano abbastanza intuitive. Mi sono concessa il lusso di una scrittura innovativa! :D

    RispondiElimina
  4. Complimenti ad anonimo n. 1. Il mio dialogo era il numero 8.

    RispondiElimina
  5. Io sono la 7. Che detta così sembra che lavori con Mentana. Magari.
    Molto bello il finale dell'1, complimenti.
    In generale ho preferito le elaborazioni tutte a dialogo.
    Grazie Marina, che portare avanti sto progetto mica è una robetta da poco.

    RispondiElimina
  6. L'1 sono io. Segreto di Pulcinella (frase fatta, eh? :P ).
    Soufflé l'ho messo perché volevo che chi legge cominciasse ad avere l'idea del "francese" senza ancora doversi scontrare con un termine di un'altra lingua. La battuta finale l'ho messa per essere speculare al thriller, visto che ne ero del tutto uscito.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Allora hai vinto, Michele. Complimenti!

      Elimina
    2. Complimenti al vincitore, fatti vivo per riscuotere.

      Elimina
  7. Il mio era il quattro :)
    Non ho votato Iara perché anche io ho preferito il tutto dialogo, ma mi è piaciuta molto anche la versione cinque.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh, l'unico che mi era rimasto senza "autore"!
      Con i dialoghi ne ho beccati pochi, mittenti! :)

      Elimina
  8. Complimenti a tutti per i dialoghi della settimana scorsa. E complimenti a Marina che sta portando avanti in modo eccellente il thriller. Molto interessante anche quello di questa settimana. Sappiate che vi leggo e vi seguo anche se in questo periodo non riesco a partecipare per motivi di tempo. Ma se mi scappa di scrivere, ci provo anch'io! ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, Silvia, sto provando a tenere alto il livello di chi mi ha preceduto!
      Fattelo scappare, dai! Ci manchi! :D

      Elimina
  9. Una giovane donna 3
    sperduta impaurita a Montmartre 4
    sgomenta non trova la strada 5
    ma finalmente vede una luce brillare 6
    sembra una casa è invece un bistrot 7
    frequentato da ubriaconi mezzi criminali orrendi esseracci malvagi 8
    che di certo la rapiranno, abuseranno forse di lei 9
    affoga la povera donna in acque infestate di topi feroci 10
    soffoca ma riemerge di colpo glu glu glu glu 9
    e si ritrova stupita sulla poltrona del dentista 8
    cosa diavolo sarà mai successo si chiede 7
    intanto la voce amica del dentista 6
    esige compenso per la prestazione 5
    non emette alcuna fattura 4
    chiede mezza corona 3

    RispondiElimina
  10. Questa versione con progressione geometrica è una figata pazzesca. Altro che i thriller di Helgaldo e Michele, qui ci surclassano.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ammetto candidamente che un esercizio del genere non sarei riuscito a pensarlo in una vita.

      Elimina
    2. È verissimo,direi geniale. Da piccola piaceva invece questo gioco, l'ho ritrovato con piacere in un compito d'italiano di mio figlio. Non mi ricordo il nome, però.
      Faccio un esempio.

      Prevedo
      Ancora
      Un
      Rischio
      Alto

      Leggere le iniziali in verticali.:)

      Se ritrovo come si chiama questo esercizio,vi informo.

      Elimina
    3. Si chiama acrostico e io da giovane ero una bomba. Ora che ci penso, al liceo ho vinto anche un gioco di squadra con un acrostico! :D

      Elimina
    4. Dici, Helgaldo? Ho pensato che inserire qualche giochetto linguistico potesse spezzare un po' il ritmo degli esercizi e creare varietà. Serio e faceto! :)

      Elimina
    5. Sì, è l'acrostico.

      Tanti
      Hotel
      Rimarranno
      Isolati
      Lungo
      Le
      Estremità
      Remote

      Però
      Arriveranno
      Rapidamente
      Alcuni
      Turisti
      Alloggiando
      Tra
      Tutto
      Il
      Caos
      Oscuro

      Thriller paratattico

      Elimina
    6. Te la cavi anche tu alla grande, Tiziana! :)

      Elimina
    7. Mi sembra proprio di sì,in effetti. Piacevolmente sorpresa di me stessa. Sarà che i giochi di scrittura, quelli di
      enigmistica li facevo tanti da piccola.

