Fermo i pensieri in corsa, quando attraversano il mio cervello; li fisso perché non si confondano nel caos di immagini che quotidianamente registro e di sensazioni che assorbo mentre parlo, osservo, percepisco odori, ascolto, mentre, cioè, i miei sensi lavorano e io li assecondo inconsciamente. È questo ciò che faccio portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

martedì 4 ottobre 2016

Anonima Scrittori: gruppo di autoaiuto per scrittori in crisi

Seduta con video motivazionale

Ciao, mi chiamo Marina e scrivo.
Donna seduta - Pablo Picasso

Qualsiasi cosa si faccia o si voglia fare, c'è sempre un punto di partenza. Il primo momento, la puntata zero di una nuova esperienza. 
C'è sempre un inizio.
Da dove comincio? È una banalità, forse, ma in molti casi il "dover cominciare" spiazza, demotiva, confonde. Il punto di partenza rimane tale e si trasforma in dimora fissa. 

Non è raro che gli "inizi" spesso mettano in crisi. È l'idea di "progettare" che raccoglie l'entusiasmo, la voglia di intraprendere una strada, la costruzione di un obiettivo, ma poi quando il pensiero deve diventare un fatto, non sempre si è pronti: ogni "inizio" comporta che si mettano le basi per realizzare quell'idea, che ci si attrezzi in vista di quell'obiettivo, che si applichi una conoscenza, che si sperimenti una novità, che si impari a scommettere sull'esito. Significa tempo, volontà, rinuncia, investimento senza certezze. 
Talvolta chi ben comincia è a metà dell'opera, si dice così, no?
Scrissi questo proverbio la prima volta che sono entrata nel mondo di Facebook: una frase piazzata lì, nel post di ingresso, solo per dire "eccomi, adesso ci sono anch'io", perché proprio in quel contesto, dove lo scopo principale è la condivisione indiscriminata di pensieri e parole, io non avevo idea di quale potesse essere l'"opera" che volevo portare avanti (non ce l'ho tutt'ora, so solo che uso il social prevalentemente come un amplificatore degli interessi di cui già parlo nel blog).
Resta comunque il fatto che cominciare bene qualcosa è la garanzia per incontrare sempre meno difficoltà dopo. 
E l'incipit di un libro ne è un esempio calzante: non è forse l'inizio di un viaggio che fa promesse? se è un buon incipit, è sufficiente arrivare a pagina due per sentirsi trascinati dentro la storia e correre con le antenne tese sino alla fine.

Che accade se l'inizio stenta a decollare?
Se hai un'idea, ma avviarla sembra un'impresa complicatissima?
Che accade se costruisci un'impalcatura che alla prima prova di resistenza al peso di riscontri e verifiche crolla come un castello di carte?
Nulla, accade semplicemente che devi rifare da capo, che devi riorganizzare il lavoro, riprogrammare il tempo, che devi rendere solide le fondamenta, ma nel frattempo la mente elabora il suo bel piano di lagnanza che ti mette all'angolo e ti fa sentire stanca e sempre meno capace! 

Una scatola buia, ecco cosa diventa talvolta il desiderio di ottenere ciò che vuoi e tu vuoi solo scrivere bene ed essere soddisfatta del risultato raggiunto.

Vuoi fortemente vuoi, ma cammini senza vedere a un passo da te e pensi di orientarti andando a tentoni. Scrivi seguendo lo stile che ti appartiene, ma poi ti accorgi che non è con quello stile che vorresti firmare ciò che scrivi. Rileggi e sbatti contro un muro, ti avviti attorno al problema e le direzioni che prendi sono tutte sbagliate, ti fidi dell'istinto, che spesso serve a ben poco e il tuo desiderio si smonta. 
Hai un progetto che diventa carta straccia.
Il peggio arriva quando spalanchi la porta alle domande: ti sommergono. 
E le risposte? Dove sono le risposte?
Vai in cerca di soluzioni che da solo non sai trovare, chiedi a qualcuno di cui ti fidi, ma la voglia di dare retta ai consigli altrui è pari allo zero che hai toccato perdendo ogni entusiasmo. E resti al  punto di partenza
Non vuoi più entrare nel tuo progetto
Puoi solo ricominciare anche se non sei più sicura di volerlo fare.