      Elimina
  11. Una giovane donna 3
    vaga sola per Montmartre 4
    senza riuscire a vedere nulla 5
    data la coltre che copre tutto. 6
    Due uomini si avvicinano per darle indicazioni 7
    notando l' aria spaesata di questa donna straniera. 8
    L' intento, però è tutt' altro che da gentiluomini. 9
    Toccata, derubata, legata e gettata in mare come ultimo supplizio. 10
    Persino morsicata dai topi, quasi come fosse un bocconcino. 9
    Non reagisce, si lascia così trasportare dalla corrente. 8
    Scorre lenta questa acqua che l'avvolge. 7
    Scorre l'acqua da un rubinetto. 6
    Il dottore la sveglia scuotendola. 5
    La voce la chiama. 4
    Apre gli occhi. 3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fa niente che ho messo i numeretti?

      Elimina
    2. No, non ti preoccupare. Li elimino, poi, io! :)

      Elimina
    3. Fiuuuu.... meno male.

      Elimina
  12. Uao, questo si che è un rompicapo serio! Altro che Settimana Enigmistica! Il bello è che, guardando l'effetto grafico, non vedo la scala...niente, io ci vedo il Duomo de Milàn! Manca solo la Madunnina! ;)
    Anche sta settimana non sono riuscita a partecipare...troppo carne sulla brace. Si vede che ho fatto scorta dei Thriller precedenti. Uno, tra l'altro, sta rischiando di allargarsi in un racconto...vedremo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahahah. ...in effetti, graficamente sembra una scala "sgarrupata"... Io "speriamo" che me la cavo (Marcello D'Orta) ;)

      Elimina
    2. :D :D Vero!
      Guarda che questa è una cosa che si può fare mentre mangi un tramezzino nella pausa pranzo, eh!

      Elimina
  13. Una giovane donna
    a Montmartre, nei vicoli,
    vaga sperduta nella notte oscena.
    Tacchi rimbombano tra muri ciechi, sordi.
    Mani accarezzano pietre e mattoni, guide inerti.
    Da un androne caracolla fiocamente una luce ammiccante:
    fidarsene o sfuggirle? Cavalca i gradini, apre la maniglia,
    davanti a sé una bettola d'ubriachi molesti. Nessuna salvezza.
    Non basterà urlare, ragazza, per evitare l'infame assalto,
    le tue esili braccia non fermeranno le corde:
    poca pietà ti verrà dallo Stige francese.
    Acqua nera, fredda, colma di topi;
    rolla, beve, lascia ogni speme.
    Una mano. Il dentista!
    Vuol esser pagato?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Su notepad i gradini c'erano... ma qui spariscono!
      Allora quello non è valido e questo sì.

      Una giovane donna
      a Montmartre, nei vicoli,
      vaga sperduta nella notte oscena.
      Tacchi rimbombano tra muri ciechi, sordi.
      Mani accarezzano pietre e mattoni, guide inerti.
      Da un androne caracolla fiocamente una luce fioca:
      fidarsene o sfuggirle? Cavalca i gradini, apre la maniglia,
      davanti a sé una bettola d'ubriachi molesti. Nessuna salvezza.
      Non basterà urlare, ragazza, per evitare l'infame assalto,
      le tue esili braccia non fermeranno le corde:
      poca pietà ti verrà dallo Stige francese.
      Acqua nera, fredda, colma di topi;
      rolla, beve, lascia ogni speme.
      Una mano. Il dentista!
      Vuol esser pagato?

      Elimina
    2. E nelle risposte si stringe lo spazio. Un elefante in cristalleria ci sta più comodo. Che "salvezza" sia la punta si vede dall'esempio precedente!

      Elimina
    3. Ahaha, ho capito! Prendo questa ultima versione, allora! ;)

      Elimina
    4. Fiocamente una luce fioca?! No, no. Cancella tutto, facciamo finta di nulla.