Non è ansia da prestazione, non è blocco dello scrittore, non è frustrazione da progetto fallito: è noia
Ti viene a noia scrivere.

Nel mezzo di una crisi motivazionale imbattersi in un video come questo può aiutare?
Non lo so, intanto decido di farmelo bastare. Per oggi.













54 commenti:

  1. http://inetworker.it/wp-content/uploads/2016/07/Faillure.jpg

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    1. Vista, ah! Grazie, direi che fa per me. Un bacione.

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    2. Una teoria del c***!
      Pardon! :D :D

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  2. La scrittura ti annoi quindi ora? Brutta roba, ma il video motivazionale è stupendo e te ne ringrazio molto.
    Sei a un ottimo punto per uscirne e io per dirmi VOGLIO UN EDITORE BIG si continua a combattere. Grazie

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    1. Il video è messo qui, ma se può servire a motivare altri meglio! :)
      Momenti, Sandra, sono solo momenti, per fortuna!
      E tu, l'EDITORE BIG cercatelo sul serio! :)

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  3. Di quello che hai scritto mi ha colpito molto la questione della noia. E' un segnale molto forte da non sottovalutare, secondo me, perché se la strada che stai intraprendendo non ti appassiona, forse hai bisogno di abbandonarla e cercane una che ti scateni qualcosa di più. Io ho notato per quanto mi riguarda che la noia è sempre il sintomo di qualcosa da ripensare e mettere in discussione. La motivazione deve reggersi su un sentimento forte, altrimenti al primo ostacolo molli tutto.

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    1. Non è la storia che sto scrivendo a non convincermi, sto incontrando delle difficoltà nel volerla scrivere in un certo modo e nel trovarmela davanti scritta in un altro. È un processo strano: la mia mente mi fa scrivere una cosa, ma poi mi inganna leggendone un'altra.
      Sarò da ricovero, invece che da gruppo di autoaiuto? :)

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  4. Non posso vedere il video per lo stesso motivo per cui non posso ascoltare messaggi vocali su what's app, però a proposito dell'Incipit posso dire che è sempre stata una grande difficoltà. Per quel che riguarda il romanzo, penso di essere soddisfatta: finora è piaciuto a tutti i lettori, compreso Helgaldo, quindi al massimo richiederà qualche limatura. Invece, l'inizio di un capitolo e di ogni scena, è quasi sempre da tagliare. è come se le prime 10 - 15 righe fossero un esercizio di riscaldamento prima di entrare nel vivo. :)

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    1. Helgaldo è uno fra gli altri, non dimenticarlo. Uno vale uno in questo caso. O tutti valgono molto, che è la stessa coa.

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    2. Era un complimento legato al fatto che ho gran stima di te. Non che ne non ne abbia degli altri, però ciascuno dà ciò che può. Mio cugino di sedici anni studente del liceo o mio marito che è programmatore informatico (entrambi hanno letto l'incipit più o meno nel tuo stesso periodo) intercettano possibili lettori, ma mi danno un parere meno professionale rispetto a quello che potete darmi tu e Marina. Lungi da me offendere chiunque mi abbia dedicato del tempo. :)

      P.S. Comunque se vuoi proseguire a me fa piacere. Ho apportato le modifiche che mi avevi suggerito.

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    3. In fondo, che lo siano non c'è nulla di male: si scrive di getto, si rielabora con cognizione. Un inizio non è mai quello giusto subito, l'idea può esserlo, ma poi saperla rendere al meglio sin dalle prime righe è un lavoro che richiede tempo e attenzione.

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    4. Ci tengo a precisare comunque che l'incipit del romanzo all'inizio non era quello. Ci ho comunque lavorato parecchio. :-)

      Non vedo l'ora comunque di mandarti il capitolo che sto scrivendo, perché è piuttosto particolare. Spero di farcela entro il weekend.