      Elimina
  14. Una giovane donna
    a Montmartre, nei vicoli,
    vaga sperduta nella notte oscena.
    Tacchi rimbombano tra muri ciechi, sordi.
    Mani accarezzano pietre e mattoni, guide inerti.
    Da un androne balugina fiocamente una luce incerta:
    fidarsene o sfuggirle? Cavalca i gradini, apre la maniglia,
    davanti a sé una bettola d'ubriachi molesti. Nessuna salvezza.
    Non basterà urlare, ragazza, per evitare l'infame assalto,
    le tue esili braccia non fermeranno le corde:
    poca pietà ti verrà dallo Stige francese.
    Acqua nera, fredda, colma di topi;
    rolla, beve, lascia ogni speme.
    Una mano. Il dentista!
    Vuol esser pagato?

    RispondiElimina
  15. UNA GIOVANE DONNA
    Nonostante l'oscuro buio imminente
    Arriva a perdersi nei vicoli, a Montmartre.
    Gira sperduta, indecisa sul da farsi. Che fare?
    Impaurita, costeggia un lungo muro con la mano.
    Ombre scure tutto intorno, poche luci sulla lunga via.
    Vede infine una casa, sente voci festanti. Vi entra sicura.
    Arrivata in cima alle scale, entra decisa nel bar accogliente.
    Nel locale, però, vede solo uomini ubriachi. Che la notano subito.
    E si avventano su di lei. Vogliono rapinarla? O abusarne?
    Dubbi atroci di pochi attimi. I maniaci, poi, l'afferrano.
    Oltre il terrore, solo il silenzio. E di nuovo il buio.
    Niente più. Infine la gelida acqua del fiume.
    Nello studio, ignaro, il dentista la sveglia.
    Abbiamo finito: "Mezza corona".

    P.S.: mi scuro per il "crostoso" acrostico... :-P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ovviamente mi autoelimino, visto che volutamente non ho seguito le regole...

      (Intendevo dire: "Mi scuSo, per il crostoso e ostico acrostico")

      Elimina
    2. Oh, an vedi!
      Il tuo crostoso acrostico è fantastico, giovane anonimo.
      Uno riuscito tentativo per distrarre l'attenzione dall'esercizio di oggi.
      Complimenti!
      Però, adesso IN RIGA: da te, a maggior ragione, a questo punto, voglio non una scala, ma una scalinata perfetta! :)

      Elimina
    3. Ohi...allora l'acrostico piace. È contagioso.
      Che bravo/a!

      Elimina
  16. UNA GIOVANE DONNA,
    nonostante il buio imminente,
    arriva a Montmartre. Si smarrisce.
    Gironzola sperduta, indecisa sul da farsi.
    Impaurita, costeggia un muro con la mano,
    ombre scure tutto intorno, poche luci sulla via.
    Vede infine una casa, sente voci festanti, procede sicura.
    Arrivata in cima alle scale, entra decisa nel bar accogliente.
    Nel locale, però, vede uomini ubriachi. Che la notano.
    E si avventano su di lei. Rapinarla? Violentarla?
    Dubbi atroci, attimi convulsi. Infine il peggio.
    Oltre il terrore, solo silenzio improvviso,
    nulla più. Acqua, freddo, gelo.
    Niente mezza corona, oggi.
    Anestesia poco efficace.

    P.S.: sempre io... :-P. Acrostico. E niente: mi piace l'enigmistica...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche a me ! :p

      Elimina
    2. Sarà un mostro o una mostra? :p

      Depistaggio attivato.

      Elimina
    3. Intanto io sono seria: per stanarti dall'anonimato proverei ad analizzare le parole che usi, mica andrei a guardare la tua dichiarazione dei redditi alla Ferrante maniera! :-P

      Elimina
    4. E sia, prof! Se davvero vuole raccogliere la sfida di disvelare la mia identità dovrà farlo prima che gli altri partecipanti si palesino. Altrimenti l'andar per esclusione faciliterà l'immane compito... :)

      Elimina
    5. Per ora brancolo nella coltre scura di Montmartre! :)

      Elimina
    6. Ahah, ci sono. Sei un'anonima! :)

      Elimina
    7. Io sì,sono anonima ma l'autore della scala in stile acrostico è anonimo.
      Ti stiamo depistando Marina.
      Tutto può essere tutto e il suo opposto.
      Che sadici! Ihihihih...

      Elimina
    8. Lo ammetto: non ho capito un solenne tubo! :D

      Elimina
    9. Anzi no, ho capito, siete in due, uno che sa scrivere poesie e l'altro che fa lo spiritoso con i giochi di parole. Ahah, fuoco, fuochino, acqua...?

      Elimina
    10. Siamo la coppia più bella del mondo e ci dispiace per gli altri, che sono tristi, che sono tristi....:) Fuochi.. d'artificio.. :)

      Elimina
  17. 'sagerati. Tutto per un ostico acrostico anacronistico?
    Comunque, prof, questo giro è stato duro... Spero che al prossimo giro non ci chieda di esprimerci per endecasillabi... :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Endecasillabi? Uhm, sto raccogliendo un po' di spunti e se l'acrostico piace tanto... Da acrostico nasce acrostico...

      Elimina
  18. Una giovane donna
    persa nella coltre parigina
    va rasente lungo una muraglia.
    Si introduce nella casa del terrore,
    sale le scale scorgendo un bel chiarore,
    finisce in un bar in mezzo alla marmaglia.
    La donna è aggredita, offesa, spogliata, via la gonna,
    poi viene legata e scaraventata come un sacco nella Senna.
    Sicuramente affoga in mezzo ai ratti e alla fanghiglia.
    Ma è scossa dalla mano amica del dottore,
    che usa l'anestetico per togliere il dolore.
    Come dentista mi pare una canaglia
    dalla voce gradevole e suadente:
    «Mezza corona, un dente».
    Un sogno sconvolgente!

    RispondiElimina
  19. Ci avevo pensato anch'io a farlo in rima, poi ho cambiato idea. Geniale.

    RispondiElimina
  20. Una giovane donna
    cammina nel buio parigino
    in mezzo ai vicoli di Montmartre.
    Da lontano intravede una casa illuminata
    La raggiunge, sale le scale cercando aiuto
    Trova solo brutti ceffi che prendono la borsa.
    Si ribella ma invano, perché arrivano persino a legarla
    per buttarla giù, dove i ratti della Senna vogliono cibarsene.
    La donna sprofonda, sente che le manca il respiro.
    Poi, ecco, arriva una mano amica a svegliarla:
    "Le ho tolto soltanto un dente cariato".
    Eppure la donna continua a piangere.
    "Tutto, fatto, signora. Perché piange?"
    "La borsa è scomparsa.
    Non posso pagare."

    RispondiElimina
  21. Una giovane donna
    vaga intimorita a Montmartre.
    Riecheggiano passi nervosi, nei vicoli.
    L'oscurità è incollata sul viso.
    Rasenta un lungo muro cercando un riparo.
    Finalmente, una casa, una luce alla finestra. Entra.
    Sale le scale. Trova un bar, ubriachi: vorrebbe scappare.
    Le loro espressioni: un misto di minaccia ed eccitazione. Trema.
    Si avventano su di lei. Urla di terrore. Sviene.
    Si desta nel fiume, circondata da topi affamati.
    L'acqua la sommerge completamente. Dondola, annega.
    Una mano la scuote, si sveglia,
    riconosce la voce del dentista:
    «Tutto fatto signora.» Sorride.
    «Mezza corona, prego!»

    RispondiElimina
  22. Una giovane donna
    galleggia nella Senna, tramortita.
    La fiutano i topi famelici.
    Ubriachi, i colpevoli, attendono dalla riva
    l'epilogo della ragazza smarrita a Montmartre.
    Dondola. Intravede un bagliore, ormai non si fida.
    Rammenta: un muro, una casa, la porta aperta. Avanza.
    Gradini che salgono: l'inferno è popolato da uomini ubriachi.
    Violenza, terrore, una corda. Dopo, pareti d'acqua gelata.
    Si arrende al buio inquieto del fiume. Annega.
    Una voce si insinua nella sua mente.
    Una mano la scuote, si sveglia.
    Vede il dentista finalmente, sospira!
    «Salva per mezza corona!»
    Scherza il dentista.

    RispondiElimina
  23. Questo è il mio contributo:
    http://www.mediafire.com/file/o793s71x0wixb41/TP59.pdf
    Mi spiace dover ricorrere a questo espediente, ma da quanto ho visto, il numero di caratteri avrebbe rovinato l'effetto scala.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io non riesco a vederlo.

      Elimina
    2. Bisogna scaricarlo. :|

      Elimina