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  5. Davvero "chi ben comincia è a metà dell'opera"? Io direi piuttosto che "chi comincia è a metà dell'opera". Si può anche iniziare a buttare giù pagine e pagine di porcherie, ma ad un certo punto sarà sempre meglio aver qualcosa da sistemare che non avere niente....

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    1. Terribile, sono giusto nella fase delle pagine e pagine di porcherie! :)

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  6. Chiedo perdono fin da subito, ma quando mi annoio canto sotto la doccia, poi mi passa. Prova anche tu... :-)

    Se bastasse un bel video in rete
    a far scioglier la noia
    si potrebbe guardarne un milione
    un milione di altri
    bastasse già, uuuu-ù
    bastasse già, uuuu-ù
    non ci vorrebbe poi tanto a capire come si fa.

    Se bastasse una motivazione
    per convincerci a fare
    si potrebbe portarla alla Siae
    e farla brevettare
    fosse così, iiiii-ì
    fosse così, iiiii-ì
    non ci sarebbe più noia che uccide senza pietà.

    Se bastasse una bella occasione
    a ridarci la grinta,
    si potrebbe trovarla in un corso
    senza andare lontano
    bastasse già, aaaa-à
    bastasse già, aaaa-à
    non ci sarebbe bisogno di Mozzi per come si fa.

    Dedicato a tutti quelli che
    sono allo sbando,
    dedicato a tutti quelli che
    non hanno ancora scritto niente
    e sono ai margini da sempre.

    Dedicato a tutti quelli che
    stanno aspettando,
    dedicato a tutti quelli che
    rimangono dei sognatori
    per questo non trovano editori.

    Se bastasse una bella scrittura
    per trovare il successo,
    si potrebbe comprarla sui banchi
    all'Esselunga di sotto,
    e un'altra poi cipicipi-cì
    e un'altra poi cipicipi-cì
    finché diventa di un solo colore più vivo che mai.

    Dedicato a tutti quelli che
    sono allo sbando,
    dedicato a tutti quelli che
    hanno provato ad inventare
    un'altra prosa per cambiare.

    Dedicato a tutti quelli che
    stanno aspettando,
    dedicato a tutti quelli che
    venuti su con gran portento
    poi un dramma gli è scoppiato dentro
    in ogni senso
    hanno creduto cercato e voluto che fosse così.

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    1. :P
      http://www.quizcaffe.it/wp-content/uploads/2015/08/psycho-scena-doccia-2_risultato-679x462.jpg

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    2. ahahah! Pensa che disastro se uno è stonato!
      Ecco, farebbe la fine linkata da Michele! ahaha!

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    3. Comunque, giuro, Helgaldo, che me la stampo e la canto sotto la doccia. Se ha potere terapeutico la proponiamo a Tu si que vales! :D

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    4. Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo... io penso positivo perché son vivo. ...



      Cantare fa bene! ����

      Forza!

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    5. Per la serie "canta che ti passa"! :)
      Domani anche Jovanotti sotto la doccia! :D

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    6. Panta rei...

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  7. Se ti annoia scrivere, non scrivere. Fai altro. Ritrova gioia ed entusiasmo. Forse, anche fiducia in te stessa e nei tuoi progetti. Leggendoti, è questo che mi verrebbe da dire. Però, io non lo so cosa ti occorre davvero. Un abbraccio.

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    1. Grazie, Iara. Infatti, in questi giorni non sto più toccando le pagine scritte finora, ho ripreso a nuotare, sto provando con il metodo siciliano "minni futtu" (che, meno male che mi capiscono in pochi! :P)

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  8. Autoaiuto, dici. Che numero hai, tu? Io il 18. Ti va di scambiarlo? :P

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    1. Perché vuoi scambiarlo?
      Piuttosto mollo tutto e me ne vado! :P

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  9. La noia. La noia è un buon inizio. La noia spesso attiene alle persone intelligenti. Quando non ti basta più quello che ti viene proposto in termini di stimoli. La noia è come il dolore, quello lieve, sordo, che non ti abbandona mai. Allora cerchi una posizione antalgica, ti muovi, ti rigiri, oppure provi a star fermo, magari dormi per annullarti e spegnere tutto. Se dormi puoi sognare, se stai fermo puoi cogliere dettagli che la frenesia dell'azione ti impediscono di cogliere, se cerchi una posizione ottimale cambi prospettive. In ogni caso, nell'essere raziocinante la noia produce. Alle volte la noia è la base della speculazione intellettiva, il moto a luogo verso altro dal contingente. La noia può essere cosa buona e giusta, non la si deve combattere. La noia è il freno della nostra mente che ti costringe a riflettere su quelli che sono i veri bisogni, forse un invito a ripartire dai piccoli atti quotidiani, la noia ti porta a riconsiderare le cose. Come dicevo, è comunque un inizio. Se è vero che i poli estremi si attraggono, e se è vero che la noia è l'opposto della passione, prima o poi…
    La noia ti costringe a porti delle domande. Viva la noia. Alziamo il calice, mezzo pieno, e brindiamo.
    Marinaaaaaaaa, coraggio! Solo a una cosa non c'è rimedio: alle trasmissioni di Barbara D'Urso.

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    1. Barbara D'Urso fa ancora trasmissioni in tv? :)

      Comunque, Max, grazie perché sai trovare risorse anche dove le risorse vanno a morire: la noia ammazza le idee, anzi no, scusa, non ammazza le idee, tramortisce la volontà, il desiderio. In questi giorni è questa la debolezza dei miei pensieri, ma so aspettare: se non va adesso, andrà domani o dopodomani, si comincia e si RIcomincia sempre da qualche parte. Hai ragione, però, sul fatto che questi sono i momenti migliori in cui mettersi in discussione serve, cercare risposte aiuta. Il mio non è lo scoramento di chi percepisce il fallimento di qualcosa, è la poca voglia di assecondare voce interiore che, cavoli, mi chiama sempre alla scrittura e poi non mi regala nemmeno la soddisfazione di averle dato retta!

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    2. Ma allora mi vuoi bene davvero se non mi hai mandato a quel paese dopo tutta sta filippica che ti ho propinato. Belin, mi sono riletto e mi ci sono mandato da solo hahahahaha.
      Tutto passa Mari, come dicevo ogni tanto bisogna tirare i remi in barca e farsi trastullare dalle onde.

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    3. Max, mandarti a quel paese? Che senso avrebbe mandartici e poi venirti a fare compagnia lì! :D

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  10. A me è successo diverse volte di provare noia mentre tentavo di stendere un romanzo. In genere sorge attorno a pagina 80... Forse non è quello che vorresti davvero scrivere. Forse non è ancora arrivato il momento di scrivere quella roba lì... Non saprei.

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    1. Nooo, ma è come la crisi del settimo anno? Sono andata a controllare e... ho sbattuto la porta a pagina 93. Ci siamo, mi pare!

      Io lo so dov'è il problema, Salvatore,qualcuno lo ha visto molto meglio di me e finché non provo a migliorare quell'aspetto del mio modo di scrivere che non mi soddisfa non mi accontenterò di portare avanti un lavoro che vorrei diverso.
      Non è la storia ad annoiarmi, è la sua resa.

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    2. La resa dovresti vederla a testo concluso, perché solo in quel momento hai la visione di insieme. Posso darti un suggerimento? Vuoi concluderlo? Il primo novembre inizia il NaNoWriMo. Scrivi un romanzo di 50'000 parole in un mese. Scrivi senza fermarti, solo dopo ci farai tutto l'editing e la riscrittura che serve. Se hai in mente abbastanza bene la storia te lo consiglio. Ti sprona.

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    3. Grazie del consiglio, Giovanni, ho imparato da te e da qualcun altro cui ho sentito parlarne cos'è questo NaNoecc, ma non credo faccia al caso mio: già le mie giornate sono fatte a slalom e incastrare tutte le attività non mi viene per niente facile, figurati avere il pensiero di mantenere costante un certo ritmo di scrittura. Per me sarebbe solo fonte di stress. In un mese, poi! In un mese non riesco nemmeno a far coincidere gli appuntamenti che ho già programmato!

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  11. Grazie Marina era proprio ciò di cui avevo bisogno: un po' di motivazione e di empatia (Allora non sono solo io!). Rileggo ciò che ho scritto questa estate e mi accorgo che non c'è ritmo, è tutto troppo sincopato e non mi piace, sto cercando di migliorare, forse non ho ascoltato la musica giusta. ;)

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    1. Ciao, mi chiamo Isabella e ho lo stesso problema di Marina! ;)

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  12. Se conosco la Noia? E' stata in casa mia per mesi, quand'ero costretta in malattia a riposo assoluto, con tutto il tempo del mondo a disposizione. L'occasione perfetta per scrivere, no? Macchè. Non riuscivo nemmeno ad aprire un libro, che poi mi saliva il nervoso di non riuscire a scrivere. Ho fatto scorpacciata di film. Alla fine, sempre storie sono e credo di aver imparato qualcosina anche da lì.
    La Noia serve a fermarci quel tanto da ricaricare energie e riorganizzare idee. Da una parte Stephen King dice che un libro lo deve scrivere ogni giorno, dritto fino al punto, in tre mesi, altrimenti gli viene a noia la storia, ci perde l'entusiasmo. Dall'altro, ammette che la noia ha preso sovente anche lui, e che la risolve staccando dalla scrittura ed immergendosi nella "vita reale".
    Credo anche che alcuni suoi racconti brevi siano iniziati per "noia" in mezzo ad altri romanzi.
    Quindi l'Anonima Scrittori è parecchio affollata.

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    1. Mal comune mezzo gaudio! :)
      Immergermi nella vita reale è ciò che faccio anche nei periodi di grande slancio: purtroppo sono costretta a dividere il mio tempo con la quotidianità, ma il punto è che non ho bisogno di ritrovare l'entusiasmo perduto, la mia noia nasce dall'insoddisfazione legata al fatto che scrivo e poi strapperei i fogli a uno a uno. Non posso farlo perché sono file di computer, ma pensa che di un capitolo ho cinque versioni diverse, capitolo 1, cap.1 bis, cap.1 ter, cap.1 quater, ecc.ecc. Ce ne fosse uno che mi convince veramente. Ma io posso continuare a sfornare varianti per trovare la formula giusta? Mi stufo! Tre mesi per un libro? Persino tre anni mi sembrano pochi!

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  13. L'inizio del post è talmente azzeccato alla mia situazione che ho controllato di non avere la videocamera del computer accesa... non è che mi stai spiando?!? :D

    L'impalcatura è lì pronta da tempo, fatta bene, col metodo del fiocco di neve che secondo me funziona alla grande, l'idea mi piace, i personaggi pure... però il foglio rimane bianco.
    Nel mio caso la colpa non è della noia ma dei coniglietti rosa che hanno preso possesso del mio cervello durante l'estate. Si moltiplicano pure. In fondo, sono conigli... Non sanno leggere né scrivere, vogliono solo dormire e oziare. Se a questi parassiti aggiungi che devo studiare per prendere la patente (canadese, perché hanno deciso che quella italiana non vale più) e poi il giorno del ringraziamento incombe e poi è già Natale, insomma speriamo nell'anno nuovo! :D

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    1. Ogni anno ci auguriamo lo stesso ottimismo e questo è positivo, significa che davvero la speranza è l'ultima a morire.

      Ti offendi, Lisa, se ti dico che sono contenta di avere compagnia in questo mio scomodo sentire? Tu hai coniglietti rosa che si comportano da parassiti, io bufali inferociti che negli ultimi tempi non mi danno tregua: mi inseguono minacciosi e mi mettono un'ansia!
      Ma sì, dai, quello che mi ripeto sempre è che non ho bisogno di correre, che posso fare del mio tempo ciò che desidero, che tra le cose che passano, la voglia di scrivere prima o poi torna.

      (Ah, in bocca al lupo per la patente. Sarai una canadese patentata! :) )

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  14. Io ci sono passato nei mesi scorsi, sto cominciando a uscirne.
    Quindi anche una pausa può essere terapeutica ;-)

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    1. Ne riparliamo nel 2017, allora! :)

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    2. Forse - dico forse, è solo un'ipotesi - l'errore potrebbe essere puntare a una narrazione di largo respiro. Perché non "riparti", così come hai incominciato, coi racconti brevi? Una narrazione breve ha il vantaggio di potersi riassumere maggiormente intorno a un'idea, a una scena, a un pensiero, a un dialogo.

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    3. Con un racconto la visione d'insieme cambia, la prospettiva si riduce e questo può aiutare a tenere sotto controllo i pensieri troppo dispersivi. Il tuo consiglio è giusto, ma ho fatto una scoperta tristissima: i limiti che lamento nella scrittura di ampio respiro non spariscono in quella di respiro più corto, per continuare a usare la metafora, anzi paradossalmente nella scrittura breve sono più visibili perché più concentrati.
      Riannoderò il filo del discorso da qualche parte e mi rimboccherò di nuovo le maniche. Non so piangermi addosso troppo a lungo. Poi mi viene a noia anche quello! :)

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  15. Con le attività di scrittura ho scoperto che a volte bisogna fare "altro" per staccare un po' e ritrovare la motivazione, soprattutto facendo attività manuali come contrappeso e come sblocco.

    E' difficile che io incontri la Noia, più che altro vengo presa dall'Ansia per il tempo che passa inesorabilmente e le molte cose che vorrei fare, e mi sembra di continuare a raccogliere l'acqua del mare con il classico cucchiaino.

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    1. Con la manualità sono messa bene, ma sai, Cristina, non è un processo di stanchezza che necessita di riposo o distrazione, è qualcosa di più profondo: è il prendere coscienza di tante cose, è il continuare a vedere punti interrogativi e non sul futuro di ciò che scrivo (è l'ultimo dei miei pensieri), ma sulla qualità della mia scrittura.
      È una consapevolezza che devo imparare a gestire.

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  16. sono la meno indicata per tirare conclusioni e capirci in realtà davvero qualche cosa, ma credo che la differenza per essere come King consiglia, cioè professionisti nello scrivere e scrittori di ispirazione sia proprio la lunghezza dello scritto. Personalmente arrivare a 100 pagine senza perdere la vena creativa ed annoiarmi è cosa dura. Per questo la forma del racconto lungo mi risulta più affine. Il romanzo è credo o opera davvero complicata!Non ti abbattere, non è la lunghezza del lavoro o la noia che ti prende a doverti frenare. Tu scrivi e libera le idee, presto capirai cosa non funziona, non darti addosso sii tua amica.

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    1. Il problema è proprio lì, cara Nadia, che io ho capito cosa non funziona nella mia scrittura e non mi sento capace di superare questo limite.

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  17. Sono indecisa se è meglio il video motivazionale o la canzone di Helgaldo da cantare sotto la doccia. Magari li possiamo usare entrambi a seconda del momento. Se scrivere ti annoia magari basta fare altro per un po', prendersi una pausa. Una volta ho scritto l'incipit quando avevo già scritto tutta la storia, all'inizio non mi veniva, l'ho scritto alla fine.

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    1. Anche i miei incipit sono sempre provvisori e lo diventano ufficialmente a stesura ultimata. E non so nemmeno se la pausa è una soluzione, però adesso è un dato di fatto.
      Oggi vado con la canzone di Helgaldo! :)

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  18. Non credo che chi ben comincia sia a metà dell'opera, altrimenti tante opere si farebbero bastare due inizi ;-)

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